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il mio Ritorno....

Dopo un assenza lunga ritorno a scrivere nel mio blog..  Ne sono successe di mille colori. Majin Bu Sbarca a Pesaro"Li perdono perchè non sanno quello che fanno"dandoci delle assassine termine che nemmeno ad Anna Maria Franzoni è stato appioppato. poi a Palermo, Roma, Bergamo ed Ancona con la sua campagna da mercato contro l'aborto ed una serie di manganellate alla faccia del paese per la vita e contro la violenza sulle donne come vuole propagandare ferrara! "Sono contrario che si impedisca ad una persona di parlare, ad ogni forma di intemperanza, ma non mi unisco - spiega Occhetto - a quelli che non sottolineano che c'è stata e continua ad esserci una violenza insopportabile nei confronti delle donne, con parole, anatemi e ricatti morali".


Nel frattempo la Binetti ha dichiarato chiaramente che non voterà MAI la legge sulle coppie gay. I parlamentari ultracattolici che il PD sta per eleggere pare siano più o meno 123. Forse questo è un ottimo momento per tutt@ per emigrare in spagna. Ferrara ci avvisa che in italia "non nascono bambini a sufficienza per costruire il futuro" della serie voi donne siete solo dei contenitori. La Santanchè arricchisce la sua campagna elettorale informando  Berlusca e noi che non gliela da'  mentre un'altra donna è morta a Perugia a causa del suo ex marito in piena campagna elettorale dove fa si che la violenza sulle donne sia una questione di sicurezza nelle città e non nelle case. Gli uomini del pro life fanno si che la spirale venga messa al bando dopo che una donna racconto' che una dottoressa obietto di prescrivergliela per questioni  di coscienza perche "la spirale bloccando lo spermatozoo prima che raggiunga l'ovulo di fatto esegue un aborto". Come dire che se quando si masturbano gli uomini commettono un aborto, ma ovviamente questo tema si evita di essere toccato se no si alzano gravi questioni politiche contro le donne con stupri alla regola del giorno. Come dire anche che le donne dovrebbero restare incinta tante volte quanti saranno gli spermatozoi che andranno a farle visita. Ovviamente hanno rorigine dalla santa chiesa cattolica. Sono gli stessi consigli che hanno impedito a noi donne di vivere per secoli una sessualità  libera. In questo caso l'argomento si sposta sull' accesso alla contraccezione preventiva per evitare poi di dover scegliere di abortire e non più solo alla matrnità. Poi scoprimamo che anche in Cile dove l'aborto è illegale e dove è in discussione un provvedimento che di fatto vieta l'uso di dispositivi intrauterini e della pillola del giorno dopo. Poi mercoledì 9 Aprile dalle ore 16.00 in Largo di torre Argentina, Roma ricordando il fatto de L'otto marzo quando le lavoratrici hanno fatto un presidio di protesta. E sono state "allontanate".  Si chiama  Sfruttate in nome di Dio, contro il precariato delle donne nell' ORP. 
U
na artista che stava facendo un viaggio con un vestito da sposa in autostop per la Turchia, vicino Istanbul. Qualcuno l’ha accolta in macchina, l’ha violentata, uccisa, buttata in un fosso nuda. Il governo turco si scusa. Forse perché aspettano di poter entrare in Ue e questo un po’ lede l’immagine di quella nazione e ci troviamo un altro scempio sul corpo di una donna strumentalizzato a fini politici.  In Piemonte le "sommosse torinesi" hanno realizzato un opuscolo per le adolescenti sulla contraccezione, la prevenzione, le norme da seguire anche in caso di aborto e hanno incluso le indicazioni sui consultori  di Torino presso cui andare e sugli ospedali cui rivolgersi.  Continuano le violenze sulle donne, in questo caso nessuno si impegna a tutelare le donne per ragioni di vita, come una suora sfruttata in un albergo nonostante la malattia e una ragazza stuprata dal suo instruttore di danza.  In pratica c’era una gara e l’istruttore aveva il potere di scegliere chi fare gareggiare e chi no. Così ha minacciato di escludere la ragazza e dopo aver abusato di lei ha anche precisato che l’avrebbe uccisa se ne avesse parlato con qualcuno.  Infine in Spagna una donna viene eletta ministro della difesa con l'eccezionale notizia che è incinta roba che da noi una donna incinta è ritenuta malata o isterica o addirittura esclusa e licenziata dal lavoro. "Battute trite e ritrite di uno stanco regista di una pellicola ingiallita". Così Barbara Pollastrini torna a commentare le esternazioni odierne di Berlusconi che ha detto, nell'intervista a Sky tg24, che per lui le donne di destra sono "più belle di quelle di sinistra e pure iperlaureate". Secondo la Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità quelle del leader Pdl sono "considerazioni che testimoniano di una miseria culturale che si commenta da sè". Certo, però "le donne del suo partito dovrebbero reagire - conclude -. Ma forse sono troppo abituate a una pubblica obbedienza per farlo...".

