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Affissione degli articoli inviati il: 16.04.08

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La ministra di Zapatero: «Berlusconi offensivo e inappropriato sulle donne»

La dura replica di Magdalena Alvarez dopo le frasi
del Cavaliere sul governo spagnolo «troppo rosa»

Se un governo troppo rosa preoccupa non dovrebbe preoccupare anche un governo troppo azzurro? Non credo esistano individui di serie b meriti di sotto-rappresentanza, il governo di Zapatero non è nemmeno troppo rosa anzi non ha ragiunto nemmeno il 50% di donne, che ha Berlusconi ha destato scalpore visto che lui vede le donne come veline, come le mogliettine dei candidati ai seggi che gli preparano il pranzo quando tornano a casa..

"Zapatero ha fatto un governo troppo rosa che noi non possiamo fare anche perchè in Italia c’è una prevalenza di uomini". Così Berlusconi ha risposta ad Alfonso Signorini sulle presenza delle donne al governo".

Evidentemente non sa che la popolazione femminile supera di gran lunga quella maschile, è evidente quanto nel nostro paese purtroppo le donne sono invisibili (effetto burqa italico, il quale compaiono solo se vince una miss o se ne viene uccisa o violata una, da uno straniero o se le si devono attaccare alcuni diritti conquistati), come la loro condizione fatta di discriminazioni e violenze che pare non destare nessuno. Infatti la condizione femminile italiana desti scalpore all'estero mentre sembra normale in Italia che le donne subiscano questo trattamento.Parole dette da chi vuole le donne massaie, figliatrici (come la sua proposta fascista di darci mille euro ad ogni bambino sfornato se nza l'ombra di un asilo nido) o oggetti per soddisfare il desiderio maschile e come veline, cosa ci si poteva aspettare da uno che crede le donne esistano per questo?

"Zapatero has formed a government that is too pink, (something) which we cannot do in Italy because there is a prevalence of men in politics and it isn’t easy to find women who are qualified for government."

MILANO - La battuta di Silvio Berlusconi sulle donne del governo Zapatero non è piaciuta al Psoe. Elena Valenciano, segretaria per le relazioni internazionali del Partito socialista spagnolo, replica con decisione a quanto affermato dal Cavaliere durante un'intervista a Radio Montecarlo a proposito del nuovo esecutivo iberico, definito «troppo rosa». «In Italia, come in Spagna - spiega la Valenciano - ci sono abbastanza donne qualificate e intelligenti da occupare posti di ministro o per altri impegni di governo».

INAPPROPRIATI - Più duro il ministro delle Infrastrutture spagnolo, Magdalena Alvarez: secondo quanto riporta l'agenzia spagnola "Europapress", i commenti di Berlusconi sono per la Alvarez «assolutamente inappropriati» e costituiscono «un'offesa» per le donne ma anche per gli uomini. «Probabilmente (Berlusconi, ndr) non avrà mai questo problema, perché ci sono molte donne che non vorrebbero lavorare con un politico che pensa questo delle donne - ha detto la Alvarez - in molte non andremmo mai in un governo il cui presidente fosse Berlusconi».

EL PAIS - Anche El Paìs parla di battute machiste e racconta che è stata una giornalista di Tele5 (la rete televisiva spagnola proprietà di Mediaset) a fare a Berlusconi una domanda sul governo di Zapatero: il Cavaliere ha scherzato prima sul "conflitto di interessi" e poi ha aggiunto: «Nove donne! Se l'è cercata lui! Gli costerà dominarle». «Battuta machista», scrive appunto El Pais, né basta a redimerla la successiva analisi: «Le donne sono stupende in politica: individuano prima degli uomini le necessità reali della società, dei giovani, degli anziani, delle donne».

