Ultimi Commenti

Sai quello che mi rattrista č ...

04.09.08 @ 15:40:28
da Rosa


Caro camu, in merito al tuo ...

04.09.08 @ 12:57:12
da rosa87


Come al solito, come ogni volta ...

04.09.08 @ 08:21:54
da alicesu


Ho trovato il link sul sito ...

03.09.08 @ 16:26:08
da camu


Chi c'é online?

Membro: 0
Visitatore: 1

Calendario

Settembre 2008
LunMarMerGioVenSabDom
 << < > >>
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930     

rss Sindicazione

_____

Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Iniziative femministe

Photobucket

Staffetta di donne contro la violenza
Fonte:Paese delle donne online

Il 28 settembre, l’Udi nazionale presenterà ufficialmente - nella sede di Roma - la «Staffetta di donne contro la violenza» già avviata con la pubblicazione di un documento che illustra il senso del progetto, invitando ad aderire all’iniziativa.

"Vogliamo lottare contro la violenza sessuata e il femminicidio. Per farlo vogliamo dire CHI siamo, senza mettere distanza tra noi e le altre, perché non siamo né estranee né privilegiate e non pretendiamo che una donna sola faccia quello che tutte non riusciamo a fare: far smettere la violenza che tutte subiamo! Il primo obiettivo è dunque di agire culturalmente per far smettere il femminicidio. Vogliamo innanzitutto dire a voce alta che il mestiere più antico del mondo non è la prostituzione, ma lo stupro, è quello del violentatore. Per questo vogliamo incontrarci con le donne, con tutte, ovunque, pubblicamente."


La Staffetta di donne contro la violenza, che ha come simbolo un anfora con due manici a significare l’importanza della relazione fra donne partirà il 25 Novembre 2008, giornata internazionale contro la violenza alle donne, e si chiuderà un anno dopo, sempre il 25 novembre.

La Staffetta sarà organizzata solo da donne singole o associazioni di donne - sono escluse rappresentanze di partiti - deve essere un evento pubblico che ciascuna caratterizzerà come riterrà più opportuno e sarà autofinanziata. Si possono stabilire rapporti con gli enti locali per avere accesso a spazi pubblici , scuole e risorse. E’ importante - sottolinea l’Udi - che la Staffetta sia caratterizzata, ogni volta, laddove arriva, dal gruppo di donne che la organizza «così da rompere i rituali delle rappresentazioni pubbliche a cui siamo assuefatti ormai tutti». La scadenza per le adesioni al progetto è fissata per il 20 settembre ma già a fine luglio l’Udi ha potuto cominciare a delineare le prime tappe del percorso che sarà segnato da iniziative pubbliche le più varie: seminari, dibattiti, mostre, proiezioni video, eccetera.

Strada facendo, ogni donna potrà avvicinarsi e mettere nell’anfora un biglietto con i propri pensieri, denunce, parole o immagini.

La Staffetta partirà il 25 Novembre 2008 da Niscemi, dove è stata assassinata Lorena.

Proseguirà poi per Lentini e Catania (le Udi di queste città stanno lavorando da tempo per organizzare il loro percorso in Sicilia), la Calabria (Reggio Calabria), per la Puglia ( Salento , Presicce ),Campania (Napoli) Lazio (Cineto Romano, Ladispoli, Roma) Sardegna (Guspini, La Maddalena), Emilia Romagna (Ravenna, Forlì, Ferrara, Imola, Bologna, Modena, Reggio Emilia), Liguria (Genova) Piemonte (Torino) Veneto (Venezia, Mirano) Trentino Alto Adige (Trento).

Si concluderà il 25 novembre 2009 a Brescia, dove è stata sgozzata Hina.
 
Il sito dell’Udi – www.udinazionale.org - a partire dal novembre 2008, seguirà passo dopo passo la Staffetta, dando il resoconto delle iniziative svolte e l’appuntamento per quelle successive.
25 Ago 2008
Le donne di Lucha Y Siesta
Grazie al Paese delle donne online vi pubblico questa notizia:



L’8 marzo un gruppo di donne autorganizzate ha occupato uno stabile abbandonato da anni nella zona del Quadraro a Roma. Da questa occupazione è nata La Casa delle Donne Lucha Y Siesta dove oggi vivono 23 donne e 15 bambini. Molte di loro erano rimaste con i propri figli senza un tetto sulla testa dopo aver lasciato mariti e compagni violenti, altre non guadagnavano abbastanza per permettersi un affitto, o non riuscivano ad arrivare a fine mese con una pensione minima.

