_____

Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Diritti

Photobucket

Il mio blog va finalmente in vacanza..
Ne sono successe di tutti i colori quest'anno. Ma alla fine l'unica soddisfazione è stata che abbiamo lottato, e che ci siamo servite di spazi in Internet per denunciare tutto questo. Tutto accadde da una manifestazione che si svolse il 24 novembre del 2007, finalmente abbiamo visto le donne scendere in piazza dopo tanto tempo per denunciare  l'unica cosa che non si era  fermata: la violenza maschile.

Proprio nel 2007 sono nati nella pree manifestazione nazionale, svariati blog femministi e contro la violenza maschile, il mio è tra questi. E' nata anche una tv per donne, Donna tv, che io seguo sempre volentieri, perchè mi sono stufata di vedere tv sessiste che ignorano le donne e parlano solo di esse come elemento decorativo.

Dopo la manifestazione del 24 novembre gli attachi contro le donne (e anche contro gli omosessuali) da parte inizialmente della chiesa si sono fatti pesanti. L'anno scorso è bastato dire che era l'anno delle pari opportunità per farci stare zitte, ma noi non ci siamo state a tutto questo!
Sapete tutti che io denuncio questa tendenza tutta occidentale che vuole la società abbia accettato l'emancipazione e poi veniamo trattate come oggetti, escluse dal potere e ancora una volta o forse di più subiamo violenze e discriminazioni.

Siccome non siamo sceme e ci sappiamo autodeterminare, e questo lo hanno capito, gli attacchi alle donne si sono fatti più diretti rompendo il muro di ipocrisia e proprio sulla nostra autodeterminazione. Berlusconi continua una lunga campagna elettorale denigrando le donne in mille modi (leggete su Berlusconate o carfagnate), mentre dall'altra c'è una chiesa che manda i suoi fantocci a fare battaglia contro i nostri corpi, ma che noi per fortuna affrontiamo senza paura (LEGGI QUI).

Nell'ultima parte della campagna elettorale vogliono farci credere che siamo tutelate dalle violenze facendoci credere che sono i rumeni a farcele, attuando vere e proprie campagne fasciste, mentre non sanno che noi i giornali li leggiamo. E' l'ennesima volta dopo la 194 che usano i nostri corpi per accalappiarsi i nostri voti e magari anche di quelli che ci fanno violenza perchè con questa legge credono che a loro gli sia permesso perchè italiani e non si sentono chiamati in causa.

Sì gli sarà permesso visto che Berlusconi ha pensato bene di tagliare i 20 milioni destinati ai centri antiviolenza, che poi finalmente sono stati recuperati solo dopo proteste ma passati sotto silenzio mediatico, tanto  delle donne a chi gliene  frega?

In secondo luogo tenta un altro attacco, inventa un emendamento blocca processi, caso strano sono compresi anche e sopratutto i reati che dovrebbero essere di emergenza giudicati di poca importanza:

- Maltrattamenti in famiglia,
- Stupro e violenza sessuale,
- Furto con strappo,
- Sequestro di persona,
- Sfruttamento della prostituzione,
- Detenzione di materiale pedo-pornografico,
- Aborto clandestino,
- Furto in appartamento,


E dove caso strano sono inclusi quelli contro le donne e i bambini. Tanto se caccia i rumeni la violenza sulle donne non esisterà più o sarà meno grave del resto le donne per la destra sono proprietà e penserà a depenalizzarla in questo modo . In pratica contro i soggetti più esposti. Ora ne leggo una altrettanto schifosa: Non si fa l'emendamento contro lo stalking e persecuzioni dove caso strano ancora sono sempre contro le donne.

Roma, 7 lug. (Apcom) - "E' una scelta grave che esplicita una volta di più l'idea di sicurezza di questo governo. Un'idea discrezionale e declamatoria che nega alla radice l'uguaglianza dei diritti davanti alla legge. In questo caso, i cittadini non degni dell'urgenza dell'intervento legislativo sono le donne, vittime di persecuzioni e molestie". Così la deputata del Pd Barbara Pollastrini commenta quanto accaduto stamani, durante la riunione congiunta delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, con le presidenze delle due commissioni che hanno negato l'ammissibilità di tutti gli emendamenti presentati dal Partito democratico e dall'opposizione, tesi a introdurre il reato di molestie persecutorie, il cosiddetto stalking, nel decreto sulla sicurezza attualmente in discussione.

