Donne e motori, gioie e polemiche
Scontro politico per le fanciulle sexy
Il caso è stato sollevato dalle esibizioni di alcune ragazze discinte allo stand di una azienda di autolavaggi: lavano, lucidano e asciugano "ma non sono volgari"
Ed è a proposito di questa «merce» che a Bologna sono scoppiate le polemiche, con le case automobilistiche accusate, appunto, di aver «mercificato» l’immagine femminile: donne in minigonna davanti a ogni auto, donne protagoniste di live-spot molto «accattivanti». Donne dovunque, quindi, e quasi mai troppo vestite. Il capoluogo felsineo non si quindi mancar niente, dopo le polemiche di alcune settimane fa sull’uso (o il non uso) dei «fungoni» per riscaldare i dehors, anche in questo caso finiti sul banco degli i mputati per il troppo spreco di energia elettrica.
Tornando al Motor Show, il caso politico è stato sollevato dalle esibizioni di alcune ragazze discinte allo stand di una azienda di autolavaggi. «La tappa al Motor Show è stata quella con la rassegna stampa più inaspettata e sorprendente», commenta Omar Olmi, manager trentasettenne della Ma-Fra di Baranzate, Milano, che da 41 anni produce «i cosmetici per la vostra auto» come recita lo slogan aziendale. La sua sorpresa nasce dalle reazioni politiche che hanno incorniciato la tappa bolognese del «Sexy Car Wash», lo show ideato al padiglione 33, per promuovere i prodotti destinati agli autolavaggi che annualmente fa almeno 50 date tra Italia ed Europa e che in altre occasioni fieristiche, tra cui il Bike Expo’ International di Padova o al Salone dell’Auto di Ginevra, hanno al contrario avuto risalto per l’idea marketing, senza polemiche.
In effetti le ‘stelline’ del Ma-Fra, come vengono definite sul sito, «che lavano, lucidano e asciugano qualsiasi mezzo e lo fanno in un modo del tutto particolare vestite con top, pantaloncini attillati, e i distintivi», come si legge sul sito, propongono uno show efficace e d’impatto perché interattivo. Coinvolgono il pubblico. Poi il ‘numero’ dove si fanno la doccia dentro una cabina con spazzolone che passa sulla loro pelle è assolutamente ipnotico.
«A inizio Motor Show — spiega Olmi — è stata distribuita una cartella stampa, quella che diamo sempre, in ogni occasione. Per noi non è nulla di nuovo ma sicuramente un modo per rendere più piacevoli dei prodotti ben poco emozionanti come quelli per lavare le auto. E le spazzole... il messaggio è chiaro, se non graffiano la elle di una signorina, figuriamoci la carrozzeria di una macchina. E’ la nostra campagna che si chiama ‘Autobenessere’ giocata sul comfort dell’auto come casa e con un forte accento sull’ecologia perché siamo l’unica azienda italiana certificata Iso 14001, anche se questo nessuno lo dice. Le ragazze poi sono vestite con shorts e non c’è alcun accenno a cose volgari».
Non sembrano pensarla così l’assessore al Commercio del Comune di Bologna Cristina Santandrea e la vicecapogruppo in pectore del Partito democratico, Lina Delli Quadri. «Io non ne sapevo nulla, non ci sono stata al Motor Show — premette Santandrea —, ma lo stereotipo donne-motori è stantio e antitetico a qualsiasi evento culturale, cosa che il Motor Show avrebbe la possibilità di essere». E aggiunge: «Non vorrei fosse contaminato da cose scarsamente significative se non al fine della vendita più becera. Ci vuole un po’ di etica e di rispetto». Parole dure anche da Delli Quadri. «Questa non è dignità e rispetto delle persone» scandisce la consigliera ulivista. «Chi organizza queste cose deve avere più attenzioni, il connubio donne-motori deve rimanere nei limiti della decenza».
VALERIO MONTEVENTI, consigliere comunale per il Prc ricorda invece un altro episodio di qualche settimana fa che portò alla confisca dalla manifestazione Ciocco Show di cioccolatini con la forma dell’attributo maschile, ispirati a Rocco Siffredi e che vide sempre scendere in campo Santandrea: «Ci si è scandalizzati per i Rocco Siffredi di cioccolato, ma quelle del Motor Show sono persone vere — avverte Monteventi — c’è un uso strumentale del corpo della donna Visto che in questa città su ogni cosa intervengono i censori, sarebbe il caso di dire qualcosa su questo uso commerciale del corpo della donna».
Di parere contrario Franco Grillini, parlamentare socialista e (per ora unico) candidato a sindaco di Bologna: mi rifiuto di pensare che Bologna sia diventata una città bigotta e bacchettona. Dov’è la Bologna delle cinque del mattino e della goliardia?».
di Benedetta Cucci
Saro' femminista ma questa volta mi metto contro le donne stesse che mercificano il proprio corpo mandando avanti una cultura patriarcale che inquadra le donne come oggetti sessuali e accessori per auto. Ma non vi potete rendere utili in altri modi?
E' vergognoso perchè ci rimette tutto il genere femminile. Mi chiedo quando le donne impareranno il rispetto per loro stesse.












Sindicazione
13.08.08 @ 20:02:03
da LaPamy
ciao a tutti...scusate l'assenza. ciao andrea parlero' ...
11.08.08 @ 12:47:22
da rosa87
A proposito di concorsi, nel mio ...
10.08.08 @ 17:40:48
da andrea
A proposito di concorsi, nel mio ...
10.08.08 @ 17:39:47
da andrea