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I familiari delle donne vittime di violenza al Ministro Alfano: non scarcerate i carnefici

donnevittime2.jpg


Su
Affaritaliani un'inchiesta sulla violenza contro le donne a fronte della decisione del governo di scarcerare anzitempo di un folto numero di detenuti, per far fronte al sovraffolamento delle carceri. Molti di questi detenuti sono in carcere per reati di violenza contro le donne.

"Faremo lo sciopero della fame sino a quando il Ministro Alfano non ci riceverà. - dichiara il presidente dell'Associazione nazionale Vittime della Violenza - "Continueremo, se non verranno presi seri provvedimenti. Non possiamo accettare come giustificazione il sovraffollamento. Le nostre figlie sono morte, non possiamo permetterci di "dimenticarlo": i loro volti, i loro sorrisi hanno lasciato un vuoto incolmabile. Chi commette un reato deve scontare la sua pena. Siamo stanchi di vedere la mancanza assoluta di giustizia nei confronti delle vittime e dei loro familiari. Il grido dell'Associazione italiana Vittime della Violenza è: "Non bracciali, ma manette"."

Affaritaliani racconta anche la storia di Filomena Di Gennaro, ex allieva maresciallo alla scuola dell'Arma di Velletri, che nel 2005 fu colpita da 4 colpi di pistola dal fidanzato geloso, Marcello Monaco, e che ora sostiene le attività dell'Associazione nazionale Vittime di Violenza.

Foto da: http://massimilianofrassi.splinder.com/

"Filomena è una donna coraggiosa, altruista, nonostante la sorte sia stata tanto dura con lei: "Ho deciso di prender parte allo sciopero della fame perché mi sento vicina alle famiglie che hanno perso i propri cari. Per fortuna, io sono viva.  La mia esistenza dal giorno in cui Marcello Monaco ha tentato di uccidermi è drammaticamente cambiata: sono costretta su una sedia rotelle, ho perso il lavoro, ma sono viva e non posso non pensare all'agonia di chi invece una figlia l'ha perduta. In Italia la legge non funziona: non ci sono pene certe. Ho molta rabbia dentro. Fa male anche solo pensare che Marcello Monaco, condannato alla ridicola pena di 11 anni e 4 mesi, grazie all'indulto e alla buona condotta, sarà libero molto prima di riprendersi in mano la sua vita. Pensi, che dopo soli due anni e mezzo di detenzione al carcere di Rebibbia, gli è stato concesso un permesso 'premio': l'hanno portato in Puglia, dalla famiglia. Tutto a spese di noi cittadini. È inaccettabile, è come subire violenza di nuovo. Le pene devono essere scontate nella loro pienezza."

Da Mondo Donna

Affari Italiani


In Italia centomila vittime in tre anni, dei dati allarmanti. Uomini che uccidono le donne, o le violano fisicamente sino a distruggere la loro psiche, la dignità umana. Perchè questa violenza? Da che dipende? perchè l'uomo usa queste armi? L'odio maschile verso la ribellione, alla tradizione, impostata dal maschile, basata sul dominio degli uomini nel mondo, in cui la donna va sottomessa, annullata. La libertà sessuale, sociale, l’autonomia riproduttiva e l'autodetemrinazione della donna, fanno nell'universo maschile una verma paura che mina il loro dominio, perchè prima prerogative maschili, usate pero' a fine di controllo della donna.

E' la stessa società maschile che impone silenzio, impunibilità su queste vicende. Quasi a voler non solo cancellare la donna e le sue esigenze, ma la denuncia sarebbe il mezo che potrebbe porre fine a questo, così come la solidarietà femminile potrebbe fare.

13 Ott 2008
Rosa · 1 visita · 0 commenti
Categorie: Violenze di genere
Donna in gravidanza in Italia: viste come handicappate
L'italia è il paese più mammone dìEuropa eppure noi donne in gravidianza siamo viste un po come invalide. Siamo molto lontani da paesi che danno ministeri e parlamenti a donne incinte nonsotante siano i nostri cugini.

Inffatti in Italia anzichè darci rappresentanza, quella in cui esigiamo veramente si diffondono i parcheggi rosa. La moda donna Panda sta invadendo il paese. Come l'opinione della donna esclusivamente mamma in modo da accontentare solo quelle esigenze ma pur sempre da panda.

