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La questione delle donne orizzontali.

Insiste Daniela Santanchè,
candidata premier della Destra. E attacca di nuovo il leader del Popolo della libertà Silvio Berlusconi: «Le donne per andare in Parlamento lo possono fare solo con me — ha detto in intervista a Canale Italia —. Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali».
il Cavaliere «non ha rispetto per le donne, lo dimostra la sua vita giorno dopo giorno. Ha detto a quella ragazza precaria di sposare un miliardario: non è questa la soluzione del precariato. Il voto a Silvio Berlusconi è il voto più inutile che le donne possano dare». Anche nei giorni scorsi la Santanchè aveva criticato il leader del Pdl: «Berlusconi ha sempre utilizzato le donne come il predellino della sua Mercedes: un punto d'appoggio per sembrare più alto dei veri nanetti di cui si circonda. Il voto alla Destra è invece utilissimo perché serve a rompere i vecchi giochi della politica e a rimettere in gioco valori e ideali che non devono essere cancellati».
Dura la replica della nipote del Duce, Mussolini, secondo la quale la

Santanchè, «per decenza», è l'unica a «non dover aprire bocca sull'argomento poiché rappresenta la perfetta incarnazione della donna "politicamente" orizzontale. Infatti, la sua storia politica - afferma la Mussolini - è l'esempio contrario di quello che una donna deve fare per contribuire all'affermazione della democrazia paritaria».

A parte il fatto che non capisco il perchè ogni volta che si parla di donne in politica i mass media mettono in evidenza solo  articoli della sua eleganza, il suo sexappeal, questioni che riguardano allusioni sessuali e più ne ha più che ne metta mentre il resto viene censurato, in tal modo che sminuisce il ruolo della donna dandole poca serietà e ridicolizzandola, tale da manipolare e scoraggiare le donne che vogliono avviarsi in politica, mettendo in evidenza vecchi e stupidi stereotipi, anzichè dare peso e scandalizzarsi per la gravità della frase di Berlusconi, dopo le
sciampiste, la 194 e la questione Carfagna, e la questione della precaria
, è l'ennesimo maschilismo in  clima di elezioni che sta dimostrando il PDL, in cui mette le donne in una sorta di dipendenza dagli uomini e in clima di elezioni è grave poichè scoraggia (forse studiato a tavolino) il voto alle donne che si sono candidate quest'anno nelle liste che vogliono mostrare un loro ideale.
Molto grave è la situazione di apparente parità che invade il nostro paese solo per aver candidato come premier una donna ma che in realtà ha idee ovviamente maschili (e forse per questo che è stata candidata, quindi strumentalizzata), come la sua contrarietà all'aborto, in un paese che in realtà è così ancora pieno di pregiudizi contro le donne.
 

