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piccole opere di grandi imbecilli berlusconiani
http://www.collectorsa.co.za/catalog/images/Collecorsa%2011.jpg


PARMA - Un capotreno delle Ferrovie dello Stato, in servizio sul treno espresso 1920 Palermo-Milano, ha aggredito, insultato con frasi a sfondo razzista e ferito una passeggera cittadina del Ghana, regolarmente in Italia, residente a Palermo e diretta a Parma. L' uomo, residente a Bologna, è stato denunciato dalla Polizia Ferroviaria parmense per abuso d'ufficio, violenza privata, danneggiamento, ingiurie e percosse. L'uomo, alla fermata di Reggio Emilia, aveva cominciato ad insultare la donna perché con le valigie occupava lo spazio adiacente alle porte di ingresso. Poi, dopo averle chiesto il biglietto e visto che doveva scendere a Parma, le ha scaraventato una borsa giù dal treno fermo sul binario. Recuperata la valigia, la donna è comunque riuscita a risalire sul convoglio, appena in tempo prima che ripartisse verso Parma. A quel punto il capotreno le ha prima strappato di mano il biglietto, poi l'ha schiaffeggiata, strattonata ed insultata con frasi a sfondo razzista. Una volta arrivati a Parma la donna, in evidente stato di choc, è scesa dal treno e si è trovata di fronte gli agenti della Polfer. Confrontate le versioni del dipendente Fs (che cercava di attribuire le responsabilità alla passeggera) e della donna, gli agenti si sono insospettiti e sono risaliti ai nomi delle altre persone presenti sul convoglio per raccogliere nuove testimonianze. Queste hanno confermato la versione della vittima e alla fine è scattata la denuncia.

Il fatto è avvenuto lo scorso 14 maggio, ma è stato reso noto solo oggi dalle forze dell'ordine dopo un'attenta verifica delle dichiarazioni rilasciate dal capotreno, dalla donna e dai testimoni. La viaggiatrice aveva subito presentato denuncia alla Polfer, ma allo stesso modo il capotreno aveva imputato alla donna di avere dato in escandescenze in treno. Così gli investigatori hanno sentito vari testimoni per verificare le due versioni contrastanti. "Sporca negra", "schifosi, tornate in Africa", "Berlusconi finalmente vi rimanderà tutti a casa". Sono questi gli insulti che, secondo le testimonianze raccolte dagli agenti della Polizia Ferroviaria, il capotreno avrebbe più volte ripetuto alla cittadina ghanese. La donna, residente a Palermo, stava raggiungendo Parma per fare visita ad alcuni amici e, dopo alcuni giorni, è ritornata in Sicilia. Nella colluttazione con il capotreno la donna ha anche riportato una ferita ad una caviglia, ma non ha fatto ricorso alle cure dei medici. Sui fatti ora indaga la Procura di Reggio Emilia.

APERTA INCHIESTA INTERNA SU VICENDA CAPOTRENO - Sulla vicenda del capotreno denunciato dalla Polfer di Parma dopo l' aggressione e gli insulti razzisti a una viaggiatrice ghanese, il 14 maggio scorso, Trenitalia ha reso noto di avere aperto un'inchiesta interna subito dopo il fatto. "L' episodio - ha precisato - è a conoscenza dell' ufficio gestione del personale di Trenitalia in base a una segnalazione pervenuta da altro personale ferroviario in servizio sullo stesso treno. E' stata avviata un'inchiesta interna per appurare l'esatta dinamica dei fatti e dai risultati dipenderanno eventuali provvedimenti disciplinari, come prevede il contratto collettivo nazionale (si va da sanzioni pecuniarie al licenziamento)". Trenitalia ha sottolineato che
"al momento non è stato ricevuto alcun atto ufficiale, come una denuncia da parte della signora o della Polfer. Ma se ci saranno nuovi elementi potranno condizionare l'esito dell'inchiesta interna".

fonte: ansa.it

Come faccio ora a non incazzarmi seriamente? Si ritengano fortunati che io non ero in quel treno li avrei fatti  a pezzettini perchè veramente i razzisti non li sopporto poi quando sono di berlusconi ancora peggio. Io mi chiedo nessuno ha intervenuto? possibile che siano diventati tutti complici, razzisti? e poi sono i rumeni quelli che maltrattano le donne e gli individui di etnia italica.. Possibile che il cervello dell'italiano medio è cosi minuscolo che appena sente le parole di uno schifoso nano viene condizionato a tal punto? Ora a questo punto credo che la metà degli italiani non valgono due picche come persone. Aspetto con ansia il licenziamento del capotreno e cominciate a dare lavoro a chi è competente e resta per strada anzichè darlo a cialtroni che non sianno far  nemmeno il loro lavoro.

ma andate affanculo!

