Ultimi Commenti

Chi c'é online?

Membro: 0
Visitatore: 1

Calendario

Marzo 2008
LunMarMerGioVenSabDom
 << <Lug 2008> >>
     12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31      

rss Sindicazione

HOME

Affissione degli articoli inviati il: 27.03.08

Il mio blog torna ad essere attivo a settembre. Se volete far parte della mailing list cliccate su registra. Un saluto. Rosa.




no alla violenza sulle donne
Sexy Shock un altro porno è possibile
di Cristina Petrucci (vedi articolo sulla Repubblica)

La pornografia è la teoria, lo stupro è la pratica», dicevano le femministe negli anni 60 e 70. Da allora, però, molte cose sono cambiate. L’americana Annie Sprinkle, pornostar e femminista, è stata la prima a suggerire e a mettere in pratica l’idea che la liberazione delle donne potesse passare anche attraverso l’industria dell’hardcore. La sua amica e collega Candida Royalle, poi, ha fatto anche di più, creando nel 1980 Femme Productions, la prima compagnia che produce film erotici creati da e per le donne. Ora il loro messaggio, “Fatti il tuo film porno”, sta ispirando tutta una nuova generazione di artiste e attiviste del “grrl power” in Usa ed Europa. A cominciare da due ragazze spagnole. Águeda Bañón e María la cui missione è andare in giro per il mondo a tenere workshop sulla pornografia e il femminismo.

Le “aspiranti pornostar” imparano tecniche e pose da ripetere poi di fronte a una telecamera. Nulla a che vedere con quello che si trova nei film porno classici, ma neanche in quelli cosiddetti alternativi come l’italiano Mucchio Selvaggio, diretto da Matteo Swaitz dove, al di là dell’ambientazione underground e della presenza dei rapper Club Dogo e Truceklan e della suicide girl Violetta Beauregarde, si vedono gli stereotipi maschilisti e le scene tipiche dei prodotti più commerciali.

Per fortuna, però, qualcosa di nuovo si sta muovendo anche nel nostro paese: «Abbiamo deciso di riappropriarci di pratiche erotiche e sessuali che di solito vengono considerate offensive o pesanti per le donne», racconta Elena, proprietaria di Betty & Books, il primo sex shop aperto in Italia da un collettivo femminista, il Sexi Shock, nato all’interno del centro sociale TPO di Bologna. «La decisione di vendere dei sex toys viene proprio da questo percorso. Ci siamo accorte che al collettivo venivano donne che ci chiedevano oggettistica di vario genere, da qui la decisione di aprire un negozio. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, non vengono ragazze o donne “alternative” ma proprio ragazze “normali”, soprattutto lesbiche giovanissime dai 18 ai 25 anni». Ai tradizionali sexy shop così poco invitanti, per non dire squallidi, si stanno dunque affiancando timidamente negozi “women friendly”, pensati appositamente per il pubblico del gentil sesso. Libri, giocattoli erotici, cataloghi d’arte, riviste internazionali, abbigliamento e accessori. Paradossalmente, vi si può trovare di tutto tranne i film porno: «Le nostre clienti ce li chiedono ma purtroppo il tipo di distribuzione che arriva in Italia è solo commerciale, da cui il porno al femminile è completamente escluso. Quindi non ne vendiamo perché non ci danno sufficienti garanzie contro lo sfruttamento delle ragazze o sull’uso dei preservativi».

Ancora una volta, la risposta è “Do It Yourself”: «A ottobre abbiamo inaugurato una serie di workshop chiamati ConSensuality per insegnare a giocare con gli oggetti che vendiamo e con la pornografia», ci spiega Elena. «La parola chiave è “safe sex”, sesso sicuro, sia per la prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili, ma soprattutto per scoprire quali sono le nostre reali fantasie e condividerle con il o la partner». Gli argomenti sono dei più vari, dal burlesque al bondage, dal fisting all’uso dei sex toys. L’idea è che qualsiasi fantasia sia legittima, a patto che vada di pari passo con la consensualità. «Per esempio, se si vuole fare del bondage (ovvero, l’arte di legare, nda), ci sono delle cose che bisogna sapere sulla circolazione sanguigna. Esplorando le fantasie relative all’atto di legare o essere legate, si lavora anche sul concetto di potere. Abbiamo dovuto fare un discorso lungo un’ora per spiegare che legare non è un gioco di potere e che c’è una netta separazione tra sadomaso, sessualità e bondage».

Tra tutte le insegnanti che hanno partecipato ai workshop, abbiamo incontrato Daniela Crocetti, un’italoamericana di 32 anni laureata in antropologia del corpo, queer performer, “mental masturbator” e che dal 1995 pratica fisting vaginale. A vederla così, con il faccino dolce e pulito e la voce appena percepibile, non diresti mai che si tratta dell’insegnante più richiesta.

continua nei commenti...