Non ho capito. Ci vogliono moglie e madri  e poi ci fanno passare per handicappate. Essere mamma è bello ma sembra si faccia apposta per far credere il contrario. E poi si lamentano se ci emancipiamo e facciamo le femministe!

i parcheggi rosa sono destinati alla neomamme e donne incinte. Sarà che stanno iniziando a capire le nostre esigenze? no! perchè in molti comuni stanno perfino chiudendo consultori e centri antiviolenza. Insomma ci vogliono solo madri, ma relegate a casa a prendere botte! 


Intanto stanno creando una Fiat Panda Mamy destinata alle donne con bambini. Mentre si continuano ad ignorare altre esigenze, come rappresentanza sociale e giustizia contro la violenza do genere. Sembra un ritorno brusco al nostro vecchio ruolo. La serie "la donna che non si deve lamentare mai"

Appunto, la nostra situazione si assomiglia molto a quella iraniana. Solo che quasi nessuno pensa più che non sappiamo guidare.
Il modello prodotto dall'industria di stato Iran Khodro verrà dotato con sistemi per facilitare la guida (perchè secondo l'opinione iraniana le donne non sono capaci guidare. insomma le ipocrisie iniziano a difofndersi anche lì per non dire che alle donne è proibito perchè le si voleva relegare in casa..): navigatore satellitare, sistemi di aiuto nel parcheggio, cambio automatico. 

Cambio automatico e navigatore satellitare, insieme a sensori elettronici che aiutano a parcheggiare e avvertono quando le gomme sono a terra. Per molti, l'auto dei sogni. I colori però sono solo tenui e il sistema per sostituire i pneumatici semplificato, con la spiegazione che a guidarla in Iran — il Paese dove debutterà il prossimo giugno — saranno esclusivamente le donne. La nuova vettura, progettata appositamente per le automobiliste, è stata presentata pochi giorni fa a Teheran. A produrla, la Iran Khodro, prima industria nazionale del settore. La stessa che l'anno scorso annunciò il progetto di una «macchina islamica» con un navigatore puntato sulla Mecca e un apposito cassettino per il Corano. «Le necessità femminili sono diverse da quelle maschili — spiega il direttore dell'unità di vendite, Vahid Najafi —. Una donna, ad esempio, va a fare shopping e accompagna i bambini a scuola. Per questo la sua auto avrà differenze visibili rispetto alle altre. Quello che conta sono i comfort e la praticità». In Iran le donne guidano l'auto ma non la moto, sulla quale possono salire solo da passeggere.


Prendono il taxi a patto che l'autista sia femmina e siedono separate dagli uomini su autobus e metrò. Quanto basta perché, anche sull'ultima novità in tema di trasporti, si accenda il sospetto di una discriminazione. «Puntare sui comfort è solo l'ennesimo modo per nasconderla » si legge in alcuni forum online, mentre il quotidiano britannico Guardian sottolinea che «l'idea è in linea con la separazione di genere incoraggiata dalle autorità islamiche dell'Iran». Furono sempre loro, l'anno scorso, ad appoggiare il progetto di una bicicletta al femminile che coprisse metà del corpo e le gambe. Secondo la casa produttrice, invece, l'idea dell'«auto rosa » nasce semplicemente dal mercato: le donne al volante sono aumentate e la nuova vettura è stata creata in base ai loro gusti e ai loro bisogni. Anche per questo il cric per sollevare la macchina avrà una lunghezza tale da non urtare il chador, il cruscotto sarà decorato e, in linea con le esigenze delle mamme, l'intrattenimento includerà audiovisivi per bambini. «Non mi sembra un'auto ideologica ma piuttosto il frutto del mercato — concorda Michele Bernardini, professore di Lingua e letteratura persiana all'Orientale di Napoli —. In Iran, a differenza che in Arabia Saudita, le donne guidano. La rigidità nei loro confronti si gioca su ben altri fronti, primi tra tutti gli obblighi e i divieti riguardanti i costumi pubblici». Alla fine, la risposta potrebbe venire proprio dalle automobiliste. «Le vetture saranno costruite in base agli ordini delle clienti e distribuite inizialmente solo nel territorio nazionale», annunciano i produttori. A partire da giugno, in coincidenza con la «giornata delle donne» in Iran.

Dal Corriere

La macchina da donna made in Iran sarà rigorosamente rosa. Avrà un gadget audiovisivo per intrattenere i bambini, come accade in Italia. Perchè nelle società patriarcali una donna non è tale se non sforna bebè.

Nissan_Micra_Barbie.jpg

13 Ott 2008
Rosa · 1 visita · 0 commenti
Categorie: Discriminazioni
LIBERO BIVACCO CON LIBERO ADESCAMENTO
*LE POLITICHE SECURITARIE CONTRO MIGRANTI E SOGGETTI FUORI NORMA CI RIGUARDANO TUTTE, NESSUNA ESCLUSA... NEMMENO TU !!!*


È necessario reagire alle logiche e ai molteplici atti di razzismo istituzionale e diffuso che arrivano ad attaccare e mettere in discussione la vita stessa.