"Evidentemente - prosegue Pollastrini - le donne possono aspettare per avere prevenzione e giustizia, mentre il presidente del consiglio e un governo, stuoino dei suoi desiderata, no. Egli può usare emendamenti come il blocca-processi a fini del tutto personali, mentre cittadine impaurite e a rischio devono mettersi la anima in pace e attendere ancora. E' una vergogna e una scelta che si commenta da sè".

Contro la linea dell'inammissibilità, ritenuta "incomprensibile e "dannosa", sono intervenuti, tra gli altri, anche gli onorevoli Donatella Ferranti e Gianni Cuperlo. Da parte sua, il vicepresidente della commissione Affari costituzionali Roberto Zaccaria ha chiesto di sottoporre al presidente della Camera la valutazione su un criterio "così paradossale" di inammissibilità. "Fini dunque - conclude Pollastrini - dovrà ora esprimersi limpidamente. In ogni caso, tutte le opposizioni riproporranno gli emendamenti in Aula".


Continuate a leggere qui


BUONE VACANZE A TUTTI.

 Wallpaper Manga petites filles
11 Lug 2008
Ripristinati i fondi per i centri antiviolenza
Esseredonnaoggi

No al taglio vergognoso


Passa inosservata esattamente come era passata inosservata la prima volta, la notizia per cui il Governo ha deciso di ripristinare il fondo per i centri antiviolenza tagliato da Tremonti e company per permettere l'abolizione dell'Ici.


Ne troviamo traccia sul sito del Partito Democratico che con un
lapidario comunicato stampa datato 25 giugno 2008 annuncia di aver vinto una battaglia e che "il ripristino di questo fondo è frutto della nostra battaglia parlamentare che ci ha visto denunciare fin da subito la cancellazione del piano antiviolenza".


E proprio oggi ne parla anche Il Sole 24 Ore che, nell'analizzare il decreto fiscale sull'Ici (93/08) approvato ieri pomeriggio, annuncia che "sono stati ripristinati 77 milioni di ecobonus per le autostrade del mare, 20 milioni per il fondo antiviolenza sulle donne e 10 milioni per il fondo solidarietà. Ai lavori socialmente utili viene riassegnato un milione".


Ne parla, sul suo blog,
Mariela De Marchi la quale si chiede se la notizia sia passata inosservata solo perchè non è stata comunicata in maniera trasparente: "si comunica il taglio ai fondi e tutte le persone intelligenti si ribellano. La ministro Carfagna sottolinea il valore della famiglia, anzi sottolinea il fatto che "solo" il 2.8% delle donne che subiscono violenza si rivolgono a un centro antiviolenza - ma cosa si aspetta per agire, il massacro? Dopo cambia idea e dice alla camera dei deputati che sì, in fondo fanno un buon lavoro, che i soldi ci sono. Su questo non ci piove, fondi c'erano, quelli tagliati erano aggiuntivi, tenuto conto del fatto che gran parte dei centri antiviolenza e delle associazioni sussistono grazie al lavoro di volontari (visto con i miei occhi)", scrive Mariela.


Ne parla anche
Roberta sul suo blog e anche lei si chiede, come Mariela, se ci sia qualcosa di strano sotto questa mossa e scrive: "la notizia è stata venduta sotto banco come i negozianti stanno facendo adesso con i saldi non del tutto iniziati. Insomma la causa è stata vinta,ma la cosa assurda è che a prendersene i meriti sono la Carfagna e il PD . Come, per rimanere in tema Disney, se Biancaneve si svegliasse grazie al principe e poi la vecchiaccia -risuscitata dalle macerie- o i nani dicessero "SENZA DI NOI TUTTO QUESTO NON CI SAREBBE STATO!".

