Oggi, 40 donne, appartenenti al collettivo c-attive, ha effettuato un blitz in Comune in occasione del Consiglio Comunale, disponendosi di fronte all'ingresso.Le manifestanti"Bene - commentano le manifestanti - ci auguriamo che lo stesso Sindaco chiarisca con la città che cosa sia successo e come sia potuto succedere che Ghiozzi si sia permesso di fare un proclama del genere. Perchè da tutte le facce che abbiamo intercettato nell'antisala consiliare, tutti cadevano dal pero. Se non ci fosse stato il nostro intervento oggi, di sicuro la petizione sarebbe continuata visto che l'articolo di invito a firmare è uscito sulla stampa domenica scorsa e già lunedì mattina era possibile fare le firme. Ci siamo andate noi a controllare lunedì mattina, anche se non abbiamo trovato nessuno che volesse firmare".
"La nostra presenza oggi è simbolica - spiegano le donne - e di denuncia aperta a tutta la popolazione di Livorno nei confronti di chi si arroga il diritto di chiedere una firma per decidere sui e dei corpi delle donne. Ripudiamo questa cultura omofoba e maschilista che propugna un’idea di donna-contenitore, incubatrice senza il diritto di poter scegliere sul proprio corpo. Denunciamo il clima da fondamentalismo cattolico che si è scatenato nel nostro paese e che anche nella nostra città sta cercando i tizzoni da accendere per una nuova inquisizione. Rifiutiamo di accettare che in una stanza del Comune della nostra città, si renda possibile una raccolta di firme contro la salute delle donne e contro la laicità delle istituzioni".
"Ci siamo presentate dapprima di fronte alla fatidica porta 142, sede di Forza Italia, gentilmente prestata al consigliere di Alleanza Nazionale Ghiozzi, dove si raccolgono le firme per questa fantomatica petizione contro l'aborto. La stanza era ben chiusa a chiave, abbiamo lasciato prezzemolo e volantini a ricordo di quale piega sia stata l'aborto clandestino. Proprio di oggi è la notizia di una ragazza cinese di Prato in fin di vita per non essersi affidata alle strutture sanitarie, ed i motivi per cui non lo ha fatto sono facilmente comprensibili."
Le manifestanti si sono disposte di fronte all'ingresso della sala consiliare aspettando l'arrivo del Sindaco Cosimi per chiedergli di conto di questa iniziativa,non lecita non solo da un punto di vista etico e morale ma anche da una punto di vista di regolamenti comunali . Il Sindaco, appena arrivato, ha accolto la loro denuncia e ha tenuto a rassicurare che la faccenda già risolta. Ovvero che questa petizione non si farà, almeno dentro il Comune.
Come si fa a non sospettare che il periodico rigurgito "sulla 194", si chiedono le manifestanti, non sia in realtà il solito espediente per ricordare a tutte che la nostra è una libertà condizionata? "La verità è che le richieste di modifica della 194 prescindono dalle statistiche e dalla stessa realtà: l'aborto tra le italiane è in costante diminuzione, la natalità è aumentata, sono costrette a ricorrere all'aborto soprattutto le donne straniere che non possono liberamente accedere alla contraccezione. La legge sull’interruzione di gravidanza non si mette ai voti, non si raccolgono firme: non si discute. Per tutte le donne che sono morte per gli aborti clandestini, per le donne che hanno dovuto subire la violazione dei propri corpi e non hanno potuto scegliere. L’aborto è un diritto. E i diritti non si mettono in discussione. E’ necessario discutere del perché in un paese ormai solo formalmente laico possa accadere quello che è successo a Silvana a Napoli. Del perché non si parli mai abbastanza di contraccezione. Del perché l’attacco l’autodeterminazione delle donne è più che mai feroce".












Sindicazione
05.09.08 @ 17:13:02
da Rosa
mi sembra una cosa buona e ...
05.09.08 @ 16:16:51
da wonderely
Sai quello che mi rattrista č ...
04.09.08 @ 15:40:28
da Rosa
Caro camu, in merito al tuo ...
04.09.08 @ 12:57:12
da rosa87