Pensiamo sia urgente fermare il tentativo di costruire - attraverso leggi, ordinanze e norme che rimandano alla "sicurezza", al "decoro urbano" e all'ordine pubblico - meccanismi di inclusione differenziata nella società, con donne e uomini che vengono privati completamente dal godimento dei diritti e delle libertà e disumanizzate/i.

Diciamo NO alla negazione dei diritti e delle libertà per coloro che rappresentano i soggetti "fuori norma" rispetto ad una "normalità imposta".
La politica dell'inclusione differenziata ci riguarda tutte perchè l’esclusione e la “persecuzione”
di alcune è basata sulla stessa logica con cui vengono imposte regole e ruoli per tutte.

Femministe, lesbiche, transessuali, prostitute, donne migranti vivono quotidianamente, in diverse forme e con diversa intensità, i pericoli di una società sessista e razzista che, oltre a giustificare le tante forme di violenza della cultura maschilista e patriarcale, discrimina fra brave e cattive, belle e brutte, fate e streghe, sante e puttane.

Non ci stancheremo di ripetere che sessismo e razzismo sono le facce di una stessa medaglia.

Per questo invitiamo tutt@ a partecipare al nostro
"LIBERO BIVACCO CON LIBERO ADESCAMENTO".

Costruiamo insieme uno spazio nel quale sovvertire le norme eterodirette,
mostrare le contraddizioni della società in cui viviamo, ribadire la nostra autodeterminazione.
Il LIBERO BIVACCO è una pratica aperta a chiunque ha voglia di sovvertire l'immaginario e
fermare le politiche repressive, riproducibile e moltiplicabile in ogni luogo.
Portate ombrellini rossi (simbolo europeo delle sex workers),
retini da pesca per l'adescamento, centimetri per misurare la lunghezza delle minigonne,
cassonetti per la raccolta differenziata di (non)cittadine/i di serie A, B, C ... Z
.


Ci rivediamo Sabato 18 ottobre 2008 alle ore 11 alla casa Internazionale delle donne (Via della lungara) per costruire insieme la manifestazione contro la violenza maschile sulle donne del 22 novembre 2008 !!


Da FLAT
11 Ott 2008
Palermo: call delle Malefimmine per un corteo notturno contro la violenza maschile sulle donne

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/gallery/77/malefimmine.jpgLe Malefimmine palermitane invitano tutt* alla proiezione del film di Alina Marazzi "Un'ora sola ti vorrei" (martedì 14 ottobre presso l'Ask 191 - Viale Strasburgo 191 - ore 20.00). Il film è la ricostruzione della vita della madre dell'autrice attraverso vecchi filmati, lettere e fotografie. 

La visione del film sarà preceduta da una gustosa cena sociale i cui proventi le aiuteranno a pagare i biglietti del treno per andare a Roma il 18 ottobre per partecipare all'assemblea femminista nazionale per l'organizzazione del corteo nazionale contro la violenza sulle donne che avrà luogo a Roma il 22 novembre.

A tal proposito vi invitano anche a partecipare numerose all'assemblea che si terrà: mercoledì 15 alle ore 17.00 presso la facoltà di scienze politiche (via maqueda 324) per organizzare insieme un corteo notturno a Palermo contro la violenza maschile sulle donne il 28 novembre, riprendendo una pratica politica già attuata dalle compagne di Parigi e italiane il 14 giugno 2008.

CAMMINIAMO INSIEME DI NOTTE PER NON FARCI CALPESTARE DI GIORNO!

organizziamo questa serata di lotta e resistenza insieme, riuniamoci e realizziamo un grande corteo indimenticabile, che faccia breccia nei muri dell'indifferenza al problema, nei colpevoli silenzi di chi guarda, nell'omertà della società testimone.