26 Mar 2008
La deprimente situazione delle donne del Sud, intrappolate dai classici, stupidi stereotipi duri a morire
Si conosce benissimo l'assurda e ingiusta disparità che esiste tra uomo e donna, disparità che interessa tutte le sfere possibili e immaginabili. Alla stessa maniera conosciamo altrettanto bene il gap esistente tra Nord e Sud, distanza oramai proverbiale e che sembra dover rimanere per sempre. Ecco, immaginatevi la difficile situazione che possono vivere la donna del Sud Italia. Deprimente.
La donna a casa, l'uomo a lavoro - Diversi rapporti, analisi e studi ci dicono che il Sud Italia è la parte dell'Italia dove è è più alta la percentuale di coppie tradizionali. Oltre un terzo, infatti, è organizzato secondo il modello classico: la donna rivestire il ruolo di casalinga e l'uomo quello del lavoratore che sostiene la famiglia economicamente e contribuisce poco alla gestione della casa.  A ricofermare la costante presenza di tale stereotipo è una ricerca condotta dall'Istituto Iard sulle giovani coppie italiane, incaricato da una multinazionale leader nei prodotti utilizzati per l'igiene personale e della casa. Secondo l'indagine condotta nelle regioni italiane del Sud le coppie tradizionali raggiungono il 37% a differenza del 19% del Centro e del 18% del Nord. In Sicilia questa percentuale cresce fino al 50%, ovvero una coppia su due. La Sicilia, dunque, continua ad essere ancora molto legata al modello di famiglia tradizionale, ma rispetto alle altre regioni italiane, la cura dei figli è affidata ad entrambi i genitori. Il dato emerge nella metà delle famiglie siciliane. Quindi, stando ai dati della ricerca, nelle giovani coppie isolane troviamo ancora la donna come ''angelo del focolare'' e l'uomo che ogni giorno va in ''missione lavorativa''. Ll'unica differenza sembra essere la mutazione della figura paterna, non più monolite imperscrutabile da rispettare con devozione da una certa distanza, ma attivamente partecipe alla vita affettiva della famiglia.Nonostante l'avvicinamento del papà ai figli, sempre secondo questa ricerca, un capitolo a parte ha la cura dello studio dei propri figlioli. In Sicilia come nelle altre regioni della penisola, è solitamente la madre ad occuparsi della vita scolastica dei figli, ma nel 20% delle famiglie siciliane c'è però anche la collaborazione del papà.Nella ricerca, poi, le coppie italiane sono state suddivise in tre gruppi, tenendo conto del lavoro domestico della donna, del suo status occupazionale (lavoratrice o casalinga) e del grado di partecipazione dell'uomo alle attività della casa. Le tre tipologie individuate sono state:
la coppia tradizionale o "all'antica", (anni '50- '60) che costituisce il 26% del campione totale; la coppia a doppia presenza, a cui appartengono il 38% delle giovani coppie italiane; e infine il modello del futuro, la coppia collaborativa, che si posiziona al secondo posto con un 36%, un modello che risponde al cambiamento in atto nella società moderna in cui la donna, più istruita e ambiziosa, è più partecipe al mercato del lavoro. In alcuni casi la donna svolge il ruolo di lavoratrice e svolge lavori domestici.
se ad esempio andiamo a dare un occhiata ai dati raccolti recentemente dall'
Osservatorio di genere di Arcidonna, notiamo chiaramente come continua ad essere profondo il gap che separa donne e uomini in Sicilia, dalla formazione al mondo del lavoro. Secondo i dati diffusi nei giorni scorsi da Arcidonna, nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna "Non pensare a sesso unico", ideata da Feedback e rivolta alla lotta agli stereotipi di genere, a un anno dal conseguimento del titolo accademico solo il 35% delle donne laureate in Sicilia ha un'occupazione, contro il 42,2% dei maschi laureati nei tre principali atenei dell'Isola (Palermo, Catania e Messina).
Il divario tra dottori e dottoresse, come dimostrano gli ultimi dati di AlmaLaurea, si riscontra anche a livello retributivo: la media degli stipendi delle laureate occupate è di 848,5 euro netti mensili contro i 1.172 euro netti mensili dei maschi. Una differenza del 27,5%, il doppio di quella che si riscontra sul suolo nazionale (13,5). Che le donne trovino ad un anno dalla laurea un'occupazione di qualità inferiore agli uomini lo si evince anche da un altro dato: i maschi con un contratto di lavoro a tempo indeterminato sono il 54,5% contro il 40,7 delle femmine [leggi ''L'Italia immobile dei laureati'' di F. Pace]."Il problema - sostiene Valeria Ajovalasit, presidente nazionale di Arcidonna - è che in Sicilia continua a prevalere un orientamento culturale secondo cui il lavoro è per le donne una scelta di second best. Per questo, ci è sembrato opportuno realizzare una campagna di comunicazione integrata per combattere questo fenomeno. Partendo proprio dagli stereotipi di genere, da quei processi che stanno alla base della riproduzione sociale delle discriminazioni. Il motto "Non pensare a sesso unico" sarà il filo conduttore ideale del nostro progetto, "Laboratorio di Pari Opportunità: pratiche per il superamento degli stereotipi", finanziato dall'Unione europea con il Programma Equal (II Fase). Un progetto che coinvolgerà l'università, le scuole, i sindacati e le imprese. Ossia quelle istituzioni sui cui è necessario agire per realizzare una reale democrazia paritaria".
Altri dati sconfortanti sono quelli realtivi alle scelte di studio dei giovani siciliani: presa in considerazione l'intera popolazione femminile iscritta alle quattro università dell'Isola nel 2007, solo il 34,4% opta per i corsi ad indirizzo scientifico, contro il 61,7% dei colleghi maschi.
Al di la di tutto, e qui lanciamo un sassolino senza voler accendere polemiche, vogliamo chiedere alle donne, alle politiche donne, se per caso non è remare contro loro stesse prestarsi a giochi (e ribadiamo: giochi) come quello di rispondere a frivole interviste nelle quali l'intervistatrice chiede se preferiscono il reggicalze o collant, perizoma, slip o culotte? [Intervista di Giulia Cerasoli a Dorina Bianchi (candidata al Senato in Calabria nel Pd), Anna Finocchiaro (presidente del gruppo del Pd al Senato e candidata a presidente della Regione Sicilia), Stefania Prestigiacomo (Pdl), Laura Ravetto (Pdl), Alessia Mosca, (responsabile politica del lavoro del Pd) e Chiara Moroni (Pdl), pubblicata in questi giorni dal settimanale Chi).

