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Affissione degli articoli inviati in: Gennaio 2001

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No alla tratta delle donne!

Al parlamento o il ministero della pari opportunità.


Se leggete questa petizione pensate che chi si trova in questa situazione potrebbe essere vostra figlia. Ho la stessa età di chi viene costretta al marciapiede sotto minaccia e che gli viene tolto diritto di vivere l'adolescenza, l'età più bella, perchè ha conosciuto un mondo sporco che è quello purtroppo di una società patriarcale che priva della libertà alle donne.


diciamo basta alla vendita e mercificazione di corpi femminili. Basta all'uso della donna come oggetto se questo non dipenda da una sua scelta personale, perchè questo costituisce violenza alla pari di uno stupro. Questo fenomeno rappresenta uno smacco e una profonda ferita alla parità tra i due sessi tipica di paesi che non riconoscono i diritti fondamentali alle donne.


Chi sfrutta questo fenomeno è complice nonchè a causa sua che tante ragazze talvolta anche minorenni vengono importate. Ma non solo chi lo sfrutta anche chi acquista prestazioni sessuali, va punito severamente! Non chiudiamo un occhio non facciamo gli ignoranti i clienti sono colpevoli quanto gli sfruttatori nonchè a causa della loro domanda che corrisponde ad una richiesta che milioni di ragazze e ragazzine provenienti dai paesi dell'est vengono importate con l'illusione di trovare un lavoro e poi stuprate e torturate brutalmente e messe sulla strada sotto minaccia. Molti uomini che sfruttano la prostituzione sono sposati con figli della loro stessa età, perché non pensano che dovrebbero avere diritto ad una vita felice come le loro figlie?

Abbiamo la ragione, abbiamo dei sentimenti, usiamoli!

Questa è una vera violazione dei diritti umani che i un paese civile non puo' essere tollerata. La riduzione in schiavitu' è un fenomeno vergognoso perchè non lascia all'individuo la possibilità di scegliere. Dobbiamo cercare di rendere efficenti i servizi come polizie per smascherare questo fenomeno affinchè vengano puniti clienti (non con semplici multe e confische dell'auto, la donna non è un oggetto) e sfruttatori e sia dato un supporto psicologico alle vittime, servendosi della associazioni per le donne maltrattate situate nei paesi di provenienza delle ragazze vittime della tratta o le case accoglienza per i cittadini stranieri già presenti nel nostro paese, per recuperare le vittime non cacciarle via dal paese come fossero criminali che non serve assolutamente nulla perché ritornano nella tratta a causa della compattezza e la perfetta organizzazione di queste organizzazioni criminali.
Dovete ben organizzati voi, rendere efficienti i centri antiviolenza italiani, finanziarli attraverso lo Stato, affinché possano stabilire contatti con quelli dei paesi di provenienza della vittime della tratta.
 
Rendetevi conto che se un paese tollera la prostituzione o la sfrutta è un paese che considera zero la donna. Potrebbero essere vostre figlie, vostra moglie. Pensateci!

Il cliente non è un poveretto non va giustificato, è un criminale!

Avete fatto un pacchetto sicurezza ma non avete minimamente preso in considerazione gli effetti della prostituzione sul nostro paese non a livello di decoro cittadino, come sono stati affrontati da voi, ma a livello di diritti umani.
E' vergognoso che ritenete più importante una città, la comodità del cliente che la dignità e libertà femminile, questo denota quanto è triste e maschilista il nostro paese, che non ha nessun rispetto per la figura femminile, dove in un paese occidentale dovrebbe essere già acquisito.


C’è una perfetta relazione tra un governo che chiude gli occhi davanti allo sfruttamento della donna all’aumentare di questo sia da parte di chi le importa sia da parte di chi acquista prestazioni. Questo prende il nome di complicità.

