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Affissione degli articoli inviati il: 05.03.08

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Appuntamenti femministi in tutta Italia, non mancate!

 

Non mancate!!

05 Mar 2008
Rosa · 90 visite · 2 commenti
Categorie: Iniziative femministe
Tina Lagostena Bassi, il nostro angelo volato in cielo
"Se la donna viene trasformata in un’imputata, si ottiene che non si facciano denunce per violenza carnale. Una donna ha diritto di essere quello che vuole, senza bisogno di difensore, e io non sono difensore della donna, io sono l’accusatore di un certo modo di fare i processi per violenza, ed è una cosa diversa… Tutto si cerca di sporcare".

Tina Lagostena Bassi, 82 anni ed era nata a Milano, nota come Augusta. Era una legale storica in processi per stupro in cui assisteva donne vittime di abusi, tra cui quello contro gli autori del massacro del Circeo e assisteva donne vittime di abusi.

E’ stata una donna forte che si battè contro la violenza alle donne. E' morta in una casa di cura privata della Capitale. Nel '75 nel processo sul Massacro del Circeo introduce la parola 'stupro'
Biografia:

Inizia la sua carriera come primo assistente alla cattedra di Diritto Penale presso l'Università di Genova, dove diviene amica intima di Fabrizio De Andrè. In seguito si specializza divenendo titolare della cattedra di Diritto della Navigazione presso l'Università di Parma.

Dal 1973 al 1975 lavora all'Ufficio Riforme del Ministero di Grazia e Giustizia. Era la rappresentante italiana al Convegno Mondiale per la Pace svoltosi a Praga nel 1983.

Diventa nota nei tribunali italiani come uno dei principali e più agguerriti avvocati per la difesa dei diritti delle donne, a tal proposito celebre l'aver difeso i diritti di Donatella Colasanti contro Angelo Izzo nel famoso processo sul Massacro del Circeo.

Celebri le sue arringhe in cui, con termini asciutti, descriveva la violenza subita dalle sue assistite rompendo così un muro di silenzio che esisteva sia nella società sia nel mondo dei tribunali sulla questione della violenza sessuale. In linea con il suo impegno per le cause femminili diventa una delle socie fondatrici del Telefono Rosa.

Dal 1994 al 1995 ha ricoperto il ruolo di Presidente della Commissione Nazionale parità e pari opportunità uomo-donna presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri essendo inoltre componente del gruppo sulle pari opportunità della Comunità Europea.

Ha ricoperto l'incarico di Capo delegazione per l'Italia nei lavori preparatori della IV Conferenza Mondiale ONU sui diritti della donna svoltasi a Pechino nel 1995. Nel 1994 si è candidata alla Camera dei deputati (collegio Firenze 2) sostenuta dal Polo per le Libertà, ma ha ottenuto il 19,9% dei voti ed è stata sconfitta dall'esponente dei Progressisti Sandra Bonsanti. Icona del movimento femminista, quando negli anni '90 decise di impegnarsi in politica Tina Lagostena Bassi lo fece nelle file del centrodestra, ottenendo l'elezione alla Camera dei deputati nelle liste di Forza Italia in occasione della XII legislatura. In precedenza aveva ricoperto anche l'incarico di Capo delegazione per l'Italia nei lavori preparatori della IV Conferenza Mondiale Onu sui diritti della donna svoltasi a Pechino nel 1995.

È stata successivamente eletta deputato nelle file di Forza Italia nella XII legislatura, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati e coautrice nel 1996 della legge contro la violenza sessuale n. 66/96.

Dal 2006 è stata Rettore Magnifico Onorario dell'Università Popolare degli Studi di Milano. La sera del 4 marzo 2008 si spegne in una casa di cura privata a Roma, dopo aver lottato contro una malattia.

In ambito televisivo oltre ad affiancare dal 1998 il giudice Santi Licheri come giudice d'arbitrato nel programma Forum è stata anche sceneggiatrice della Miniserie TV per la RAI L'avvocato delle donne tratto da un suo omonimo libro e interpretato da Mariangela Melato. Per Odeon TV ha ideato e condotto le trasmissioni Tinamite e Tinamite il Caso. I funerali si svolgeranno giovedì 6 marzo a Roma, alle 14.30, nella chiesa di San Roberto Bellarmino, in Piazza Ungheria. 
Addio Tina, ti ricorderemo e ti ringraziamo per il tuo aiuto alle donne.

