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Il potere in Italia non è roba per femminucce

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Premetto che sono allibita per il clima contro le donne che si riversa ancora nonostante siamo nel terzo millennio nel nostro paese. L'Italia non è per niente un Paese che lascia spazio all'altra metà del cielo. E' una vera anomalia, che nonostante una donna si faccia largo nel campo minato della politica o un posto di rilievo nella società, per minato intendo insomma ancora troppo difficile per la donna forse anche a causa di questi pregiudizi che ancora esistono e vengono difesi benissimo nella nostra italia.
La bindi viene attaccata alla sua avvenenza, i nostri politici pensano ancora che una donna per raggiungere il potere deve essere brava il doppio di un uomo, se è bella, apriti cielo finisce in rotocalchi dove parlano delle proprie minigonne e reggicalze e propri dei capelli rossi, usati per provocare e ottenere voti, per non parlare della convinzione che ancora si ha della donna in carriera che ha usato mezzi fisici per arrivarci. In italia le donne sono discriminate anche nel lavoro e scarseggiano perchè si licenziano appena sono diventate mamme oppure non assunte proprio per questo o per il fatto di essere donne, gli stipendi sono bassi circa di un terzo a parità di lavoro, ignorando poi il lavoro odmestico che abbiamo alle spalle non retribuito, e l'unico privilegio che ci resta è un età pensionabile di 60 anni, contestato ovviamente anche questo. Molte donne fanno fatica a ottenere un posto di lavoro per colpa di porci che le chiedono prestazioni sessuali in cambio di lavoro. Su questo dobbiamo risponderci e capire perchè in italia si attaccano le donne, attacchi alla 194 e rappresentazione della donna in tv a parte, che poi sono la soluzione a questo. Che sarà perchè in Italia donna=oggetto?
 
Ultime news: questo si è anche dimostrato con la richiesta di candidatura della velina con i grandi meloni (finti) Aida Yespica, pazzesco, si sbarra la strada a molte donne in gamba per far candidare e strumentalizzare una donna per aumentare i voti ad un partito. la politica è roba da uomini, porci. La strumentalizzazione delle donne in Italia non ha limiti. Dalla strumentalizzazione attuata dalla destra per quanti riguarda la 194 alle veline, gli uomini (non solo in politica) in Italia riservano un trattamento alla donna peggio di un oggetto. Vi ricordate Cicciolina? Ricordatevi di firmare la petizione contro la mercificazione della donna nei mass media (guarda i banner)

20 Feb 2008
Torino, le donne sospendono il consiglio regionale
 

TORINO, 29 GENNAIO 2008 - Un gruppo di donne del movimento torinese ha interrotto questa mattina i lavori del
Consiglio regionale del Piemonte, convocato in seduta straordinaria. La seduta era stata richiesta dall'opposizione (di centro destra) per presentare una richiesta di modifica alla legge 194 relativa alle interruzioni di gravidanza, in particolare per la parte che riguarda la regolamentazione dell’aborto terapeutico. La proposta nasce sulla scia di quanto già successo in Lombardia dove la regione è riuscita a far passare una sostanziale modifica al regolamento inerente gli aborti terapeutici, riducendo il termine ultimo da 24 settimane a 22. La mozione, presentata stamattina a Torino da alcuni consiglieri del centro destra rappresenta un attacco su scala locale facente parte di una più vasta iniziativa politica e mediatica che, a vari livelli sta tenendo sotto assedio la 194 e i diritti delle donne in generale. Dalle farneticazioni del papa, di Ruini e di tutte le autorità Vaticane sulla famiglia naturale, fino alla richiesta di "moratoria sulla pena d'aborto", proposta dal servile e opportunista Giuliano Ferrara, il mondo cattolico sembra compatto per prendere di petto la questione aborto e riportare la donna al suo "ruolo naturale": quello di produrre figli. D'altronde come dice Ruini, "la donna è libera soltanto nella maternità".

