
Una carrellata su alcune donne candidate alle elezioni: chi sono, cosa fanno, cosa faranno se saranno elette
Ci sono politiche dalla lunga esperienza e giovanissime che si affacciano per la prima volta nel mondo della politica, ci sono filosofe, medici e farmaciste, single e con famiglia, insomma donne con esperienze eterogenee e visioni della vita diverse.
Facciamo conoscenza con alcune di loro, teniamoci aggiornati sulle loro ultime dichiarazioni su stampa e blog e soprattutto su cosa pensa il popolo del web e il mondo dell'informazione.
Anche in Italia ci sono due donne candidate nelle proprie liste per diventare premier del Paese. Sono Flavia D'Angeli e Daniela Santanchè. Chi sono e cosa sostengono per arrivare al vertice della carica di Governo.
Daniela Santanchè per La Destra-Fiamma Tricolore
Un programma che punta sull'ordine sociale quello proposto da Daniela Santanchè, candidata premier per La Destra-Fiamma Tricolore. Al centro del programma, una famiglia il più possibile rispettosa dei valori. Il che implica conseguenze quali una ferma opposizione a formule tipo Dico o Pacs o la revisione della Legge 194 "in nome della sacralità della vita". Sono in disaccordo con la Santanchè, per il fatto che trovo insensato che una donna si batta per revisionare la 194.
Fra le proposte dedicate alle donne, quella per le quote rosa, con una maggior presenza di donne auspicata, oltre che in politica, anche nel mondo del lavoro.
Daniela Santanchè, 47 anni, ha un passato da imprenditrice. Nel 1995 è entrata in Alleanza Nazionale, dopo essere stata collaboratrice dell'Onorevole Ignazio La Russa. Dopo vari incarichi nelle amministrazioni locali, nel 2005 è al centro dei riflettori per la polemica relativa al gesto del dito medio rivolto ai giovani che contestavano la riforma Moratti. Suscita ulteriori polemiche per la proposta di una "porno-tax", un'imposta per chi fruisce di materiale inerente alla pornografia.
Viene nominata relatrice della Legge Finanziaria, prima donna nella storia della Repubblica Italiana a ricoprire questo ruolo. Nel 2006 viene rieletta alla Camera dei Deputati nella lista di AN, nel collegio di Milano. Quello stesso anno viene aggredita verbalmente dall'imam di Segrate in una trasmissione per una discussione sul velo e di conseguenza le viene assegnata la scorta. Nel 2007 si dimette da Alleanza Nazionale per entrare nel partito di Francesco Storace, La Destra, immediatamente nominata Portavoce Nazionale e proposta poi come Premier per le prossime elezioni.
Flavia D'Angeli per Sinistra Critica
Un programma incentrato sui diritti dei lavoratori, invece, quello dell'altra candidata, giovanissima, militante femminista, esponente della sinistra, Flavia D'Angeli, che ha 34 anni e avanza proposte totalmente opposte rispetto a quelle della Santanchè. Un’altra sinistra, anticapitalista, ecologista, femminista, all’opposizione delle destre ma anche del Pd. Questo il programma con cui si propongono gli esponenti di Sinistra Critica, il partito della D'Angeli. E' lei che conia lo slogan "Perché no? La sinistra che fa quello che dice". Insegnante precaria (italiano, storia e geografia).
Non sono mancate tuttavia dure polemiche: le donne del Pd hanno fatto notare, al di là del dato numerico delle quote di candidate, una forte presenza femminile nelle parti inferiori delle liste, insomma in posizioni ineleggibili, ecco perchè ci troviamo sempre con poche donne in parlamento, la cultura maschilista non viene solo dai cittadini, che non conoscono così l'esistenza di candidate nelle liste, ma direttamente dalla politica, a parte dei preconcetti che invadono le menti degli italiani sulla figura donna in politica associata all'avvenenza o la non avvenenza, motivando preconcetti che sono presenti nella nostra società il quale si crede che le donne siano poco portate alla politica e che la politica sia maschio. Infatti, il leader del Pdl Berlusconi commenta che il nostro Paese non è ancora pronto per presentare liste nelle quali il 50% sono donne, ma si può solo arrivare al 30%, anche perché "le donne che hanno famiglia con tre figli non possono certo darsi alla politica”, una certa credenza che ancora fa del ruolo della donna quello tradizionale di casalinga o la donna di spettacolo come l'epiteto di "sciampiste" alle allusioni all’aspetto fisico e al vantaggio (l'unico??) che questo avrebbe arrecato nell’essere scelta come candidata, come la proposta di candidatura ad alcune veline,(sempre da parte del PDL) per non parlare di accuse più o meno fondate di nepotismo, riservate soprattutto alle donne e raramente agli uomini in lista, da entrambe le parti questi riferimenti “di genere”; riconducibili a una certa sotterranea misoginia.

