_____

Photobucket

Torino: teatro forum per parlare di violenza contro le donne
Domenica 25 maggio 08
csoa Gabrio in collaborazione con l'associazione Liberattori presenta:
Teatro Forum  De-Genere



La cronaca ci parla quotidianamente di violenza contro le donne, ma ne parla come se il pericolo fosse semplicemente  la strada, la notte, l'extracomunitario. Ma sappiamo bene, e le statistiche lo confermano, che il rischio per le donne arriva proprio dalla normalità, la violenza sta nella casa, nella coppia, nella famiglia. La prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni è la violenza da parte di mariti, ex mariti, compagni, ex compagni e conoscenti. Con questo spettacolo ne vorremmo parlare insieme convinte che unite si possa combattere la violenza, autodeterminandoci.

Le compagne del Gabrio

Lo spettacolo inizierà alle ore 17 nel cortile delle case popolari di via Chianocco.
Dopo lo spettacolo aperitivo gabriolese


Teatro Forum

è una della forme in cui si articola il metodo del Teatro dell'Oppresso. Consiste nella messa in scena di una situazione di ingiustizia, di oppressione, di conflitto e nel tentativo del pubblico di trasformarla positivamente sostituendosi al protagonista-oppresso.
Ogni idea viene provata attivamente in scena, gli spettatori diventano "spett-attori" e possono sperimentarsi in prima persona come attori del cambiamento.

Forum De-Genere

Il Forum, partendo da due situazioni di coppia culturalmente accettate dalla nostra società , mira a svelare l'oppressione di genere e l'ipocrisia che si nasconde dietro ad una quotidianità  rispettabilmente violenta.


Fonte:Gabrio

Vi segnalo anche una lettera scritta alle ministre dagli amici della donna che è stata uccisa a Torino pubblicata su La Stampa:
Questa è la lettera che i vicini di casa di Elisa Rattazzi (la donna uccisa domenica dal marito in Barriera di Milano) hanno inviato a «La Stampa» e alle donne del governo
CHIARA E ANDREA GUAZZOTTO
TORINO

Gentili Ministre, ci rivolgiamo a voi perché siete donne e forse potrete comprendere il dramma che è successo a Torino domenica pomeriggio 18 maggio. Conoscevamo Elisa Beatrice Rattazzi, abbiamo vissuto vicino a lei ed al suo assassino per anni e i nostri figli sono cresciuti assieme. È stata uccisa ed è l'ennesima assurda vittima della violenza di genere, della guerra che quotidianamente si consuma all'interno delle mura domestiche. Elisa era una donna che aveva paura ed ha subito per anni violenze e soprusi, e con lei i suoi figli, senza che nessuno abbia saputo o voluto aiutarla. Per anni ha denunciato le violenze commesse dal marito: sono rimaste tutte grida inascoltate strozzate nella gola. Al coraggio delle denunce, si risponde con qualche pacca sulle spalle.

L’Italia ha un parlamento che legifera su tutto, ma non esiste nessuna legge specifica, a differenza degli altri paesi europei e civili, sulla violenza di genere.
Quando sono chiamate ad intervenire le forze dell'ordine mostrano questo limite senza vergogna.

E sono solo un ulteriore e secco schiaffo morale per la donna: «su signora, sono solo battibecchi che succedono nelle migliori famiglie». Cosa deve fare una donna per essere creduta? A cosa servono le denunce, i referti dell'ospedale? A cosa serve proporre di inasprire le pene, se poi una moglie che denuncia più volte suo marito non viene mai creduta? In questa sottocultura da italietta fascista i mariti sembrano intoccabili, devono fare i «mariti» e se qualche volta si arrabbiano avranno pure le loro ragioni. Credeteci anche se il delitto d'onore è stato cancellato dal codice penale, non lo è dalla testa degli italiani.

Il boomerang mediatico, cavalcando il dolore dei familiari, sembra che abbia già voglia di trovare giustificazioni: aveva lasciato il marito, si era portata via i figli, aveva addirittura un altro uomo...
Elisa è stata uccisa in mezzo alla strada, alla luce del giorno sotto gli occhi di tutti, da una mano assassina che la tormentava da anni.

Una esecuzione in piena regola. Un delitto bastardo, ma talmente comune da non fare quasi notizia. In questa storia non ci sono extracomunitari ubriachi o rom alla guida di fuoristrada rubati. È solo la storia di una normale famiglia tutta italiana e come dobbiamo rassegnarci a sapere quello che conta in Italia è sempre e solo la famiglia.

Questa ignoranza e questo perbenismo di facciata permettono che follie come questa accadano; mentre una stampa e un'opinione pubblica poco sensibile permettono che vengano letti e archiviati attraverso la griglia mafiosa del codice d'onore. Fino a quando dovremo attendere per vedere una legge specifica, una sezione di un tribunale, dei magistrati e degli uffici di polizia con competenze specifiche sulla violenza di genere? L'indifferenza pensa a fare il resto, in fondo vedere una donna nei panni vittima è normale perché nella nostra sudicia cultura la donna non si può difendere. Chi lo spiegherà ai suo figli di 7 e 4 anni?
11:21:10 . 24 Mag 2008

Link permanente al messaggio intero

http://nonsiamobambole.blogazza.com/______-b1/Torino-teatro-forum-per-parlare-di-violenza-contro-le-donne-b1-p237.htm

Commenti

Commento di: Rosa [ Membro ] Sito Web
Già mi sono commossa pure io, è triste lasciar edei bambini senz auna madre con un padre che è un criminale e che ha osato privagli della felicità di avere una mamma. Certi uomini si sentono padroni deelle donne è pazzesco..

un bacione
   24.05.08 @ 13:28:27
Commento di: wonderely [ Membro ] Sito Web
guarda, ho le lacrime agli occhi...
penso che nessuna mia parola possa servire, nessuna mia parola può portare un po' di conforto nel cuore di questi bambini che ora sono senza la loro mamma...nessuna mia parola può riportare questa donna in vita...

un bacio rosa
   24.05.08 @ 13:24:33

Lascia un commento

Statuto dei nuovi commenti: Pubblicato





Il tuo URL sarà visualizzato.

 
Prego inserisci il codice contenuto nelle immagini


Testo del commento

Opzioni
   (Imposta il cookie per nome, email e url)