14 Apr 2008
Majin Bu fatti uno spuntino di uova e pomodori!
Scontri a comizio Ferrara ...

Come previsto si è presentato anche a Bologna, dopo le sue violente intromissioni a Livorno, Padova e Firenze. Ci minaccia perfino candidandosi a premier. Un gruppo di giovani dei centri sociali, che peraltro aveva preannunciato la propria azione dimostrativa, si è presentato tra il pubblico ha cominciato a fischiare e urlare non appena il direttore del Foglio, candidato premier della lista «Aborto? No Grazie», ha dato il via al suo intervento.

POMODORI E MORTADELLA - Non si è trattato di un episodio circostcritto perchè per contestare Ferrara in piazza c'erano un migliaio di persone. Secondo quanto riferiscono i testimoni, in un primo momento sono volati pomodori, quadretti di mortadella, uova e bottigliette d'acqua. Ma poi s'è vista volare anche anche qualche sedia, presa da un bar che affaccia sulla piazza. La tensione è quindi cresciuta, per culminare nel momento in cui Ferrara ha preso la parola. A quel punto alcuni dei contestatori hanno cercato di salire sul palco e sono stati respinti dagli agenti di polizia. Lo stesso candidato premier ha rilanciato alla folla un pomodoro che era stato gettato sul palco. I contestatori hanno poi detto che ci sono stati 15 persone contuse per la reazione della polizia fascista e i tadfferugli che sono seguiti al tentativo di salire sul palco per impedire il comizio. 


DOPO LE MINACCE DI MAJIN BU,  stato comunque costretto alla fine a lasciare la Piazza su un'auto scortata dalla polizia e presa di mira dai contestatori che le hanno scagliato contro anche due bottiglie di vetro«Questa non è democrazia, non mi fate parlare - ha detto Ferrara -. Domani finirete su tutti i giornali, siete contenti? Avete contestato il comizio ma non siete a riusciti a impedirci di parlare a Bologna». «Un clima incivile» ha poi affermato l'ammasso di ciccia.

Inoltre il sindaco di Bologna accusa questo avvenimento come una mancanza di democrazia ma non pensa che anche le donne subiscono ogni giorno negli ospedali, dall'avvenimento di Silvana ad oggi una totale mancanza di diritti e democrazia. Perchè si sa quando un uomo viene attaccato, succede un casino di ordine sociale, mentre una donna....

La violenza che i manifestanti facevano al grande e grosso e indifeso Ferrara ha tanto preoccupato più della vicenda in cui un agente ha attaccato una ragazza delle manifestanti, Se continua così diventerà legale picchiare le donne. In prima fila c'erano soprattutto ragazze di vent'anni. E a loro sono andate le manganellate. Che qualche poliziotto si sia lasciato andare se ne sono accorti anche i funzionari della Digos, e uno di loro ha fermato con uno schiaffo un agente che se la stava prendendo con troppa violenza con una ragazzina.

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02 Apr 2008
Dopo Livorno e Firenze, Ferrara a Bologna, Donne in piazza.

gg-45.jpg picture by kikkazz 
Pare che quella palla di grasso di Majin Bu ha invaso anche Bologna per schiamazzare i suoi stupidi discorsi contro l'aborto, dopo aver invaso Padova e Livorno dentro una parrocchia neanche fosse il papa o Gesu' cristo. Le Donne si sono date appuntamento in piazza il 29 marzo alle 19.30 con un mazzolino di prezzemolo) e Firenze (le "donne in movimento" indicono un presidio per il 30 marzo alle 17.00 in Piazza San Marco) decide che tocca anche a Bologna. Infatti, il 2 aprile le donne si riuniscono tutte in piazza Maggiore alle ore 18.00.
Vi cito i due manifesti uno di Bologna e l'altro di Firenze.