17 Giu 2008
Rosa · 88 visite · 3 commenti
Categorie: fascismo, Cronaca, Berlusconate
scritte vergognose sui muri


Il femminismo non è morto e qualcuno sta iniziando a mostrare segni di paura. In questo blog ho trovato un articolo che comunica questa vergognosa scritta lasciata sul muro a Bologna. Oltre ad essere vergognosa per il fatto che vandalizzano i muri del centro storico, si apologizza lo stupro e il femmini(sti)cidio.  la scritta come potete vedere è in nero ed è rappresentato fieramente un simbolo maschile (credo che molti uomini potrebbero offendersi a venir rappresentati da certi soggetti)

Io mi chiedo: oltre a cartelloni che ci ritraggono come oggetti sessuali apologizzando lo stupro ora ci dobbiamo trovare l'apologia diretta di certi idioti, già che ne abbiamo bisogno (solo in italia succedono per la bassa qualità cerebrale del maschio medio italiano cresciuto tra tette e culi in televisione).


Quella scritta dopo quella fatta sul muro poco tempo fa su Franca Rame, la polizia che fermò delle donne che facevano volantinaggio per un presidio contro lo stupro e un gruppo di leghisti a Parma l'otto marzo che ci minacciavano di stupro, tutto ciò è simbolo di una cultura presente nel nostro paese che per intimorire ogni lotta di emancipazione femminile usano questi squallidi mezzi degni di un animale in via di estinzione (solo nel regno animale si estingue infatti)


Questo è degno nemmeno di un paese del terzo mondo (infatti lì queste cose non accadono). Ma non mi spaventa una scritta mi spaventa come in questo paese ancora non si è insegnato il rispetto per le donne dove ogni loro decisione disposizione del proprio corpo, della propria libertà viene profondamente minata. E' assurdo che ci sono uomini che danno per sccontato di impadronirci della nostra autodeterminazione, corpo, vita e idee, formalizzando un modello femminile alla loro mercè completamente deciso da loro.

Chiudo dicendo a questi schifosi esseri:

Noi donne siamo libere, autonome di esprimerci, di vivere, siamo padrone della nsotra vita e ogni nostra azione, ogni nostro corpo non vi appartiene. E ieri ne avete avuto l'esempio!
tremate!
15 Giu 2008
Weekend antirazzista e antisessista
Da Femminismo a Sud


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/fa/Pink_triangle.svg/200px-Pink_triangle.svg.pngQuesto fine settimana ci sono due iniziative di rilievo. Domani - 7 giugno - c'e' il pride romano, all'insegna di tante polemiche, con il mancato patrocinio della ministra alle pari opportunità che ha deciso che le persone glbtq non devono avere opportunità alla pari con nessuno.

Alla manifestazione parteciperà anche un nutrito spezzone femminista e lesbico a cura delle sommosse romane. Chi volesse rintracciarle le trova alle 15.00 (ma anche prima) in Piazza della Repubblica ad allestire un camioncino con le scritte: "La vostra normalità ci uccide / la nostra diversità vi seppellirà” “Contro l’ordine della famiglia / disordine lesbico” e un terzo con la firma "femministe e lesbiche autodeterminate, antifasciste, antirazziste".

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/3c/Black_triangle.svg/150px-Black_triangle.svg.png Dopodomani - 8 giugno - invece c'e' il corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti di Rom e Sinti in Italia. Appuntamento a Roma - dove gli sgomberi dei campi oramai sono un'abitudine - alle 15.00 al Colosseo. Sotto vi copio l'appello, il programma e tutte le info che vi servono. Buona militanza a tutti/e.