27 Mar 2008
I nuovi modelli femminili sempre più lontani dal mondo reale.

A proposito di donne e mass media, quale scrivo un immensità di articoli, parlando della donna-oggetto, la pornostar, la velina pronta a vendersi, ora vorrei spostarmi in un altro modello proposto dai nostri mass media sempre e comunque lontani dalla vera figura di donna, che ho trascurato.
L'anno scorso come sappiamo ci hanno fatto du palle quadre e tonde con Paris Hilton, l'ereditiera, conosciuta da questa poesia manzoniana: "Sei bella, sei famosa e ti sbavano dietro... Cosa puoi volere di più dalla vita?" , che fa sempre shopping, che spende un terno al lotto per comprarsi un paio di scarpe,che finisce in carcere, seguita da Britney Spears e infine Elisabetta Gregoraci. Quest'anno chi troviamo? proprio Carla Bruni. E' dappertutto, elogiata da giornali che incarnano in lei la donna perfetta solo perchè contrae un matrimonio con un uomo di potere e fa la bella vita, classico stereotipo sulle donne. Infatti non a caso, tralasciando le veline, la figura di donna che compare molto sui nostri mass media è la vip, nei rotocalchi, che parla del suo intervento al seno, del suo vestitino nuovo e del suo nuovo fidanzato/calciatore o Briatori vari.
Si parla di Carla in ogni tg, già giusto che in Italia ci disinformano, della sua bella vita, dei suoi abiti firmati, dei suoi sexy calendari e più ne ha più ne metta e continuo a chiedermi perchè la tv debba mostrare un modello di donna nullafacente, sposata con il miliardario, possibilmente amante della bella vita, quando poi le VERE donne sono quelle che si fanno un mazzo così per arrivare a fine mese, con la famiglia a carico, che pagano l'affitto e non certo spendono quanto un affitto per comprarsi una borsetta firmata, che lottano contro la precarietà e snobbate con la battuta di Berlusconi, che poi si ricollega a questo stereotipo della donna ereditera, viziata e frivola.
BASTA BOICOTTIAMO CARLA BRUNI.
27 Mar 2008
Rosa · 40 visite · 0 commenti
Categorie: Donne e mass media
..e chi gioca a mercificare il corpo delle donne
donne e mass mediaC'E' chi scrive "cerco un aiuto domestico". E invece vuole sesso in cambio di un tetto, una stanza. Perché desidera una ragazza che si muova per casa, che entri ogni tanto gli faccia compagnia. Una donna con la quale ridere davanti alla tv. "Offro a ragazza italiana o europea max 32 anni posto in camera doppia centro di Milano. Completamente gratis. Prestazioni saltuarie da concordare. Sono un professionista di 29 anni, sano e pulito".

Per avere quella ragazza si va su internet, ci si affida ad una bacheca virtuale, un portale di annunci. Si spera che dall'altra parte, davanti al computer, ci sia una studentessa, magari fuori sede, senza troppi soldi. Una disponibile. E la si trova. Perché se decine e decine sono i messaggi di maschi che cercano e che ogni giorno vengono pubblicati da portali conosciuti e rispettabili, parecchie sono le risposte delle ragazze.

"Ho bisogno di mini appartamento e persona discreta con cui condividere affitto in zona centrale. Sconto in cambio di sesso". Repubblicatv ha incontrato gli uomini che preferiscono la scorciatoia. Ha risposto ai loro inviti lanciati dai siti più comuni: Kijiji, Porta Portese, Bakeka. Da una mail è nata una telefonata. Poi un appuntamento al bar. Dopo diversi imbarazzi ecco l'appartamento, la stanza, il conteggio dei rapporti. "Quante volte al mese?". Dipende. Davanti ad una persona in carne ed ossa, gli uomini sembrano più impacciati. Sospettosi. Il video che testimonia gli incontri (girato con telecamera nascosta) è all'indirizzo web tv. repubblica. it. Qui vi raccontiamo come è nata e cresciuta questa inchiesta.

LO STUDENTE
Marco ha un altro nome. Ma viene davvero dall'Abruzzo, studia Giurisprudenza a Roma, ha 23 anni. Lui su internet è spavaldo. Da Bakeka. it annuncia: "Offro a studentessa una stanza doppia, costo 270 euro. Per il pagamento chiedo solo prestazioni sessuali". Rispondiamo al messaggio, ci manda una mail con il suo numero di cellulare. Telefoniamo. È mattina. Lui è a casa a studiare. "Vediamoci, così parliamo con calma". Sì, ma quante volte, non vorrei ci fossero equivoci. "Ora non so dirti, è meglio se ci incontriamo".