Firmate

25 Ago 2008
Perchč vergognarsi delle cose che danno piacere?
Da donne in azione



“Ma perchè le madri non si vergognano della gravidanza, non si vergognano del parto, non si vergognano dell’allattamento, e invece si vergognano del coito? Probabilmente perchè la gravidanza, il parto, l’allattamento non danno piacere, e il coito invece sì. Non vedo, tra i diversi fatti, altra differenza fondamentale oltre a questa. Ma perchè vergognarsi delle cose che danno piacere?” scrive Laura Conti.


dal libro GINOCIDIO di Daniela Danna.

scusate la foto porno. non è usata  per attirare maschietti sia chiaro! :)

25 Ago 2008
Rosa · 17 visite · 1 commento
Categorie: Libertą sessuale
Staffetta di donne contro la violenza
Fonte:Paese delle donne online

Il 28 settembre, l’Udi nazionale presenterà ufficialmente - nella sede di Roma - la «Staffetta di donne contro la violenza» già avviata con la pubblicazione di un documento che illustra il senso del progetto, invitando ad aderire all’iniziativa.

"Vogliamo lottare contro la violenza sessuata e il femminicidio. Per farlo vogliamo dire CHI siamo, senza mettere distanza tra noi e le altre, perché non siamo né estranee né privilegiate e non pretendiamo che una donna sola faccia quello che tutte non riusciamo a fare: far smettere la violenza che tutte subiamo! Il primo obiettivo è dunque di agire culturalmente per far smettere il femminicidio. Vogliamo innanzitutto dire a voce alta che il mestiere più antico del mondo non è la prostituzione, ma lo stupro, è quello del violentatore. Per questo vogliamo incontrarci con le donne, con tutte, ovunque, pubblicamente."


La Staffetta di donne contro la violenza, che ha come simbolo un anfora con due manici a significare l’importanza della relazione fra donne partirà il 25 Novembre 2008, giornata internazionale contro la violenza alle donne, e si chiuderà un anno dopo, sempre il 25 novembre.

La Staffetta sarà organizzata solo da donne singole o associazioni di donne - sono escluse rappresentanze di partiti - deve essere un evento pubblico che ciascuna caratterizzerà come riterrà più opportuno e sarà autofinanziata. Si possono stabilire rapporti con gli enti locali per avere accesso a spazi pubblici , scuole e risorse. E’ importante - sottolinea l’Udi - che la Staffetta sia caratterizzata, ogni volta, laddove arriva, dal gruppo di donne che la organizza «così da rompere i rituali delle rappresentazioni pubbliche a cui siamo assuefatti ormai tutti». La scadenza per le adesioni al progetto è fissata per il 20 settembre ma già a fine luglio l’Udi ha potuto cominciare a delineare le prime tappe del percorso che sarà segnato da iniziative pubbliche le più varie: seminari, dibattiti, mostre, proiezioni video, eccetera.

Strada facendo, ogni donna potrà avvicinarsi e mettere nell’anfora un biglietto con i propri pensieri, denunce, parole o immagini.

La Staffetta partirà il 25 Novembre 2008 da Niscemi, dove è stata assassinata Lorena.

Proseguirà poi per Lentini e Catania (le Udi di queste città stanno lavorando da tempo per organizzare il loro percorso in Sicilia), la Calabria (Reggio Calabria), per la Puglia ( Salento , Presicce ),Campania (Napoli) Lazio (Cineto Romano, Ladispoli, Roma) Sardegna (Guspini, La Maddalena), Emilia Romagna (Ravenna, Forlì, Ferrara, Imola, Bologna, Modena, Reggio Emilia), Liguria (Genova) Piemonte (Torino) Veneto (Venezia, Mirano) Trentino Alto Adige (Trento).

Si concluderà il 25 novembre 2009 a Brescia, dove è stata sgozzata Hina.
 
Il sito dell’Udi – www.udinazionale.org - a partire dal novembre 2008, seguirà passo dopo passo la Staffetta, dando il resoconto delle iniziative svolte e l’appuntamento per quelle successive.
25 Ago 2008
corpi di donne mercificati perfino in chiesa

In questi giorni mi sto scalgando contro i concorsi di bellezza, ma va di pari passo al loro proliferare.
Infatti ho etto una notizia schockante..la chiesa sta dando in numeri e lo si sa da sempre ma questa poi!

