Ultimi Commenti

già era la stessa cosa se ...

09.05.08 @ 12:42:49
da Rosa


Io con queste al governo non ...

09.05.08 @ 12:41:25
da wonderely


Sopratutto Berlusconi ama ledodnne e poi ...

09.05.08 @ 10:46:02
da Rosa


certo.dico un altra cosa.berlusconi dice di ...

09.05.08 @ 10:37:57
da francesco80


Calendario

Mag 2008
LunMarMerGioVenSabDom
 << < > >>
   1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031 

Facciamoci sentire

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. _____________________

_____________________

___________

Blografando-Costruisce il tuo blog

______________

progetto osservatorio di genere. FIRMA PETIZIONI wonderely

petizione difendiamo la 194 flat donna moderna difendiamo la 194

firma petizione vogliamo anche le rose

ogo Loredana Lipperini Quello che le donne non dicono

La prima tv a misura di Donna DONNA TV

rss Sindicazione

HOME
banda http://blografando.splinder.com


Eventi in Italia

Dopo l'omicidio di Nicola Tommasoli a causa di un gruppo di fascisti si organizzano in italia alcune manifestazioni, per dire no al fascismo!
http://www.rifondazionelazio.it/files/antifascismo.jpg

  • Verona - 11 maggio ore 16.00 - Piazza Isolo - Presidio Antifascista
  • Verona - 17 maggio ore 15.00 - Concentramento Stazione Verona Porta Nuova - Manifestazione: Nicola è Ognuno di Noi
  • Roma - 9 maggio ore 19.00 - Piazza Trilussa - Manifestazione Antifascista

  • Inoltre a Roma il 10 maggio alle ore 16,30 ci sarà alla Casa Internazionale delle donne in via della Lungara 19 un iniziativa per ricordare Ornella Serpa, mentre a Cinisi, 9 maggio ore 17.00 una manifestazione Antimafia.

    09 Mag 2008
    Rosa · Nessuna visita · 0 commenti
    Categorie: Diritti
    Chi è la più bella del reame? Votate
    Da Megachip
     
    Questioni d'estetica sembrano essere state  fondamentali per la vittoria delle quattro donne della squadra di governo, ormai la si definisce così, discese  in campo... Rai uno ha fatto la diretta per il giuramento  sui nostri affari: la voce della giornalista ha  commentato prima dell'inizio della cerimonia: "ecco una splendida inquadratura dell' onorevole Prestigiacomo". Già, il gioco più appassionante  sembra essere quello di decidere chi sia la più bella. Nella home page di Yahoo, tra le "notizie" appare proprio questo sondaggio tra le magnifiche 4: Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo, Giorgia Meloni, finora hanno votato quasi 6.000 persone e la Mara e la Stefania sono alla pari, chissà quando mi leggerete come "staranno messe"...

    La Carfagna ha un suo link dove afferma : "Più famiglia. Ciò  che è bene per la famiglia è bene per il paese" e  sia mai che le si ricordi i suoi trascorsi di velina-show girl: «Dalla danza, che è una disciplina, ho appreso rigore e rigidità". La Gelmini, neo ministro per l'istruzione, ha in effetti un principio basilare: "il Merito innanzitutto", compreso quello di essere regolarmente residenti, è quindi con sdegno che si è detta  «allibita per la sentenza sui bambini degli immigrati irregolari, la sentenza del Giudice mi lascia allibita, definire il sacrosanto diritto di rispettare le leggi italiane messa in atto dal Comune di Milano viene definita discriminatoria» e aggiunge "il diritto allo studio vale esclusivamente per le scuole elementari e medie e non come in questo caso per le materne, ovunque e da sempre le scuole materne sono riservate esclusivamente ai residenti, una persona residente a Mantova non può iscrivere il figlio a Milano". La Prestigiacomo in compenso, di dichiarazioni in tema al suo operato al ministero delle Pari Opportunità, non ne ha fatte mai, ha mantenuto un rigoroso riserbo, per cui sarà premiata con un cambio,  quello del Welfare e forse dalla discriminazione femminile con altrettanto mutismo passerà alla discriminazione sul lavoro, rimanendo intatta l'immagine algida, però con portafoglio.

