Picchiare la moglie per motivi legati alla religione non e' perseguibile per legge, lo ha deciso la Cassazione (sesta sezione penale, sentenza n.40789).
Episodi sporadici di maltrattamenti tra coniugi, causati anche da "continui dissidi" per "l'educazione religiosa dei figli" possono non essere condannabili.
La Cassazione lo ha deciso, confermando l'assoluzione di un uomo "perche' il fatto non costituisce reato", accusato di aver maltrattato la moglie con ripetute offese, minacce e aggressioni alla sua integrita' fisica nel corso di dissidi causati dal diverso credo religioso dei due: la donna, in particolare, era testimone di Geova e impartiva la propria fede ai figli in contrasto con il marito.
una sentenza che penalizza due volte il piu' debole, un uomo che picchia una donna e' piu' probabile del contrario quante mogli, infatti, hanno la forrza per picchiare i mariti?
Per la Corte d'appello di Catanzaro, "i provati episodi di percosse da parte dell'imputato nei confronti della moglie", verificatisi in occasione delle frequenti liti tra i due dovute anche a una relazione extraconiugale che l'uomo aveva allacciato, "non erano riconducibili a un'unica intenzione criminosa di ledere sistematicamente l'integrita' fisica e morale della congiunta al fine di avvilirla e di sopraffarla, ma erano espressioni reattive a una situazione di reciproche malversazioni e di disagio familiare, il che escludeva la sussistenza del dolo di maltrattamenti".
Ma La cassazione non e' stata daccordo e ha ritenuto inammissibile il ricorso del procuratore generale di Catanzaro: nelle sentenze di primo e di secondo grado, osservano gli "ermellini", "si e' pervenuti a una decisione assolutoria sulla base dell'apprezzamento di condotte violente e offensive dell'imputato nei confronti della moglie non riconducibili a un carattere di abitualita' ne' collegabili a un dolo unitario di vessazione".
Si e' dunque ritenuto, aggiungono i giudici di Cassazione, che "siffatte condotte
fossero espressione di una reattivita' estemporanea che affondava le sue radici nel clima di dissidio tra i coniugi", derivante sia dalla "diversa religione" praticata dalla donna, sia dalla "relazione adulterina" intrattenuta dall'imputato, "che tuttavia la congiunta era disposta a subire, non sollecitando la separazione del marito".
Da Rainews
Leggete un attimino questa notizia scioccante. Questa dovrebbe essere una giustizia che ci deve tutelare dalle violenze?
E' vergognoso e assurdo che i motivi religiosi giustificano le violenze sulle donne. E poi noi vogliamo dare lezioni di civiltà ai paesi arabi se ci comportiamo come quei paesi?
L'islam lapida le donne che professano un altra religione, mentre in Italia i giudici incoraggiano ai mariti di picchiare le proprie mogli.
Avete capito bene, la legge vuole che il marito picchi la moglie se non si comporta da brava cristiana. O che sia questo un motivo per alzare le mani contro una donna e far si che sia più facile che lui sia considerato un Uomo invece che tutelata la parte debole?
Come può uno Stato definirci sesso debole e poi lasciare che le donne vengano massacrate in famiglia dai mariti?
Dove sono finiti gli insegnamenti dei nonni "la donna non si tocca nemmeno con un fiore"? Come è possibile che lo Stato incoraggia gli uomini a picchiare le donne?.
Mentre in Spagna è stata fatta nel 2004 una legge contro la violenza in famiglia, in Italia le donne continuano ad essere massacrate dai loro mariti con il consenso della legge.












Sindicazione
05.09.08 @ 17:13:02
da Rosa
mi sembra una cosa buona e ...
05.09.08 @ 16:16:51
da wonderely
Sai quello che mi rattrista č ...
04.09.08 @ 15:40:28
da Rosa
Caro camu, in merito al tuo ...
04.09.08 @ 12:57:12
da rosa87