Le suore partecipano ad un concorso di bellezza. Adesso perfino le suore devono essere fighe quasi per forza Tutto ciò in Italia, dove l'unica dote femminile riconosciuta dall'uomo (e dalla società) è l'avvenenza e il lato b.
 

Caserta, 23 ago. - (Adnkronos) - Un concorso per eleggere la suora più bella d'Italia. Nasce da questo presupposto l'idea per il concorso 'Sister Italia 2008', proposta da padre Rungi. "Mi piacerebbe che fosse messa in risalto la bellezza, sia fisica che spirituale, delle suore - ha detto all'ADNKRONOS Padre Rungi - Stiamo parlando di persone molto preparate che operano nel sociale, dove, oltre alla bellezza spirituale, ma per avere visibilità c'è anche bisogno di una bella presenza". "L'idea mi è venuta parlando con alcune sorelle con le quali stavo pregando sulla spiaggia di Mondragone - ha spiegato il prete casertano - Eravamo in preghiera con turisti e villeggianti, a dimostrazione di quanto sia aperta la mentalità di queste suore".


"Si tratta di un'iniziativa che sfrutta le potenzialità del web - ha sottolineato padre Rungi - infatti verrà gestita interamente su internet. Le aspiranti dovranno inviarmi una foto che verrà pubblicata su un apposito sito. La valutazione non si limiterà ovviamente all'aspetto fisico, ma verrà effettuata anche in base ai titoli che ciascuna partecipante ha accumulato durante la sua attività". I giudici saranno "gli stessi utenti del web. Il contatto non sarà diretto ma online". "E' importante - ha aggiunto don Rungi - sfruttare tutte le potenzialità del web, infatti l'associazionismo cattolico è molto attivo in questo campo. D'altronde è ormai il modo migliore per poter mediare con i giovani".

"Vorrei che si sfatasse il mito della suora vecchia, trascurata e cattiva - ha spiegato padre Rungi - ce ne sono tante, soprattutto quelle che fanno formazione con i giovani, che sono estremamente attive e preparate. Devono essere soprattutto al passo coi tempi, visto che hanno a che fare con ragazzi". Proprio la componente giovanile viene esplicitamente marcata dal prete campano, che ha imposto tra i parametri per la partecipazione al concorso "un'età compresa tra i 18 e i 40 anni". Ma non tutti sono riusciti ad apprezzare fino in fondo questa iniziativa. "Ho ricevuto anche qualche mail di dissenso - ha ammesso padre Rungi - di cristiani che non hanno colto lo spirito di evangelizzazione insito in questa idea. Purtroppo alcune persone hanno una mentalità ancora chiusa e pensano che si debbano utilizzare solo i media tradizionali".

Che sia un  un occasione in più oltre a quelle elencate per far allontanare le donne  (non belle) dalla chiesa? o per attirare le giovani a farsi suore? o i ragazzi a frequentare la chiesa?
E poi dicono che sono le donne che amano i concorsi sono gli uomini che tirano fuori queste puttanate, perfino i preti, ossignore!

Perchè per innovarvi e aprirvi non legalizzate il sacerdozio femminile? 

23 Ago 2008
Gli uomini ci vogliono perfette
Kate Moss Rimmel ad

Concorsi di bellezza, chirurgia estetica, prodotti di bellezza, popolano i nostri media. Pare che gli uomini ci vogliano perfette e la bellezza sia l'emblema dell'esistenza femminile nella nostra società. Questo è evidente come ci siano tracce del patriarcato che appunto questo meccanismo della bellezza rientra nella subordinazione femminile che ci inquadra come oggetti sessuali. La chirurgia palastica vedono la condizione femminile peggiorare, avviene così una spersonalizzazione dell'individuo donna, usata per raggiungere la perfezione imitando modelli imposti dalla società. I modelli sono abbastanza severi; notevole come ultimamente siano aumentate di numero le donne che si sottopongono alla chirurgia plastica perhè una società, che usa i media come vettore, impone modelli che in natura non esistono.
 