    In quanto alla Meloni, nel 2004   eletta presidente di Azione Giovani, durante il congresso nazionale di Viterbo, ha avuto ben altri problemi da affrontare, ad esempio  con Storace quando affermò un annetto fa  che: " il ‘logo della fiaccola' appartiene ad Azione Giovani che, a sua volta, lo ha ereditato dal Fronte della Gioventù".

    Le Donne azzurre ce l'hanno messa tutta e ce l'hanno fatta, come preconizzava la nuova deputata Souad Sbai che notava la totale assenza di candidati stranieri nelle fila del Pd.

    Come si può scordare l'abnegazione delle "Donne Azzurre Campane che hanno svolto la campagna elettorale nelle case, negli studi, nelle attività commerciali, lasciando alle candidate le manifestazioni importanti, attuando il famoso “porta a porta”, sollecitato dal presidente Berlusconi durante l'Incontro con il mondo femminile che si è tenuto a Roma il 28 marzo scorso"?

    La conclusione della campagna elettorale che avevano organizzato, vide  una conferenza stampa, indetta dalla Dirigente Regionale di Azzurro Donna Clorinda Boccia Burattino, sul cui nome è un invito alla facile ironia. Ma non c'è niente da ridere, il destino politico è nelle mani di queste donne  e questi uomini, al governo e all'opposizione.

    Dagli innumerevoli  forum politici ho preso a caso una battuta delle tante, la meno rozza: "ma vuoi mettere, tra la Finocchiaro e la Prestigiacomo, la seconda è più figa".

    I sondaggi invitano tutti "ancora" a votare e i risultati fanno ridere a denti stretti una parte e a bocca aperta, l'altra.

    Aggiungo il mio commento manifestando tutta la sensazione di assurdità che provo addosso nel momento che Berlusconi ha voluto dare il ministero a  SOLO 4 donne, poichè all'inizio ho pensato al fatto che la percentuale di donne in politica e ai ministeri è bassa rispetto al resto d'Europa, poi ho pensato è anche peggiorata visto a chi gli ha affidati, che sa di contentino della serie "toh, do il ministero a 4 donne, cosi stanno zitte e non si sentono discriminate", e dire che in Itlaia hanno annunciato questa notizia con toni di una novità, di chissà quale parità ragiunta raccontata a modi antipatici come fossimo panda, poi vi ricordate quando Zapatero ha formato la squadra di 9 ministre su 8 e Berlusconi ha definito il governo troppo rosa come se fosse tanto scandaloso forse di più di un governo troppo azzurro come il nostro che preoccupa tanti paesi ma al nostro sembra una cosa normale perchè c'è una società che ancora crede ad una subordinazione femminile. La prosima volta proporranno campagne Donne? no Grazie! alla Giuliano Ferrara. Così alla fine abbiamo capito che la destra lo ha anche detto, il fatot che vede le donne orizontali, per eleggere le donne si basa su aspetti estetici, curriculm da velina come un concorso da miss italia e la cosa+ grave è il ministero delle pari opportunità affidato alla Carfagna, una presa per il culo a tutte le donne italiane che debbono vedersi  per raggiungere le pari opportunità, rappresentate da una a chiappe di fuori, che già mi immagino cosa proporrà per le pari opportunità: incentivare il lavoro di velina? E poi quelli che giudicano le donne solo in base al loro aspetto estetico dicono che sono uomini con mentalità superata, sono cose attualisime purtroppo :(
     

    From left, Youth Policies Minister Giorgia ...
    09 Mag 2008
    Rosa · 18 visite · 7 commenti
    Categorie: Donna e politica, Quote Rosa
    La Salute è un optional
    Da Sorelle d'Italia

    Per la prima volta l’Italia non avrà un ministro per la Salute. Qualcuno sorriderà e penserà che non se ne sentirà la mancanza, visto che in questi ultimi anni, a parte qualche intervento in manteria di fumo, la presenza di un ministro per la Salute nei governi non ha lasciato segni particolarmente evidenti.