Il tutto stava passando attraverso l'indifferenza o il tacito assenso del centrosinistra, troppo impegnato a raccattare briciole di voti cattolici per prendere una posizione forte sul diritto delle donne ad autodeterminarsi.Ma per fortuna c'è anche chi questi attacchi non li accetta passivamente e questa mattina un numeroso presidio di donne e uomini di ogni età si è formato davanti al palazzo della Regione; facce piene rabbia nel trovarsi di nuovo a dover difendere dei sacrosanti diritti, conquistati esattamente 30 anni fa con la lotta e che mai più si pensava potessero essere messi in discussione.
Dopo aver dato vita ad un presidio all'esterno del palazzo, una trentina di donne è entrata in aula lanciando slogan in favore della legge 194 e dell'autodeterminazione mentre un consigliere di Allenza Nazionale presentava la mozione E' stato lanciato del prezzemolo a ricordare che le donne non vogliono tornare a dover rischiare la vita per abortire in clandestinità; La digos è intervenuta per allontanare le "disturbatrici" ma le manifestanti sono comunque riuscite a far sospendere la discussione su questa vergognosa proposta. La contestazione, rivolta tanto al centrodestra, quanto all’indifferente centrosinistra, che, impegnato nella difesa di un cosiddetto dibattito civile e democratico, accetta e tollera che su questi temi si torni a discutere in maniera assolutamente strumentale e provocatoria. La protesta delle donne ha ottenuto di fatto che la seduta venisse sospesa e ancora una volta sono riuscite nell’intento di dimostrare che no n sono più disposte a sentire tutto questo insidioso chiacchiericcio sui loro diritti, ma vogliono prendere la parola per ribadire che nessuno può arrogarsi il diritto di legiferare sul loro corpo e sulla loro sessualità


29 Gen 2008
italia: all'84esimo posto x pari opportunità...il perchè?
Sembra di vedere una vecchia pellicola in bianco e nero.
italia all 84esimo posto tra 120 paesi presi in considerazione nel 2008. L'italia resta indietro a paesi con culture maschiliste e retrograde, come Sri lanke, Giappone e Albania ecc.
Le donne ricorpono solo ruoli che un tempo erano prettamente femminili : istruzione, badanti e altri lavori femminili tradizionali .
L'unica differenza e vantaggio delle donne è il numero delle laureate che superano quello maschile, ma cosa succede quando la donna entra in età fertile?
Dati sconfortanti e agghiaccianti che collocano l'italia come un paese diviso: al nord l'occupazone femminile si attesta un 54%, mentre al sud scende al meno del 30%...qual'è la causa di tutto cio?
Prima di tutto il nord, che si avvicina alla media europea, (da ricordare che siamo gli ultimi in europa per parità) ha un maggior numero di strutture che aiutano la donna, case di riposo per anziani, cito anziani perchè spesso il ruolo di prendersi cura degli anziani grava sulle spalle nostre, asili nido, il part-time è più diffuso e diciamo una mentalità più aperta verso il ruolo sociale delle donne.
Dato più sconfortante e difficilmente da spiegare è il fatto che l'italia è considerata una grande potenza economica, tra i paesi de G8, ma una potenza economica sempre e ancora ancorata in mano maschile, in politica siamo meno del 15%, a livello di occupazione siamo al 46% (nemmeno la metà), a livello di stipendi abbiamo un notevole divario di più del 50%

perchè?

Innanzi tutto, in Italia è radicata la cultura che lo stipendio è cosidetto "secondario", in un paese dove sono necessari due stipendi per vivere.
Da notare è che tra i primi posti della classifica si collocano i paesi del Nord Europa, con cultura e religione protestante. Io credo che questo l'arcano . la religione protestante ha un idea di donna più pari all'uomo rispetto ai paesi cattolici, la donna puo fare il pastore, mentre nella religione cattolica, solo l'uomo puo fare il prete alla donna vengono affidati ruoli di servitu' come la suora, che non puo' nemmeno scoprire il capo, la religione cattolica ha sempre avuto un concetto di donna, che sta a casa a figliare. un paese dove vengono spesso messi in discussione i progressi e  i diritti della donna (aborto e fecondazione), dove è difficile staccare la donna dall'immaginario della procreatrice, dove ci si chiede ancora come mai le donne non arrivano vergini al matrimonio. L'itALia è un paese dove la disparità e le discriminazioni sono un caso imbarazzante : DOVE LA DONNA è IN BILICO TRA CARRIERA E FAMIGLIA, DOVE C'è un concetto di donna che negli altri paesi è ormai superato, dove gli uomini si vergognano a cambiare il pannolino a di un bambino e pulire la casa x la donna è ancora un obbligo, dove gli uomini confondono la moglie con una colf..
Ma l'italia non è solo ndietro per quanto riguarda la posizione sociale della donna ma è anche ai primi posti per mercificazione della donna (vedi financial times), dove la donna è considerata solo un oggetto, nei mezzi di comunicazione, perfino tg, dove la donna diventa visibile solo se si citano casi di cronaca nera dove lei è la vittima o il cernefice. qui c'è qualcosa che è rimasto fermo nella nostra cultura, ci vuole impegno e volontà di cambiare, ma in un paese dove e essere donne vuol dire dibattere ancora sul corpo delle donne come se fosse un contenitore, dove ancora si discute se le bionde sono dotate di cervello (programma "batti le bionde")....., dove è vista male una donna che ha una vita sessuale libera...., dove ancora essere stuprate è una colpa della donna, sentenze scioccanti
http://lasestina.com/index.php?option=com_content&task=view&id=199&Itemid=85  e dove le donne ancora hanno difficoltà a denunciare, dovuto ad una cultura che ancora le demonizza, che crede che hanno indossato una minigonna o una scollatura, che fino al 1996 era un reato contro la morale, reato ancora poco tutelato, ma molto present enella nostra società che si spaccia per civile, che si spaccia per civile e attribuisce la causa della violenza alle donne ad un popolo di immigrati clandestini.
E' un paese con poca voglia di cambiare, assuefatto, con ragazzine che sono manipolate da quello che fanno i media di loro, un paese che ancora discrimina i gay, che demonizza la contracezione (la prima campagna del preservativo risale ad un mese fa), l'educazione sessuale nelle scuole (molte ragazze che ho intervistato mie coetanee non sanno come è fatto il loro corpo e nei asi più rari perchè hanno le mestruazioni, viste come un peso, come un fastidio e trattate con ribrezzo, dovuto a duna cultura troppo cattolica, la quale considerava le mestrauzioni una cosa impura)....più grave è la questione del preservativo, che non dando adeguata informazione si accentuano le gravidanze indesiderate e il diffondersi dell'AIDS..