LA REPLICA - Nel tardo pomeriggio di mercoledì arriva la precisazione di Berlusconi: «Sono stato frainteso, evidentemente qualche birichino ha riferito male le mie parole sul governo spagnolo di Zapatero a maggioranza femminile». E aggiunge con stupore: «Oggi ho letto che una signora del governo spagnolo si è addirittura offesa, forse qualcuno ha fatto la spia...». Quindi rivolto ai giornalisti: «Vi prego di ricordare che invece io ho grandemente apprezzato il colore rosa di quel governo e che ho detto che vale la pena di seguirlo perché può darsi che le sue componenti femminili, che partono dalla realtà concreta dell'essere madre e moglie e insieme donna che lavora, sappiano provvedere a una serie di provvedimenti a cui daremo molta attenzione».


Immagine rubata dal corriere.it
16 Apr 2008
Wanda Montanelli: una donna che vuole giustizia dal maschilismo della nostra politica.
Wanda Montanelli è una Donna che si è iscritta all’Idv fin dalla sua fondazione nel 1998 , per scopi di alto valore morale e civile, tra questi in primo luogo la concretizzazione di una società più giusta, con opportunità plurali, aperte al valore delle persone senza distinzioni di sesso, status, o legami con lobby; animata dall’interesse a contribuire al cambiamento condividendo le finalità del nascente movimento  sin dalle origini. Si è sempre occupata della condizione femminile in Italia. Ha iniziato uno scopero della fame poichè esclusa dal partito di Di Pietro, per il motivo che è stata sempre una donna che ha combattuto per le pari opportunità. Questo fa indignare poichè denota quanto in Italia il tema pari opportunità faccia paura. E proprio in tema di pari opportunità ha portato avanti numerose battaglie fondando anche l’Osservatorio Nazionale ed Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunità.
«Il mio digiuno è una protesta civile e non violenta contro la concezione di Di Pietro di un’ Italia dei Valori somigliante sempre più a un Club del Golf piuttosto che a un partito». 

Lo afferma Wanda Montanelli, responsabile del dipartimento pari opportunità dell’Idv, che oggi si trova al secondo giorno di sciopero della fame contro lo «scarso rispetto della componente femminile interna e le modalità di definizione delle liste di candidature». 
Per Montanelli, «i nuovi parlamentari dell’Idv formalmente in carica soltanto dal 13 aprile ma de facto nominati lunedì scorso, sembrano gli iscritti ad un club per soli uomini. Sono stati presentati al presidente, hanno fornito le loro credenziali di appartenenti all’alta società e sono stati insindacabilmente selezionati per l’inserimento in Parlamento. Insomma mi pare sia stata seguita l’intera procedura per l’affiliazione a un club del Golf, nel solco della migliore tradizione ottocentesca. Le donne, ma anche gli uomini, che negli ultimi dieci anni si sono spesi per costruire il partito sono invece stati gettati via come scarpe vecchie. Ecco perchè il sacrificio dello sciopero della fame è l’unica via rimasta per sensibilizzare le coscienze verso un problema la cui soluzione non è più procrastinabile»

“Andar via dall’Idv dopo dieci anni di impegno e lavoro? Non ci penso neanche - spiega la Montanelli - voglio che cambino le cose nel partito e per questo mi sono rivolta al giudice: il mio digiuno e’ una protesta civile, non violenta contro la gestione maschilista di Di Pietro dell’Idv”. Gia’ nel 2006 la Montanelli fece il primo sciopero della fame e per quell’iniziativa ebbe da Di Pietro “un cesto di fiori e la promessa che ci sarebbe stata in futuro piu’ attenzione per le donne: le stesse cose poi me le disse Prodi”.

Passano due anni e come ricompaiono le candidature, quindi le liste per Camera e Senato “ecco che le donne spariscono di nuovo: non si tratta di quote rosa ma di riconoscimento di un impegno e di un lavoro, riconoscere che anche le donne possono stare nella politica e possono esser candidate - aggiunge la Montanelli - Le donne sono persone umane”.