    E quindi sarà l’unico Paese occidentale ad avere soltanto un viceministro a rappresentare la Salute. Che cosa significherà esattamente lo sapremo a fine legislatura, ora si possono fare solo congetture. Potrebbe non cambiare nulla, ad esempio, e in un certo senso potrebbe davvero andare così. Gli ultimi mesi di governo ci avevano mostrato in pieno l’impotenza del ministro per la Salute dinanzi al volere delle Regioni.

    Era accaduto quando Livia Turco si era decisa a emanare delle linee direttive a tutte le Regioni sulla pillola del giorno dopo e le politiche da adottare in materia di contraccezione e interruzioni di gravidanza. La Lombardia si è rifiutata di accettare le direttive del ministero e aveva il diritto di farlo. Era il ministro a non avere il diritto di andare oltre la sfera di competenza delle Regioni. Si chiama federalismo. In materia di sanità è ad un livello già piuttosto accentuato. L’assenza di un ministero e il declassamento potrebbero accelerare il processo e assegnare sempre maggiori poteri alle regioni.

    ‘Nelle condizioni date il Ministro non serviva più’. - commenta Roberto Santi, responsabile regionale ligure della FIALS Medici (Federazione Italiana Autonoma Lavoratori in Sanità) e autore del libro Camici Sporchi. Non serviva perché ‘ormai siamo abituati alla sua inutilità e sarà facile completare il federalismo, che è già spinto. Che ne penso? Non bene. Non vorrei che fosse il primo passo per abbattere un sistema che fa acqua, ma garantisce un’assistenza generalizzata e l’avvio di una pesante privatizzazione che garantisce una sanità a due velocità: una per chi ha i soldi, l’altra per i poveracci. E’ una strada già avviata con la complicità del Centro Sinistra che deve anche a questo la sua sconfitta’.

    C’è il pericolo di ‘accentuare le forti diseguaglianze tra regioni e regioni e di limitare ad alcuni cittadini l’accesso a prestazioni sanitarie e cure uguali per tutti’, nota Francesco Schittulli, presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori. Della stessa opinione Carlo Lusenti, segretario nazionale dell’Anaao Assomed, Carlo Lusenti. E poi Massimo Cozza, segretario nazionale del Fp Cgil medici.

    Anche la scelta della persona chiamata a guidare il vice-ministero consentirà di capire qualcosa di più sul ruolo della Sanità in Italia nei prossimi anni. Comunque sia, d’ora in poi ospedali, politiche sanitarie e protocolli terapeutici faranno capo al ministero del Welfare, insieme con le pensioni e le politiche sul lavoro. Il filo conduttore? Esiste, certo, anche se non giustifica l’accorpamento. Basta operare un confronto tra i tassi di fecondità in Italia e in Francia, come fa l’istituto di reicerche demografiche ‘Neodemos’ che parla di un”Italia nella spirale del degiovanimento’.

    ‘Negli ultimi venticinque anni il tasso francese si è mantenuto su valori poco inferiori ai due figli per donna, soglia che rappresenta il livello di equilibrio nel rapporto generazionale. Nello stesso periodo l’Italia è diventata uno dei paesi con più cronica denatalità al mondo. La conseguenza è che ora rispetto alla Francia contiamo oltre quattro milioni e mezzo di giovani under 25 in meno. Siamo inoltre in Europa lo stato con peso più basso di tale fascia d’età sul totale della popolazione: gli unici scesi sotto quota 25%.

    La teoria economica dice che se un bene diventa più raro tende a diventare di conseguenza anche più prezioso, aumenta di valore e viene più ricercato. Stranamente, però, ciò non accade in Italia per il bene “giovani”. I giovani italiani, rispetto ai coetanei europei, contano meno non solo dal punto di vista demografico, ma anche da quello sociale, economico e politico. Siamo infatti il paese che nel complesso risulta più squilibrato nei rapporti tra generazioni. C’è, in primis, lo squilibrio nei rapporti quantitativi, che corrisponde anche a un minor peso elettorale per le nuove generazioni. Ma esiste anche un deficit di presenza dei giovani nella classe dirigente.