- Donne e lavoro: se l'Italia è penultima in Europa... (Guidasicilia.it)

23 Mar 2008
L'Europa a misura di gay e paritā di diritti, ma l'Italia torna indietro.
 
Immagine:Samesex Map Europe.png
La Novegia sta per aggiungersi all'ormai corposo elenco dei paesi europei in cui una coppia omosessuale puo' scambiarsi una promessa di ''amore eterno'' attraverso il matrimonio o semplicemente vedere riconosciuti i propri diritti di coppia con le unioni civili. Un lungo percorso partito dall'Olanda nell'aprile del 2001 con la normativa che consente a gay e lesbiche di sposarsi e anche di adottare dei figli. Nel 2003 e' stata la volta del Belgio con una legge che permette il matrimonio tra omosessuali, ma non l'adozione. E ancora: nel 2005, la Spagna di Zapatero ha approvato una legge che non solo legalizza il matrimonio omosessuale equiparandolo a quello tra eterosessuali, ma consente anche le adozioni. Sempre dal 2005 anche in Polonia vige una legge sul matrimonio gay. Ma il matrimonio non e' l'unico modo per veder riconosciuta la propria unione sentimentale dallo Stato e a partire dal lontano 1989 la Danimarca, primo paese in assoluto in Europa, ha riconosciuto un'unione registrata tra omosessuali ufficializzata con una cerimonia civile. Dopo 10 anni e' arrivata anche la Francia che, nel 1999, con il Pacs (patto civile di solidarieta'), ha approvato una soluzione che accomuna coppie dello stesso sesso, ma puo' anche riguardare unioni di fatto tra coppie di amici. Nel 2000 e' stata la volta della Germania con una legge sulla ''vita in comune'' tra gay. Nel 2002 la Corte costituzionale ha inoltre stabilito che i matrimoni tra omosessuali sono compatibili con la Costituzione e nel 2004 ai conviventi e' stato riconosciuto il diritto di adozione congiunta. Sempre dal 2004 in Lussemburgo e' in vigore la cosiddetta ''partnership registrata'' applicabile a tutte le coppie che garantisce diritti simili, per quanto riguarda welfare e fisco, a quelli delle coppie sposate. Tre anni prima, in Portogallo sono state approvate due leggi che hanno disciplinato e le situazioni giuridiche della economia comume e delle ''Uniao de facto''. Tornando del Nord Europa, in Svezia, il Parlamento ha approvato nel 1994 la legge che regolarizza la convivenza tra omosessuali e dove le coppie registrate, dal 2002, possono adottare bambini provenienti da altri paesi. In Austria, dal 2005, le coppie gay possono firmare un accordo di unione alla presenza di un notaio. La Camera dei deputati della Repubblica Ceca, nel 2006, ha approvato una legge sulle unioni registrate per le persone dello stesso sesso. In Finlandia e' in vigore dal 2002 una legge per le unioni civili che garantisce la maggiorparte dei diritti che acquisiscono le coppie eterosessuali che si sposano con il matrimonio civile. E' invece del 2005 il ''Civil Partnership Act'', che riconosce alle coppie dello stesso sesso la possibilita' di vincolarsi in un'unione registrata simile al matrimonio, ma, da un punto di vista giuridico, molto diverso. Prima dell'estate, inoltre, nella repubblica d'Irlanda entrera' in vigore la legge sulle unioni civili che riconoscera' ufficialmente anche le coppie irlandesi che si sono unite in Gran Bretagna, secondo la stessa ''Civil partnership''.

