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Riepilogo della situazione
Con il governo berlusconi le pari opportunità sono state un fallimento totale. 4 ministre su 21 adirittura due senza portafoglio e guarda caso sono donne. Tra l'altro i ministeri assegnati alle donne sono ministeri femminili e si è sminuito fortemente il significato di donna tenendo conto una volta per tutte all'aspetto fisico. Quindi ora ci troviamo ad avere non solo poche donne a coprire la carica di ministro ma anche donne selezionate secondo criteri di avvenenza molto discriminanti. Un esempio rampante : Mara Carfagna. Mara Carfagna ha avuto un passato da soubrette, non mi spavent ail mestiere che faceva ma mi spaventa il voler dire con il gesto di candidarla in politica "ancora una volta una donna per fare carriera ed avere una minima visibilità deve contare anche o solo sul lato estetico o nei casi più gravi spogliarsi o cedere a favori sessuali".  Così le viene affidato il ministero delle Pari opportunità. Grande errore perchè a mio avviso non è conforme al passato della signora. Mi è anche sembrata un enorme presa per il culo. In una società dove donne e uomini fanno fatica ad essere pari deve rappresentarci una donna che rappresenta lo stereotipo che andrebbe eliminato per raggiungere le pari opportunità?
Cosa ne ricaveremo da tutto questo? Una che non rappresenta nemmeno la donna italiana.
Nel blog Sorelle d'Italia c'è un post interessante che mette a confronto i ministri spagnoli con quelli italiani:
Berlusconi ha perfino fatto scomparire l'abbogliamento femminile alle nostre poche ministre facendole ancora mimetizzare tra gli uomini, nonostante selezionate secondo parametri di Miss Italia:

Hanno tutte e quattro optato per i pantaloni per la solenne cerimonia di giuramento al Quirinale: le neo-ministre del Berlusconi quater si presentano in tailleur, dalla biondissima Stefania Prestigiacomo (Ambiente) alle giovanissime Mara Carfagna (Pari opportunità) e Giorgia Meloni (Politiche giovanili), fino a Maria Stella Gelmini (Istruzione).

I più attenti hanno notato che sotto il sobrio ed elegante completo grigio-Armani, la Carfagna ha 'osato' dei sandali a dita scoperte senza calze. Come lei, anche la 31enne Meloni ha scelto il grigio, il suo tailleur ha però dei riflessi più brillanti; sotto c'è una camicetta dello stesso colore con taglio maschile.

La Gelmini, per l'occasione, si è fatta dei leggeri colpi di sole, capelli sciolti che non arrivano alle spalle, è stretta in un tailleur nero sagomato sopra una camicetta color crema. Prestigiacomo, anche lei con i capelli sciolti, indossa un completo pantalone di un punto di viola indefinibile, che si avvicina molto al 'prugna'.

Tutte sobrie, insomma, dall'aria molto professionale e seria, e soprattutto con pochissime concessioni alla loro femminilità.


Non abbiamo mai avuto un numero cosi scarso di ministre donne nel nostro governo in questi ultimi anni, e già che eravamo in fondo alla classifica europea per numero di donne in Parlamento. L'obiettivo della destra è quello di allontanare sempre di più gli uomini dalle donne. Ha fatto delle pari opportunità una beffeggiata nei confronti di milioni di donne italiane che si trovano in difficoltà nel lavoro, nella vita quotidiana, che devono affrontare numerose violenze e non solo anche nei confronti di persone omosessuali che vivono ogni giorno la stessa situazione difficile che vivono le donne, contestati oggi proprio da lei, la ministra delle pari opportunità dell'ipocrisia.  

