Ultimi Commenti

Chi c'é online?

Membro: 0
Visitatori: 3

Calendario

Marzo 2008
LunMarMerGioVenSabDom
 << <Lug 2008> >>
     12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31      

rss Sindicazione

HOME

Affissione degli articoli inviati il: 18.03.08

Il mio blog torna ad essere attivo a settembre. Se volete far parte della mailing list cliccate su registra. Un saluto. Rosa.




no alla violenza sulle donne
Ferrara: guerra alle donne? e noi lo denunciamo!

FLAVIA AMABILE

E se ora le femministe denunciassero Giuliano Ferrara?
Dopo l’ennesima accusa di omicidio lanciata in pubblico in pieno comizio elettorale dell'8 marzo il circolo Donna Proletaria di Milano e Mujeres Libres di Torino sono passati all'azione. Ieri pomeriggio c'è stato un lungo incontro con il penalista milanese Sami Behare e fra una decina di giorni sarà pronta una denuncia pubblica contro il direttore de 'Il Foglio'. I capi di accusa saranno vari: dalla diffamazione alla calunnia, fino alla molestia.

Finora ci ha denunciate sempre lui senza una giusta causa e nessuno nemmeno in politica ha preso nota di questo e delle violenze che lui affiancandosi alle forze dell'ordine stanno attuando contro le donne.

'Se una donna si alza al mattino e la prima cosa che vede in televisione è Giuliano Ferrara che le da’ dell’assassina è chiaro che ne riceve un danno e quindi una molestia', spiega Emma Pinna del circolo Donna Proletaria. Le donne si sentono molestate, dunque, ma anche calunniate e diffamate 'perché in nessun articolo del Codice penale l'aborto è un reato'. E invece Ferrara 'disorienta pubblicamente le donne nelle loro opinioni sulla maternità, attraverso la diffamazione, calunnie e molestie a mezzo stampa e mezzi mediatici, tramite la diffusione di notizie false (omicidi perfetti) resa ancor più grave dalla sua posizione di giornalista'. L'accusa di molestie - hanno spiegato le femministe - è giustificata dal fatto di sentirci chiamare "assassine" tutti i giorni. Consideriamo questo fatto una aggressione ingiustificata a un diritto acquisìto  di cui andiamo fiere e che siamo  pronte a difendere come leonesse che vedono i loro cuccioli in pericolo.  

 L’avvocato delle femministe è un duro, nel 1999 ha messo in ginocchio il sistema bancario italiano per il loro vizio di ricalcolare gli interessi sui conti correnti. 'Ferrara avrà decine di legali, ma io non ho paura di lui'. Anzi. Nella denuncia vorrebbe inserire anche il reato di procurato allarme 'perché con la sua campagna e le sue provocazioni sta allarmando l’intera popolazione femminile italiana'. E poi al tutto aggiungerà una sostanziosa richiesta di risarcimento danni. 

'Denunciamo Ferrara!' è da ieri un appello che sta circolando fra i collettivi femministi di tutt'Italia. Una lettera aperta che si conclude così: 'Oltre alla denuncia penale, vogliamo costituirci come femministe parte lesa e chiedere i danni. APPOGGIATECI TUTTE!' I link sono sui nomi dei due circoli. Chi volesse appoggiarle, sa dove trovarle. 
Le femministe - che hanno già lanciato una raccolta di firme a sostegno della loro iniziativa - si costituiranno inoltre parte civile con l'obbiettivo di ottenere un sostanzioso risarcimento danni. Scendere in piazza a urlare la propria rabbia contro i partiti che approvarono la legge 194 e adesso si mostrano tiepidi nella sua difesa è la strada più breve per liberarsi del marciume che ci sta travolgendo come la spazzatura. Riprendere la politica nelle proprie mani, per tornare ad essere protagonisti della propria vita è la formula vincente per invertire la deriva clericale imboccata dal nostro Paese nell'ultimo decennio. 

Ancora una volta saranno le donne a decretare ufficialmente che il sistema di oppressione e sfruttamento che ci hanno imposto è arrivato al capolinea e che è tempo di realizzare quel cambiamento radicale che la società civile non si è mai stancata di invocare.

Vignetta 'Ferrara e l'uso dei feti' - Copyright Blog 'Diritto di cronaca'


Ci siamo già accorte di quanto è maschilista questo paese che preferisce ascoltare un uomo, che parla di una cosa che non gli appartiene, come se noi parlassimo di prostata (immagino, si sarebbe sollevato il finimondo) e mette a tacere le donne, che difendono la propria libertà sessuale.


18 Mar 2008
le interviste ai cittadini


Padova, domenica 16 donne contro Ferrara, interviste ad alcuni manifestanti e scontri con quei fascistoni delle forze dell'ordine.

18 Mar 2008
l’assassino non bussa alla porta, ha le chiavi di casa!I delitti nelle sacre famiglie
I delitti perfetti nelle famiglie (im)perfette.