    La maggiore gerontocrazia del mondo politico di cui soffre il nostro Paese è inoltre accentuata da barriere anagrafiche di ingresso nel Parlamento che difficilmente trovano paragoni negli altri paesi occidentali. L’occupazione under 25 è poi tra le più basse (la Spagna negli ultimi dieci anni ci ha superati) e la disoccupazione tra le più elevate.Per chi poi trova lavoro, come dimostrano i dati Istat e della Banca d’Italia, i salari risultano particolarmente bassi ed il divario con quelli dei cinquantenni si è ampliato. Sbilanciata a favore delle generazioni più vecchie è anche la spesa sociale. In tutti gli altri paesi dell’area euro, le pensioni incidono per meno della metà della spesa per protezione sociale, noi invece superiamo il 60%. Se si scorporano le pensioni spendiamo un terzo in meno per tutte le altre voci rispetto alla media europea.

    Nel 2007 l’indebitamento italiano è stato l’unico dell’area euro a trovarsi sopra il Pil, mentre in tutti gli altri grandi paesi europei non oltrepassa il 65%. Un debito che, come sottolineano gli economisti Boeri e Galasso, è servito alla generazione dei padri per salvaguardare il proprio benessere e che ora brucia risorse che potrebbero essere destinate a rendere meno squilibrata la spesa per protezione sociale verso le nuove generazioni.’

    E, allora, se uno dei principali problemi dell’Italia è il fatto che non si fanno figli, un ministero per la Salute declassato, indebolito, potrebbe aiutare a risolverlo?

    Vignetta ‘La salute e il suo ministero’ - Copyright Blog ‘Diritto di cronaca’


    09 Mag 2008
    Rosa · Nessuna visita · 0 commenti
    Categorie: Diritti
    schock : le vittime passano anche per carnefici anche nei casi più impossibili.
    Qui ho letto la notizia.

    "Svelata la dinamica del pestaggio di Nicola Tommasoli. I cinque arrestati hanno ammesso di essere stati presenti, ma che nessuno l’ha colpito. Se ne evince che Nicola si sarebbe quindi buttato per terra e preso a calci in testa da solo. Uno dei cinque, Andrea Vesentini, dice spero sia fatta verità e siano presi i veri responsabili. A breve l’accusa di magistratura politicizzata e giustizia ad orologeria".
    Pare che in Italia tutti credono cose incredibili perfino se gli dici che elefanti volano perchè se una persona crede che uno riesce a prendersi a calci e pugni da solo può credere a tutto. Non l'ho mai visto fare nemmeno in un cartone animato, ciò vuol dire che è più facile che un uomo o un elefante voli piuttosto che questo! Non ho parole l'Italia è una repubblica delle Banane fatta da raccomandati anche se sono idioti e credono e si fanno pigliare per il sedere da  quattro ragazzini e questo è il risultato!. E anche il giornalismo ci piglia per il c*lo.
    Ditemi se è un paese civile quello che pur di dare addosso alle vittime anzichè ai criminali, finge di essere un idiota (o magari lo è veramente chi lo sa), che garanzie abbiamo? è questo un paese che ci deve tutelare e dare giustizia.
    Non ho parole, questo fatto è degno di essere letto in un pessimo libro di barzellette.

    Sabato 17 Maggio 2008

    MANIFESTAZIONE
    da: femminismo a Sud

    partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00 

    Nicola è ognuno di noi

    Per sconfiggere insieme la paura  scendiamo in piazza per svegliare la città che troppe volte ha girato la testa, non deve farlo anche questa volta e mai più. Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.

    per una Verona libera dalla paura, per una Verona libera dall'odio, per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi, libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza perchè esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata perchè guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro tempo e della nostra città.

    Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.

    Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo. Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.