La rappresentanza delle donne ai ministeri è adirittura diminuita:

Governo italiano (Berlusconi IV ) =  13 ministri con portafoglio (compreso il primo ministro) + 9 senza portafoglio = 4 donne in totale (18%di presenza femminile)

Governo italiano (Prodi II) = 19 ministri con portafoglio (compreso il primo ministro) + 8 senza portafoglio = 7 donne in totale, il resto uomini. (26% di presenza femminile)

Mentre giro sui forum, chat, blog, e altre communuty leggo le solite stupide battute degli uomini che ancora una volta reputano la donna solo per quello che ha dal collo in giù, la solità considerazione arcaica che la donna per essere tale debba valere solo per un corpo e purtorppo è la stessa mentalità che hanno in politica, nonchè il non prendere sul serio una donna e considerarla come un mero oggetto sessuale, tendenza che pare si ha in Italia e purtroppo si diffonde. Avete sentito lo stesso dire per gli uomini?. Una cosa che mi desta preoccupazione di un velinismo che si sta diffondendo a macchia d'olio nella nostra società e mi chiedo, se le ragazzine vivono ogni giono con la concezzione che una donna per fare carriera devi avere almeno una quarta di reggiseno anche se il proprio mestiere non ha nulla a che fare con l'uso del corpo umano, finiranno per non studiare nemmeno più e aderire a questo modello svilente. E poi dicono che ste cose le lanciano le donne, qui vedo un regredimento della nostra società che appunto sta tendendo a dividere di nuovo i generi, senza lasciare che le nuove generazioni se ne accorgano. E' facile dire ma le donne sono le prima a proporsi come veline....

Wonderely ha detto nel mio blog:

Berlusconi ha detto: "nel nostro governo ci saranno 4 donne e tutte belle"..
non ha detto preparate, ma belle!!
le dichiarazioni di Zapatero sul suo governo sono state moooolto diverse. lui ha detto: "sono contento di avere 9 donne al governo perché penso che le donne siano in grado di fare politica come e meglio degli uomini. sono orgoglioso del mio governo."

a me sta sul culo che si dica che le donne belle sono tutte stupide, però mi sta allo stesso modo sul culo che al governo si mettano delle donne perché belle e perché magari già prima si sono fatte vedere nude..una persona che ricopre una carica pubblica deve avere un minimo di serietà e soprattutto non è giusto che si faccia sempre passare l'idea che solo le donne belle possono fare qualcosa nella vita perché possono contare sul loro corpo...una donna (così come qualsiasi persona) deve contare sul suo cervello!!!

io vorrei proprio vedere quando al governo si metterà una donna senza dire che è sexy o altro, ma si metterà una donna perché donna (brutta o bella che sia), perché la si reputa intelligente e preparata.
Zapatero alla difesa ha messo una donna incinta...in italia non sarebbe mai stato possibile per due motivi: primo perché donna, secondo perché incinta.

secondo me essere donna in italia significa essere considerate meno di zero...come mi disse una mia amica, mamma di due bambine piccole: "siamo delle puttane per questi uomini."
una come la carfagna alle pari opportunità di certo non aiuta a sfatare questo "mito".

Ora passo la linea a voi, il mio blog è aperto ad ogni commento, ma chiedo per questioni di civiltà a certi utenti contestatori  antifemministi di moderarsi.

11 Mag 2008
Ministero delle Impari opportunità...con la Carfagna
Avevo detto e ridetto che già di per se avvalere il principio che una donna si deve spogliare per ambire adirittura alla politica e addirittura mettere una ex valletta come ministro delle pari opportunità mi sembra a dir poco banale e una grande presa per il culo alle donne, per il suo passato da donna che non rappresenta per niente il modello della donna pari,e l'offesa che abbiamo subito sullo stereotipo che si rafforza di più della donna che deve essere bella ed oggetto sessuale per fino in politica, leggete quanto è pari il suo ministero.

Carfagna: "Gay costituzionalmente sterili"
Luxuria: "Inaccettabile da chi sfascia famiglie"

La parlamentare di Rc: "Stessi principi della Germania di Hitler"

Mara Carfagna

ROMA - Dice che i gay sono "costituzionalmente sterili", difende "il fondamento della famiglia", osserva che "per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare". Mara Carfagna debutta così alla prima manifestazione da lei organizzata da quand'è in Parlamento, il seminario "Donna, vita e famiglia", stamane a Palazzo Marini, insieme ai big di Forza Italia Sandro Bondi, Giuseppe Pisanu e Enrico La Loggia. Frasi, quelle della ex soubrette e deputata di Forza Italia, che hanno dato origine a una sequela di reazioni. La prima ad arrivare è quella di Vladimir Luxuria che non fa giri di parole: "Non mi sento di prendere lezioni da chi crede di difendere la famiglia e intanto ne sta sfasciando una, quella di Berlusconi".