04 Lug 2008
Rosa · 237 visite · 2 commenti
Categorie: Violenze di genere, Diritti
Allattamento in pubblico, le mamme romane manifestano
Sapevate che in Italia una mamma non può allattare in pubblico?
In Italia ancora c'è la stupida mentalità che la donna è un oggetto anche se sta facendo un gesto che non ha a che fare con il sesso. E' la stessa soicetà che rifiuta la maternità come simbolo di femminilità, ovvero che condanna il femminile.


Erano più di 100 le mamme che hanno manifestato rivendicando il diritto di allattare pubblicamente i propri figli senza per questo causare scenate isteriche o di stizza nei passanti.

La manifestazione è stata organizzata a Roma dall'associazione Salvamamme al grido di Io allatto dove mi pare; lo scopo era richiamare l'attenzione sia sull' atteggiamento ancora diffidente di chi vede le donne allattare sia sui problemi delle mamme che devono ricorrere al latte artificiale, troppo costoso rispetto agli standard europei.

"La gente ha ancora un soprassalto quando vede una mamma che allatta", ha spiegato la presidentessa di Salvamamme Grazia Passeri, "ma deve imparare che un seno non è solo un oggetto sexy. Non si capisce perché le veline possano mostrarlo e le mamme no".

La Convenzione sui diritti del bambino riconosce il ruolo fondamentale che l’allattamento al seno svolge per l’affermazione del diritto del bambino al più alto standard raggiungibile di salute e anche l’Organizzazione mondiale della sanità e la Commissione europea ribadiscono questo diritto nelle raccomandazioni standard per l’alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a 3 anni; dunque, dice salvamamme, il bambino allattato al seno deve essere libero di avere la sua poppata quando ne ha bisogno e senza che i presenti si scandalizzino per un seno di fuori, che va considerato solo e soltanto come elemento di congiunzione tra una madre e un figlio, tra una vita e un'altra.

E per favorire la diffusione del latte in polvere senza che i costi eccessivi ricadano sulle famiglie, Salvamamme ha messo in moto un progetto per la distribuzione del latte nella provincia di Roma che ha già raggiunto le 4000 scatole ed è destinato soprattutto alle mamme straniere o a chi ha gravi problemi economici e personali.

Notizia presa da qui:

Essere donna oggi

26 Giu 2008
Rosa · 1810 visite · 30 commenti
Categorie: Diritti
Se ti fai stuprare ti faccio abortire

Racconto una storia scioccante accaduta in un paese che si sente civile e che crede che siano i rumeni chi fa guarre alle donne.
La cosa più incredibile che qui siamo davanti a donne costrette ad essere stuprate per avere un diritto. Incredibile!

Accade a Napoli, come l'ennesima volta per quanto riguarda gli aborti, qualche mese fa, una donna doveva abortire, come sapete già. Questa volta  è stato scoperto l'ennesimo gruppetto di medici che praticavano aborti illegalmente per cifre che andavano dai 500 agli 8000 euro. Uno di loro è stato arrestato persino perchè avrebbe stuprato una donna straniera incinta offrendole poi uno sconto sull'intervento.

Qui siamo alla deriva. Non solo non possiamo nemmeno autodeterminarci per quanto riguarda gli aborti ma siamo perfino stuprate, solo perchè l'Italia ha deciso che ormai siamo diventate cose e che questo nostro diritto non si può applicare.

E siamo diventate doppiamente cose, oggetti, schiave di medici che sembra vogliano garantirci un diritto che ci hanno tolto ma poi seguono la linea del nostro stato, siamo schiave, oggetti e i nostri corpi non ci appartengono più.
La parità di sessi in italia, sempre che ci sia stata,si è dileguata, e ci troviamo stuprate dal primo che passa, non rumeno, perchè Berlusconi ha dato il prmesso che gli italiani lo possono fare, ha fatto leggi pro stupro, e ci hanno tolto anche il diritto di scegliere se vogliamo essere madri o no. Della serie solo se ci stuprano ci possono far abortire quindi incentivano questo. La società ci tratta come cose e anche i medici hanno capito questo..così seguono la stessa linea o fanno l'obiezione di coscenza o ci stuprano per avere un diritto. in tutti e due i casi posseggono il nostro corpo. Quindi diventa più importante il loro diritto che è quello di imporre una volontà pressante sulle donne con la forza fisica e attraverso imposizioni di legge. Ma come è possibile che una donna nel 2008 venga trattata come un oggetto in questo modo così spudorato?
Questa è la linea del patriarcato che si fa sempre più viva e non è un caso il fatto che è tato commesso su una donna straniera, perchè è più vulnerabile. in una società dove il corpo non è tuo quindi se stai pretendendo un diritto cioè quello di autodeterminarti, in quanto donna che ti sei permessa di decidere, te lo limito stuprandoti. In Italia ha fatto più scandalo il fatto che si è fatto aborto clandestino che lo stupro della donna. E dopo uno stupro ha anche dovuto pagare una somma di denaro!

