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Donne a cucinare? L'ennesima battuta maschilista di Berlusconi



Dopo averci viste come orizzontali, sciampiste, mantenute, sentite come ci definisce:

La battaglia per la regolarità del voto è senza quartiere. E un rappresentante di lista ben foraggiato è più attento e utile alla causa. Ne è convinto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, che di fronte alle donne del Partito riunite a Roma, non ha lesinato su un invito a "cucinare" prelibatezze per chi sarà impegnato nella verifica delle urne.


"Siamo in contatto con alcune aziende di catering per organizzare il sostentamento dei nostri rappresentanti di lista - ha detto Berlusconi - se non ci riusciamo mi rivolgo a voi: che qualcuna di voi cucini per loro e che il sostentamento sia il più dolce possibile".

Noi pensiamo a una politica di servizio per le donne, loro a donne di servizio per la politica". Così Barbara Pollastrini commenta le parole pronunciate ieri da Berlusconi durante la convention delle donne candidate per il Pdl, con tanto di invito a mettersi ai fornelli.

"Il Pd - prosegue la Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità - le vede padrone del loro destino, della loro autonomia. Scegliamo la libertà e la responsabilità femminili come 'asso' per la crescita economica e civile del Paese. Proponiamo un piano per l'occupazione delle donne con l'uso di incentivi fiscali alle imprese e alle lavoratrici, diritti contro la precarietà, regole transitorie per la presenza di talenti femminili nei consigli di amministrazione di enti e aziende. Avevamo iniziato a farlo. Ora, con il programma, si indicano traguardi concreti e raggiungibili".


"D'altronde - osserva ancora Pollastrini - tra le punte di diamante del Pdl ci sono, per esempio, il Presidente della Regione Lombardia e il vicesegretario nazionale dell'Udc Totò Cuffaro che hanno bloccato le linee guida per l'applicazione della legge 194, e aspira a fare il ministro della Salute in un incerto governo Berlusconi Giuliano Ferrara, che paragona la pillola RU486 al prezzemolo e la pena di morte al dramma dell'aborto". Ma tutto ciò non è una novità: "Le destre - conclude la Ministra - sono storicamente avversarie della libertà e dell'autonomia delle donne. Le preferiscono in casa, a surrogare quello stato sociale che sovente proprio le destre amano tagliare".
 
Dal tronde è colpa della mentalità machista del governo italiano se siamo l'ultimo paese per occupazione femminile, con pochi asili nido, un'emergenza che in altri paesi preoccuperebbe,  si capisce il perchè la disoccupazione femminile non è preoccupante come quella maschile in un clima in cui la destra ci invita a stare in casa. Scelgono le donne.

Ma leggete qui:

"Su di me continuano a dire falsità, dicono che sono malato e che non posso governare, dicono che metto in lista delle soubrette mentre con le soubrette io farei altre cose e non metterle in lista: su questo ho le idee chiare..." (Silvio Berlusconi, tgcom. mediaset, 16 marzo 2008)

Leggete questo articolo divertente che ho trovato.

15:16:13 . 30 Mar 2008

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http://nonsiamobambole.blogazza.com/______-b1/Donne-a-cucinare-L-ennesima-battuta-maschilista-di-Berlusconi-b1-p120.htm