La deputata di Rifondazione comunista fa riferimento, evidentemente, alla vicenda dello scambio epistolare fra la moglie di Silvio Berlusconi,
Veronica Lario, e l'ex presidente del Consiglio. All'origine del quale ci sarebbero stati - fra l'altro - i complimenti fatti dal leader azzurro alla "sua" parlamentare durante la cerimonia di consegna dei Telegatti.

E se Luxuria sottolinea che "alla Carfagna bisogna ricordare un precedente pericoloso, una legge della Germania di Hitler che prevedeva l'internamento degli omosessuali ritenuti socio-sabotatori perché non in grado di riprodursi", Franco Grillini dell'Ulivo osserva come "non avendo alcun argomento contro il riconoscimento dei diritti alle famiglie gay, la destra italiana con il suo esercito di veline, divorziati e conviventi rispolvera i luoghi comuni e le battute da osteria del più trito razzismo antigay".

Premettendo di non essere "né bacchettona né portatrice di sentimenti antimoderni", la Carfagna aveva aperto il proprio intervendo affermando che "la famiglia è il fondamento della nostra società e come le fondamenta di ogni casa essa non teme soltanto le frane ma anche le infiltrazioni", e che dunque i Dico sono delle "infiltrazioni all'istituto della famiglia" e "non c'è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili".

"Esistono dei cuori così sterili, e la mancanza di cuori si avverte soprattutto in politica", incalza Luxuria, precisando che non tutti i gay sono sterili: "Le lesbiche possono costituzionalmente fare figli e ce ne sono numerosi esempi". L'unica vera discriminante per decidere chi è coppia e chi no, per Luxuria "non è la benedizione in chiesa o il matrimonio civile ma la presenza di amore, rispetto e cura per l'altro".

"Indignato" il vicepresidente dei deputati di Fi, Enrico La Loggia, perché "l'onorevole Guadagno si rivolge con parole pesantemente offensive alla collega Carfagna senza essere la persona idonea a dare l'idea di famiglia così come prevista dalla nostra Costituzione".

La deputata forzista si difende. "Il collega Luxuria o non ha capito o fa finta di non capire. Le parole che mi attribuisce sono una citazione del professor Francesco D'Agostino - spiega - presidente onorario del Comitato di bioetica, che riguardano esclusivamente le coppie omosessuali. In merito alle persecuzioni a danno degli omosessuali, ricordo al collega che attualmente vigono in alcuni Paesi guidati dalla sinistra". Nessuna replica "alle menzogne e alle offese personali", alle quali la Carfagna non risponde, sentendosi "cosciente che le strade battute nella sua attività dall'onorevole Guadagno lo rendono instabile quando si parla di argomenti così delicati".

A sostenere Luxuria anche la deputata del Pdci, Rosalba Cesini, per la quale Mara Carfagna "mette in discussione non solo i rapporti tra coppie omosessuali, ma anche, e con tanto cattivo gusto, i matrimoni, magari sanciti dal sacramento, tra persone che a causa di impedimenti fisiologici non sono in grado di procreare".

Mi avvalgo della facoltà di non parlare più.
Grazie fra x il link :)
11 Mag 2008
Rosa · 108 visite · 3 commenti
Categorie: Donna e politica, Quote Rosa
Spagna, all'avanguardia per i diritti delle donne (post all'avanguardia per l'informazione)
Mentre in Italia le donne vengono massacrate, stuprate ed uccise in mille modi possibili accompagnate dalla più totale indifferenza mediatica e delle istituzioni, che vuole questo fenomeno causa di persone di differente origine etinca e che per tutelare le donne e far si che possano raggiungere le pari opportunità propongono il ministero ad una velina , La Spagna, possiede una legge fatta da Luis Rodriguez Zapatero, all'avanguardia rispetto a tutta Europa, che vanta una grande avanguardia per i diritti umani. Siccome questo post è ispirato a quello del blog di Wonderely, e ho voluto pubblicarlo per poter diffondere questa botta di informazione che manca nel nostro paese, leggete attentamente come a Zapatero venne in mente di creare questa invidiabile legge che grazie a questa le donne spagnole sono le più sicure in tutta Europa.