Bologna 


"Apprendiamo dal sito del Foglio che il 2 aprile alle 18 Giuliano Ferrara sarà in Piazza Maggiore per portare avanti la sua campagna elettorale tutta concentrata sull'attacco alla legge 194 che regola l'interruzione volontaria di gravidanza.
Crediamo sia importante che quel giorno, come già accaduto a Padova, Verona, Torino e molte altre città ancora, Giuliano Ferrara si senta ospite sgradito e che gli venga ribadito che il suo diritto di parola in quella che è la principale piazza della città non può coesistere con il nostro diritto di autodeterminarci, di decidere dei nostri corpi, dei nostri desideri, delle nostre forme di vita.
Per questo invitiamo tutte le soggettività, i collettivi e gli spazi sociali della città a essere presenti il 2 aprile in piazza Maggiore.

FERRARA NON CI PASSI__per varcare la porticina del paese delle meraviglie occorre saper diventare piccoli e tu non ne sei capace.... ma soprattutto sei INDESIDERATO! Guai a chi ci tocca."
 

Le compagne del Tpo 


Firenze

Giuliano Ferrara sarà a Firenze domenica 30 marzo alle ore 18.00 in P.zza S.S. Annunziata per presentare "Aborto? No, grazie", la lista per la vita che corre per la Camera dei Deputati.
Saranno presenti anche i candidati per il collegio elettorale della Toscana, il capolista Lorenzo Schoepflin, Cinzia Calusi Verrengia attivista nel volontariato per la vita e Fernando Corona presidente della casa editrice Vallecchi.

Ci saremo anche noi perchè a parlare delle questioni che riguardano il corpo delle donne e il loro benessere dobbiamo esserci noi! Giuliano Ferrara si deve sentire ospite INDESIDERATO nella nostra città, come lo è stato in tutte le piazze in cui è stato a parlare.
Per questo invitiamo tutte le soggettività, i collettivi e gli spazi sociali della città a essere presenti domani, 30 marzo alle 17:00 in piazza San Marco.
PER IL DIRITTO ALLA SALUTE DELLE DONNE, PER L'AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE:
NON CI SERVONO UOMINI CHE DECIDONO LE SORTI DEL NOSTRO FUTURO!
 

Donne in movimento



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30 Mar 2008
Contestazione a Giuliano Ferrara durante un comizio in piazza Castello x la lista "Aborto? No, grazie!"
Il coordinamento di donne "Sommosse-Torino" oggi pomeriggio, 27 marzo, ha dato vita a un presidio spontaneo in piazza Castello, ultima tappa in ordine di tempo della presentazione della lista elettorare di Ferrara "Aborto? No, grazie!".
 In una piazza blindata per garantire lo svolgersi di un comizio che si è in realtà configurato come una conferenza stampa di poco più di 15 minuti data la totale assenza di pubblico (per evitare il confronto con la piazza vuota e ostile Ferrara ha evitato il palco già allestito e si è rintanato sotto i portici con i soli giornalisti e la scorta) abbiamo rivendicato ancora una volta, così come già avvenuto in altre città, che le uniche ad avere diritto di parlare e decidere sul corpo femminile sono le donne e che non tolleriamo campagne elettorali giocate sulle nostre vite.
Il tentativo di Ferrara di acquisire consensi si è rivelato vano se non fosse per l'attenzione che gli viene tributata dai media sempre pronti a prestare attenzione persino ad un comizio inesistente.
Al palco vuoto di Ferrara e alla "sua" piazza deserta, noi contrapponiamo i percorsi di autodeterminazione che molte femministe e lesbiche stanno costruendo e che hanno portato negli ultimi mesi a grandi mobilitazioni, dal 24 novembre agli 8 marzo in tutte le città: a Torino le nostre strade si sono riempite di 10.000 corpi e voci che non possono essere messi a tacere dagli strepiti di ingombranti personaggi che cercano di invadere le nostre vite.
Oggi, nonostante la pioggia e nonostante l'atteggiamento arrogante della polizia, in tante abbiamo gridato a Ferrara che  su maternità, contraccezione, aborto la scelta è solo nostra e non tolleriamo dictat e strumentalizzazioni elettorali da nessuno!