l'italia è un paese senza progresso, senza quote rosa, le uniche quote rosa che si sono sentite in tv è l'aumento del femminicidio o di veline in televisione e in politica..

Leggete qui.
12 Gen 2008
LAVORO/ DONNE PD PRESENTANO MANIFESTO, "SERVE PARITA' CON UOMINI"


Roma, 20 nov. (Apcom) - "Il lavoro femminile, un valore fondativo del Partito democratico. Il contributo delle donne alla modernizzazione del Paese". E' questo il titolo del manifesto sul lavoro femminile, un contributo delle donne al programma del Pd, che è stato sottoscritto da 68 tra parlamentari, ministre, sottosegretarie, componenti degli organismi del nuovo partito, e che è stato presentato oggi nella Sala delle conferenze stampa del Senato, alla presenza, tra gli altri, delle ministre Barbara Pollastrini e Linda Lanzillotta, delle senatrici Vittoria Franco, Rosa Villecco Calipari, Colomba Mongiello e Paola Binetti, della vicepresidente del gruppo del Pd della Camera Marina Sereni, delle deputate Donata Lenzi e Amalia Achirru, di Alessia Mosca, neoresponsabile Lavoro per il Pd.



"Lo sviluppo delle pari opportunità nel lavoro è uno strumento essenziale per la crescita e la competitività del Paese - ha detto Vittoria Franco, presidente della commissione Cultura del Senato, presentando l'iniziativa a Palazzo Madama -. L'Italia occupa l'84° posto nella classifica mondiale della disparità di genere. Eppure è ormai chiaro che al livello dell'occupazione femminile è legata la ripresa demografica e quindi la crescita economica. Occorre invertire la tendenza che vede le donne, sebbene più qualificate, lavorare meno e prendere stipendi più bassi degli uomini. Ne va del Pil italiano e insieme della democrazia paritaria perseguita dal nuovo Partito".



"Il male diffuso che affligge tutte le classi politiche è il conservatorismo. Noi - ha sottolineato Barbara Pollastrini, ministro per le Pari opportunità - dobbiamo fare una battaglia in rete e mettere al centro l'occupazione femminile, penso a una conferenza del governo in primavera su questo tema". Il ministro per gli Affari regionali e autonomie locali, Linda Lanzillotta, ha sottolineato la sfida per le donne insita nel Pd. "Nel Partito Democratico c'è stato il segnale del 50% di donne negli organismi elettivi, ma non ancora in quelli direttivi - ha detto Lanzillotta -. Si tratta di una sfida che dobbiamo raccogliere, per dimostrare in primis alle elettrici che la presenza delle donne cambia il quadro politico".



"Quello che stiamo presentando è un manifesto denso, un contributo importante ai contenuti del Pd - ha detto Marina Sereni -. Dimostriamo ancora una volta che le donne sono il 50% nel Pd perché hanno delle cose da dire e perché rappresentano più della metà degli elettori italiani". La senatrice Paola Binetti ha posto l'accento sulla famiglia. "Parlando di donne e lavoro - ha detto - si parla sempre di famiglia. Lo Stato non può ragionare partendo dal singolo, ma deve conderare il nucleo familiare. E' necessario in prospettiva considerare orari più flessibili di lavoro e che anche i padri e i mariti contemplino questa conciliazione". "Siamo di fronte ad un problema culturale - ha aggiunto la senatrice Colomba Angiello, della commissione Lavoro - Basti l'esempio della legge sui congedi parentali, che non viene applicata, alla quale ha fatto ricorso appena il 3% dei padri".