Ci troviamo in un bar sulla via Tuscolana, non lontano da Cinecittà. Marco si nasconde dietro agli occhiali neri. Ha l'aria un po' arrogante. Ordina il caffè, si siede. Alza le lenti. Racconta. "Ci sono dei miei amici che lo fanno, hanno delle ragazze in casa. Sono studentesse pure loro. Solo che facendo sesso risparmiano sull'affitto. Io sto in una camera grande. C'è un letto a una piazza e mezza. Se vuoi quello lo do a te, ne possiamo mettere uno più piccolo vicino. Ogni mese pago 270 euro, in casa c'è pure un coinquilino. Tu magari potresti trasferirti piano piano. Così non se ne accorge il proprietario". Non voglio diventare una fidanzata, cosa ti aspetti, due o tre volte al mese? "Non lo so, te l'ho detto. Ma non faccio beneficenza, all'annuncio hanno già risposto tre ragazze prima di te. Non voglio forzature".

Un caso isolato? No. "Non si può dire quanti siano gli universitari che alimentano questo mercato - dice Giulia Serventi Longhi, direttrice di Studenti Magazine - ma dal nostro sito Studenti. it abbiamo lanciato due forum per sapere se in ateneo c'è chi usa il corpo per fare soldi. Pensavamo ad una provocazione, ci hanno risposto in tantissimi. C'è chi ha l'amico gigolò, chi la compagna che fa la camgirl e si spoglia davanti alla webcam. Se non si hanno problemi di coscienza, l'affitto in cambio di sesso è una strada percorribile".

IL QUARANTENNE
In Francia a gennaio è stato pubblicato il romanzo-confessione Mes chères études ("I miei cari studi") della ventenne Laura D. Senza falsi pudori la giovane parla delle sue esperienze di studentessa costretta a prostituirsi, via internet, per pagare le tasse universitarie. Il quotidiano "Le Figaro" si è occupato di sesso in facoltà: citando uno studio del sindacato Sud etudiantes del 2006 ha registrato che 40mila giovani tra i 19 ed i 25 anni erano pronti a concedersi per pagare rette e affitti. E un altro giornale, "Liberation", si è interessato al fenomeno del "sesso per un tetto": pagamenti in natura in cambio di una stanza o un appartamento.

Notizie che hanno colpito un inserzionista napoletano di 45 anni. Su Vivastreet. it ha pubblicato questo messaggio: "Annuncio serio. Come a Parigi. Offro gratuitamente una stanza arredata indipendente con bagno in palazzo signorile zona Vomero a studentessa universitaria. In cambio di due prestazioni sessuali mensili". Non siamo arrivati all'incontro. Il signore aveva già trovato compagnia.

Sentite qui: neanche fossimo cagnolini...

L'UFFICIALE DELLA FINANZA
Lui ha 30 anni. Una casa grande. Intorno troppo silenzio, Arriva in anticipo in un bar sulla via Prenestina, a Roma. Vuole spiegare. "L'appartamento me l'ero venduto, adesso però lo sto ricomprando. Vorrei qualcuno con cui ridere se vedo un film comico, una persona con la quale scambiare due parole. Questa cosa del sesso sì, l'ho scritta. Ma adesso non so quantificare. Tu come fai? Quattro volte al mese che vuol dire? Conosciamoci, proviamo a capire di più. Non ti sto chiedendo di fare le pulizie. L'importante è avere in casa una persona fidata. Una che se lasci un braccialetto non te lo fa sparire".

Tra i vialetti dell'università "La Sapienza" nessuno si scandalizza. Entriamo in diverse facoltà, spieghiamo dell'inchiesta. Non si sorprendono. Molti studenti dicono che "non si fa per necessità, ma per avere una vita più facile". Però non vogliono giudicare. "Ne ho sentite parecchie di queste storie. Ognuno è libero. L'importante è non essere sfruttati".


E poi dicono che sono le donne in prima persona a mercificarsi..meditate gente meditate...
27 Mar 2008
Miss Bimbo, il videogioco che gioca con la libertà, la salute e il futuro delle bambine...
missbimbo13
C'è in gran Bretagna un gioco,
MissBimbo, che incoraggia giovani bambine tra i 9 e i 16 anni a a considerare come normale la chirurgia plastica e le diete estreme, supportate da pillole dimagranti, per cercare la perfezione fisica. Questo, giustamente sta raccogliendo un sacco di polemiche, da genitori a medici e psicologi, passando per organizzazioni di persone affetti di anoresisa e bulimia. In un solo mese dall’apertura del sito, si sono iscritte 200.000 ragazzine dai 9 ai 16 anni, le quali si trovano catapultate in un gioco alle prese con dieta, guardaroba, palestra e shopping. La competizione consiste nel creare il personaggio più cool, ricco e famoso; tra le armi concesse: pillole e chirurgia plastica, biancheria sexy e nightclub.