"SUL NOSTRO CORPO DECIDIAMO NOI!"

Nel 1978, in seguito ad anni di lotte per l'autodeterminazione femminile, viene approvata la legge 194 per regolamentare le interruzioni di gravidanza. La 194 è una vittoria per le donne che vedono finalmente riconosciuta la possibilità di decidere autonomamente sul loro corpo senza dover mettere in gioco la propria vita sui tavolacci di un ambulatorio clandestino; ma più in generale è una vittoria per tutt* coloro che ritengono che a decidere sulla sessualità e sugli aspetti più intimi dell'esistenza non dovrebbero essere le gerarchie ecclesiastiche. 

Questa legge è un primo e minimo passo (a cui nella realtà ben pochi ne sono seguiti) per riconoscere alla donna un ruolo diverso nella società, svincolandola dall'unico ruolo in cui per anni è stata relegata: quello di generare figli indipendentemente dai suoi desideri.
In tutti questi anni gli attacchi alla libertà delle donne di decidere sul proprio corpo non sono venuti meno. Ci hanno pensato le gerarchie ecclesiastiche, i gruppi di "estremisti per la vita", come i clerico-fascisti del "movimento per la vita", che si sono subdolamente intromessi negli ospedali e nei consultori e, con farseschi strumenti di disinformazione hanno da sempre attuato un lavoro di intimidazione e colpevolizzazione contro quelle donne che, dovendo ricorrere ad un'interruzione di gravidanza, si sono trovate in una situazione ancor più difficile e dolorosa.

Negli ultimi anni tuttavia lo scenario politico ha svoltato a loro favore, trovando appoggio in una trasversale presenza fondamentalista-cattolica all'interno di ogni schieramento politico; dalle dame in cilicio del centro-sinistra al buon vecchio Bondi, si è innescata una corsa al compiacere le sempre più retrograde volontà vaticane: passando da una legge del tutto insensata sulla fecondazione assistita, attraverso l'impossibilità di riconoscere le coppie la cui sessualità non è conforme ai canoni cattolici, si è giunti alla sferzata finale sull'onda della provocatoria, quanto opportunistica, "moratoria sulla pena d'aborto" proposta da Giuliano Ferrara.
Nella sua proposta Ferrara definisce la pratica dell'interruzione volontaria di gravidanza "un fenomeno mostruoso per quantità e genocidi, un fenomeno aberrante per qualità sessista ed eugenetica a sfondo razzista, una pulizia etnica sistematica, soppressione violenta degli esseri umani concepita come strumento di pianificazione familiare e di utilitarismo eugenetico transumano". E sempre secondo Ferrara la moratoria si configurerebbe quindi come "la scelta di rendere chiaro, di formalizzare filosoficamente e giuridicamente, e anche eticamente", questa risposta di rifiuto e opposizione alla pratica dell'aborto.
Nel testo di Ferrara è sottolineata l'inesistenza di un reale soggetto decisionale femminile, condannando la donna a scomparire dietro la  retorica mediatica di una "vita" virtuale e divina, svincolata dai desideri e dalle priorità terrene. L'autodeterminazione viene definita "nichilista e autolesionista" come ad indicare il vuoto che le gerarchie ecclesiastiche associano alla donna (un vuoto da colmare unicamente con i figli) e, come per esplicitare che le donne, autodeterminandosi, vanno a ledere un presunto ordine naturale delle cose, sfidando la natura stessa della vita umana. 

E' davvero incredibile e davvero poco tollerabile che ancora qualcuno tenti di mettere in discussione la legalizzazione dell'aborto e che si parli delle donne come di menomate mentali non in grado di intendere e di volere, incapaci di gestire le proprie scelte responsabilmente o addirittura come delle mostruose omicide che senza scrupoli premeditano l'assassinio di ciò che potrebbe/dovrebbe diventare un nuovo essere umano. Se non bastasse, il concetto di autodeterminazione della donna, un'idea (nonché una pratica) che parrebbe assodata e condivisa dopo decenni di faticose lotte, viene ora riletta e interpretata in chiave ideologica, come fosse una pretesa abusiva o un'invenzione e non un diritto.