Violenza alle donne, intellettuali con Zapatero
di Monica Lanfranco (Liberazione, 24 ottobre 2004) 

Si chiamava Alicia Aristegui, 37 anni, di Villalba, Navarra, Spagna. Due anni fa passeggiava con un'amica, forse confidandosi con lei dei problemi con il marito, in carcere per reati non gravissimi e più volte denunciato dalla consorte per le violenze e i maltrattamenti subiti da lei e dai suoi due bambini.

Era il 9 aprile, pomeriggio, e fu l'ultima passeggiata per Alicia. Perché Jesus Gil, 38 anni, aveva giurato alla moglie che l'avrebbe uccisa se lei avesse chiesto il divorzio, e Alicia lo aveva richiesto, dopo anni di reiterate e inascoltate richieste di aiuto a polizia e istituzioni contro quell'uomo. Jesus, uscito di prigione il giorno prima, segue la donna, la affronta e con 10 coltellate la uccide, nel pieno centro di Villalba. È nel nome di Alicia, delle 34 ultime vittime fino ad oggi nel 2004, e delle migliaia di altre brutalizzate nel silenzio che un migliaio di intellettuali spagnoli, tutti uomini, ha clamorosamente firmato un manifesto in appoggio alla nuova legge contro la violenza di genere, (così si chiama, e per la prima volta viene nominato il genere e non la più usata dicitura "sessuale") presentata in parlamento dal governo Zapatero, già passata la settimana scorsa alla Camera dei deputati e in lettura al Senato.

Nei primi mesi del 2004, dopo una decina di assassinii tra le mura domestiche, persino Amnesty International aveva presentato un agghiacciante rapporto sulla situazione spagnola, non solo denunciando l'immobilità e il silenzio del precedente governo, ma puntando il dito sullo stato di arretratezza, e omertà sull'argomento nell'intero tessuto sociale. Per questo risultano così dirompenti le parole del testo del manifesto: «Noi firmatari, uomini, diciamo Sì alla legge contro la violenza di genere. Perché non possiamo essere complici rispetto alla realtà di una violenza che, anno dopo anno, uccide decine di donne e obbliga molte altre ad abbandonare il proprio lavoro, la propria casa e la propria città per cercare di sfuggire al loro aggressore; una violenza che provoca ogni anno il suicidio di centinaia di donne e ne maltratta fisicamente e psicologicamente centinaia di migliaia. Perché la violenza esercitata da uomini contro donne richiede misure specifiche, dato che non assomiglia in niente, né in quantità né come caratteristiche, ai casi isolati di violenza di donne contro uomini».

Affermazioni pesantissime e inequivocabili, che segnalano una svolta epocale in Spagna, soprattutto perché il senso delle parole del manifesto non è solo la denuncia di una situazione gravissima in generale: per la prima volta, in modo plateale, alcuni uomini, prima ancora che a partire dal loro ruolo sociale, e proprio in quanto appartenenti al genere maschile, si assumono delle responsabilità come genere sull'argomento più tabù: la violenza contro le donne.

 Succesivamente viene approvata la legge : il 28 dicembre 2004 , avente i seguenti contenuti:

Principi
L’uguaglianza tra uomo e donna: la violenza è la manifestazione più eclatante della disuguaglianza esistente.
• La garanzia di continuità delle azioni e dei programmi volti a tutelare la donna vittima di violenza.
La certezza e la pubblicità dell’assistenza come base per l’emersione dei casi non denunciati.
• La gratuità della giustizia

Obiettivi
• La Legge mira a prevenire e a proteggere le situazioni di violenza.
• Si introducono nell’ordinamento giuridico spagnolo misure di azioni positive con l’obiettivo di sovvertire la situazione di disuguaglianza che, essendo latente nella coscienza collettiva, colpisce direttamente la donna.
• L’obiettivo finale è lo sradicamento del fenomeno. La protezione integrale delle vittime sarà perseguita attraverso misure che incidono sulla prevenzione, sulla sanzione dell’aggressore e sulle misure di assistenza totale per le vittime.