>>>^^^<<< 

Coordinamento Nazionale

Per promuovere un corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti dei Rom e Sinti  in Italia

L'iniziativa è promossa da intellettuali italiani e Rom, associazioni, artisti e persone di buona volontà che non vogliono essere strumentalizzati da nessuno.

Le Associazioni che aderiscono all'iniziativa diventano automaticamente anche organizzatori e promotori partecipando con i propri rappresentanti al costituente Coordinamento Nazionale Permanente e al corteo antirazzista nel rispetto dei principi che hanno mosso l'iniziativa.

Domenica 8 giugno, Roma

Dalle 15 alle 16
- ritrovo dei partecipanti al COLOSSEO (Piazza del Colosseo, dal lato dei  Fori Imperiali) ci si arriva in pulman, in auto e con la metro B)
Dalle 16 alle 17
- corteo dal Colosseo fino al Foro Boario
Dalle 17 alle 20
- Foro Boario, Villaggio Globale libera discussione, proposte:
 
•  Creazione di una rete informatica, contro l'inquinamento e la mistificazione delle informazioni
•  Creazione di una Consulta romanì costituita dalle associazioni storiche e le organizzazioni rom
•  Varie ed eventuali

Dalle ore 20
Festival Interculturale Antirazzista:
Alexian Group (Italia)
Musicisti Rom del Kossovo
Taraf de Bucarest (Romania)
Chaja Chelen (Bosnia Erzegovina)
Lucio Pozone (chitarra flamenca)
Alessandro Cavallucci (chitarra flamenca)
Jamal Quassini
Nuove Tribù Zulu
Nico Arcieri (pianista)   
 
La partecipazione è aperta a tutti gli artisti

La partecipazione è libera e gratuita LE ADESIONI SONO APERTE A TUTTI

FERMIAMO UN  GENOCIDIO CULTURALE


Dopo l'ultimo delitto crudele della mistificazione e della calcolata disinformazione non si può più restare   in silenzio, occorre agire, questo silenzio è assordante e colpevole.

L'8 Giugno le Associazioni   Rom e Sinte in Italia e le associazioni di volontariato, gli artisti, gli intellettuali e le persone di buon senso organizzano a Roma un corteo di protesta civile.

Aderite e fate aderire prima che sia troppo tardi!!

***********


Occorre ribadire alcuni concetti che vengono mistificati,
Tutti credono che Rom siano  solo stranieri.
Non è vero!, infatti l'80% dei Rom e Sinti che vivono in Italia sono cittadini italiani
Tutti credono che i Rom sono nomadi.
Non è vero!, Infatti la maggior parte di quelli presenti sul territorio italiano sono sedentari
Tutti credono che il campo nomadi è la soluzione ideale.
Non è vero!, Infatti i rom arrivati in Italia nei loro paesi di origine avevano le case, il campo non è un tratto culturale della popolazione romanì, ma un'imposizione dovuta alla non conoscenza.
Tutti credono che zingaro sia il nome di questo popolo.
Non è vero!, infatti il termine corretto è Rom o Sinto.
Occorre far rispettare le convenzioni internazionali nei confronti dei Rom, la carta dei diritti dell'uomo in Italia per i Rom non vale.
Non abbiamo nulla se non il nostro coraggio!!

 
Protesta anche tu!

Invia la tua protesta a:

-Presidente della Repubblica ON. Giorgio Napolitano ( https://servizi.quirinale.it/webmail/ )
-Capo del Governo On Silvio Berlusconi  Presidenza del Consiglio dei ministri
Palazzo Chigi Piazza Colonna 370
00187 Roma - Italy  tel. (+39) 0667791
-Ministro degli Interni On. Maroni ( DipartimentoAffariInternieTerritoriali@interno.it)
-Ministro per le Pari Opportunità On. Carfagna (serep@pariopportunita.gov.it )
-Giornalisti
-I tuoi conoscenti,
-La tua mailing list,
-Il tuo blog

EVITIAMO UN SILENZIO INCIVILE, FAI SENTIRE LA TUA VOCE E PASSA PAROLA!!!