Da Manifesto del 25 giugno:

LEGGE 194

Napoli, ottomila euro per un aborto clandestino

Quattro indagati, tra cui anche due medici del San Paolo

di Francesca Pilla

NAPOLI: Era sola, B. G. K., e con poche vie d'uscita. Era incinta e aveva paura del fratello, musulmano praticante, che avrebbe potuto diventare violento alla scoperta di una gravidanza avuta fuori dal matrimonio. Così era arrivata alla 18esima settimana, terrorizzata da quel fardello, e ormai non sarebbe potuta più andare in ospedale nemmeno se avesse voluto.

Ma senza lavoro non avrebbe potuto nemmeno pagare la cifre esorbitante di 5000 euro per un aborto sottobanco in quello studio privato di corso Vittorio Emanuele. Il responsabile dell'ivg dell'ospedale San Paolo, Luigi Langella, aveva tessuto la sua tela. Si era dimostrato disponibile e aveva assicurato che avrebbe «operato», a patto che la ragazza tunisina si fosse concessa per un rapporto sessuale come anticipo, come segno di fiducia.

Ma avrebbero dovuto «consumare» prima dell'aborto, perché la vagina indolenzita dopo non avrebbe consentito di farlo. B.G.K. subisce la violenza in silenzio sulla sedia ginecologica. È l'estate del 2006. Lo scorso marzo la ragazza si trova nuovamente nei guai, questa volta però si presenta con il fidanzato e con parte dei soldi. Langella si accanisce, afferma che praticherà l'aborto, ma in anestesia locale. Lei accetta, poi durante l'operazione il dolore è tale da non riuscire ad andare fino in fondo.

Langella prende mille euro per il disturbo. In precedenza le aveva fornito il nominativo di una sua collega del San Filippo Neri di Roma, Mirella Parachini, una nota radicale, non indagata, ma alla quale spesso lo studio privato si rivolgeva per i contatti in Spagna, dove si può abortire dopo la 12esima settimana. B.G.K. alla fine tramite l'aiuto di un amico fa un lungo viaggio in treno e sbarca a Barcellona.

Una storia sconvolgente anche se in giudizio il medico dovesse essere prosciolto dall'accusa di violenza sessuale che ora pende sul suo capo. Angosciante perché sono molte le donne lasciate in solitudine a prendere una decisione difficile, che hanno bisogno di abortire perché fuori dai termini prescritti per legge, minorenni, straniere, spesso disperate o solo inserite in un contesto culturale che non gli permette di rivelare quella «vergogna» e di recarsi nei centri pubblici autorizzati.

Ed è questo l'identikit delle pazienti che si rivolgevano allo studio Langella e che erano pronte anche a pagare migliaia di euro per chiudere i conti con una gravidanza indesiderata. A B.G.K lo studio privato era arrivato addirittura a chiederne 8 mila pur di renderla ricattabile e «di passarla alle armi» perché «meritava», come dice lo stesso Langella in un'intercettazione telefonica.

Ieri su richiesta del pm Graziella Arlomede Langella è stato arrestato insieme ad Achille Della Ragione, che già nel 2000 aveva avuto problemi analoghi con la giustizia, alla segretaria factotum Maria Cristina Pollio e all'anestesista Vincenzo Grillo, con le accuse di associazione a delinquere tesa a praticare aborti clandestini. Della Ragione procacciava le clienti, Langella le faceva abortire, nella maggior parte dei casi senza nemmeno eseguire i controlli sulle loro condizioni fisiche generali.