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28 Mar 2008
Rosa · 459 visite · 1 commento
Categorie: Aborto, Iniziative femministe, MaJin Bu
Ferrara: guerra alle donne? e noi lo denunciamo!

FLAVIA AMABILE

E se ora le femministe denunciassero Giuliano Ferrara?
Dopo l’ennesima accusa di omicidio lanciata in pubblico in pieno comizio elettorale dell'8 marzo il circolo Donna Proletaria di Milano e Mujeres Libres di Torino sono passati all'azione. Ieri pomeriggio c'è stato un lungo incontro con il penalista milanese Sami Behare e fra una decina di giorni sarà pronta una denuncia pubblica contro il direttore de 'Il Foglio'. I capi di accusa saranno vari: dalla diffamazione alla calunnia, fino alla molestia.

Finora ci ha denunciate sempre lui senza una giusta causa e nessuno nemmeno in politica ha preso nota di questo e delle violenze che lui affiancandosi alle forze dell'ordine stanno attuando contro le donne.

'Se una donna si alza al mattino e la prima cosa che vede in televisione è Giuliano Ferrara che le da’ dell’assassina è chiaro che ne riceve un danno e quindi una molestia', spiega Emma Pinna del circolo Donna Proletaria. Le donne si sentono molestate, dunque, ma anche calunniate e diffamate 'perché in nessun articolo del Codice penale l'aborto è un reato'. E invece Ferrara 'disorienta pubblicamente le donne nelle loro opinioni sulla maternità, attraverso la diffamazione, calunnie e molestie a mezzo stampa e mezzi mediatici, tramite la diffusione di notizie false (omicidi perfetti) resa ancor più grave dalla sua posizione di giornalista'. L'accusa di molestie - hanno spiegato le femministe - è giustificata dal fatto di sentirci chiamare "assassine" tutti i giorni. Consideriamo questo fatto una aggressione ingiustificata a un diritto acquisìto  di cui andiamo fiere e che siamo  pronte a difendere come leonesse che vedono i loro cuccioli in pericolo.  

 L’avvocato delle femministe è un duro, nel 1999 ha messo in ginocchio il sistema bancario italiano per il loro vizio di ricalcolare gli interessi sui conti correnti. 'Ferrara avrà decine di legali, ma io non ho paura di lui'. Anzi. Nella denuncia vorrebbe inserire anche il reato di procurato allarme 'perché con la sua campagna e le sue provocazioni sta allarmando l’intera popolazione femminile italiana'. E poi al tutto aggiungerà una sostanziosa richiesta di risarcimento danni. 

'Denunciamo Ferrara!' è da ieri un appello che sta circolando fra i collettivi femministi di tutt'Italia. Una lettera aperta che si conclude così: 'Oltre alla denuncia penale, vogliamo costituirci come femministe parte lesa e chiedere i danni. APPOGGIATECI TUTTE!' I link sono sui nomi dei due circoli. Chi volesse appoggiarle, sa dove trovarle. 
Le femministe - che hanno già lanciato una raccolta di firme a sostegno della loro iniziativa - si costituiranno inoltre parte civile con l'obbiettivo di ottenere un sostanzioso risarcimento danni. Scendere in piazza a urlare la propria rabbia contro i partiti che approvarono la legge 194 e adesso si mostrano tiepidi nella sua difesa è la strada più breve per liberarsi del marciume che ci sta travolgendo come la spazzatura. Riprendere la politica nelle proprie mani, per tornare ad essere protagonisti della propria vita è la formula vincente per invertire la deriva clericale imboccata dal nostro Paese nell'ultimo decennio. 

Ancora una volta saranno le donne a decretare ufficialmente che il sistema di oppressione e sfruttamento che ci hanno imposto è arrivato al capolinea e che è tempo di realizzare quel cambiamento radicale che la società civile non si è mai stancata di invocare.

Vignetta 'Ferrara e l'uso dei feti' - Copyright Blog 'Diritto di cronaca'


Ci siamo già accorte di quanto è maschilista questo paese che preferisce ascoltare un uomo, che parla di una cosa che non gli appartiene, come se noi parlassimo di prostata (immagino, si sarebbe sollevato il finimondo) e mette a tacere le donne, che difendono la propria libertà sessuale.


18 Mar 2008

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