05 Mar 2008
PENSIONI/ DINI: INNALZARE A 65 ANNI L'ETA' PER LE DONNE (?!)

"Ce lo chiede la ue per evitare discriminazioni tra sessi"

 
"Sono favorevole a innalzare, gradualmente, a 65 anni l'età pensionabile delle donne, anche perchè ce lo chiede la Ue, visto che pende su noi una sentenza dell'Alta Corte di Giustizia che ci accusa di discriminazione tra sessi". Lo ha detto il leader dei Liberldemocratici, Lamberto Dini, parlando a 'Radio Anch'iò del sistema pensionistico. "Inoltre - ha aggiunto - c'è un altro aspetto da non sottovalutare: che le donne hanno un'aspettativa di vita più alta rispetto a quella degli uomini". 


''Sarei a favore ad un graduale aumento a 65 anni dell'eta' pensionabile per le donne e se l'Alta Corte di Giustizia ci condanna dovremo sen'altro farlo''.

Lo ha detto intervenendo a Radio Anch'io il senatore e leader dei Liberaldemocratici, Lamberto Dini sottolineando che l'innalzamento dell'eta' pensionabile per le donne. (notizia presa da virgilio)

 
Mi chiedo: Non sarebbe ora di  insegnare agli uomini di contribuire in casa? 
è pazzesco siamo gli UNICI in Europa dove le donne vanno in pensione prima solo perchè non si vuole insegnare ai mariti a fare "i casalinghi".
 

05 Mar 2008
Ennesima violenza! tre ragazze fermate per volantinaggio, l'Italia ci vuole felici e stuprate!
Dopo gli attacchi alla 194, si attacca la donna nella sua difesa dell'integrità fisica, per quanto concerne un reato gravissimo .Lo stupro sembra esser stato legalizzato, il corpo della donna sembra esser diventato una cosa che non deve riguardare le donne. A volte si sollecita le donne di denunciare una violenza subita, ma come si puo denunciare in un clima del genere?
Le donne del Collettivo "Quelle che non ci stanno" il 1° marzo stavano volantinando per promuovere il presidio
sono Le ragazze hanno avuto paura e si sono strette tra loro mentre questi uomini si avvicinavano gridando "Dateci i documenti".
La più coraggiosa ha esclamato "Ma chi siete?" solo dopo si qualificavano come Digos.
Le ragazze cercavano di capire perché questo succedesse. Una di loro ha chiesto aiuto ai passanti, dato il comportamento palesemente o intenzionalmente aggressivo, idoneo a generare timore e a limitare la loro libertà morale.
Un'altra aggiungeva "Scusate, non mi fido. Voi siete in tre, ho paura". Sono state chiamate ben tre pattuglie della polizia, e mentre una ragazza contattava un'avvocata dell'UDI che le diceva di dare le generalità, un poliziotto le sequestrava il cellulare impedendole di parlare con l'avvocata e rifiutandosi di spiegare la situazione. Le ragazze sono state portate in Questura nonostante che, dopo la telefonata all'avvocata avessero dichiarato di voler dare le generalità. Con arroganza e fare autoritario, le hanno afferrate per un braccio e per la testa pretendendo di condurle con la forza e infilatele in macchina come delinquenti le hanno portate in Questura, fotografate e hanno preso le impronte digitali trattate come STUPRATORI..
Trattenute per quattro ore senza motivo. C'era anche una poliziotta, che è stata allontanata dai colleghi perchè non era d'accordo con quei metodi. Le nostre nonne venivano arrestate nel 1946 perchè vendevano le mimose l'8 marzo, altre venivano arrestate perchè distribuivano volantini per sostenere il diritto al voto delle donne.
STIAMO RITORNANDO NEL MEDIOEVO


perchè?


"per il presidio del 4 marzo sotto il tribunale di Bologna, dove verrà processato lo stupratore Luigi Maraia".