E sul blog della Montanelli arrivano attestati di simpatia e solidarieta’ di tante donne e anche uomini dell’Idv. “Si’, e’ un fatto che mi fa piacere”, conclude la Montanelli. Ma attestati di solidarieta’ le arrivano anche da altri partiti. “Potra’ contare sulla mia piena solidarieta’ politica ed umana”, precisa Daniela Brancati, capolista nella lista socialista per Grillini sindaco.


“Sono costernata nel prender atto che i media - aggiunge la Brancati - stiano ignorando la protesta, che rappresenta invece il malessere di tutta la categoria femminile. Insieme, nonostante le differenze che ci dividono politicamente, e nonostante che la lista del Ps alle comunali veda una massiccia presenza di donne, a partire da me che sono capolista, organizzeremo dibattiti ed incontri perche’ l’Italia non rimanga come al solito fanalino di coda sulla scena internazionale - conclude la Brancati - rispetto alla partecipazione delle donne nei partiti”. (AGI)

16 Apr 2008
Rosa · 150 visite · 2 commenti
Categorie: Donna e politica, Cronaca
Contraccezione d’emergenza: anche noi "non possumus" (email dell' udi)

Non possiamo più tollerare la vergognosa indulgenza delle istituzioni sanitarie e di governo verso quei medici che fanno obiezione alla prescrizione della contraccezione d'emergenza, detta "pillola del giorno dopo". Episodio dopo episodio, denuncia dopo denuncia, ci troviamo di fronte ad una diffusa e vergognosa omertà. E diciamo questo proprio ora, dopo che finalmente si rompe, anche sulla stampa, il muro di silenzio che ha circondato le nostre denunce in tutti questi anni. Ora che, a elezioni ormai sopraggiunte, Livia Turco ha predisposto due numeri, pubblicati dai giornali (0659942378-0659942758) corrispondenti all'Ufficio relazioni con il pubblico del Ministero della Salute, per "segnalare casi di rifiuto di certificazione della contraccezione d'emergenza" (la Repubblica, 9 aprile 2008), ora che qualcuno, per esempio il PM della Procura di Roma, nel chiedere l'archiviazione della denuncia presentata nel 2006 da una donna che si era vista rifiutare la certificazione, incomincia a porre il quesito se "forse" sia il caso di legiferare sull'obiezione di coscienza dei medici (la Repubblica, 9 aprile 2008).
Ora, forse, si incomincia a capire che cosa è successo in questi anni di "ritardo", in realtà anni di copertura ideologica, maschilista e fondamentalista di gravi prevaricazioni contro le donne.
Facciamo dunque sapere che l'UDI- Unione Donne in italia segue con pena e vera angoscia le vicissitudini delle donne che girano da un posto all'altro, elemosinando ciò che spetta loro di diritto... ma aggiungiamo che daremo voce e azione alla nostra pena.
Quei medici buontemponi (molti uomini e qualche donna, ahimè) che sottopongono giovanissime terrorizzate e insicure, ma anche donne mature e consapevoli, all'umiliante gioco dell'oca che hanno inventato per loro (vai alla casella, salta, fai un passo indietro) debbono sapere che abbiamo tutta l'intenzione di togliere il giocattolo dalle loro mani.
A breve sarà attivo il Comitato nazionale delle donne "Quando decidiamo noi", promosso dall'UDI, che fra i suoi obbiettivi principali prevede proprio il monitoraggio (dalla parte delle donne) della corretta applicazione della 194, con tutti i suoi corollari.
Vedremo se nell'Italia e nell'Europa del terzo millennio si potranno ancora predisporre queste forche caudine per deridere e disprezzare le donne, se la definizione della funzione di un farmaco deve essere subordinata all'estro del momento o se esistono definizioni convenzionali che debbono valere per tutti.
Gli ordini professionali di medici e farmacisti, le direzioni sanitarie e i sindaci (responsabili ultimi della salute dei cittadini) avranno in noi un pubblico attento, nel frattempo chiediamo al prossimo governo di liberalizzare subito la contraccezione d'emergenza, togliendo le donne dal ricatto di gente senza scrupoli e anche un po' perversa. Abbiamo aderito alla campagna radicale su questo tema e continueremo ad insistere su tale obbiettivo a breve termine.
Tutti sanno che la "pillola del giorno dopo" è un contraccettivo d'emergenza (definizione ufficiale dell'OMS), praticamente innocua, almeno come lo può essere un farmaco, che è distribuita senza ricetta in molti paesi europei e in alcuni (Norvegia, Olanda e Svezia) è distribuita anche fuori dalle farmacie. Dunque la ricetta è lo strumento di controllo e di filtro che dobbiamo togliere di mezzo.
Contemporaneamente certo pretendendo una sanità civile e sottoposta alla legge e non una giungla dove ciascuno fa quello che gli pare, pretendendo quindi che i santoni dell'embrione, anche virtuale, compiano le proprie pratiche lontani dai luoghi della salute pubblica, ma siccome potrebbe essere una cosa lunga e ci siamo fidate anche troppo della buonafede di dirigenti sanitari, medici e amministratori, intanto diciamo: via la ricetta dalla contraccezione d'emergenza!