E in Italia? ci si chiede ancora se i gay siano sani o no...
sarà perchè la laicità è in pericolo?



Se si approva una legge che regolarizza le unioni di fatto tra etero e omosessuali, poi si legalizzerà l’incesto e la pedofilia”.


Frase Chock…per Bagnasco due pesone dello stesso sesso che si amano equivale come rubare l’infanzia ad un BAMBINO. Questa frase conferma tutti gli scandali della pedofilia presenti nel Vaticano.  Omosessuali offesi e non solo: ci passano anche di mezzo vite spezzati di bambini innocenti. Milioni di abusi fatti a bambini coperti e nascosti spudoratamente dalla chiesa. Come fanno adesso  i cattolici a continuare a credere in un istituzione che è più marcia di una setta satanica?

Un italia dove tutto cio' che è sessuale è un tabu'...


16 Mar 2008
Rosa · 122 visite · 3 commenti
Categorie: Pari Opportunitā, Omofobia
La politica si tinge di rosa tra preconcetti e ancora tante discriminazioni


Una carrellata su alcune donne candidate alle elezioni: chi sono, cosa fanno, cosa faranno se saranno elette

Ci sono politiche dalla lunga esperienza e giovanissime che si affacciano per la prima volta nel mondo della politica, ci sono filosofe, medici e farmaciste, single e con famiglia, insomma donne con esperienze eterogenee e visioni della vita diverse.
Facciamo conoscenza con alcune di loro, teniamoci aggiornati sulle loro ultime dichiarazioni su stampa e blog e soprattutto su cosa pensa il popolo del web e il mondo dell'informazione.


Anche in Italia ci sono due donne candidate nelle proprie liste per diventare premier del Paese. Sono Flavia D'Angeli e Daniela Santanchè. Chi sono e cosa sostengono per arrivare al vertice della carica di Governo.


Daniela Santanchè per La Destra-Fiamma Tricolore
Un programma che punta sull'ordine sociale quello proposto da Daniela Santanchè, candidata premier per
La Destra-Fiamma Tricolore. Al centro del programma, una famiglia il più possibile rispettosa dei valori. Il che implica conseguenze quali una ferma opposizione a formule tipo Dico o Pacs o la revisione della Legge 194 "in nome della sacralità della vita". Sono in disaccordo con la Santanchè, per il fatto che trovo insensato che una donna si batta per revisionare la 194.



Fra le proposte dedicate alle donne, quella per le quote rosa, con una maggior presenza di donne auspicata, oltre che in politica, anche nel mondo del lavoro.

Daniela Santanchè, 47 anni, ha un passato da imprenditrice. Nel 1995 è entrata in Alleanza Nazionale, dopo essere stata collaboratrice dell'Onorevole Ignazio La Russa. Dopo vari incarichi nelle amministrazioni locali, nel 2005 è al centro dei riflettori per la polemica relativa al gesto del dito medio rivolto ai giovani che contestavano la riforma Moratti. Suscita ulteriori polemiche per la proposta di una "porno-tax", un'imposta per chi fruisce di materiale inerente alla pornografia.



