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Affissione degli articoli inviati in: Dicembre 2007

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Quando ad una donna è vietato invecchiare....


Ha 60 anni, conduce una stressante campagna elettorale, è stanca, ha le rughe e le occhiaie. La foto appare su nternet  immediatamente comincia la campagna mediatica dei suoi avversari politici. Hillary è una donna, è una donna che sta  invecchiando. «Purtroppo - dice Rush Limbaugh, uno dei rappresentanti della destra estrema - ormai la politica è apparenza, sei quello che appari e Hillary come donna invecchierà peggio di un uomo in quel lavoro alla Casa Bianca
che logora chiunque e noi americani passeremo 4 anni davanti allo spettacolo deprimente di una vecchia signora che perde ogni giorno la propria battaglia con il proprio aspetto.

Un uomo anziano appare deciso, autorevole, serio, una donna anziana è soltanto vecchia». E questo non è accettabile, perchè se ad un uomo la vecchiaia porta saggezza, le rughe danno fascino, la stanchezza è segnale di impegno per una donna no. Il primo dovere di una donna è la
bellezza e la giovinezza. Se non ha queste due qualità se ne stia a casa. Altrimenti disturba gli ideali estetici e le fantasie erotiche degli uomini.


Che dire di fronte a queste affermazioni? Che le donne che vogliono raggiungere il potere vengono ostacolate in tutti i modi possibili, anche i più bassi? Che, come sempre nei confronti del secondo sesso, gli attacchi non sono mai solo politici? Diremmo tutte cose vere. Come è vero quello che ha detto Christine Oc-
krent, una giornalista tv francese che ha scritto sulle donne più potenti del mondo e ne ha osservato i comportamenti dal Cile alla Finlandia. Anche il vocabolario cambia radicalmente quando si parla di una donna. «Un uomo» scrive, «è autorevole, una donna non può che essere autoritaria, un uomo è seducente, una donna è seduttiva.

Un uomo ha le
occhiaie perchè ha lavorato molto, una donna affaticata è semplicemente sfatta. Un uomo pubblico ha diritto al rispetto,  una donna pubblica è stata per molto tempo una prostituta». Ma forse qualcosa è cambiato, forse il motivo di tanta misoginia non è lo stesso di qualche anno fa. Un tempo era senso di superioritàcon punte di disprezzo. Era un modo di ricordare alle donne che non ce l’avrebbero mai fatta in quanto “inferiori”. Oggi viene il dubbio che non sia
solo questo, che dietro a queste battaglie senza esclusione di colpi ci sia la paura.

Il potere femminile terrorizza. Figuriamoci il potere femminile, alla Casa Bianca, il centro dell’impero, il luogo in cui si decidono i destini del mondo.

Che qualcuno cominci veramente a temere una donna nello studio ovale?

Notizia tratta dal Nord Sardegna


Non c'è bisogno che esprimo il mio parere, quoto tutto e sono senza parole!

22 Dic 2007
Rosa · 176 visite · 0 commenti
Categorie: Donna e politica
«No all’aborto anche dopo uno stupro» Parola di Chiesa


untitledfv.jpg picture by kikkazz

Attacco ancora più infamante al corpo della donna.si ritorna all'inquisizione?
"No all’aborto anche dopo uno stupro" lo afferma la chiesa.
Ora so che la chiesa ha sempre buttato accuse infamanti sul corpo delle donne, rinnegando il diritto dell'aborto, la fecondazione assistita e infine il sesso.

 Mi chiedo :

come si fa a tenere un bambino dopo una violenza cosi grave??
come si fa a tenere il ricordo di quel gionro (anche se è un bambino) quando la donna cerca di cancellare tutte le traccie?
è piu' importante un semplice embrione che non si puo definire vita umana o quella in cui c'è in gioco il futuro e la vita della donna?
come si puo demonizzare e accusare una donna di aver compiuto un gesto cosi ovvio che è nel suo diritto?
Come si permette la chiesa a imporci cosa dobbiamo fare anche in un simile accaduto?

mi stupisce anche la superficialità di come viene trattato questo argomento, che corrispone ad una vera e propria piaga sociale la violenza alle donne nn si ferma. E' vergognoso che la violenza sulle donne venga trattata così alla leggera e ancor auna volta demonizzando le donne.

La Chiesa non ha sempre detto che il bambino non è frutto dell'amore di una coppia?  quelle sopra riportate hanno per caso queste caratteristiche?
immaginate che la vittima è una ragazza minorenne.
Questo è il frutto di un argomento che solo nel 2007 è stato trattato lo stupro.

che fino al 1996 era u reato contro la morale e non interessava a nessuno gli effetti su una donna ma bensì quelli sulla chiesa e come se un giorno mi venisse in mente di farlo con il mio ragazzo sulla panchina del parco.
ma cosa bisogna aspettarsi da un paese dove la magigor parte delle sentenze accusano la donna di aver indossato la minigonna e più della metà degli stupri sono impuniti pena recidività....?
cosa ci possiamo aspettare in un paese dove il corpo della donna viene mercificato e abbiamo la minor rappresentazione nella società e nella politica?
cosa ci si puo aspettare da un istituzione che ha bruciato milioni di donne?

con che coraggio aggiungo si puo tenere un bambino che ricorda quel giorno quando la donna vuole sepperlirlo nel suo profondo inconscio?
come si puo accusare la donna di un omicidio per una vita ke nn è ancora vita se lei è stata uccisa?