Volantino del Sommovimento femminista_Perugia


LA “SACRA FAMIGLIA” UCCIDE…“


…più della criminalità organizzata e comune. Il 31,7% delle uccisioni avvengono tra le mura domestiche, più del 68% delle vittime sono donne e il carnefice un familiare maschio o comunque un uomo che aveva rapporti con la vittima in 9 casi su 10 (marito, padre, fidanzato, fratello, vicino di casa ecc.). Il rischio più alto è per le inoccupate, tra i 25 ed i 54 anni…” (dal Corriere dell’Umbria di martedì, 11 marzo 2008)


Perugia, 25 maggio 2007.La “sacra famiglia” miete un’ altra vittima,Barbara Cicioni, presa a pugni in testa e poi soffocata quando era nel letto, incapace di difendersi per la gravidanza avanzata e il diabete.

Il marito, Roberto Spaccino, ammette di averla picchiata, ma nega di averla assassinata: “Mia moglie era incinta, non l’avrei mai uccisa”…


Ancora una volta l’assassino non bussa alla porta, ha le chiavi di casa!


Barbara Cicioni si è spenta il 25 maggio 2007, ma il suo assassinio era una morte annunciata, fatta di ingiurie quotidiane, percosse, violenze psicologiche nel corso dell’intera vita matrimoniale, con i figli piccoli costretti ad assistere ai continui soprusi e maltrattamenti nei confronti della donna da parte del marito e, a loro volta, minacciati di morte. A queste continue violenze, Barbara aveva  reagito, aveva denunciato il marito e per un po’ era riuscita ad allontanarlo, ma poi ha continuato a subirlo perché “la famiglia deve restare unita” e in nome di questa “sacra famiglia” è stata uccisa. Già, perché l’uxoricidio è un reato, ma non il femminicidio e il valore della vita di una donna si misura in funzione del suo ruolo di “incubatrice”, moglie, madre al servizio del focolare domestico, sempre più spesso testimone passiva di violenze e abusi sessuali anche sulle proprie figlie/i.

La ‘strage’ quotidiana fatta di stupri e uccisioni contro le donne si consuma nella maggioranza dei casi in famiglia e ha fatto anche lunedì, 10 marzo, tre vittime a Taranto. Una donna e due figlie uccise a colpi di martello, non da uno sconosciuto per strada, possibilmente immigrato, ma dal capofamiglia. Un insospettabile professionista, una persona “per bene” di una famiglia “per bene e normale”, un chirurgo accusato di molestie sessuali nei confronti di una sua paziente, che ha voluto barbaramente punire le SUE donne per aver manifestato l’intenzione di separarsi da lui dopo una vita di litigi.
Ma in questo sistema sociale più le donne vengono violentate e uccise in famiglia e più la famiglia viene esaltata dai vari Ratzinger, Ruini, Casini, ecc., alimentando a livello di massa una ideologia maschilista e patriarcale in cui l’uomo consideri normale che la moglie, i figli siano sua proprietà e in cui non è ammissibile che la donna possa lasciarlo e autodeterminarsi, in cui la famiglia deve apparire all’esterno per bene e normale mentre cova al suo interno le peggiori brutalità. E’ in questo sistema sociale, che della violenza eterosessista si alimenta e produce, che si va rafforzando la politica della centralità della famiglia (fino al family day), del ruolo subordinato della donna in un clima da moderno medioevo, negando, di fatto, il diritto all’aborto, all’autodeterminazione ecc.. Se alle donne vengono negati i diritti basilari di decidere della propria vita, se la legge di uno Stato considera la sua vita meno di un embrione, è o no un’ inevitabile e logica conseguenza la ripresa del peggiore maschilismo nei rapporti uomo donna? E’ evidente il nesso tra questa condizione delle donne e le uccisioni, le violenze sessuali. E’ questo stesso sistema sociale che genera violenza, che rinchiude le donne dentro le mura domestiche, dentro i loro mattatoi, che nega loro l’emancipazione per la mancanza di un reddito, che nega loro spazi di socialità dove potersi confrontare e aiutare, che offre loro una città blindata e desertificata, che alimenta paura e solitudine attraverso misure di controllo e securitarie di stampo fascista e razzista, senza dare alcuna risposta al bisogno diffuso e capillare di sicurezza sociale. Queste misure hanno un effetto diretto di incoraggiamento delle violenze sessuali a tutti i livelli: creano un clima oscurantista e di sopraffazione, creano città “sotto controllo” invivibili, in cui sono bandite, addirittura criminalizzate le normali libertà, la socialità tra i giovani, le donne, le persone.

C’è un rapporto diretto tra aumento delle misure di “sicurezza” e l’aumento degli stupri e dei femminicidi, tra la violenza dello Stato e quella della società.

BASTA VIOLENZA SULLE DONNE!

Nel nome di tutte le donne stuprate, uccise, oppresse, contro questa guerra di bassa intensità contro le donne rispondiamo con rabbia e determinazione

Martedì 18 marzo, ore 9.00, Presidio davanti al tribunale di Perugia, Piazza Matteotti, per l’udienza preliminare per il femminicidio di Barbara Cicioni

Sommovimento femminista_Perugia

18 Mar 2008