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Affissione degli articoli inviati il: 20.02.08

no alla violenza sulle donne

Avviso: Il blog resterà momentaneamente inattivo finchè il malfunzionamento non sarà risolto. Mi scuso profondamente con gli utenti per il disagio. Saluti da Rosa.

Livorno-Blitz Donne in consiglio comunale.

Domenica scorsa i giornali pubblicizzano l’iniziativa promossa dal Circolo di Azione Giovani di Livorno, presieduto dal consigliere comunale di Alleanza Nazionale, Carlo Ghiozzi: una petizione popolare affinché si apra una "chiara e aperta verifica critica sulla Legge 194 e l'invito a ostacolare la pratica dell'interruzione della gravidanza e firmare presso il Comune di Livorno, al primo piano di Palazzo Vecchio, nella stanza numero 142.

Oggi, 40 donne, appartenenti al collettivo c-attive, ha effettuato un blitz in Comune in occasione del Consiglio Comunale, disponendosi di fronte all'ingresso.Le manifestanti
"Bene - commentano le manifestanti - ci auguriamo che lo stesso Sindaco chiarisca con la città che cosa sia successo e come sia potuto succedere che Ghiozzi si sia permesso di fare un proclama del genere.  Perchè da tutte le facce che abbiamo intercettato nell'antisala consiliare, tutti cadevano dal pero. Se non ci fosse stato il nostro intervento oggi, di sicuro la petizione sarebbe continuata visto che l'articolo di invito a firmare è uscito sulla stampa domenica scorsa e già lunedì mattina era possibile fare le firme. Ci siamo andate noi a controllare lunedì mattina, anche se non abbiamo trovato nessuno che volesse firmare".

"La nostra presenza oggi è simbolica - spiegano le donne - e di denuncia aperta a tutta la popolazione di Livorno nei confronti di chi si arroga il diritto di chiedere una firma per decidere sui e dei corpi delle donne. Ripudiamo questa cultura omofoba e maschilista che propugna un’idea di donna-contenitore, incubatrice senza il diritto di poter scegliere sul proprio corpo. Denunciamo il clima da fondamentalismo cattolico che si è scatenato nel nostro paese e che anche nella nostra città sta cercando i tizzoni da accendere per una nuova inquisizione. Rifiutiamo di accettare che in una stanza del Comune della nostra città, si renda possibile una raccolta di firme contro la salute delle donne e contro la laicità delle istituzioni".

"Ci siamo presentate dapprima di fronte alla fatidica porta 142, sede di Forza Italia, gentilmente prestata al consigliere di Alleanza Nazionale Ghiozzi, dove si raccolgono le firme per questa fantomatica petizione contro l'aborto. La stanza era ben chiusa a chiave, abbiamo lasciato prezzemolo e volantini a ricordo di quale piega sia stata l'aborto clandestino. Proprio di oggi è la notizia di una ragazza cinese di Prato in fin di vita per non essersi affidata alle strutture sanitarie, ed i motivi per cui non lo ha fatto sono facilmente comprensibili."

Le manifestanti si sono  disposte di fronte all'ingresso della sala consiliare aspettando l'arrivo del Sindaco Cosimi per chiedergli di conto di questa iniziativa,non lecita non solo da un punto di vista etico e morale ma anche da una punto di vista di regolamenti comunali . Il Sindaco, appena arrivato, ha accolto la loro denuncia e ha tenuto a rassicurare che la faccenda già risolta. Ovvero che questa petizione non si farà, almeno dentro il Comune.

Come si fa a non sospettare che il periodico rigurgito "sulla 194", si chiedono le manifestanti, non sia in realtà il solito espediente per ricordare a tutte che la nostra è una libertà condizionata? "La verità è che le richieste di modifica della 194 prescindono dalle statistiche e dalla stessa realtà: l'aborto tra le italiane è in costante diminuzione, la natalità è aumentata, sono costrette a ricorrere all'aborto soprattutto le donne straniere che non possono liberamente accedere alla contraccezione. La legge sull’interruzione di gravidanza non si mette ai voti, non si raccolgono firme: non si discute. Per tutte le donne che sono morte per gli aborti clandestini, per le donne che hanno dovuto subire la violazione dei propri corpi e non hanno potuto scegliere. L’aborto è un diritto. E i diritti non si mettono in discussione. E’ necessario discutere del perché in un paese ormai solo formalmente laico possa accadere quello che è successo a Silvana a Napoli. Del perché non si parli mai abbastanza di contraccezione. Del perché l’attacco l’autodeterminazione delle donne è più che mai feroce".

20 Feb 2008
Il potere in Italia non è roba per femminucce

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Premetto che sono allibita per il clima contro le donne che si riversa ancora nonostante siamo nel terzo millennio nel nostro paese. L'Italia non è per niente un Paese che lascia spazio all'altra metà del cielo. E' una vera anomalia, che nonostante una donna si faccia largo nel campo minato della politica o un posto di rilievo nella società, per minato intendo insomma ancora troppo difficile per la donna forse anche a causa di questi pregiudizi che ancora esistono e vengono difesi benissimo nella nostra italia.
La bindi viene attaccata alla sua avvenenza, i nostri politici pensano ancora che una donna per raggiungere il potere deve essere brava il doppio di un uomo, se è bella, apriti cielo finisce in rotocalchi dove parlano delle proprie minigonne e reggicalze e propri dei capelli rossi, usati per provocare e ottenere voti, per non parlare della convinzione che ancora si ha della donna in carriera che ha usato mezzi fisici per arrivarci. In italia le donne sono discriminate anche nel lavoro e scarseggiano perchè si licenziano appena sono diventate mamme oppure non assunte proprio per questo o per il fatto di essere donne, gli stipendi sono bassi circa di un terzo a parità di lavoro, ignorando poi il lavoro odmestico che abbiamo alle spalle non retribuito, e l'unico privilegio che ci resta è un età pensionabile di 60 anni, contestato ovviamente anche questo. Molte donne fanno fatica a ottenere un posto di lavoro per colpa di porci che le chiedono prestazioni sessuali in cambio di lavoro. Su questo dobbiamo risponderci e capire perchè in italia si attaccano le donne, attacchi alla 194 e rappresentazione della donna in tv a parte, che poi sono la soluzione a questo. Che sarà perchè in Italia donna=oggetto?
 
Ultime news: questo si è anche dimostrato con la richiesta di candidatura della velina con i grandi meloni (finti) Aida Yespica, pazzesco, si sbarra la strada a molte donne in gamba per far candidare e strumentalizzare una donna per aumentare i voti ad un partito. la politica è roba da uomini, porci. La strumentalizzazione delle donne in Italia non ha limiti. Dalla strumentalizzazione attuata dalla destra per quanti riguarda la 194 alle veline, gli uomini (non solo in politica) in Italia riservano un trattamento alla donna peggio di un oggetto. Vi ricordate Cicciolina? Ricordatevi di firmare la petizione contro la mercificazione della donna nei mass media (guarda i banner)

20 Feb 2008