Qui è grave si sta trattando per l'ennesima volta la donna come un contenitore per sfornare figli alla patria o come quella che non può decidere, in quanto donna, allora ha più garanzie uno stupratore che ha diritto di stuprarla ed ingravidarla.

morale della favola, la chiesa  accusa i media per l’inchiesta sui presunti preti pedofili: «Certe volte sembra che ci sia un disegno preciso contro la Chiesa»

e voi che disegno preciso avete contro le donne, un ritorno all'inquisizione?

16 Dic 2007
Basta mercificazione femminile!
Dal Quotidiano.net

Donne e motori, gioie e polemiche
Scontro politico per le fanciulle sexy

Il caso è stato sollevato dalle esibizioni di alcune ragazze discinte allo stand di una azienda di autolavaggi: lavano, lucidano e asciugano "ma non sono volgari"

Motor Show 2007

Bologna, 15 dicembre 2007 - GIRANDO per la grande kermesse dove il binomio donne-motori è ormai una tradizione, come del resto lo è per tutto questo mondo, è difficile incontrare stand senza ragazze. Le donne fanno vendere auto e moto e molto del pubblico non ricorderà magari il prodotto pubblicizzato, ma difficilmente si scorderà un sorriso dolce, come solo forse, di questi tempi, si può trovare al Motor Show. Merce rara qui diffusa a profusione.

Ed è a proposito di questa «merce» che a Bologna sono scoppiate le polemiche, con le case automobilistiche accusate, appunto, di aver «mercificato» l’immagine femminile: donne in minigonna davanti a ogni auto, donne protagoniste di live-spot molto «accattivanti». Donne dovunque, quindi, e quasi mai troppo vestite. Il capoluogo felsineo non si quindi mancar niente, dopo le polemiche di alcune settimane fa sull’uso (o il non uso) dei «fungoni» per riscaldare i dehors, anche in questo caso finiti sul banco degli i mputati per il troppo spreco di energia elettrica.


Tornando al Motor Show, il caso politico
è stato sollevato dalle esibizioni di alcune ragazze discinte allo stand di una azienda di autolavaggi. «La tappa al Motor Show è stata quella con la rassegna stampa più inaspettata e sorprendente», commenta Omar Olmi, manager trentasettenne della Ma-Fra di Baranzate, Milano, che da 41 anni produce «i cosmetici per la vostra auto» come recita lo slogan aziendale. La sua sorpresa nasce dalle reazioni politiche che hanno incorniciato la tappa bolognese del «Sexy Car Wash», lo show ideato al padiglione 33, per promuovere i prodotti destinati agli autolavaggi che annualmente fa almeno 50 date tra Italia ed Europa e che in altre occasioni fieristiche, tra cui il Bike Expo’ International di Padova o al Salone dell’Auto di Ginevra, hanno al contrario avuto risalto per l’idea marketing, senza polemiche.


In effetti le ‘stelline’ del Ma-Fra, come vengono definite sul sito
, «che lavano, lucidano e asciugano qualsiasi mezzo e lo fanno in un modo del tutto particolare vestite con top, pantaloncini attillati, e i distintivi», come si legge sul sito, propongono uno show efficace e d’impatto perché interattivo. Coinvolgono il pubblico. Poi il ‘numero’ dove si fanno la doccia dentro una cabina con spazzolone che passa sulla loro pelle è assolutamente ipnotico.

«A inizio Motor Show — spiega Olmi — è stata distribuita una cartella stampa, quella che diamo sempre, in ogni occasione. Per noi non è nulla di nuovo ma sicuramente un modo per rendere più piacevoli dei prodotti ben poco emozionanti come quelli per lavare le auto. E le spazzole... il messaggio è chiaro, se non graffiano la elle di una signorina, figuriamoci la carrozzeria di una macchina. E’ la nostra campagna che si chiama ‘Autobenessere’ giocata sul comfort dell’auto come casa e con un forte accento sull’ecologia perché siamo l’unica azienda italiana certificata Iso 14001, anche se questo nessuno lo dice. Le ragazze poi sono vestite con shorts e non c’è alcun accenno a cose volgari».


Non sembrano pensarla così l’assessore
al Commercio del Comune di Bologna Cristina Santandrea e la vicecapogruppo in pectore del Partito democratico, Lina Delli Quadri. «Io non ne sapevo nulla, non ci sono stata al Motor Show — premette Santandrea —, ma lo stereotipo donne-motori è stantio e antitetico a qualsiasi evento culturale, cosa che il Motor Show avrebbe la possibilità di essere». E aggiunge: «Non vorrei fosse contaminato da cose scarsamente significative se non al fine della vendita più becera. Ci vuole un po’ di etica e di rispetto». Parole dure anche da Delli Quadri. «Questa non è dignità e rispetto delle persone» scandisce la consigliera ulivista. «Chi organizza queste cose deve avere più attenzioni, il connubio donne-motori deve rimanere nei limiti della decenza».


