Roma, 3 gen. (Apcom) - "L'autonomia riproduttiva delle donne è uno dei diritti umani fondamentali. Non si possono obbligare le donne ad avere figli o a portare avanti gravidanze indesiderate". Lo ha dichiarato oggi la pastora Letizia Tomassone, vicepresidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei). I protestanti italiani entrano così nel dibattito sull'aborto suscitata da Giuliano Ferrara.
"Un figlio, una figlia - prosegue la pastora protestante in un comunicato del Notiziario evangelico - sono iscritti nel desiderio della madre che disegna con la creatura concepita una relazione densa di significato e di vita. Quando questo non avviene, perché il concepimento è frutto di violenza o di frettolosa superficialità ed errore, la donna deve essere messa in grado di interrompere la gravidanza. Fino a quel momento sono infatti in gioco la responsabilità e la libertà che lei ha sviluppato nella sua vita. Per questo il senso di libertà individuale, che è riconosciuto e considerato oggi in Occidente come il fondamento del diritto civile, fa parte della costruzione della dignità femminile. La donna non è un puro contenitore di vita concepita altrove. E' un soggetto libero che crea relazione con questa vita. Negare che l'interruzione di gravidanza si inserisca in questo processo relazionale significa riportare le donne a un obbligo biologico che non ci appartiene più".
Per la pastora Tomassone "non è concepibile accomunare aborto e pena di morte", come invece proposto da Giuliano Ferrara: "Abolire la pena di morte significa riaprire le possibilità di relazioni umane per gli ex condannati. Riammetterli in quel circuito di comunicazioni in cui la vita non è pura biologia, ma capacità e libertà di decisione. Così anche leggi come la 194, che riconoscono la capacità e la libertà decisionale delle donne, affermano la centralità della relazione.In questa riapertura del dibattito sulla 194 una cosa sola è importante: che si fermi l'attenzione su una educazione libera e critica degli adolescenti e, in modo diverso, delle donne e uomini immigrati, sulla sessualità e sulla decisione di avere figli e figlie".
Roma, 3 gen. (Apcom) - "E' vergognoso e inaccettabile paragonare l'aborto alla pena di morte così come è inaccettabile qualsiasi attacco alle libertà femminili". Lo afferma in una nota Maria Luisa Boccia, senatrice del Prc.
Boccia ricorda che "con la legge 194, negli ultimi 30 anni in Italia, il numero degli aborti e la percentuale di mortalità femminile dovuta alla pratica clandestina, sono stati fortemente ridotti. Questa legge non si tocca e va anzi applicata pienamente - conclude la nota - perché garantisce alle donne, ricche e povere, uguale dignità, libertà e sicurezza".



























Sindicazione
13.08.08 @ 20:02:03
da LaPamy
ciao a tutti...scusate l'assenza. ciao andrea parlero' ...
11.08.08 @ 12:47:22
da rosa87
A proposito di concorsi, nel mio ...
10.08.08 @ 17:40:48
da andrea
A proposito di concorsi, nel mio ...
10.08.08 @ 17:39:47
da andrea