Misure d’appoggio alle vittime
• Si riconosce alla vittima il diritto di riduzione del tempo di lavoro, alla sospensione della relazione professionale con riserva del posto con diritto di sussidio di disoccupazione.
• Si stabilisce un programma di reinserimento lavorativo per le vittime che hanno perso il lavoro e per chi non può seguire il programma, si stabilisce un aiuto economico in funzione dell’età e della responsabilità familiare.
• Si stabiliscono aiuti per la formazione delle donne a sottrarsi alla dipendenza economica dei propri aggressori.
• Priorità d’accesso a case d’accoglienza ufficiali.
• Sussidi addizionali alle imprese che offrono un contratto alle vittime.
• Omologazione dei “servizi d’informazione alla donna” in tutte le città e in tutti i comuni per garantire a tutte le vittime le stesse possibilità.
• Adattamenti delle attuali case di accoglienza che si convertano in centri specializzati di recupero integrale al fine di offrire terapia psicologica, appoggio legale, sociale e educativo.

Sicurezza
• Creazione di unità speciali del Corpo nazionale di Polizia e dei Carabinieri
• I corpi nazionali partecipano con tutte le Amministrazioni.
• Si provvede alla sospensione cautelare della licenza d’armi ai colpevoli o ai sospettati d’atti di violenza contro una donna.

Giustizia
• Creazione di 430 giudici speciali, con competenze civili e penali, dedicati alla lotta contro la violenza di genere, di coppia e domestica.
• Creazione della figura del Procuratore contro la violenza di genere, in funzione del delegato fiscale dello Stato, competente in materie penali e civili pertinenti al discorso di genere.
• Modificazione della legge d’Assistenza Gratuita: le vittime di violenza domestica hanno diritto all’assistenza gratuita.
• La nuova norma ha modificato anche il Codice Penale, stabilendo pene più dure riguardo alla violenza di genere e di coppia, ma soprattutto stabilisce pene di peso differente a seconda che l’aggressore sia un uomo o una donna. All’aggressore di sesso maschile il maggior castigo (questo l’argomento maggiormente polemizzato che ha posto la Legge Integrale come oggetto di verifica d’incostituzionalità da parte del Tribunale Costituzionale spagnolo in quanto discriminatoria nei confronti degli uomini e violante il principio costituzionale secondo cui tutti gli uomini sono uguali dinanzi alla legge).

Educazione
• Creazione di una materia obbligatoria nelle scuole superiori: “Educazione per l’uguaglianza e contro la violenza di genere”.
• Incorporazione in tutti i Consigli d’Istituto, di tutte le scuole, di un membro incaricato di fornire mezzi educativi contro la violenza di genere.

Nuovi organismi
• Creazione di una Delegazione di Governo contro la violenza di Genere, in aggiunta al Difensore del Popolo e un Osservatorio incaricato di valutare le azioni di governo e le nuove misure.
• Creazione dell’Osservatorio nazionale sulla violenza sulla donna, che sarà l’occhio sulla situazione e sull’evoluzione della violenza sulla donna.

Sanità
• Sistemi di diagnosi precoci e sviluppo di programmi di sensibilizzazione e formazione del personale sanitario.
• Si stabiliranno protocolli sanitari per la prevenzione, la diagnosi precoce e l’intervento continuato, collaborando con l’amministrazione della giustizia.
• Creazione di una Commissione, in seno al Consiglio Interterritoriale del Sistema Nazionale di Salute, incaricata di appoggiare tecnicamente, coordinare e valutare le misure sanitarie stabilite dalla legge.