    ________________________________________________________  

    Assemblea cittadina promotrice della manifestazione
    per adesioni: adesioni17maggio@gmail.com
    ________________________________________________________

    Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi

    Mercoledì alla notizia abbiamo tremato. Un dolore alla pancia, un presentimento. Mai come ora avremmo voluto essere smentiti. Non è così. La cronaca riassume drammaticamente la storia di questa città. Degli ultimi anni ma anche di trent´anni fa. Abel e Furlan. Figli annoiati della Verona bene che riempivano il loro tempo dando la caccia a presenze non conformi della nostra città.

    Avevamo purtroppo ragione. Cinque ragazzi. Giovanissimi. Chi più chi meno, figli della Verona bene, legati agli ambiti della tifoseria neo fascista, militanti o anche semplicemente simpatizzanti alla lontana dei movimenti o dei partitucoli dell´estrema destra cittadina. Vestiti bene, all´ultima moda. Alcuni con precedenti recenti, per atti di  razzismo o per problemi allo stadio.

    Un certo clima culturale e sociale, alcuni imprenditori politici, un generale vento che spira ha suggerito un processo di riterritorializzazione: lasciare, o meglio, non limitarsi alle  periferie, accantonare l´anima stradaiola e la "storica" attitudine "antiborghese" per rimpossessarsi del centro città.

    Nicola è stato ucciso non perché avversario politico, non perché  rappresentava il nemico, nemmeno perché diverso : migrante, comunista, gay, zingaro, barbone.. Solo e "semplicemente" perché estraneo, non familiare, non compatibile. A che serve oggi raccontare per l´ennesima volta lo stillicidio di aggressioni?...

    Uno stillicidio di aggressioni motivate da "futili ragioni", spesso nel pieno del centro città. Come gli accoltellamenti dell´ estate 2005, come le sistematiche azioni contro i “diversi” (capelloni, alternativi, mangiatori di kebab, tifosi del Lecce...) compiute da una ventina di ragazzi figli della Verona bene, emerse da un inchiesta della DIGOS nella primavera scorsa.

    Come la "cacciata" da piazza erbe, l´autunno scorso, l´episodio non più violento ma più emblematico, quando alcuni antagonisti veronesi in quella piazza per bere lo spritz vennero aggrediti ed espulsi dalla stessa tra l´applauso generalizzato e pre-politico di decine e decine di astanti. O come l´ultimo fatto "marginale" in Valpolicella (il paese di Nicola) la lettera di una madre sul settimanale locale, del mese scorso, in cui si cercano testimoni di un´aggressione avvenuta in un bar , dove un ragazzo di colore giovanissimo è stato massacrato e ridotto in stampelle (fortunatamente provvisorie) tra cori da stadio e inni del ventennio, nell´imbarazzante omertà dei clienti,..

    Per evitare che si ripeta. Guardando al futuro. Partendo dalle radici, quelle storiche certo.  
    Innanzitutto quelle attuali. Il delirio securitario. Da tempo e in maniera esponenziale con le ultime amministrative un linguaggio si è imposto. Ci siamo svegliati una mattina ed abbiamo scoperto di essere in guerra, sotto assedio. Il nemico viene sempre da fuori e fuori deve tornare. Questo è il linguaggio criminale che succhiano col latte i figli di questa città.

    Caro sindaco, alcune provocazioni....
    Dovremmo immaginare che quest´ ultima aggressione sia solo un effetto collaterale di una ronda autogestita? Dobbiamo spalleggiare il sindaco nella richiesta di 72 agenti di polizia per presidiare la notte il Bronx di Piazza Erbe? Dovremmo concordare con la lega la liberalizzazione della armi di  
    difesa personale e suggerire a tutti i diversi di questa città di girare armati?

    Noi chiediamo le sue dimissioni perché simbolicamente lei è uno dei mandanti morali di questa tragedia. Perché riempiendosi la bocca della parola d´ordine sicurezza ha alimentato una forma di  
    "insicurezza" che non produce voti, legittimando la libera e spontanea pretesa di ristabilire il decoro, di ripulire il centro città e i quartieri dai nemici della presunta veronesità.