Insieme hanno creato uno spazio abitativo e sociale di donne per le donne con uno sportello per la tutela legale, per l’orientamento e la formazione. Dall’ 11 al 15 giugno hanno aperto la porta di casa al quartiere organizzando una mostra fotografica dal nome “Il pane e le rose. Le lotte delle donne per il lavoro dagli anni ’50 agli anni ’80”.


Guardate qui:




Per vedere le altre cliccate sul link originale dell'articolo.

28 Giu 2008
Pre lady fest romana
Dalle ribellule leggo una comunicazione del pre lady fest '09 che si terrà a Roma l'11 Luglio.

LADYFEST ROMA 09 :: ORGANISMI RIGOROSAMENTE NON BIOLOGICI


La LadyFest è un festival internazionale DIY (doityourself) di arti visive e performative, musica, workshop, incontri e dibattiti organizzato da ladies romane e indirizzato a chiunque voglia ritrovarsi/partecipare in un ambiente queer-femminista. Per molt* la LadyFest è sinonimo di una forma di vita al di fuori degli stereotipi binari maschio/femmina, ma l'agenda politica del festival comprende anche il rifiuto di politiche razziste, neoliberiste e securitarie.

THE LADIES ARE COMING... PRE-LADYFEST A ROMA L'11 luglio 2008



 

preladyfest roma

preladyfest roma

25 Giu 2008
Rosa · 21 visite · 0 commenti
Categorie: Iniziative femministe
Forum QF, Questione Femminile,
Ciao a tutti vi presento il mio nuovo forum. Nato da un progetto per poter creare un osservatorio di gener eediante il quale si possono raccogliere delle firme.

progetto osservatorio di genere. FIRMA PETIZIONI
Il progetto si può vedere cliccando qui.

Ieri ho creato un forum per poter raccogliere utenti che la pensano come me che possiamo avere delle idee comuni per sovvertire il modo indegno in cui sono ancora trattate le donne.
 Purtroppo nella società in generale è l'uomo che decide come dev'essere il modello ideale di donna, senza pensare che no isiamo capaci di autodeterminarci. I mass media sono invasi da stereotipi vecchi e decrepiti, che ti mostrano da un lato con il ruolo tradizionale dall'altro come elemento decorativo e oggetto di desiderio.
Questi sono modelli molto negativi perchè non rappresentano la realtà e sono formati secondo il modello maschile dove la donna è soltanto un oggetto.
Sono modelli negativi perchè la donna è spersonalizzata, muta.

Nei nostri mass media le donne non dicono, non fanno, non propongono, non hanno opinioni personali, sono solo usate per leggere un foglio stampato.
I mass media sono completamente in mano agli uomini e questo permette di rappresentarci in questo modo.

Le donne ai vertici sono poche e nonostante questo scompaiono pure dai media.
Questo è simbolo che nella nostra società la donna nn ha acquisito alcun riconoscimento sociale.
Imedia sono diretti da uomini che scelgono e decidono loro come e dove sistemare la donna. In pratica in itlaia la donna nn fa notizia.
Sono maschilisti perchè ancora tengono il ruolo tradizionale basato su luoghi comuni, molto vicino ai loro deisderi che alla realtà
è un cane che si mode la coda non volere donne ai vertici dei media e rappresentare una donna voluta dagli uomini, tesi a confermare che per loro è solo un oggetto e dev'essere tale.
Nei media gli uomini fanno, dicono, pensano...e purtroppo parlano di donne secondo uno standard maschilista.

C'è una connessione con la mancanza di donne ai vertici con questi media.
Primo perchè crescendo tra stereotipi una donna difficilmente pensa di valere e si sente subordinata. Secondo perchè c'è un maschilismo che tende a attuare ciò che viene insegnato dai media, appresi fin dai primordi.