Minori
• Le situazioni di violenza sulle donne colpiscono anche i minori che si trovano nell’ambiente familiare, vittime indirette o mediate di questa violenza. La Legge contempla anche la loro protezione, non solo per la tutela dei diritti dei minori, ma anche per garantire in forma effettiva le misure di protezione adottate rispetto alla donna.
• I minori avranno diritto alle prestazioni dei servizi sociali nel caso si trovino sotto la patria potestà o in custodia della persona aggredita.

Altre misure
Campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione
• La pubblicità che utilizzi il corpo e l’immagine della donna in forma discriminatoria o vessatoria sarà qualificata come illecita e conseguentemente sanzionata


Continuando a leggere il post di Wonderely:

Grazie a questa legge le denunce di violenze alle autorità sono aumentate di numero: solo nel primo semestre del 2006 sono state presentate 1125 denunce in più rispetto al 2005. Questa è la prova che le donne iniziano ad avere più fiducia nelle istituzioni.
È quindi possibile aiutare davvero le donne: basta riconoscere quali sono i veri problemi e combatterli. Le violenze in famiglia rappresentano più dell'80% delle violenze sulle donne. In Italia ogni due giorni muore una donna in famiglia, non per strada, non per mano di uno sconosciuto, ma nella sua famiglia e per mano di una persona a lei vicina (in genere il marito). Io ho pochissima fiducia nel governo italiano (non sono la sola!) e credo che una legge del genere potrà essere approvata solo tra alcuni secoli: non abbiamo ancora una legge che tuteli le donne dallo stalking e questo dimostra quanto siamo "indietro". Se guardiamo alla quantità di ministre donne (4 su 21, solo 2 con portafoglio) possiamo renderci conto dell’importanza che si dà alla figura femminile. Per non parlare di chi è stata scelta per le Pari Opportunità: le donne devono fare le vallette anche al governo, vomitevole. D’altronde, non potevamo aspettarci di più da un uomo come Berlusconi che ha definito il governo spagnolo “troppo rosa” e che ha poi insistito sul fatto che ora Zapatero dovrà “sapersi gestire” le donne, manco fossero cani. Pensare che ci sono donne intelligenti e preparate che si impegnano e studiano ogni giorno e non vengono minimamente considerate, soltanto perché la loro massima aspirazione non è mostrarsi seminude davanti a una telecamera: dove stanno le pari opportunità? Viviamo in una società che considera le donne oggetti e si ritiene civile: essere donne non significa mostrare le "grazie" a un pubblico maschile, ma pretendere diritti e rispetto per quello che valiamo.Ovviamente, come donna mi sento davvero di ringraziare uomini come Zapatero e gli intellettuali spagnoli che non si nascondono dietro i pregiudizi, ma riconoscono che la violenza sulle donne è un grave problema e come tale va affrontato. Uomini che aprono gli occhi su una situazione allarmante che causa ogni anno centinaia di vittime e l'invalidità permanente di migliaia di donne. Questi sono i veri uomini, non quelli che relegano le donne al ruolo di velina, o peggio, la mettono al Governo.


11 Mag 2008
Ciudad Juarez: La capitale mondiale del femminicidio
 Messico: uccisa a Ciudad Juàrez con 60 pallottole la 32enne Berenice Garcia Corral, responsabile della sezione reati sessuali della polizia. Nella città messicana le donne vengono stuprate, torturate e uccise da almeno 14 anni: gli omicidi continuano ancora oggi. La donna era uno degli elementi migliori nell'indagine in corso sugli omicidi.

Secondo un resoconto diffuso dal ministero della giustizia di Chihuahua, gli aggressori armati di fucili ak-47 hanno bloccato la donna "mentre si trovava nel garage sparandole ripetutamente per un totale di almeno 60 pallottole".


Questa notizia mi ha scosso parecchio. Se un responsabile di un dipartimento che si occupa di reati sessuali viene massacrato, ciò significa quanto il Messico tiene a caro al femminicidio e alle violenze sulle donne e non tollera alcuna organizzazione che dia aiuto alle donne. Ciudad Juarez se non lo sapete è famosa per la grande maggioranza di violenze sulle donne. Addirittura i organizzano in vere e proprie bande per attuare spedizioni punitive sulle donne e bambine.

