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Gli uomini hanno l'invidia dell'utero
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Sono le parole di Franca Rame, pronunciate al liceo romano Mamiani giovedì 28 febbraio, in occasione dell’incontro  voluto dagli studenti del liceo a seguito delle scritte naziste apparse sui muri della scuola lo scorso 23 febbraio.

“Ai tempi del femminismo ci dicevano che le donne sono isteriche perchè hanno invidia del pene, ora noi possiamo dire che Ferrara e Sua Santità hanno invidia dell’utero”.


Franca Rame e gli studenti del Mamiani hanno organizzato un intenso incontro, in una campagna elettorale che si sta combattendo soprattutto sui corpi delle donne, il coraggio e l’impegno di Franca Rame sono stati la migliore risposta ad un attacco vigliacco che non fermerà la lotta delle donne. Un gruppo di studenti antifascisti ha organizzato l’occupazione del Liceo per parlare della 194.
Hanno partecipato alla manifestazione per Silvana a Roma, ne hanno fatta un’altra per loro conto di fronte alla scuola, sollecitando la risposta del locale gruppo di Forza Nuova, che in una spedizione punitiva prende a botte un ragazzo del liceo.
durante l'incontro, Franca Rame ha letto una lettera di Dario Fo sul suo sequestro, raccontato ai ragazzi della sua esperienza politica in “Soccorso rosso” a sostegno dei detenuti politici negli anni ‘70, la sua contrarieta’ all’azione violenta e armata delle Brigate Rosse, il teatro fatto nelle fabbriche occupate. L’aborto e la legge 194 sono state  le tematiche al centro del dibattito con gli studenti, preceduto dalla proiezione del monologo “Lo stupro”, portato in teatro alcuni anni dopo la violenza.

''Una sera - ha detto - in scena ho chiesto di abbassare le luci e ho cominciato a raccontare quello che avevo subito. Dissi che era una testimonianza su Quotidiano Donna, ma era la mia storia.''



Rame si dichiara soddisfatta dell'interesse dei giovani per temi delicati come quello dell'interruzione volontaria di gravidanza.

"Questi ragazzi sono vivi, interessati, stanno riprendendo ad occuparsi di politica e questo e' importante perche' devono conoscere il passato: se non sanno da dove vengono non possono sapere dove stanno andando. Anche le ragazze mi sembrano prese, coinvolte- conclude- parlano di 194 e violenza sessuale in un Paese che sta morendo".
05 Mar 2008
Livorno-Blitz Donne in consiglio comunale.

Domenica scorsa i giornali pubblicizzano l’iniziativa promossa dal Circolo di Azione Giovani di Livorno, presieduto dal consigliere comunale di Alleanza Nazionale, Carlo Ghiozzi: una petizione popolare affinché si apra una "chiara e aperta verifica critica sulla Legge 194 e l'invito a ostacolare la pratica dell'interruzione della gravidanza e firmare presso il Comune di Livorno, al primo piano di Palazzo Vecchio, nella stanza numero 142.

Oggi, 40 donne, appartenenti al collettivo c-attive, ha effettuato un blitz in Comune in occasione del Consiglio Comunale, disponendosi di fronte all'ingresso.Le manifestanti
"Bene - commentano le manifestanti - ci auguriamo che lo stesso Sindaco chiarisca con la città che cosa sia successo e come sia potuto succedere che Ghiozzi si sia permesso di fare un proclama del genere.  Perchè da tutte le facce che abbiamo intercettato nell'antisala consiliare, tutti cadevano dal pero. Se non ci fosse stato il nostro intervento oggi, di sicuro la petizione sarebbe continuata visto che l'articolo di invito a firmare è uscito sulla stampa domenica scorsa e già lunedì mattina era possibile fare le firme. Ci siamo andate noi a controllare lunedì mattina, anche se non abbiamo trovato nessuno che volesse firmare".

"La nostra presenza oggi è simbolica - spiegano le donne - e di denuncia aperta a tutta la popolazione di Livorno nei confronti di chi si arroga il diritto di chiedere una firma per decidere sui e dei corpi delle donne. Ripudiamo questa cultura omofoba e maschilista che propugna un’idea di donna-contenitore, incubatrice senza il diritto di poter scegliere sul proprio corpo. Denunciamo il clima da fondamentalismo cattolico che si è scatenato nel nostro paese e che anche nella nostra città sta cercando i tizzoni da accendere per una nuova inquisizione. Rifiutiamo di accettare che in una stanza del Comune della nostra città, si renda possibile una raccolta di firme contro la salute delle donne e contro la laicità delle istituzioni".