Non vi è mai capitato di andare in internet o vedere una pubblicità dove una donna i ncarriera è rappresentata acida o vestita da uomo o addirittura in atteggiamenti maschili?
nei nostri mass media dove la donna è ancora rappresentata (ma anche l'uomo) secondo i ruoli tradizionali sembra ci sia una connessione dell'essere in carriera col non essere femminili, perchè ancora viene immaginata la donna come casalinga.

Questo purtroppo determina la discriminazione delle donne dai posti di potere o l'autoesclusione da parte della donne stesse, dove ancora pensano il loro ruolo sia la famiglia e i figli...

Perchè ancora non ci si adegua al 2008??

Questo rischia che la società arretri e torni al passato, se le donne vengono cresciute a qst stereotipi...
i mass media vengono fatti da maschi come vuoi sapete e vengono fatti secondo il loro desiderio...ancora nel 2008 non si pensa alle donne se non per ornamentare o manipolarle.


Parlo nelle aziende c'è ancora questa mentalità che non si prende sul serio una donna che sta in posizione di rilievo per gerarchia in un azienda..
Per non parlare delle molestie sesusali che subiscono le donne quando si trovano inferiori al proprio dirigente o datore di lavoro.perchè crede che le sue dipendenti siano oggetti.

Ancora c'è lo stereotipo della bella e scema e la brutta e intelligente.
Tutto questo lo trovate in un forum diviso in tanti argomenti e i ntante sezioni in cui si trova oggi la donna, ma che ancora non è visibile, perchè stereotipata e tagliata fuori.
Inoltre il forum è dotato di chat.

cliccate su

QUESTIONE FEMMINILE

per visualizzarlo.
25 Giu 2008
le donne di 100 celle contro lo smantellamento dei consultori

DOPO IL PRESIDIO SOTTO P.ZZA DEI MIRTI CONTINUIAMO A ESSERE PRESENTI E A NON CONSENTIRE LA RIDUZIONE E LO SMANTELLAMENTO DEI CONSULTORI CHE È IN ATTO SUI NOSTRI TERRITORI

http://atelierbetty.noblogs.org/gallery/67/soccie.jpg


Il 28 Maggio scorso eravamo in tante “donne di 100celle e dintorni” e della assemblea romana femminista e lesbiche, sotto la ASL di p.zza dei Mirti, roma sud-est, per contrastare la scelta repentina, ambigua e non pubblicamente diffusa di accorpare il consultorio presente a p.zza dei Mirti con il consultorio di Via delle Resede.

Questo accorpamento fa si che il numero dei consultori sul territorio del VII municipio scenda da 4 a 3, numero decisamente sotto-dimensionato rispetto alle esigenze del territorio (il territorio VII municipio dovrebbe avere almeno 6 consultori attivi).

La scelta non condivisa con le realtà del territorio e in particolare con le donne, le stesse utenti del servizio, ci è sembrata un ennesimo attacco alla salute e all’auto-determinazione delle donne, una spiacevole azione concreta che può essere ben inserita all’interno del più ampio attacco che è in corso alla L.194.

L’attacco alla L.194 e alla stessa istituzione dei consultori sta diventato sempre più pesante e subdolo, colpisce l’organizzazione stessa dei consultori, dei loro servizi e del personale, calpestando allo stesso tempo, le lotte e l’impegno delle donne sui terreni delle proprie conquiste e distorcendo completamente le idee e i significati che erano alla base della nascita dei consultori in Italia.

Il presidio del 28 maggio scorso ha  costretto il dirigente della Asl, e le responsabili del Consultorio ad incontrarci. Ci hanno la necessita di trasferire il consultorio. Questa necessità è giustificata dalla precarietà degli stabili in cui si trova tutta la Asl a causa del Cantiere della metropolitana C e parallelamente alla non adeguatezza di tutto lo stabile agli standard di norma per la sicurezza delle strutture sanitarie pubbliche.

La magnanima scelta è stata presa tuttavia senza consultare, le dirette interessate, l’utenza stessa ovvero le donne. Il trasferimento dei servizi del consultorio è stato definito “temporaneo”
con la garanzia di una corretta ed effettiva espletazione dei doppi servizi.