Fonte WIKIPEDIA

Ciudad Juárez è la città più pericolosa al mondo per le donne; la città è infatti teatro di numerosissimi omicidi che da oltre dieci anni interessano giovani donne. Il colpevole (o i colpevoli) agiscono seguendo lo stesso schema: rapimento, tortura, sevizie sessuali, mutilazioni, strangolamento. Nei quartieri più isolati e poveri vengono scoperti continuamente corpi di donne, adolescenti e bambine, nude, martoriate, sfigurate. Le autorità non riescono a individuare il vero colpevole, nonostante abbiano arrestato un uomo di nome Jesus Manuel Guardado Márquez, alias «El Tolteca»; come pure la banda di «Los Choferes», i cui componenti sono stati accusati di essere gli assassini. In realtà pare che queste persone non siano i veri colpevoli, infatti secondo le stime delle Nazioni Unite il tasso di impunità in Messico è quasi del 100%.

juarez-marchMa il Messico non è l'unico paese che registra violenze sulle donne, anche se non tocca quelle punte, ma i dati sono altrettanto sconcertanti.

“La violenza contro le donne tra i 15 e i 44 anni uccide quanto il cancro” ha scritto il Ministro della Salute Livia Turco nella presentazione del volume. “Il prezzo in termini di salute delle donne supera quello degli incidenti stradali e della malaria messi insieme”. In questo l’Italia - come in generale i paesi occidentali - non è indenne da quella che in alcuni paesi meno sviluppati è una vera piaga: secondo quanto è stato riportato a fine del 2006 dall’allora segretario generale dell’ONU Kofi Annan di fronte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a livello mondiale una donna su tre è stata picchiata o abusata sessualmente, e una su quattro ha subito violenza durante la gravidanza.

In italia la violenza domestica è completamente ignorata, come se fosse ancora compito della società mostrare un certo perbenismo dall'esterno. Tutte le notizie di cronaca ogni volta che una donna muore, ma anche una persona esterna dalla famiglia usano ancora l'epiteto della "famiglia per bene" . Situazione che se poi si va a vedere all'interno della famiglia è l'opposta: Perchè se una marito uccide una moglie incinta i mass media e il paese della vittima parlano di famiglia per bene?
Bisogna indivduare le cause che portano la nostra società occidentale a nascondere le violenze sulle donne quando compiute da un italiano o da un famigliare. I dati non sono una sciocchezza : ogni tre giorni una donna muore, e si configura come la prima causa di morte prima di incidenti e malattie.

La politica, che si dovrebbe occupare di questo, che è un vero e proprio allarme si limita a reati compiuti da un gruppo etnico facendo passare gli italiani come santi. Così si crea violenza su violenza, il tema della violenza sulle donne viene ancora una volta ignorato e nasce il razzismo. Il problema della violenza sulle donne è un fatto di origine sessista, quindi contro una persona che è diversa, e parlare di razzismo contro un gruppo etnico sembra come sparare a vuoto.

Inoltre, ancora in Italia per conto di una società cattolica si pensa la donna sia proprietà degli uomini di famiglia, interpretato da molti purtroppo come un modo per proteggere la vittima dall'esterno, quando poi il pericolo è in casa. E' proprio per questo senso di proprietà che ancora gli uomini sentono avere nei confronti delle donne, che è poi causa delle violenze in famiglia. Corpi, vite, scelte, figli che a causa di portare il congnome paterno diventano proprietà e diventano vittime di innumerevoli e vari tipi di violenza. Il tema della proprietà è ancora usato dalle istituzioni che per sensibilizzare un tema sessista evocano un altro tipo di sessismo, dove la violenza non è considerata un offesa alla vittima ma a chi possiede la donna . Inoltre i mass media che riflettono la società hanno l'opinione che la donna sia un oggetto di piacere sessuale.