"Ci siamo presentate dapprima di fronte alla fatidica porta 142, sede di Forza Italia, gentilmente prestata al consigliere di Alleanza Nazionale Ghiozzi, dove si raccolgono le firme per questa fantomatica petizione contro l'aborto. La stanza era ben chiusa a chiave, abbiamo lasciato prezzemolo e volantini a ricordo di quale piega sia stata l'aborto clandestino. Proprio di oggi è la notizia di una ragazza cinese di Prato in fin di vita per non essersi affidata alle strutture sanitarie, ed i motivi per cui non lo ha fatto sono facilmente comprensibili."

Le manifestanti si sono  disposte di fronte all'ingresso della sala consiliare aspettando l'arrivo del Sindaco Cosimi per chiedergli di conto di questa iniziativa,non lecita non solo da un punto di vista etico e morale ma anche da una punto di vista di regolamenti comunali . Il Sindaco, appena arrivato, ha accolto la loro denuncia e ha tenuto a rassicurare che la faccenda già risolta. Ovvero che questa petizione non si farà, almeno dentro il Comune.

Come si fa a non sospettare che il periodico rigurgito "sulla 194", si chiedono le manifestanti, non sia in realtà il solito espediente per ricordare a tutte che la nostra è una libertà condizionata? "La verità è che le richieste di modifica della 194 prescindono dalle statistiche e dalla stessa realtà: l'aborto tra le italiane è in costante diminuzione, la natalità è aumentata, sono costrette a ricorrere all'aborto soprattutto le donne straniere che non possono liberamente accedere alla contraccezione. La legge sull’interruzione di gravidanza non si mette ai voti, non si raccolgono firme: non si discute. Per tutte le donne che sono morte per gli aborti clandestini, per le donne che hanno dovuto subire la violazione dei propri corpi e non hanno potuto scegliere. L’aborto è un diritto. E i diritti non si mettono in discussione. E’ necessario discutere del perché in un paese ormai solo formalmente laico possa accadere quello che è successo a Silvana a Napoli. Del perché non si parli mai abbastanza di contraccezione. Del perché l’attacco l’autodeterminazione delle donne è più che mai feroce".

20 Feb 2008
Tremate Tremate, le streghe son tornate!



Noi donne, ieri dopo trenta lunghi anni ci siamo fatte vive invece che festeggiare San Valentino, siamo scese in tutta Italia per rivendicare gli attacchi fatti in questi giorni contro la nostra libertà,organizzata la risposta al "blitz" di Napoli. Su questo argomento tutto è stato detto, ora bisogna di nuovo farsi sentire. Si è svolto in diverse città, davanti agli ospedali, dalla Mangiagalli di Milano al Sant'Orsola di Bologna, sempre a Milano un appuntamento è in piazza San Babila alle 18, a Roma invece davanti al ministero della Salute alle 17, a Napoli in piazza Vanvitelli alle 17. È stata una reazione immediata, quella delle femministe e di molte donne, La risposta sarà capillare ma questo, promettono le organizzatrici, è solo l'inizio, partiranno anche iniziative legali e "sarà necessario affrontare di nuovo, dopo tanti anni, la questione dei medici obiettori, quei ginecologi che per fede ma spesso per carriera non praticano interruzioni di gravidanza e rendono difficile applicare la legge nelle strutture pubbliche". Così, nel pomeriggio di mercoledì un sms con la richiesta di scendere in strada e ritrovarsi per difendere la 194 ha iniziato a girare: Presidi sono in corso  a Milano, Torino, Napoli, Bologna, Palermo, Firenze, Venezia, Mestre (15 feb), Brescia, Pavia, Padova, Trento, Bari, Perugia e Pisa (16 feb).

"Quello che è accaduto a Napoli non è stato un caso, avevano iniziato già con la legge 40, ma tutti a dire "non oseranno toccare la 194", invece vogliono farlo o meglio tenteranno di sabotarla.