"A Crevalcore, durante un'iniziativa contro lo stesso Maraia, ci è stata negata l'autorizzazione da noi richiesta; carabinieri e digos hanno tentato di ostacolare fisicamente il gruppo di donne che si era mobilitato per questa manifestazione e una compagna è stata richiamata in caserma per l'identificazione".


"In un altro presidio un'altra è stata rincorsa dai soliti funzionari della digos, solo perchè rea di aver cancellato con una matita la scritta "puttana" dal muro".

"Sempre i soliti funzionari della digos ci aspettano la sera all'uscita dai locali, cercando il momento in cui siamo da sole per intimorirci con atteggiamenti maschilisti e sessisti; ci seguono all'uscita dalle riunioni e ci identificano appena possono, comportandosi come se fossero loro gli stupratori e i molestatori e in più col potere della "divisa".


In Italia si sta attuando un clima sessista e maschilista che si scaglia sul corpo delle donne per l'ennesima volta dove  urlare potere alle donne diventa un reato e legalizzando lo stupro si urla potere agli stupratori. 
Questi che hanno come dovere di darci sicurezza non solo non ce  la danno, non riuscendo ad impedire che avvengano stupri e violenze nè a perseguirne i carnefici, ma compiono atteggiamenti sessisti ostacolando e perseguendo le donne, per non parlare che invece di incoraggiarci a denunciare (lo fanno ancora poche donne) ci scoraggiano, quasi voler dire che dobbiamo vergognarci di una violenza e giustificare chi ci violenta.. Ditemi dove sta il reato a diffondere volantini? Perchè le donne fanno paura? non dovremo avere noi paura degli atteggiamenti distruttivi del patriarcato? invece no! noi lottiamo!

http://www.controviolenzadonne.org/html/comunicati.html 
05 Mar 2008
Gli uomini hanno l'invidia dell'utero
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Sono le parole di Franca Rame, pronunciate al liceo romano Mamiani giovedì 28 febbraio, in occasione dell’incontro  voluto dagli studenti del liceo a seguito delle scritte naziste apparse sui muri della scuola lo scorso 23 febbraio.

“Ai tempi del femminismo ci dicevano che le donne sono isteriche perchè hanno invidia del pene, ora noi possiamo dire che Ferrara e Sua Santità hanno invidia dell’utero”.


Franca Rame e gli studenti del Mamiani hanno organizzato un intenso incontro, in una campagna elettorale che si sta combattendo soprattutto sui corpi delle donne, il coraggio e l’impegno di Franca Rame sono stati la migliore risposta ad un attacco vigliacco che non fermerà la lotta delle donne. Un gruppo di studenti antifascisti ha organizzato l’occupazione del Liceo per parlare della 194.
Hanno partecipato alla manifestazione per Silvana a Roma, ne hanno fatta un’altra per loro conto di fronte alla scuola, sollecitando la risposta del locale gruppo di Forza Nuova, che in una spedizione punitiva prende a botte un ragazzo del liceo.
durante l'incontro, Franca Rame ha letto una lettera di Dario Fo sul suo sequestro, raccontato ai ragazzi della sua esperienza politica in “Soccorso rosso” a sostegno dei detenuti politici negli anni ‘70, la sua contrarieta’ all’azione violenta e armata delle Brigate Rosse, il teatro fatto nelle fabbriche occupate. L’aborto e la legge 194 sono state  le tematiche al centro del dibattito con gli studenti, preceduto dalla proiezione del monologo “Lo stupro”, portato in teatro alcuni anni dopo la violenza.

''Una sera - ha detto - in scena ho chiesto di abbassare le luci e ho cominciato a raccontare quello che avevo subito. Dissi che era una testimonianza su Quotidiano Donna, ma era la mia storia.''



Rame si dichiara soddisfatta dell'interesse dei giovani per temi delicati come quello dell'interruzione volontaria di gravidanza.

"Questi ragazzi sono vivi, interessati, stanno riprendendo ad occuparsi di politica e questo e' importante perche' devono conoscere il passato: se non sanno da dove vengono non possono sapere dove stanno andando. Anche le ragazze mi sembrano prese, coinvolte- conclude- parlano di 194 e violenza sessuale in un Paese che sta morendo".
05 Mar 2008