Viene nominata relatrice della Legge Finanziaria, prima donna nella storia della Repubblica Italiana a ricoprire questo ruolo. Nel 2006 viene rieletta alla Camera dei Deputati nella lista di AN, nel collegio di Milano. Quello stesso anno viene aggredita verbalmente dall'imam di Segrate in una trasmissione per una discussione sul velo e di conseguenza le viene assegnata la scorta. Nel 2007 si dimette da Alleanza Nazionale per entrare nel partito di Francesco Storace, La Destra, immediatamente nominata Portavoce Nazionale e proposta poi come Premier per le prossime elezioni. 



Flavia D'Angeli per Sinistra Critica

Un programma incentrato sui diritti dei lavoratori, invece, quello dell'altra candidata, giovanissima, militante femminista, esponente della sinistra, Flavia D'Angeli, che ha 34 anni e avanza proposte totalmente opposte rispetto a quelle della Santanchè. Un’altra sinistra, anticapitalista, ecologista, femminista, all’opposizione delle destre ma anche del Pd. Questo il programma con cui si propongono gli esponenti di Sinistra Critica, il partito della D'Angeli. E' lei che conia lo slogan "Perché no? La sinistra che fa quello che dice". Insegnante precaria (italiano, storia e geografia).



Non sono mancate tuttavia dure polemiche: le donne del Pd hanno fatto notare, al di là del dato numerico delle quote di candidate, una forte presenza femminile nelle parti inferiori delle liste, insomma in posizioni ineleggibili, ecco perchè ci troviamo sempre con poche donne in parlamento, la cultura maschilista non viene solo dai cittadini, che non conoscono così l'esistenza di candidate nelle liste, ma direttamente dalla politica, a parte dei preconcetti che invadono le menti degli italiani sulla figura donna in politica associata all'avvenenza o la non avvenenza, motivando preconcetti che sono presenti nella nostra società il quale si crede che le donne siano poco portate alla politica e che la politica sia maschio. Infatti, il leader del Pdl Berlusconi commenta che il nostro Paese non è ancora pronto per presentare liste nelle quali il 50% sono donne, ma si può solo arrivare al 30%, anche perché "le donne che hanno famiglia con tre figli non possono certo darsi alla politica”, una certa credenza che ancora fa del ruolo della donna quello tradizionale di casalinga o la donna di spettacolo come  l'epiteto di "sciampiste" alle allusioni all’aspetto fisico e al vantaggio (l'unico??) che questo avrebbe arrecato nell’essere scelta come candidata, come la proposta di candidatura ad alcune veline,(sempre da parte del PDL) per non parlare di accuse più o meno fondate di nepotismo, riservate soprattutto alle donne e raramente agli uomini in lista,  da entrambe le parti questi riferimenti “di genere”; riconducibili a una certa sotterranea misoginia.

15 Mar 2008
Rosa · 175 visite · 0 commenti
Categorie: Donna e politica, Pari Opportunitā
Berlusconi snobba precariato femminile

Il precariato e la disoccupazione femminile dovrebbe preoccupare il paese per prendere provvedimenti anzichè snobbarlo con battute poco simpatiche e maschiliste. Sentire un candidato premier dire queste baggianate anzichè risolvere questa emergenza non è certo una bella cosa e proprio all'indomani del tragico suicidio di Luigi Roca, un operaio precario di 39 anni, dopo la mancata assunzione in una societa' dell'indotto Thyssen..

berlusconi dito medio Bolzano
La disoccupazione e il precariato che affligge le donne dovrebbe preoccupare quanto quello che affligge agli uomini, ma la battuta di poco gusto dello psiconano, denota quanto ancora questo essere sia indietro per quanto riguarda il ruolo della donna nella società..