Rischi che le malcapitate erano disposte a correre, magari anche solo per evitare la trafila necessaria negli ospedali o nei casi più problematici, come quelli di B.G.K. per impotenza. Le tariffe variavano dai 500 euro per operazioni in anestesia locale e nei limiti di legge, ma potevano arrivare a migliaia di euro, escluso il viaggio, per chi doveva recarsi a Barcellona. Abortire ambulatorialmente un feto di 5 mesi era, infatti, troppo rischioso perfino per chi era disposto a passare sopra la salute della donna pur di mettere in tasca un bel gruzzolo.

Un gioco perfetto che fruttava denaro a fiumi. Ma c'era anche chi non cedeva al ricatto. Come G.S. di Piedimonte Matese che arrivata alla 13esima settimana aveva contratto la rosolia e impaurita dal rischio di malformazioni aveva optato per un'interruzione. Lo scorso marzo ne parla con Della Ragione che al telefono tenta di convincerla: «Non capiterà alla seconda, perciò non ci pensi più di tanto». La donna però si presenta con il marito e vuole che tutto si svolga in ospedale secondo le regole. I medici vanno su tutte le furie e Langella dice al telefono all'amico: «L'ospedale sono io...mi metto a passare un guaio a prendere i soldi in ospedale, proprio uno stronzillo di questo ti fa una denuncia...».

La denuncia alla fine c'è stata ma è partita quasi per caso con un'intervista a Il mattino da parte del primario dell'ospedale di Pozzuoli Nicola Gasbarro: «Tutti tacciono ma io sono stanco di far finta di niente», aveva detto ai cronisti

26 Giu 2008
le donne di 100 celle contro lo smantellamento dei consultori

DOPO IL PRESIDIO SOTTO P.ZZA DEI MIRTI CONTINUIAMO A ESSERE PRESENTI E A NON CONSENTIRE LA RIDUZIONE E LO SMANTELLAMENTO DEI CONSULTORI CHE È IN ATTO SUI NOSTRI TERRITORI

http://atelierbetty.noblogs.org/gallery/67/soccie.jpg


Il 28 Maggio scorso eravamo in tante “donne di 100celle e dintorni” e della assemblea romana femminista e lesbiche, sotto la ASL di p.zza dei Mirti, roma sud-est, per contrastare la scelta repentina, ambigua e non pubblicamente diffusa di accorpare il consultorio presente a p.zza dei Mirti con il consultorio di Via delle Resede.

Questo accorpamento fa si che il numero dei consultori sul territorio del VII municipio scenda da 4 a 3, numero decisamente sotto-dimensionato rispetto alle esigenze del territorio (il territorio VII municipio dovrebbe avere almeno 6 consultori attivi).

La scelta non condivisa con le realtà del territorio e in particolare con le donne, le stesse utenti del servizio, ci è sembrata un ennesimo attacco alla salute e all’auto-determinazione delle donne, una spiacevole azione concreta che può essere ben inserita all’interno del più ampio attacco che è in corso alla L.194.

L’attacco alla L.194 e alla stessa istituzione dei consultori sta diventato sempre più pesante e subdolo, colpisce l’organizzazione stessa dei consultori, dei loro servizi e del personale, calpestando allo stesso tempo, le lotte e l’impegno delle donne sui terreni delle proprie conquiste e distorcendo completamente le idee e i significati che erano alla base della nascita dei consultori in Italia.

Il presidio del 28 maggio scorso ha  costretto il dirigente della Asl, e le responsabili del Consultorio ad incontrarci. Ci hanno la necessita di trasferire il consultorio. Questa necessità è giustificata dalla precarietà degli stabili in cui si trova tutta la Asl a causa del Cantiere della metropolitana C e parallelamente alla non adeguatezza di tutto lo stabile agli standard di norma per la sicurezza delle strutture sanitarie pubbliche.

La magnanima scelta è stata presa tuttavia senza consultare, le dirette interessate, l’utenza stessa ovvero le donne. Il trasferimento dei servizi del consultorio è stato definito “temporaneo”
con la garanzia di una corretta ed effettiva espletazione dei doppi servizi.