I nostri slogan: Basta Razzismo contro i Rom! No all'informazione razzista! Non si può condannare un popolo! Stop alla Xenofobia! No ai pogrom!
           
Io sto coi Rom        

***********

Per informazioni e adesioni
ASSOCIAZIONE NAZIONALE THÈM ROMANÒ ONLUS 
Centro di Promozione Interculturale- Associazione Autonoma di Rom e Sinti

Per approfondimenti e aggiornamenti: Sucardrom

06 Giu 2008
Altri manifesti sessisti e pure razzisti



Mi chiedo perchè quando si parla di violenza sulle donne ci si rivolge agli uomini anzichè a chi la subisce in prima persona, come del resto per ogni questione femminile accade...come se non ci deve appartenere, come se dobbiamo solo subire e starci zitte, perchè siamo oggetti sessuali e strumento di qualsiasi campagna elettorale, e prima di essere persone fisiche siamo proprietà di qualcuno. Questo è molto simile al manifesto "donna-proprietà", il senso si è questo ma qui direttamente afferma che sono i rom gli stupratori rivolgendosi a tutti quelli che "posseggono" le donne, di stare attenti a non farsele stuprare da loro. E' assai risaputo che per i fascisti la donna non conta nulla ed è pressochè pocodipiù di un oggetto e se uno stupratore è di razza straniera lo stupro è un gravissimo reato, non perchè ha stuprato, ma solo perchè non è italico e quindi per questo motivo suscita indignazioni, perchè se poi un gruppo di fascisti usano lo stupro per intimidire una donna impegnata in politica, allora diventa un altro discorso, perchè lo stupro fascista "alle donne piace".
21 Mag 2008
Rosa · 96 visite · 0 commenti
Categorie: fascismo
Andata benissimo la giornata antifascista.


Conclusa benissimo la giornata antifascista a Verona anche se il tempo non era proprio uno dei migliori. Il corteo è stato organizzato per ricordare Nicola Tommasoli ucciso dai fascisti. Erano circa in dodicimila.
Ecco il cumunicato:

Comunicato dell'assemblea aperta cittadina. Verona

17 maggio 2008

Dodicimila persone hanno sfilato oggi a Verona per ricordare Nicola


Circa dodicimila persone hanno sfilato oggi a Verona per ricordare Nicola Tommasoli, il giovane ucciso nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio da cinque simpatizzanti dei gruppi neofascisti.
Per Nicola la manifestazione si è fermata davanti alla chiesa di San Fermo, per un minuto di silenzio e un lungo applauso, per portare fiori e ricordi sul luogo della sua morte, lì a pochi metri, a Porta Leoni.
A questa grande e importante manifestazione si deve aggiungere quella altrettanto importante e significativa che le organizzazioni dei migranti hanno promosso in piazza Bra.
Da queste manifestazioni nasce una nuova Verona che vuole propagare una nuova sensibilità fatta di socialità vitale e tolleranza.
Il corteo - comunicativo, aperto, partecipato, pacifico - è stato aperto da uno striscione disegnato da un artista/writer amico di Nicola, portava questa scritta: "Nicola è ognuno di noi".

La manifestazione, promossa dall'Assemblea aperta cittadina, ha fatto appello alla coscienza civile e alla capacità di autocritica di Verona per sconfiggere l'intolleranza e la discriminazione, un atto d'amore verso la città stessa, perchè è proprio dalle condizione estreme che possono nascere pensieri e pratiche vivificanti, perchè è proprio dal dissenso che possono nascere sensibilità, coscienza, saperi nuovi. E' necessario quindi costruire progetti per nuove sensibilità, forme di vita libere.
Erano presenti molti cittadini, uomini e donne, ragazze e ragazzi, associazioni culturali, musicali, teatrali, sociali di Verona e del territorio. Tra i molti striscioni anche uno degli amici di Nicola, con la scritta: BIBOA, una gioiosa imprecazione inventata da Nicola stesso. Molte anche le realtà giovanili e i centri sociali di varie città, da Roma a Brescia, da Padova a Bologna.