Le donne del Pd hanno avanzato una serie di proposte, alcune già in fase di attuazione tra Parlamento e governo, altre da mettere in cantiere. Occorrono, secondo le donne del Pd, incentivi per favorire l'estensione dell'occupazione femminile, la permamenza al lavoro delle donne, le carriere, strumenti per superare i differenziali retributivi, sostegno all'imprenditoria femminile senza limiti di età, bollino rosa per istituzioni e aziende che realizzano l'uguaglianza, maggiore flessiblità negli orari, accesso al microcredito, riduzione del cuneo fiscale anche per le piccole imprese.



E ancora: regolarizzazione di chi lavora nei servizi alla persona, a partire dalle lavoratrici straniere, estensione della deducibilità fiscale delle spese per colf, baby sitter, asili, badanti, procedure che premino meriti e talenti. Le donne del Pd chiedono anche di valutare l'impatto di genere delle politiche, nonché il monitoraggio del rispetto reale delle condizioni di parità, il constrasto del mobbing. E per quanto riguarda il nuovo welfare, riconoscere il lavoro di cura familiare anche a fini pensionistici, maggiore tutela della maternità, piano straordinario degli asili nido, più servizi on line, e una pubblica amministrazione più amica delle donne.

23 Nov 2007
Aiuto troppe donne medico!
Notizia tratta da corriere.it


Troppe donne medico: e l'ordine dei medici si preoccupa, invece che prendere tutto come una cosa normale data l'evoluzione del paese. Ma la mentalità è l'unica che non si evolve. Pare che l'Italia sia l'unica a lamentarsi di questo.Ci si scandalizza perché un domani gli ospedali potrebbero essere in mano alle donne, che comanderanno infermieri uomini, o - peggio ancora - perché gli uomini potrebbero essere visitati da un’urologa donna.  Siamo alle solite l'italia si lamenta quando si raggiunge la parità e da uno smacco al povero orgoglio maschile vero?

L'apice delle preoccupazioni sorge da queste domande:

Ve lo immaginate un uomo che si fa visitare dall’urologa?

Fra un paio d’anni sarà una realtà diffusa che dovrà accettare anche chi, per orgoglio maschile o per imbarazzo, ora è refrattario. La professione medica sta infatti rapidamente cambiando sesso. Già oggi le iscritte alle facoltà di Medicina e Chirurgia sono il 60%. Le proiezioni: nel giro dei prossimi 10 anni, ben otto camici bianchi su dieci nasconderanno forme femminili. Se ne discuterà venerdì in un grande convegno organizzato a Caserta dalla Fnomceo, la federazione degli ordini di categoria, presieduta da Amedeo Bianco.

Niente di strano, per secoli ci siamo sempre fatte controllare da ginecologi uomini. Perchè potete vederci la fika mentre noi non possiamo vedervi il pistolino? corpi femminili accessibili? o cosa?

Attenti le donne vi mangiano l'uccello.

Che lancia un allarme, una denuncia, partendo dai numeri raccolti dal suo vice, Maurizio Bennato: «Affrontiamo in modo diverso il futuro altrimenti alcune specialità, soprattutto quelle che oggi sono monosex, andranno in crisi. Sono molto favorevole alle donne medico, ma non nascondo una certa preoccupazione. Dobbiamo studiare un sistema tale da garantire qualità e potenzialità senza ridurre l’offerta ». Avremo un ospedale al contrario. Medici con la gonna, infermieri con i pantaloni. Una controtendenza anche questa. Una volta gli angeli della corsia erano ragazze. Ora il mestiere ha assunto caratteristiche più incoraggianti per l’uomo. Ha perso l’impronta assistenziale per assumere quella manageriale, di coordinamento. In via di estinzione, quindi, le caposala vecchia maniera.

E noi cosa dobbiamo dire quando troviamo ginecologi uomini, meglio se anche stupratori?

siamo noi quelle che dobbiamo essere più imbarazzate...

E noi cosa dovevamo dire quando fino al 1900 non potevamo essere medico? o delle discriminazioni in tutti i settori..

Giusto siamo donne e non abbiamo nemmeno diritto  di  lamentarci.


montessori.jpg picture by kikkazz

Certo che se la Montessori avesse sentito i discorsi degli uomini del 2007 che non cambiano da quelli dei loro antenati si rivolterebbe nella sua tomba.
17 Ott 2007

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