Laura Piretti

Udi-Unione Donne in italia

Roma 15 Aprile 2008

16 Apr 2008
Leggiamo insieme la Costituzione.
Andiamo a leggere l'articolo 4  e 37 della Costituzione italiana:

"La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società".

La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.

La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.



Si dice tanto che l'italia è una repubblica fondata sul lavoro quando poi siamo al tasso più alto di disoccupazione sopratutto quella femminile. Mi chiedo come mai ci si scandalizza quando è un uomo a non avere un lavoro mentre quando lo è una donna (i numeri della disocupazione sono disastrosi) nessuno ci fa caso, se poi vogliamo parlare degli stipendi femminili più bassi di quelli maschili che è una cosa gravisisma visto che stiamo parlando di parità lavorativa. Mi viene da chiedermi : perchè? a parte il fatto che le donne svolgono il doppio lavoro, quello domestico. Se poi parliamo di pensioni: perchè una donna dovrebbe andare in pensione 5 anni prima vogliasi confermare che lo debba fare visto che il lavoro casalingo spetta a lei senza capire che bisogna educare il marito a contribuire?

Passiamo all'articolo 3 e 51:

 

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.


Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.



Quadro attuale della situazione:

Caccia all'extracomunitario, non capisco poi perchè lo chiamino in questo modo visto che la romania è entrata nell Unione Europea. Discriminazione delle donne dall'attività politica e nel mondo del lavoro, più aggiungiamo le violenze che subiscono in ogni contesto. Stamattina adirittura ho sentito di una ragazza picchiata da fratello e padre (roba da talebani) perchè voleva vivere con il fidanzato. Per quanto riguarda la dignità mi chiedo: la politica che garantisce questi fantomatici diritti poi dice che i rumeni sono tutti stupratori e ladri, i meridional itutti terroni incivili, gli omosessuali tutta gente malata e pervertita con evidenti problemi mentali, che le donne devono cucinare, che le donne sono orizontali e più ne ha più ne metta (Berlusconi ndr), s epoi aggiungiamo come siamo considerate nei mass media. Se aggiungiamo la nota religione ci troviamo una destra o una chiesa che ribadisce che il laicismo è una piaga del mondo, che i mussulmani sono da buttare fuori dal paese e che non vengano costruite nessuna moschea (Lega Nord)infatti mi chiedo che questo sia uno smacco al laicismo.

Art 7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.


Ne riparliamo tra qualche mese....

Art 9:

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.


Ricercatori costretti ad andare all'estero perchè non hanno fondi.

Art 21:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Allora pare che l'istat si sia inventato che figuriamo al 70esimo posto per libertà di stampa? e la gente che finora è stata censurata non esiste? è un invenzione?

16 Apr 2008