Per questo la dirigenza della Asl prevede in un prossimo futuro lo spostamento di tutta la Struttura ASL in una sede più idonea. Questa sede più idonea sarebbe stata individuata nella scuola Tommaso Grossi. Tuttavia la Sede ancora non è stata formalmente assegnata. I locali della scuola inoltre, una volta assegnati, dovranno essere sottoposti a evidenti lavori di ristrutturazione e adeguamento per consentire lo spostamento e il funzionamento di tutti i servizi della ASL, non che la reintegrazione del servizio del consultorio.

I tempi si prospettano, dunque, molto lunghi e continuiamo a non capire bene la scelta autoritaria di spostare solo i servizi del consultorio e di pediatria, così velocemente, senza ancora avere l’assegnazione di un nuovo stabile per tutta la Asl di p.zza dei Mirti.

All’interno di questa scelta calata dall’alto ci muoveremo con tutte le nostre risorse ed energie, per avere subito risposte da parte del presidente del municipio, della dirigenza della Asl, e di tutti i responsabili del II e III distretto circa lo stato e i tempi di assegnazione e di adeguamento degli
stabili della scuola Tommaso Grossi.

Vogliamo continuare a verificare la possibilità di trovare un’altra soluzione per il consultorio che non sia l’accorpamento dei suoi servizi, ma la sua valorizzazione. Per questo vogliamo che siano individuati il più presto possibile altri luoghii, ma anche altri dove sia possibile sviluppare e ampliare i servizi dei consultori nel nostro territorio.

Dopo il 28 maggio c'è stato un incontro il 16 giugno con patrizia auriemma responsabile del II e III distretto, Bianca Maria responasbile dei Consultori del VII municipio, Mancini del X municipio e la ostetrica...in Via di Pietralata 319.

L' incontro è stato su i consultori e come operare assieme nel territorio: erano presenti il comitato donne di Centocelle, il comitato donne del X municipio e dell' occupazione di Lucha e Siesta nel X municipio.

Alla riunione ci hanno comunicato che sono in arrivo per i consultori 8 milioni di euro destinati alle infrastrutture e non all'assunzione di personale e che tutti i Consultori sono in affitto in costose strutture private e rispondono diversamente alle funzioni per la quale sono nati; per la carenza di personale ci hanno comunicato che in Estate la chiusura di alcuni consultori malgrado i comitati hanno segnalato quanto ciò è interruzione di pubblico servizio.

Ci siamo unite ai comitati di altre donne per trovare forza nell'unità, insieme vogliamo continuare a presidiare e sorvegliare con attenzione, non solo questa azione d’accorpamento proposta, ma anche contrastare le stesse politiche di svuotamento e trasformazione dei consultori.

Non vogliamo dei consultori che siano semplici ambulatori, siamo contro all’eccessiva medicalizzazione, sottrazione, parcellizzazione e specializzazione dei servizi offerti nei consultori.  
Ribadiamo l’importanza di mantenere una visione d’insieme della salute della donna che tenga conto e prenda in considerazione parallelamente e simultaneamente degli aspetti di tipo medico, psicologico, sociale e culturale.

Siamo contro il processo di verticalizzazione del lavoro che si sta producendo dirigenti, responsabili dei servizi e operatori. Vogliamo dei consultori aperti al territorio, alle scuole, a tutte le donne di ogni origine e provenienza, luoghi dove la salute della donna sia pensata anche come elemento di socializzazione, di corretta informazione e prevenzione. Una salute della donna che passi nelle scuole, dentro la famiglia, tra i giovani e le adolescenti, di diverse nazionalità.

Abbiamo ricevuto tanta solidarietà e siamo pronte ad andare avanti con la nostra lotta perchè sappiamo che insieme siamo più forti e capaci di cambiare la realtà.

Comitato donne 100celle e dintorni
donne100celledintorni@gmail.com


Per leggere i precedenti avvenimenti leggete QUI
24 Giu 2008

1, 2, 3 ... 8 ... 16  Pagina Successiva