Per trovare la notizia più dettalgiata ho cercato un giornale locale.
La cantina degli orrori era era ben arredata e con tutti i comfort. Una tavernetta con divani, tv e liquori, sotto casa di papà e mamma, trasformata in un luogo di violenze e abusi nei confronti di due compagne di scuola. Qui, in uno scantinato lontano dagli occhi indiscreti, in un quartiere poco distante dal centro, si sarebbero consumati almeno due episodi di violenza sessuale. vittime degli abusi, avvenuti in due circostanze distinte, una dodicenne e una sedicenne. I loro aguzzini sarebbero due adolescenti, due compagni di scuola di appena quindici anni.
LE DUE STORIE di violenza sono state scoperte quando i genitori delle due vittime, a metà aprile si sono presentati in questura per chiedere aiuto. Ieri mattina dopo poche settimane di indagini della squadra mobile i due quindicenni sono stati prelevati dalle rispettive abitazioni su disposizione del giudice delle indagini preliminari del tribunale dei minori Gabriella Pinna. Il gip ha accolto le richieste del sostituto procuratore dei minori Maria Gabriella Pintus, e disposto per i due adolescenti l'accompagnamento in una comunità protetta di un’altra provincia. Niente riformatorio perchè si vuole tentare il recupero psicologico dei ragazzi, ma se cercheranno di scappare o se non rispetteranno le regole della casa di accoglienza, per loro si apriranno immediatamente le porte del carcere. Durante le indagini, della sezione minori della squadra mobile, coordinate dal dirigente Giusy Stellino e dall'ispettore Rita Loche, è emerso che uno dei due aveva anche tentato di violentare una studentessa di 16 anni e che entrambi gli arrestati avrebbero abusato della dodicenne. Le vittime sarebbero state portate con l’inganno nello scantinato attrezzato a tavernetta sotto casa di uno dei due aggressori. La vittima sedicenne, studentessa come tutti gli altri protagonisti, aveva mantenuto il silenzio su quanto accaduto perchè minacciata di morte. «Se parli ti ammazzo » le avrebbe detto quello che fino a poco tempo fa credeva un amico. Gli investigatori che indagavano sulla denuncia presentata dalla madre della dodicenne, hanno scoperto per
ò che i due studenti, individuati come i due responsabili, si erano vantati delle loro imprese con i compagni di classe parlando della violenza di gruppo sulla più piccola, rammaricandosi di non aver potuto fare lo stesso con la sedicenne, riuscita a fuggire. Durante le indagini le due vittime sono state sottoposte a visite mediche e ginecologiche e ascoltate più volte dagli psicologi incaricati dalla Procura dei minori. Gli investigatori della squadra mobile sono riusciti anche a raccogliere il racconto di alcuni testimoni. Altri giovanissimi studenti della scuola frequentata da tutti i protagonisti che hanno confermato il racconto reso in audizione protetta dalle due giovani davanti al pubblico ministero Maria Gabriella Pintus. Le violenze sarebbero avvenute sempre dopo la scuola. Le vittime venivano invitate nella tavernetta accogliente, poi costrette a subire le violenze e infine minacciate.
Soltanto un anno fa è accaduto la stessa cosa ad una bimba di soli nove anni da parte di ragazzini di circa tredici anni. Inoltre nel giornale ho letto che i ragazzi sono di buona famiglia, io ora non voglio incolpare i genitori ma se un ragazzo arriva a mancare di rispetto ad una ragazza vuol dire che in qualche modo da qualcuno avrà avuto questa educazione. In Italia si fa presto a difendere la famiglia dove proprio da questa arriva il mancato rispetto verso le donne. Se non è la famiglia in qualche modo anche i mass media giocano un ruolo fondamentale nella mente del ragazzino che è facilmente plagiabile. Tette, culi, sbattuti su riviste, televisione, anche in prima serata, manifesti osceni (poi scrivo un articolo), troppa libertà sessuale maschile tramandata dai mass media che porta perfino a vantarsi di uno stupro, al contrario si incarna nella nostra società un modello femminile paragonato alla stregua di una stupratrice se è lei a compiere un atto di libertà sessuale consenziente o se è addirittura vittima di uno stupro o se tenta di difendersi, film violenti e notizie di cronaca nera che causano solo emulazione. Ora non dico che non bisogna sensibilizzare il tema ma rendere più costruttiva la notizia e non a mo' di filmetto porno o strumentalizzazioni politiche come fanno le nostre istituzioni e i tg sarebbbe anche meglio. E' inutile che poi in un TG parlino di queste terribili notizie se poi dopo questa si metta una donna in bikini, mostrandola a quattro venti come un oggetto. Inoltre è fondamentale cercare di non trasmettere notizie sulle scarcerazioni, giustificazioni e colpevolizzazioni della vittima dopo stupro poichè rendono il fatto come quasi lecito nella mente di certe bestie.
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Sindicazione
06.09.08 @ 11:57:14
da Solo Io
Come al solito hai ragione, e ...
06.09.08 @ 10:19:00
da LaPami
Già spero che non siano solo ...
05.09.08 @ 17:13:02
da Rosa
mi sembra una cosa buona e ...
05.09.08 @ 16:16:51
da wonderely