A metà corteo, qualche tafferuglio provocato da poche persone è stato pacificato dai manifestanti stessi. Il corteo si è concluso a piazza Erbe e in piazza Dante con gli interventi delle realtà che hanno organizzato e partecipato alla manifestazione.

Si è manifestato per ricordare chi ci è stato affine. Non ha importanza se Nicola si dichiarasse antifascista o meno. In questi anni di ripensamenti e ricombinazioni sociali, culturali, politiche, esistenziali, abbiamo imparato a definirci non per quello che siamo ma per ciò che non siamo. A differenza dei suoi assassini Nicola non era nazista, non era fascista, non era razzista, non era leghista, non era un reazionario. Sappiamo ciò che non siamo, ciò che saremo dobbiamo inventarlo. Lontani dalle passioni tristi, gioiosamente, naturalmente, vivere come l'aria che si respira, come ha fatto Nicola. A Nicola piacevano il surf, la montagna e il colore arancio. Skate: ebrezza e surf dell'anima. Montagna: tregua, respiro, silenzio. Colore arancio: vitalità e spiritualità. Immaginazione. Vita contro la morte.
Assemblea aperta cittadina
organizzazione della manifestazione
info: 3491476050 - 3477732939


Intanto nel resto di Italia è pieno fascismo. Urla, insulti, minacce. E´ esplosa nella notte, durante un pattuglione di polizia e carabinieri, l´esasperazione degli abitanti di via Longoni, al Prenestino, una zona, ormai da anni, in ostaggio di prostitute e transessuali che trasformano la strada in un circo a luci rosse. Una rabbia corale che rischia di sfociare in gesti di violenza. Nessuno scontro, almeno ieri, ma una situazione che potrebbe diventare esplosiva.
E´ accaduto verso le 3 della notte. Già in serata, alcuni abitanti di piazza Pascali, che si trova a poche centinaia di metri di distanza, erano andati a portare la loro solidarietà agli inquilini di via Longoni. Una trentina di persone si sono riunite in strada (come era già accaduto più volte alcuni giorni fa) per protestare contro l´invasione dei transex, quasi tutti sudamericani. Sul posto, la scorsa notte, era stata programmata una retata di agenti, vigili e carabinieri.Alla vista delle prime volanti e gazzelle, alcuni transessuali hanno cercato scampo in una forra piena di spine al lato della strada. Agenti e militari li hanno inseguiti tra i rovi e li hanno acciuffati uno ad uno dopo una serie di brevi e concitati inseguimenti nel buio. Qualcuno ha tentato di divincolarsi e scappare ma è stato subito immobilizzato. Un transex seminudo, coi capelli biondo platino, è emerso dalla macchia, bloccato da due robusti agenti in borghese, col corpo segnato dai graffi provocati dai cespugli spinosi tra urla di «Picchiatelo», gesti osceni e ironici applausi degli abitanti. Alcuni transessuali sono stati caricati, di peso, sulle macchine della polizia e dei vigili, altri sono stati stipati nel furgone dei carabinieri. Il tutto tra gli insulti e lo scherno di una piccola folla che è rimasta sul posto fino a notte fonda. «I transessuali vengono mandati al cpt di Milano dove c´è una sezione speciale - spiega un ufficiale dell´arma - in attesa di essere rimpatriati». Davanti ai fotografi e ai teleoperatori i transessuali si sono esibiti in spogliarelli improvvisati.
Ma la retata non ha placato la rabbia della gente della zona. «Guardate che schifo - dice un esponente del comitato mostrando le piccole baracche, abbattute dalla polizia e dai carabinieri, che ospitano i convegni dei transessuali - non si può tollerare un degrado di questo genere». «Adesso siamo pochi ma se continua così alle prossime manifestazioni ci saranno duemila persone - aggiunge un uomo sulla cinquantina - si rischia una specie di guerra tra i poveri. Se qualcuno non prende provvedimenti finirà come con gli zingari a Napoli o peggio».
(Fonte: La repubblica)
A Napoli nonostante continuano a morire di spazzatura e camorra, danno al via alla caccia al rom .



Le foto sono di Femminismo a Sud

18 Mag 2008
Rosa · 102 visite · 8 commenti
Categorie: fascismo

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