    Perché il suo successo poggia sull´odio, non vive senza un nemico, alimenta una guerra irresponsabile le cui conseguenze pagheremo a lungo. Si deve vergognare per ciò che ha detto e per i silenzi, perché l´acqua che oggi getta sul fuoco se fosse stato coinvolto un non veronese sarebbe diventata benzina. Perché non avere detto una parola di condanna sui maledettamente e sempre uguali pestaggi in centro, ha provocato quello che è successo a Nicola.


    Quante vite rovinate servono per aprire gli occhi?
    A cosa è servita la tragedia di Nicola?
    Quanto è successo a Nicola non può "capitare"
    Quanto è successo a Nicola non può non insegnare
    Quanto è successo a Nicola non può ripetersi.


     

    08 Mag 2008
    Rosa · 86 visite · 6 commenti
    Categorie: fascismo
    Pupotte Ribelli a Roma, questi si che sono manifesti!
    Da Le Ribellule
    Ho parlato precedentemente nei miei post di manifesti schock. Ho detto che fanno schifo anche  perchè fatti da uomini e per questo impregnati di sessismo, fascismo,  razzismo, strumentalizzazione e pedofilia,  ma visto che l'argomento riguarda le donne e nessuno può affrontarlo meglio di una donna, le Donne, organizzano dei bellissimi manifesti che da Bologna,  arrivano a Roma. Chiamate le Pupotte Ribelli.

    FUORI IL CONTROLLO DAI NOSTRI CORPI E DALLE NOSTRE VITE.
    INVADIAMO LA CITTA' CON LA RABBIA DELLE PUPOTTE RIBELLI.

    Questa notte le Pupotte, le stesse donne di carta della campagna  "adotta un consultorio" apparse qualche mese fa sui muri di Bologna, sono scese fino a Roma;

     Appoggiamo il principio della campagna, ma utilizziamo questo strumento comunicativo per aprirci ai nostri territori ed esprimere tutta la nostra solidarietà per le femministe e le lesbiche  di Bologna che sono scese in piazza determinate a denunciare stupratori, medici e farmacisti obiettori, ricevendo come risposta da un sindaco giustizialista e forcaiolo la repressione.

    Nella nostra città le donne di carta invaderanno i muri di scuole, universita', ospedali, consultori e mercati cercando di intercettare tutt@ coloro che attraversano questi spazi pubblici.
    Qui nel Lazio, la  regione in cui la pillola RU486 e' ancora un miraggio e l'aborto non e' garantito in tutti gli ospedali.
     Un (sopr)uso generalizzato dell'obiezione di coscienza ostacola  i servizi(diritti) di ivg e di contraccezione e crea un clima avverso alle donne.
     Le Pupotte esprimono il disincanto rispetto ad una metropoli in cui i servizi sanitari per le donne sono inesistenti e insufficienti; dove i consultori sono molto spesso fagocitati dalle a.s.l. e tolti alle assemblee delle donne; invasi da chi impone valori ipocriti e vuole decidere sui corpi altrui, da chi non parla alle donne ma al loro senso di colpa.
    Le Pupotte rifiutano una societa' repressa che non informa  sui tipi di  prevenzione ma indottrina ad  astenersi dal sesso;una società succube dell' ingerenza clericale che appiattisce la cultura e rende l'istruzione pubblica di stampo cattolico ed eterosessista, che non concede spazio nelle scuole e nelle universita' a materie sul genere e sulla sessualita'.
    Pupotte ribelli perche' non accettano i ruoli imposti di madri e mogli all'interno di una famiglia mitizzata che nasconde una realtà di violenze e oppressioni quotidiane; perchè rifiutano un finto sistema di welfare che continua a demandarla  sostenibilita'    sociale e familiare alle donne.
    Pupotte libere dai dogmi cattolici perche' la mia sessualita' la scelgo io.

    Determinate a voler andare fino in fondo nel denunciare tale condizione, continuando ad attraversare i quartieri di questa citta' con la stessa rabbia e voglia di liberazione.


    PUPOTTE RIBELLI

    08 Mag 2008

    1, 2, 3 ... 18 ... 35  Pagina Successiva