Silvio Berlusconi (questo individuo sulla foto, per non fare altri commenti) fa battute sulle giovani donne precarie perché per lui "esistono le donne del capo": lo ha detto Daniela Santanchè, candidata premier della Destra, commentando la vicenda a margine di un'iniziativa elettorale a Firenze. "La trovo un'offesa - ha spiegato ai cronisti che le chiedevano un'opinione in merito - e mi auguro che le donne italiane non vogliano sposare un miliardario, ma vogliano impegnarsi per riuscire indipendentemente dall'uomo. Capisco che per Berlusconi esistano le donne del capo, ma per la Destra non ci sono - ha concluso la Santanchè - io esorto le donne a non essere strumenti degli uomini".

"Berlusconi dovrebbe chiedere immediatamente scusa alle donne e ai precari". È quanto afferma Enrico Boselli, candidato premier del Partito socialista, che aggiunge: "Con tutti i soldi che ha lui, come fa a parlare di queste cose? Di certo non sa nulla della condizione di doppio sfruttamento per una donna che ha anche un lavoro precario. Vorrei dare a Berlusconi un consiglio: è molto meglio se ritorna a raccontare barzellette".

"Le affermazioni di Silvio Berlusconi sulle giovani donne precarie sono vergognose. Il segno di una cultura vecchia, patriarcale e sessista che ci riporta agli albori del secolo scorso, tutto ciò da cui le donne giovani e meno giovani hanno dovuto e saputo liberarsi con fatica, generosità e talento". E' quanto afferma Pina Picierno, la ventiseienne capolista del Pd in Campania.

"Un'idea di società - continua la Picierno - secondo cui le donne, per affermarsi, non solo non possono fare altro che affidarsi agli uomini ma possono farlo solo se 'avvenenti'. Un'offesa alla straordinaria intelligenza e creatività delle donne italiane. Del resto, il Cavaliere ci ha abituato in questi anni ad esternazioni imbarazzanti, poi frettolosamente smentite dal portavoce di turno".

"Stavolta non ci sarà rettifica che tenga - conclude la candidata del Pd -, crediamo profondamente che quella sfuggita ieri al Cavaliere sia davvero l'idea di società sua e del Pdl. Le italiane e gli italiani il 13 e 14 aprile sapranno dire no a chi vuole nient'altro che riportarli indietro nel tempo".


"Non penso proprio di sposare il figlio di Berlusconi, non è davvero il mio tipo". Lo dichiara Flavia D'Angeli, candidata premier di sinistra Critica, insegnante precaria di 34 anni, commentando la boutade del Cavaliere.

"E poi sono per il diritto alle unioni civili, e il matrimonio non mi attira - aggiunge D'Angeli - Scherzi a parte, la precarietà è il dramma di una generazione, e delle giovani donne soprattutto. Con questa dichiarazione del solito cattivo gusto, però, Berlusconi ha in fondo evidenziato la morale della precarietà, che costringe a dipendere dalle famiglia, e condanna giovani e donne a non avere autonomia. Non vogliamo la precarietà, anche perchè vogliamo essere libere di non dover sposare nessuno per sopravvivere. Tantomeno il figlio di Berlusconi...".


Io trovo sia una mossa idiota in un clima di elezioni, così perde punti, si prende le antipatie da parte delle donne, dei precari in generale, simbolo di uno che non vuole contribuire allo lo sviluppo del paese.

"Berlusconi in quanto a gaffe o cadute di stile non è certo nuovo, ma con quella di oggi ha passato il segno. Se si è trattato di una battuta scherzosa, a divertirsi è stato solo lui e non i tanti giovani precari e precarie e le loro famiglie giustamente preoccupate ed angosciate". Lo afferma in una nota Massimo Donadi, capogruppo di Idv alla Camera.

"Se la ricetta di Berlusconi per combattere la disoccupazione o il precariato femminile è sposare un miliardario, si capisce chiaramente la sua strisciante misoginia e la bassa considerazione che ha delle donne, liquidate con superficialità a belle statuine che fanno da arredo", aggiunge Donadi.

"Ci fa piacere, proprio nel giorno in cui Berlusconi esprime un mai sopito maschilismo, salutare l'elezione di Emma Marcegaglia a presidente di Confindustria", conclude il capogruppo di Idv.



13 Mar 2008

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