Commenti

Commento di: Deniz Yürük [ Visitatore ] Sito Web
guarda,Rosa...è brutto vedere delle donne che si schierano a destra.Cioè,fanno le tipe femministe,che lottano per i diritti delle donne,e poi mi scelgono la destra dove c'è più conservatorismo,e penso maggior chiusura nei riguardi delle donne(oltre che del resto).Specie qui,poi.
non so tu come la pensi,ma per me è contraddittorio.
   30.03.08 @ 19:04:05
Commento di: Rosa [ Membro ] Sito Web
Sono d'accordo con te. Io sono contro la destra perchè poi riporta gli stessi ocncetti fascisti di 60 anni fa. Non credo che ci siano femministe di destra. :)
   30.03.08 @ 19:30:43
Commento di: luisa [ Visitatore ] Sito Web
Caro Dott. Ferrara,
ultimamente Lei sta promuovendo una forte campagna a favore della vita tramite la rivisitazione della legge 194.
Mi sembra di capire che, sostanzialmente, lei afferma fortemente il principio secondo il quale una donna dovrebbe essere fondamentalmente propensa a generare vita piuttosto che a donare morte.
Ebbene, io sono una di quelle che, fra le due opportunità, ha optato per la prima.
Tenterò di illustrale, brevemente, la mia situazione: “ Sono Madre di due bambini, Sara e Roberto, rispettivamente di 14 e 11 anni .
I due bambini sono portatori, sin dalla nascita, di handicap grave(OLIGOFRENIA, LEUCOENCEFALOPATIA E IPOTONIA) , giudicati invalidi al 100%, io e mio marito Carlo, percepiamo un totale di 800 euro al mese quale indennità d’accompagnamento. Inoltre, in virtù di quanto previsto dalla legge 162/1998, vengono erogati pseudo servizi d’assistenza quali: accompagnamento dei bambini da casa a scuola e viceversa; supporto terapeutico psicologico (musicoterapia) e ausilio educativo mediante educatrice che permane nel nostro domicilio 2 ore al giorno. Cosa dice questa legge? In sintesi il legislatore ha voluto affermare un sacrosanto principio che si riassume così: “ 1- ter)……… a disciplinare, allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell'autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita, non superabili mediante ausili tecnici, le modalità di realizzazione di programmi d’aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia”.
L’esclamazione mi pare d’obbligo: “ALLA FACCIA DELLA GARANZIA DI UNA VITA INDIPENDENTE!!!!!!!”. Se con gli interventi attualmente adottati a favore di Roberto e Sara si ritiene di assicurare il diritto summenzionato, la pretesa mi sembra, francamente, un po’ “eccessiva, per non dire demenziale”. Inoltre, io non posso, ovviamente, lavorare dovendomi occupare dei bambini; mio marito è disoccupato da anni e, nonostante le ripetute richieste tese a richiamare l’attenzione della nostra amministrazione locale affinché, in virtù della drammatica situazione, possano essere adottati provvedimenti d’eccezione per assicurare una qualsiasi attività lavorativa a mio marito Carlo, e quindi assicurare ai nostri due infelici figli perlomeno una adeguata alimentazione (sto parlando di ALIMENTAZIONE, non di sfumature voluttuarie) tutto tace, nel più assoluto immobilismo.
Caro Ferrara, le confesso, pur se con molta tristezza, che se dovessi tornare indietro, sarei una di quelle donne che avrebbe il buon senso di NON donare ai propri figli una vita fatta di stenti e sofferenze, di indigenze assolute, di abbandono da parte di una società che si professa democratica ed attenta al sociale e che, invece, con indifferenza ripone nel dimenticatoio le tragedie che colpiscono le persone più deboli. Le confido anche che, spesso, mi sembra di intravedere nello sguardo dei miei due bambini (ovviamente loro non sono in grado di articolare le parole e di formulare logici pensieri) una sorta di rimprovero per avergli donato una “non vita”.
Ora, quel che le chiedo è: una volta tanto, invece di portare alla ribalta i casi di donne che decidono di abortire per paura di non poter assicurare ai propri figli una vita degna di potersi definire tale, parli della paura di una madre che, a causa del totale stato di abbandono in cui sono stati relegati i suoi figli , vive nell’angoscia di cosa il futuro potrà riservare a questi due bambini, convive col senso di colpa di avergli imposto una vita d’inferno e solitudine, in un paese dove ci si preoccupa del “modello” ma non ci si prende cura delle specificità sociali che incidono fortemente sulla sua applicazione pratica, dove le tristi problematiche di questi “figli di un Dio minore” vengono appositamente sminuite sino al punto di renderle invisibili proprio perché è comodo ed edificante parlarne ma, ahimè, forse troppo impegnativo e poco remunerativo risolverli.
Mi dimostri Dott. Ferrara che il suo è un forte e sentito convincimento e non l’ennesima messa in scena “Italianota” utile solo a dare visibilità al suo promotore.
Perché Lei possa meglio rendersi conto di cosa stiamo realmente parlando, le allego due fotografie dei miei bambini, che danno il senso del loro effettivo stato di salute.

Luisa Caddeo
Piazza della Repubblica, 18
09010 Vallermosa (CA)
Tel. 349 2534234


   30.03.08 @ 19:50:22
Commento di: Rosa [ Membro ] Sito Web
La tua lettera mi ha commossa. Pochi giorni fa le donne hanno denunciato Ferrara e una mia amica nel suo blog possiede l'atto di denuncia. Sono pertanto pienamente d'accordo con te perchè un paese che non fa nulla per questa gente che soffre a causa di malattie non può per nesusn motivo contemplare il diritto alla vita. Purtroppo al giorno d'oggi molte donne sono costrette ad assistere i figli affetti da malattie perchè non c'è nesuna struttura che li assiste. Io credo pero cara luisa che Ferrara non sta avviando questa campagna perchè ama la vita ma perchè è uno di quelle perone che si ritengono control 'autodeterminazione femminile. Purtroppo il nostro paese nonostante abbia la 194, continuamente discussa gli ospedali hanno una grande quantità di medici obiettori. Noi done dobbiamo essere presenti e lottare per difender ela 194 non solo a scopi terapeutici ma anche per non indurre le donne agli aborti clandestini (causa di morte di molte donne), assicurare che una donna possa essere libera di controllar eil proprio corpo e di non essere sottoposta alla maternità quando non è pronta.
La lettera è molto bella, ti va se la spedisco a qualche associazione femminile che possa fare in modo che Ferrara la legga?
Un bacione.
   30.03.08 @ 20:00:15
Commento di: sergueievic [ Visitatore ]
berlusconi con fini e le mussolini al moderna,fascista,e antissemitta,una vergogne si berlusconi guadagnare,per l'italia
   31.03.08 @ 12:25:12

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