VALERIO MONTEVENTI, consigliere comunale per il Prc
ricorda invece un altro episodio di qualche settimana fa che portò alla confisca dalla manifestazione Ciocco Show di cioccolatini con la forma dell’attributo maschile, ispirati a Rocco Siffredi e che vide sempre scendere in campo Santandrea: «Ci si è scandalizzati per i Rocco Siffredi di cioccolato, ma quelle del Motor Show sono persone vere — avverte Monteventi — c’è un uso strumentale del corpo della donna Visto che in questa città su ogni cosa intervengono i censori, sarebbe il caso di dire qualcosa su questo uso commerciale del corpo della donna».


Di parere contrario Franco Grillini
, parlamentare socialista e (per ora unico) candidato a sindaco di Bologna: mi rifiuto di pensare che Bologna sia diventata una città bigotta e bacchettona. Dov’è la Bologna delle cinque del mattino e della goliardia?».

di Benedetta Cucci

Saro' femminista ma questa volta mi metto contro le donne stesse che mercificano il proprio corpo mandando avanti una cultura patriarcale che inquadra le donne come oggetti sessuali e accessori per auto. Ma non vi potete rendere utili in altri modi?
E' vergognoso perchè ci rimette tutto il genere femminile. Mi chiedo quando le donne impareranno il rispetto per loro stesse.

15 Dic 2007
Endometriosi e Lavoro: una proposta di azione concreta per tutelare le donne
Dal Paese delle Donne Online
donnaviolenzaart 

L’endometriosi è una malattia di cui non si conosce il fattore determinante, che si manifesta attraverso lesioni, cisti, fibrosi e gravi aderenze che possono sovvertire l’apparato riproduttivo delle donne.


Tale patologia, che, secondo i dati ONU, colpisce 150 milioni di donne al mondo, è associata a forti dolori invalidanti poiché le cellule della mucosa uterina si impiantano al di fuori dell’utero creando focolai endometriosici nel basso ventre. I sintomi più noti sono: dolore pelvico cronico, infertilità, stanchezza fisica, mestruazioni e rapporti sessuali dolorosi.


Occorrono spesso circa nove anni perché la malattia venga diagnosticata a causa della scarsa preparazione dei medici in materia. I sintomi, molte volte vengono taciuti, per paura dei pregiudizi o dell’incomprensione altrui, ma anche quando denunciati normalmente sono sottovalutati o fraintesi. Infatti, in media occorrono nove anni perché l’endometriosi venga diagnosticata e solo dopo aver consultato circa cinque differenti medici.


Al convegno, “Endometriosi e lavoro: discriminazioni, costi sociali, rischi ambientali e prevenzione”, organizzato a Roma dalla Fondazione Italiana Endometriosi, in collaborazione con Legambiente, sono stati presentati i dati della ricerca condotta sulle donne affette dalla patologia, è emersa una proposta di intervento integrato per prevenire e contenere le conseguenze della malattia. Il presidente della
Fondazione Italiana Endometriosi, in linea con tali intenti, ha esplicitato l’importanza della costituzione di un Laboratorio di Ricerca Scientifica apposito.

D’altro lato, Legambiente ha posto l’accento sugli effetti negativi dell’inquinamento ambientale sulla patologia. Di fatto, interferenti endocrini, come la diossina o i pesticidi, rappresentano una delle cause scatenanti della malattia.


La ricerca presentata oggi propone un quadro molto negativo per le condizioni delle lavoratrici affette da endometriosi: il 67% delle donne che hanno partecipato al sondaggio si sentono discriminate da colleghi/e e capi, più della metà afferma che le proprie prestazioni lavorative sono estremamente inferiori a causa della malattia, il 57% si sente depressa a causa del proprio stato di salute. Inoltre, il 72% delle intervistate ritiene che la malattia abbia influenzato la propria vita sociale oltre che professionale e il 69% crede che l’endometriosi abbia fortemente ostacolato le proprie relazioni sessuali/sentimentali.
 

I risultati diffusi in merito al rapporto tra lavoro ed endometriosi parlano, quindi, di forti ripercussioni della malattia sia sulla vita lavorati va che su quella relazionale in genere. Per questo, ciò che si è più volte sottolineato nell’ambito del convegno odierno è stato il carattere sociale di questa patologia, per cui dovrebbe essere previsto il diritto all’esenzione. In tale ottica, un primo riferimento è quello rappresentato dalla proposta di legge “Disposizioni per la Prevenzione e il trattamento dell’endometriosi”, presentata in parlamento lo scorso 15 febbraio.

13 Dic 2007
Rosa · 19 visite · 0 commenti
Categorie: donna e società, Diritti