Una carrellata su alcune donne candidate alle elezioni: chi sono, cosa fanno, cosa faranno se saranno elette
Ci sono politiche dalla lunga esperienza e giovanissime che si affacciano per la prima volta nel mondo della politica, ci sono filosofe, medici e farmaciste, single e con famiglia, insomma donne con esperienze eterogenee e visioni della vita diverse.Facciamo conoscenza con alcune di loro, teniamoci aggiornati sulle loro ultime dichiarazioni su stampa e blog e soprattutto su cosa pensa il popolo del web e il mondo dell'informazione.
Anche in Italia ci sono due donne candidate nelle proprie liste per diventare premier del Paese. Sono Flavia D'Angeli e Daniela Santanchè. Chi sono e cosa sostengono per arrivare al vertice della carica di Governo.
Daniela Santanchè per La Destra-Fiamma Tricolore
Un programma che punta sull'ordine sociale quello proposto da Daniela Santanchè, candidata premier per La Destra-Fiamma Tricolore. Al centro del programma, una famiglia il più possibile rispettosa dei valori. Il che implica conseguenze quali una ferma opposizione a formule tipo Dico o Pacs o la revisione della Legge 194 "in nome della sacralità della vita". Sono in disaccordo con la Santanchè, per il fatto che trovo insensato che una donna si batta per revisionare la 194.
Fra le proposte dedicate alle donne, quella per le quote rosa, con una maggior presenza di donne auspicata, oltre che in politica, anche nel mondo del lavoro.
Daniela Santanchè, 47 anni, ha un passato da imprenditrice. Nel 1995 è entrata in Alleanza Nazionale, dopo essere stata collaboratrice dell'Onorevole Ignazio La Russa. Dopo vari incarichi nelle amministrazioni locali, nel 2005 è al centro dei riflettori per la polemica relativa al gesto del dito medio rivolto ai giovani che contestavano la riforma Moratti. Suscita ulteriori polemiche per la proposta di una "porno-tax", un'imposta per chi fruisce di materiale inerente alla pornografia.
Viene nominata relatrice della Legge Finanziaria, prima donna nella storia della Repubblica Italiana a ricoprire questo ruolo. Nel 2006 viene rieletta alla Camera dei Deputati nella lista di AN, nel collegio di Milano. Quello stesso anno viene aggredita verbalmente dall'imam di Segrate in una trasmissione per una discussione sul velo e di conseguenza le viene assegnata la scorta. Nel 2007 si dimette da Alleanza Nazionale per entrare nel partito di Francesco Storace, La Destra, immediatamente nominata Portavoce Nazionale e proposta poi come Premier per le prossime elezioni.
Flavia D'Angeli per Sinistra Critica
Un programma incentrato sui diritti dei lavoratori, invece, quello dell'altra candidata, giovanissima, militante femminista, esponente della sinistra, Flavia D'Angeli, che ha 34 anni e avanza proposte totalmente opposte rispetto a quelle della Santanchè. Un’altra sinistra, anticapitalista, ecologista, femminista, all’opposizione delle destre ma anche del Pd. Questo il programma con cui si propongono gli esponenti di Sinistra Critica, il partito della D'Angeli. E' lei che conia lo slogan "Perché no? La sinistra che fa quello che dice". Insegnante precaria (italiano, storia e geografia).
Non sono mancate tuttavia dure polemiche: le donne del Pd hanno fatto notare, al di là del dato numerico delle quote di candidate, una forte presenza femminile nelle parti inferiori delle liste, insomma in posizioni ineleggibili, ecco perchè ci troviamo sempre con poche donne in parlamento, la cultura maschilista non viene solo dai cittadini, che non conoscono così l'esistenza di candidate nelle liste, ma direttamente dalla politica, a parte dei preconcetti che invadono le menti degli italiani sulla figura donna in politica associata all'avvenenza o la non avvenenza, motivando preconcetti che sono presenti nella nostra società il quale si crede che le donne siano poco portate alla politica e che la politica sia maschio. Infatti, il leader del Pdl Berlusconi commenta che il nostro Paese non è ancora pronto per presentare liste nelle quali il 50% sono donne, ma si può solo arrivare al 30%, anche perché "le donne che hanno famiglia con tre figli non possono certo darsi alla politica”, una certa credenza che ancora fa del ruolo della donna quello tradizionale di casalinga o la donna di spettacolo come l'epiteto di "sciampiste" alle allusioni all’aspetto fisico e al vantaggio (l'unico??) che questo avrebbe arrecato nell’essere scelta come candidata, come la proposta di candidatura ad alcune veline,(sempre da parte del PDL) per non parlare di accuse più o meno fondate di nepotismo, riservate soprattutto alle donne e raramente agli uomini in lista, da entrambe le parti questi riferimenti “di genere”; riconducibili a una certa sotterranea misoginia.



























Sindicazione
16.07.08 @ 10:56:17
da Rosa
Ho seguito tutto il discorso di ...
16.07.08 @ 08:49:15
da Grexia
CIAO CARISISMA...:) sn entrata su messenger..ti ...
12.07.08 @ 16:19:57
da Rosa
ciao rosa, non so se leggerai ...
11.07.08 @ 19:44:54
da wonderely