Secondo un resoconto diffuso dal ministero della giustizia di Chihuahua, gli aggressori armati di fucili ak-47 hanno bloccato la donna "mentre si trovava nel garage sparandole ripetutamente per un totale di almeno 60 pallottole".
Questa notizia mi ha scosso parecchio. Se un responsabile di un dipartimento che si occupa di reati sessuali viene massacrato, ciò significa quanto il Messico tiene a caro al femminicidio e alle violenze sulle donne e non tollera alcuna organizzazione che dia aiuto alle donne. Ciudad Juarez se non lo sapete è famosa per la grande maggioranza di violenze sulle donne. Addirittura i organizzano in vere e proprie bande per attuare spedizioni punitive sulle donne e bambine.
Fonte WIKIPEDIA
Ciudad Juárez è la città più pericolosa al mondo per le donne; la città è infatti teatro di numerosissimi omicidi che da oltre dieci anni interessano giovani donne. Il colpevole (o i colpevoli) agiscono seguendo lo stesso schema: rapimento, tortura, sevizie sessuali, mutilazioni, strangolamento. Nei quartieri più isolati e poveri vengono scoperti continuamente corpi di donne, adolescenti e bambine, nude, martoriate, sfigurate. Le autorità non riescono a individuare il vero colpevole, nonostante abbiano arrestato un uomo di nome Jesus Manuel Guardado Márquez, alias «El Tolteca»; come pure la banda di «Los Choferes», i cui componenti sono stati accusati di essere gli assassini. In realtà pare che queste persone non siano i veri colpevoli, infatti secondo le stime delle Nazioni Unite il tasso di impunità in Messico è quasi del 100%.
“La violenza contro le donne tra i 15 e i 44 anni uccide quanto il cancro” ha scritto il Ministro della Salute Livia Turco nella presentazione del volume. “Il prezzo in termini di salute delle donne supera quello degli incidenti stradali e della malaria messi insieme”. In questo l’Italia - come in generale i paesi occidentali - non è indenne da quella che in alcuni paesi meno sviluppati è una vera piaga: secondo quanto è stato riportato a fine del 2006 dall’allora segretario generale dell’ONU Kofi Annan di fronte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a livello mondiale una donna su tre è stata picchiata o abusata sessualmente, e una su quattro ha subito violenza durante la gravidanza.
In italia la violenza domestica è completamente ignorata, come se fosse ancora compito della società mostrare un certo perbenismo dall'esterno. Tutte le notizie di cronaca ogni volta che una donna muore, ma anche una persona esterna dalla famiglia usano ancora l'epiteto della "famiglia per bene" . Situazione che se poi si va a vedere all'interno della famiglia è l'opposta: Perchè se una marito uccide una moglie incinta i mass media e il paese della vittima parlano di famiglia per bene?
Bisogna indivduare le cause che portano la nostra società occidentale a nascondere le violenze sulle donne quando compiute da un italiano o da un famigliare. I dati non sono una sciocchezza : ogni tre giorni una donna muore, e si configura come la prima causa di morte prima di incidenti e malattie.
La politica, che si dovrebbe occupare di questo, che è un vero e proprio allarme si limita a reati compiuti da un gruppo etnico facendo passare gli italiani come santi. Così si crea violenza su violenza, il tema della violenza sulle donne viene ancora una volta ignorato e nasce il razzismo. Il problema della violenza sulle donne è un fatto di origine sessista, quindi contro una persona che è diversa, e parlare di razzismo contro un gruppo etnico sembra come sparare a vuoto.
Inoltre, ancora in Italia per conto di una società cattolica si pensa la donna sia proprietà degli uomini di famiglia, interpretato da molti purtroppo come un modo per proteggere la vittima dall'esterno, quando poi il pericolo è in casa. E' proprio per questo senso di proprietà che ancora gli uomini sentono avere nei confronti delle donne, che è poi causa delle violenze in famiglia. Corpi, vite, scelte, figli che a causa di portare il congnome paterno diventano proprietà e diventano vittime di innumerevoli e vari tipi di violenza. Il tema della proprietà è ancora usato dalle istituzioni che per sensibilizzare un tema sessista evocano un altro tipo di sessismo, dove la violenza non è considerata un offesa alla vittima ma a chi possiede la donna . Inoltre i mass media che riflettono la società hanno l'opinione che la donna sia un oggetto di piacere sessuale.
Nel nostro paese sono 6 milioni di donne che hanno subito una violenza una volta nella vita. Poche donne riescono a denunciare, altre denunciano ma non ottengono nemmeno giustizia. Molte in tribunale vengono stuprate moralmente passando dalla parte del colpevole, molte altre denunciano violenze in famiglia e non vengono ascoltate, finchè non vengono uccise. Fino al 1996 lo stupro era un reato contro la morale, le pene erano esigue e difficilmente a causa di quella legge una donna riusciva a dimostrare lo stupro, poichè era considerato un atto osceno in luogo pubblico e all'entrata della nuova legge alcune sentenze della Cassazione la svuotavano di efficiacia e di applicazione. Con quella legge vigente fino a 12 anni la donna non era nemmeno considerata una persona.
Fino all'81 il femminicidio era considerato legale (delitto d'onore) e solo da poco si parla timidamente delle violenze di genere, ma se ne parla troppo poco e con toni sbagliati e questo purtroppo non ci aiuta a sovvertirla, non ci aiuta a sdradicare una cultura che appartiene a noi e non ad un altro paese. Sono talmente pessimista che a volte penso che non ne parlino perchè non vogliono risolvere il problema, che è nella nostra cultura.
Leggete QUI per informazioni più precise su Ciudad Juarez (vi avviso che il racconto è molto crudo, leggerlo con attenzione).












Sindicazione
06.09.08 @ 11:57:14
da Solo Io
Come al solito hai ragione, e ...
06.09.08 @ 10:19:00
da LaPami
Già spero che non siano solo ...
05.09.08 @ 17:13:02
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mi sembra una cosa buona e ...
05.09.08 @ 16:16:51
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