I media sono fortemente monopolizzati e  fermamente in mano agli uomini. proliferano sempre di più bombardamenti mediatici che ci impongono di essere sempre magre, maggiorate e giovani mentre dall'altra parte aumentano gli spot e calendari che mercificano le donne, impostando il femminile solo ad esigenze sessuali maschili secondo ovviamente gli stessi canoni di chi pubblicizza un prodotto anticellulite (e sono pure ritoccati). Negli ultimi anni a pari passo con la tecnologia si ha un peggioramento della situazione femminile. Non a caso la maggior parte dei chirurgi estetici sono uomini. Le publbicità anirughe hanno come testimonial una modella o una donna giovanissima sui 25 anni, della serie dovete assomigliare a lei. Le commedie italiane ritragono uomini vecchi e brutti che conquistano donne bellissime e giovanisisme cornificando le mogli più anziane, della serie nell'uomo non importa la bellezza e sembra un incoraggiamento a quello che pare sia il peggio difetto dell'uomo italiano.

Questa tendenza tutta occidentale mira ad allontanare la donna dal potere vivendo in base solo al suo aspetto fisico. In Italia come tutto l'occidente è l'uomo che impone un modello alla donna.
Sta scendendo perfino l'età di ragazze che ricorrono alla chirurgia, per assomigliare a modelli imposti.
Queste ragazze imitano loro coetanee che lavorano come show girl nel mondo dello spettacolo, dove la chirurgia estetica sembra quasi un obbligo.

perfino i giornali destinati alle adolescenti sono pieni di ragazze patinate e ritoccate e spot che invitano a partecipare a concorsi di bellezza. Come fenomeno comune tra le ragazze non a caso è l'anoressia. L'anoressia porta alla morte un sacco di giovani donne tra i 12 e i 25 anni è la malattia occidentale per eccellenza tipica di società che esaltano solo il fisico come unica qualità.

Ma attenzione! ultimamente questi canoni sono imposti perfino a chi ricopre cariche importanti. In parlamento sono in diffusione richieste di donne che oltre ad essere preparate devono essere pure belle. C'è una destra che oltre a raccomandare veline le esige pure in parlamento.

C'è una perfetta connessione tra un parlamento italiano maggiormente occupato da uomini e una richiesta di donne secondo i canoni maschili. Una donna che non comandi troppo, meglio se bella. E'assurdo come l'italia sia l'unico paese che usa questo metodo. Sarà forse a causa di una destra che è relazionata con i media ove proliferano gli stessi stereotipi della donna figa, muta e nuda?

Evidente la gravità del fenomeno sia più evidente in paesi occidentali più maschilisti che in altri. Ma attenzione non parlo solo di perfezione fisica. Ovviamente ci hanno imposto che dobibamo essere anche brave mogli di casa oltre a lavoratrici (nell'ultimo millennio), che per ambire agli stessi posti degl iuomini dobbiamo essere brave il doppio oltre a stirare le camice al marito quando torniamo a casa. Alle figlie femmine la famiglia insegna che devono essere le uniche ad occuparsi di anziani, bambini e più in generale dei bisogni altrui prima dei loro. Vi siete mai chiesti perchè ci deprimiamo? Perchè i maschi si sono inventati che siamo complicate? Perchè a loro ovviamente mica gli viene insegnato che si devono occupare dei nostri bisogni e starci vicino o semplicemente ascoltarci.

In Giappone,
stanno stanno iniziando a costruire robot con sembianze femminili. Qualcuno ha accennato una battuta "se parlano troppo le spengo l'interruttore", se non fa  le faccende domestiche lo butto via,  se non funziona più lo sostituisco con un altro. Triste perchè vuole dire si cerchi una partner femmina solo per fare sesso e fccende domestiche,a almeno distolgono i maschilisti a sfruttare la prostituzione e farci violenze. Spero sia un innovazione per distoglierli dal  trattare le vere donne come oggetti.
22 Ago 2008

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