Per questo la dirigenza della Asl prevede in un prossimo futuro lo spostamento di tutta la Struttura ASL in una sede più idonea. Questa sede più idonea sarebbe stata individuata nella scuola Tommaso Grossi. Tuttavia la Sede ancora non è stata formalmente assegnata. I locali della scuola inoltre, una volta assegnati, dovranno essere sottoposti a evidenti lavori di ristrutturazione e adeguamento per consentire lo spostamento e il funzionamento di tutti i servizi della ASL, non che la reintegrazione del servizio del consultorio.

I tempi si prospettano, dunque, molto lunghi e continuiamo a non capire bene la scelta autoritaria di spostare solo i servizi del consultorio e di pediatria, così velocemente, senza ancora avere l’assegnazione di un nuovo stabile per tutta la Asl di p.zza dei Mirti.

All’interno di questa scelta calata dall’alto ci muoveremo con tutte le nostre risorse ed energie, per avere subito risposte da parte del presidente del municipio, della dirigenza della Asl, e di tutti i responsabili del II e III distretto circa lo stato e i tempi di assegnazione e di adeguamento degli
stabili della scuola Tommaso Grossi.

Vogliamo continuare a verificare la possibilità di trovare un’altra soluzione per il consultorio che non sia l’accorpamento dei suoi servizi, ma la sua valorizzazione. Per questo vogliamo che siano individuati il più presto possibile altri luoghii, ma anche altri dove sia possibile sviluppare e ampliare i servizi dei consultori nel nostro territorio.

Dopo il 28 maggio c'è stato un incontro il 16 giugno con patrizia auriemma responsabile del II e III distretto, Bianca Maria responasbile dei Consultori del VII municipio, Mancini del X municipio e la ostetrica...in Via di Pietralata 319.

L' incontro è stato su i consultori e come operare assieme nel territorio: erano presenti il comitato donne di Centocelle, il comitato donne del X municipio e dell' occupazione di Lucha e Siesta nel X municipio.

Alla riunione ci hanno comunicato che sono in arrivo per i consultori 8 milioni di euro destinati alle infrastrutture e non all'assunzione di personale e che tutti i Consultori sono in affitto in costose strutture private e rispondono diversamente alle funzioni per la quale sono nati; per la carenza di personale ci hanno comunicato che in Estate la chiusura di alcuni consultori malgrado i comitati hanno segnalato quanto ciò è interruzione di pubblico servizio.

Ci siamo unite ai comitati di altre donne per trovare forza nell'unità, insieme vogliamo continuare a presidiare e sorvegliare con attenzione, non solo questa azione d’accorpamento proposta, ma anche contrastare le stesse politiche di svuotamento e trasformazione dei consultori.

Non vogliamo dei consultori che siano semplici ambulatori, siamo contro all’eccessiva medicalizzazione, sottrazione, parcellizzazione e specializzazione dei servizi offerti nei consultori.  
Ribadiamo l’importanza di mantenere una visione d’insieme della salute della donna che tenga conto e prenda in considerazione parallelamente e simultaneamente degli aspetti di tipo medico, psicologico, sociale e culturale.

Siamo contro il processo di verticalizzazione del lavoro che si sta producendo dirigenti, responsabili dei servizi e operatori. Vogliamo dei consultori aperti al territorio, alle scuole, a tutte le donne di ogni origine e provenienza, luoghi dove la salute della donna sia pensata anche come elemento di socializzazione, di corretta informazione e prevenzione. Una salute della donna che passi nelle scuole, dentro la famiglia, tra i giovani e le adolescenti, di diverse nazionalità.

Abbiamo ricevuto tanta solidarietà e siamo pronte ad andare avanti con la nostra lotta perchè sappiamo che insieme siamo più forti e capaci di cambiare la realtà.

Comitato donne 100celle e dintorni
donne100celledintorni@gmail.com


Per leggere i precedenti avvenimenti leggete QUI
24 Giu 2008

1, 2, 3 ... 10, 11, 12  Pagina Successiva