SONO PER STRADA, C'E' BUIO.
ALLORA DECIDO DI ATTUARE UNA SELEZIONE, PRENDO LE STRADE CHE REPUTO PIU' SICURE.
MI GUARDO
: ACCIDENTI AVREI POTUTO INDOSSARE
JEANS MENO ADERENTI,UNA SCIARPA SINO A META' VOLTO, CASPITA GLI ORECCHINI SONO TROPPO VISIBILI, LA MATITA FORSE TROPPO PESANTE...NEL FRATTEMPO CAMMINO CON PASSO ACCELERATO, SCRUTANDO OGNI ANGOLO, TEMO QUALSIASI RUMORE, OGNI SGUARDO E' UN DILEMMA.BASTERA' ILMOSCHETTONE CHE HO TRA LE MANI A DIFENDERMI?DOMANI MI PORTO LO SPRAY IN BORSA, UN COLTELLINO…


E' MAI SUCCESSO AD UN UOMO DI AVERE PAURA OGNI ISTANTE DELLA PROPRIA VITA?
OGNI DECISIONE DELLA NOSTRA VITA E' DETTATA DALLA PAURA. QUESTA E' NORMALITA'?
VIVERE SEMPRE SOTTO MINACCIA DI UN AGGUATO?

Non è un problema di forze dell'ordine che spesso fingono di non vedere o si comportano nel medesimo modo. Il problema è dentro ogni logica di prepotenza e di controllo sulle donne. Le donne divengono oggetti sessuali, di sfogo, di provocazione...


FONTE: FEMMINISMO A SUD

11 Ott 2008
Continua la battaglia tutta al femminile Guzzanti-Carfagna
Fonte: Mondodonna

 
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Dal sito di Sabina Guzzanti arriva oggi la replica alle affermazioni della Carfagna ieri sera a Matrix. La Carfagna aveva detto su di lei: "La signora Guzzanti mi fa compassione: poveraccia, non mi sembra una persona solida. Mi sembra fragile anche mentalmente. L'ho citata in giudizio. La signora Guzzanti mi fa compassione. Sarei disposta a ritirare la citazione se avesse la sensibilità di scrivere due righe di scuse ma non credo che lo farà. Lei ha costruito un pezzo della sua carriera sull'insulto". L'attrice rivela che la Ministra le chiede 1 milione di euro di danni e commenta la trasmissione di ieri sera. 

"È arrivata la citazione della Carfagna il 7 ottobre. Aveva tempo fino all’8 agosto per querelarmi. Ci ha pensato bene. Poi ha optato per una causa solo civile. Strano per una preoccupata di essere stata diffamata no? (la diffamazione è un reato penale).

I contenuti sono tutto materiale per sketch satirici: si sostiene nell’atto che io abbia partecipato a una manifestazione dichiaratamente antigovernativa, come se questo fosse un’aggravante o una cosa anormale. Si sostiene che avrei dovuto parlare anche delle sue capacità, non ha nemmeno capito che non era lei l’oggetto del discorso.

La Carfagna chiede niente popo’ che un milione di euro. Bella donna ma che tariffe!

Naturalmente dopo le dichiarazioni di ieri posso farle causa anch’io con la differenza che mentre i miei giudizi su di lei sono fondatissimi i suoi su di me sono assolutamente gratuiti.

Anche se le intercettazioni davvero non esistessero, ed esistono state tranquilli, le foto del suo calendario già solo quelle sarebbero un argomento sufficiente a dire che non può fare il ministro delle pari opportunità. Spero che le donne italiane si sveglino e colgano l’occasione per difendere la dignità calpestata da anni di incoraggiamento alla prostituzione mentale oltre che fisica propagandata dalla finivest a tutte le ore del giorno. Il ministero delle pari opportunità esiste per agevolare le donne a farsi strada nel mondo del lavoro, negli studi e nella vita privata senza dovere accettare condizioni disagiate rispetto agli uomini. Senza accettare stipendi più bassi e va da sé senza dovere utilizzare il proprio corpo o diventare l’amante di qualche vecchio flaccido miliardario col trapianto. Mettendo la Carfagna al ministero delle pari opportunità, berlusconi ha offeso tutte le donne italiane ancora una volta e in modo definitivo. E siccome le donne non sono Veltroni e D’alema, le donne sono forti e coraggiose confido in una reazione di tutte a questo scandalo.

Queste persone vanno considerate per quello che sono: intervalli fra blocchi pubblicitari.
 

Da parte sua la Ministra risponde così: "Le parole della signora Guzzanti continuano ad essere offensive e disinformate. La scelta di procedere civilmente e' stata dettata dalla necessita' di far mettere nero su bianco da un giudice le mie ragioni senza richiedere un'inutile condanna penale. La richiesta di un milione di euro simboleggia l'enormita' della mia sofferenza dinanzi a tanta cattiveria e qualsiasi importo che la magistratura dovesse assegnarmi sara' devoluto ad associazioni impegnate a favore di donne vittime di violenza".

Per fortuna, visto i tagli che l'attuale governo ha imposto ai centri anti-violenza.

10 Ott 2008

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