Secondo l'opinione degli esperti si tratta di un gioco che induce all' anoressia e la bulimia. La registrazione è gratis ma per perfezionere il personaggio bisogna pagare per sms. E’  facilissimo bypassare l’informativa al genitore, registrandosi al loro indirizzo, poichè il target è tra i 9 e i 16 anni. il personaggio non rispecchia esattamente l’immagine della ragazzina giovane a cui il gioco si rivolge, poichè è raffigurata sottoforma di donna più adulta. il primo messaggio, appena iscritti, riguarda la necessità di perdere peso, come primissimo obiettivo. Se non trovate che sia abbastanza diseducativo, basterà procedere oltre e scoprire come raggiungere il peso ideale in minor tempo possibile: comprando delle pillole dimagranti.

C'è un negozietto per poter comprare pillole dimagranti e un altro per acquistare biancheria sexy per vestire il personaggio, naturalmente abbigliamento poco adatto rispetto al pubblico cui si rivolge.

Tra gli obiettivi del gioco, ritengo importante citarne alcuni:

  • Livello 7 dopo aver rotto con il tuo ragazzo,hai mangiato troppo. E’ giunto il momento della dieta…Il tuo obiettivo sarà “meno di 132 libbre”
  • Livello 9: E’ ora di una operazione estetica al viso. Hai trovato lavoro come modella per taglie “abbondanti”. Per acquistare queste curve, dovrai acquistare peso e arrivare a più di 154 libbre.
  • Livello 11: grosse è meglio! E’ ora di rifarsi il seno! (a una bambina di 9 anni!!!)
  • Livello 17: c’è un ultra milionario in vacanza…Devi conquistare il suo sguardo e il suo amore!

Vergognoso come questo gioco insegna e già scandaloso il fatto di essere rivolto a giovani ragazze poichè facilmente corrompibili a causa della consapevolezza del proprio corpo e dei suoi cambiamenti, compreso del ruolo sociale (tattica studiata a tavolino non c'è che dire!), Vogliamo proprio costruire una società di ragazzine con preoccupazioni di essere magre belle o valere solo per un corpo o per contrattare un matrimonio con un milionario e o una società di donne libere di autodeterminarsi? Qui vedo che si opta per la prima, che è evidente favoreggiamento alla pedofilia, alla misoginia di creare donne oggetto o adirittura favorire il femminicidio attraverso l'anoressia, bulimia sottoforma di un gioco che gioca con la vita dei bambini. Ricordatevi che questa società è molto pericolosa e che noi donne dobbiamo agire con la nostra testa senza bisogno di farci creare dalla società maschile un modello frivolo autodistruttivo alla quale dobbiamo aderire, perchè è questo che i mass media stanno facendo ogni giorno, purtroppo, ricordiamoci che non ci ha creato l'uomo, cioè  non siamo strumenti che esistiamo solo perchè esiste l'uomo, come ci ha fatto credere per secoli che la nostra esistenza fosse legata solo a scopo ornamentale e per i piaceri maschili.  E poi eravamo solo  noi il paese delle veline e donne oggetto, cara inghilterra!
27 Mar 2008
Premiare chi compie femminicidio?
Pare che Alberto Stasi si sia laureato con 110 e lode alla facoltà di economia dopo averlo scarcerato per aver ucciso la fidanzata, Chiara Poggi. Alberto Stasi, unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, si e' laureato con 110 e lode all'universita' Bocconi di Milano. Stamane, nella sede distaccata di viale Isonzo, ha discusso la tesi 'Profili tecnici normativi sulla tassazione delle imprese di assicurazione'. Una tesi che gli e' valsa il massimo dei voti. Alberto, in giacca e cravatta, ha lasciato l'universita' a bordo di un'auto, insieme ai genitori. Inutile il tentativo dei cronisti di strappargli una dichiarazione. Adesso cosa arriveremo a fare? legalizzare il femminicidio? la violenza sulle donne? proporre agli studenti che violentare e uccidere una donna puo far si che ottengano una media di 110 e lode?
Da notare il titolo: anche i giornalisti premiano chi uccide le fidanzate "Omicidio Garlasco, Stasi si laurea...pazzesco, tra un po ripristineranno il delitto d'onore?
I media e la società è evidente che stanno dando un modello sbagliato, in un clima di totale emrgenza per donne uccise e torturate in ogni modo in questo dannato paese che vengono premiati in nome di una famiglia patriarcale cui la vita e il corpo della donna valgono zero. (come quello che leggete cliccando sullo sfondo celeste del banner della mia petizione a sostegno di IDA)  Che inventareanno di questo passo il premio Nobel per il femminicidio? perchè se si ce ne sarebbero tanti da " incoronare".

FIRMA PER SOLIDARIETà AD IDA Firma!


27 Mar 2008
Rosa · 70 visite · 8 commenti
Categorie: Violenze di genere, Attacchi

1, 2  Pagina Successiva