Ma anche in Francia la condizione femminile non è tra le più rosee. Una donna si vede annullare il matrimonio perchè non vergine. Non solo qui ci troviamo davanti ad una donna che non può avere una libera sessualità in quanto donna ma ci troviamo davanti ad un caso in cui se sei donna devi essere comprata nuova, come fosse merce. Perchè poi si sa che se sei donna poi qualche idiota va a misurarti in base a quello che ti trovi in mezzo alle gambe o dall'uilizzo che vogliono fare, come mezzo da riproduzione per un ruolo che quel che grave non è scelto da te ma deciso da un uomo. Duro colpo alla parità di sessi e alla nostra libertà, quante volte siamo state condannate anche senza annullare un matrimonio se siamo troppo libere? questo fatto è aberrante e va denunciato. Infatti le donne ci hanno già pensato. Leggete qui:
Elisabeth Badinter, filosofa e scrittrice francese, ha espresso la sua “vergogna” nei confronti della giustizia francese giovedì 29 maggio sulle onde di France Inter. La sua reazione di sdegno si riferisce alla notizia, apparsa ieri su alcuni quotidiani francesi, riguardante la decisione del Tribunale di Grande Instanza di Lille (città del Nord della Francia) di procedere all’annullamento di un matrimonio per “errore sulle qualità essenziali” della sposa, che avrebbe mentito sulla sua virginità.
Badinter si dice “ulcerata dalla decisione del tribunale per aver accettato di giudicare un simile caso, perché in Francia la sessualità delle donne è un affare privato e libero, assolutamente libero”. Esprime quindi la sua preoccupazione nell’ipotesi che una tale sentenza possa in futuro portare “le giovani donne musulmane a correre negli ospedali per procedere ad una ricostruzione dell’imene”. “Con sentenze come queste - conclude la filosofa - invece di difendere le donne, (…) , i tribunali aumentano la pressione su di esse”.
Laure Heinich-luijer, avvocata presso il tribunale di Parigi, ha dichiarato che tale decisione incarna “il relativismo culturale in applicazione” e “un passo indietro del diritto delle donne a disporre del loro corpo”.
“Si tratta di un giudizio incredibile – commenta a caldo Nathalie Rubel (dottoranda in filosofia sulle questioni di genere e laicità in diritto civile) sulla lista del CLF, Coordinamento lesbico in Francia -. In primo luogo perché ha messo una giovane donna in una situazione degna del Medioevo, di fronte al codice d’onore invece che al diritto”.
La verginità, da intendre evidentemente come verginità femminile, non può in nessun caso considerarsi una qualità essenziale della sposa, “perché in diritto le ’qualità essenziali’ non sono un requisito privato. Una richiesta di annullamento, anche relativa, deve giustificarsi pubblicamente”.
La sentenza si basa sull’art. 180 del Codice civile francese che regola il consenso al matrimonio e afferma che “in caso di errore di persona, o delle sue qualità essenziali, l’altro sposo puo chiedere l’annullamento del matrimonio”.
“La legge è imprecisa – fa notare Nathalie Rubel -. Essa si applica ai casi di disturbi gravi dell’integrità fisica e mentale (impotenza, setrilità conclamata, schizofrenia). Neppure l’errore sull’identità, la nazionalità ecc. bastano ad invalidare un matrimoni. (...) Quanto al fatto di aver mentito su un punto sensibile per il ricorrente, ciò non costituisce motivo sufficiente per invalidare la ’fede’/fiducia nel legame coniugale (e la logica del sospetto avrebbe in ogni caso la meglio sui sentimenti)”.
Quanto al valore che si vuole far passare come ‘qualità essenziale’, esso contrasta con la laicità tanto invocata dalla Francia. Oggi ne sono protagonisti due musulmani, ma poco importa, la verginità, la castità sono valori promossi dalle religioni monoteiste in genere, volti al controllo del corpo delle donne. “E’ questo un giudizio che non dà certo prova di spirito di pari opportunità. Sarebbe poco immaginabile pensare che una donna averbbe avuto la stessa vittoria facendo appello alle ’libertà anteriori’ del suo futuro marito. Il matrimonio resta cosi uno spazio di controllo del corpo delle donne e soprattutto delle donne...”.
“E’ a partire da esempi come questi che si scopre la fragilità del diritto civile. Perché, in fondo, a che titolo lo Stato puo’ invalidare un matrimonio infecondo? A che titolo esigere prove di ’fedeltà anticipata’, di ’prima del matrimonio’? Che genere di impedimento al matrimonio potrebbe costituire la non-verginità per lo Stato ? Sentenze come queste dicono molto di più di quello che pretendono affermare e sono la conferma di come il matrimonio civile non sia ancora separato da quello religioso. Per quel che ne so io, poi, Mahomet non si é sposato solo con una vergine, la piccola Aicha, e la verginità alla base é una sanzione cattolica con una forte tendenza per l’assoluta castità del discepolo e della vita conventuale” insiste Nathalie Rubel.
“Non resta che sperare – conclude ironica - che le giovani donne che vivono secondo la legge machista della religione sapranno almeno utilizzare questa sentenza come ’libertà preventiva’, al fine di annullare matrimoni che saranno loro imposti”.
Un paradosso al quale Rachida Dati, ministra della Giustizia francese crede davvero, visto che ha dichiarato pubblicamente che sentenze come queste rappresentano al contrario “un modo per proteggere le giovani donne (dai matrimoni imposti, ndr)”.
Le donne si riuniscono per difendere il nostro diritto quello di autodeterminarci ed avere una nostra libertà.Perchè non abbiamo visto mai nessuno che annulla una matrimonio ad un uomo perchè non vergine e perchè andato con prostitute.












Sindicazione
05.09.08 @ 17:13:02
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mi sembra una cosa buona e ...
05.09.08 @ 16:16:51
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Sai quello che mi rattrista è ...
04.09.08 @ 15:40:28
da Rosa
Caro camu, in merito al tuo ...
04.09.08 @ 12:57:12
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