Afferma una donna all'assemblea romana,

L'autodeterminazione delle donne", aggiunge rivolta alle più giovani, "ricordatevelo: fa ancora paura".
"Chiediamo al prefetto garanzie precise che a Milano venga rispettata la legge 194", dice Lella Brambilla. "Ci preoccupa che le forze dell'ordine a Napoli abbiano risposto ad una telefonata anonima, potrebbe essere l'inizio di una sequenza di iniziative per creare un clima di panico e intolleranza verso le donne che devono affrontare il calvario dell'aborto".

La più grande manifestazione è stata quella napoletana..con donne, sindacati e politici di sinistra.

"Daremo voce a chi normalmente non ce l'ha. Per parlare di donne, per ribadire il nostro sdegno per quanto accaduto al Policlinico, ma anche per dire alla politica cosa le donne davvero si aspettano", dice Stefania Cantatore, che a Napoli rappresenta l'Udi, Unione Donne in Italia.

Hanno partecipato anche Linda Lanzillotta (Affari regionali) e Barbara Pollastrini (Pari opportunità). "Invitiamo i politici a prendere una posizione chiara", hanno chiesto all'assemblea romana,
"vogliamo sapere chi sono quelli che in parlamento difenderanno la legge 194 e chi no. Non è il momento di essere ambigui, come lo sono molti anche a sinistra, perché non ci sono solo i voti dei cattolici ma anche i nostri".


Una donna della "Rete delle donne" di Bologna ha mostrato un cartello con la scritta "Non ci avete bruciate tutte" e una immagine di una strega al rogo, rievocando le contestazioni femminili degli anni 70.


A Bologna il corteo, formato anche da rappresentanti di No Vat, Rete donne di Bologna, Unione atei e agnostici razionalisti, ha invaso la zona del pronto soccorso ostetrico del policlinico Sant'Orsola Malpigli, bloccato via Massarenti e alla fine ha proseguito verso il centro, attraversando le vie San Vitale e Rizzoli, fino al Crescentone al grido di «Tremate, tremate le streghe son tornate».

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=17359

15 Feb 2008
Rosa · 69 visite · 0 commenti
Categorie: Aborto, Iniziative femministe
Batti le bionde un programma sessista
Da Uomochemilava
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E dopo la deprimente cazzata maschilista di Ciao Darwin, ieri sera mediaset ha proposto una nuova indecenza:
"Batti le bionde".
Programma cretino dove l’inutile Papi urla a una schiera di biondissime, pettinatissime e formose “dimostrate di non essere oche! Sfatiamo il luogo comune!”

Allora:
già partendo dal fatto che il concorrente sia un solo maschio contro 50 donne da battere mi fa subito pensare che le donne siano più deboli. E questo non mi piace.
Il fatto che si dia per scontato che siano stupide mi irrita moltissimo, e che questo giudizio preso per buono sia legato al colore dei capelli mi fa incazzare ancora di più.

Loro, le 50 sgallettate, mi fanno inferocire, perché NON PUOI prestarti a un gioco dove ti stanno dando della scema e ti prendono pure per il culo.
Ma forse io ho troppo rispetto di me.
Detto questo consiglierei a mediaste di migliorare il format:
perché non prevediamo anche
"BATTI IL NEGRO INFERIORE" Dove un concorrente maschio deve dimostrare di farsi ubbidire da 50 uomini di colore sottomessi.
"COMPIANGI IL POVERO HANDICAPPATO" Dove un maschio deve dimostrare come 50 portatori di Handicap siano meno abili di lui a salire e scendere le scale.

E infine
"SCOPRI CHI HA IL CAZZO CORTO" dove bisogna indovinare quale dei 50 possessori di Ferrari, Porche e Corvette ha il pene più corto.

Sfatiamo i luoghi comuni!

Perché ci si presta, senza fare una piega, a questo sbeffeggiamento della donna?
E non ditemi che sono esagerata: si giudica l'inferiorità di un individuo partendo da una qualità fisica (il colore dei capelli).
Se l'avessimo fatto per il colore della pelle? Cosa sarebbe successo?

Dove sono le donne? Perché non si arrabbiano?

Perché non ci arrabbiamo?

11 Gen 2008