Nel nostro paese sono 6 milioni di donne che hanno subito una violenza una volta nella vita. Poche donne riescono a denunciare, altre denunciano ma non ottengono nemmeno giustizia. Molte in tribunale vengono stuprate moralmente passando dalla parte del colpevole, molte altre  denunciano violenze in famiglia e non vengono ascoltate, finchè non vengono uccise. Fino al 1996 lo stupro era un reato contro la morale, le pene erano esigue e difficilmente a causa di quella legge una donna riusciva a dimostrare lo stupro, poichè era considerato un atto osceno in luogo pubblico e all'entrata della nuova legge alcune sentenze della Cassazione la svuotavano di efficiacia e di applicazione. Con quella legge vigente fino a 12 anni la donna non era nemmeno considerata una persona.

Fino all'81 il femminicidio era considerato legale (delitto d'onore) e solo da poco si parla timidamente delle violenze di genere, ma se ne parla troppo poco e con toni sbagliati e questo purtroppo non ci aiuta a sovvertirla, non ci aiuta a sdradicare una cultura che appartiene a noi e non ad un altro paese. Sono talmente pessimista che a volte penso che non ne parlino perchè non vogliono risolvere il problema, che è nella nostra cultura.

Leggete QUI per informazioni più precise su Ciudad Juarez (vi avviso che il racconto è molto crudo, leggerlo con attenzione).

10 Mag 2008
Il Ministero delle Pari Opportunità di Bellezza

Il Paese Delle Donne Online

L’amarezza che ha seguito gli ultimi risultiti elettorali viene oggi acuita dalla nomina di Ministre e Ministri, tra cui spicca il nome di Mara Carfagna alle Pari Opportunità, un’ex soubrette.

Se si scrive il suo nome su qualsiasi motore di ricerca si aprono pagine e pagine di foto che ritraggono la nostra Ministra per le Pari Opportunità senza veli. Un passato da valletta televisiva, un background fatto di pose da calendario, balletti osé e concorsi di bellezza.

Quale altro requisito le manca per poterci rappresentare? Chi meglio di lei può spendere con fervore le proprie competenze nel nome dei diritti delle donne? Cosa può apportare una ragazza-prodotto della tv-spazzatura alla vita di noi donne? Condizioni migliorative di trattamento per le lavoratrici madri condite da consigli estetici? La chiave per combattere i differenziali salariali sta forse nello sfoderare maggiore sex-appeal e non lo sapevamo.

Nessuna si aspettava nulla di positivo o di promettente dalla nomina della nuova Ministra per le Pari Opportunità. Certamente nessuna di noi aveva fiducia nella possibilità di sentirsi rappresentata da una delle ancelle di Silvio, ma forse nessuna si aspettava tanto. Nessuna credeva che oltre al danno avremmo subito anche la beffa: una Ministra che potrà battersi per garantire Pari Opportunità di partecipare a Miss Italia per tutte. Nessuna credeva che l’offesa dei nostri diritti sarebbe stata così grande.

In Italia non è mai esistito un Ministero per le Pari Opportunità realmente operativo per via della scarsa rilevanza data alle Pari Opportunità in tutte le passate legislature, per via della totale ininfluenza di un Ministero senza portafoglio. Fino ad oggi si è trattato di un Ministero quasi puramente simbolico, più che reale. Ma da ora il Ministero per le Pari Opportunità è un Ministero totalmente formale nel senso kantiano del termine. Nell’accezione di Forma in antitesi a Sostanza.

Il prototipo della donna oggetto per eccellenza, la ragazza-immagine, denudata per il soddisfacimento dell’occhio maschile è oggi la regina delle Pari Opportunità.

Quali Opportunità? Quella ad esempio di essere spogliata e palpata da un occhio maschile, quella di offrirsi nuda, annientare il proprio essere donna per piegarsi all’immaginario maschile di donna sexy, donna desiderabile, donna per lui, donna di lui.

Quale donna desidera le sue Pari Opportunità? Le sue Opportunità di non scelta? Il suo cristallizzarsi in una logica di schiavitù sessuale e di abnegazione della dignità di donna?


 Ho avuto un presagio del genere anche io :( Magari tra qualche anno le faranno andare in parlamento mezze nude.
10 Mag 2008
Rosa · 18 visite · 0 commenti
Categorie: Donne e mass media, Quote Rosa

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