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Affissione degli articoli inviati in: Gennaio 2001

no alla violenza sulle donne

Avviso: Il blog resterà momentaneamente inattivo finchè il malfunzionamento non sarà risolto. Mi scuso profondamente con gli utenti per il disagio. Saluti da Rosa.

Ripristinati i fondi per i centri antiviolenza
Esseredonnaoggi

No al taglio vergognoso


Passa inosservata esattamente come era passata inosservata la prima volta, la notizia per cui il Governo ha deciso di ripristinare il fondo per i centri antiviolenza tagliato da Tremonti e company per permettere l'abolizione dell'Ici.


Ne troviamo traccia sul sito del Partito Democratico che con un
lapidario comunicato stampa datato 25 giugno 2008 annuncia di aver vinto una battaglia e che "il ripristino di questo fondo è frutto della nostra battaglia parlamentare che ci ha visto denunciare fin da subito la cancellazione del piano antiviolenza".


E proprio oggi ne parla anche Il Sole 24 Ore che, nell'analizzare il decreto fiscale sull'Ici (93/08) approvato ieri pomeriggio, annuncia che "sono stati ripristinati 77 milioni di ecobonus per le autostrade del mare, 20 milioni per il fondo antiviolenza sulle donne e 10 milioni per il fondo solidarietà. Ai lavori socialmente utili viene riassegnato un milione".


Ne parla, sul suo blog,
Mariela De Marchi la quale si chiede se la notizia sia passata inosservata solo perchè non è stata comunicata in maniera trasparente: "si comunica il taglio ai fondi e tutte le persone intelligenti si ribellano. La ministro Carfagna sottolinea il valore della famiglia, anzi sottolinea il fatto che "solo" il 2.8% delle donne che subiscono violenza si rivolgono a un centro antiviolenza - ma cosa si aspetta per agire, il massacro? Dopo cambia idea e dice alla camera dei deputati che sì, in fondo fanno un buon lavoro, che i soldi ci sono. Su questo non ci piove, fondi c'erano, quelli tagliati erano aggiuntivi, tenuto conto del fatto che gran parte dei centri antiviolenza e delle associazioni sussistono grazie al lavoro di volontari (visto con i miei occhi)", scrive Mariela.


Ne parla anche
Roberta sul suo blog e anche lei si chiede, come Mariela, se ci sia qualcosa di strano sotto questa mossa e scrive: "la notizia è stata venduta sotto banco come i negozianti stanno facendo adesso con i saldi non del tutto iniziati. Insomma la causa è stata vinta,ma la cosa assurda è che a prendersene i meriti sono la Carfagna e il PD . Come, per rimanere in tema Disney, se Biancaneve si svegliasse grazie al principe e poi la vecchiaccia -risuscitata dalle macerie- o i nani dicessero "SENZA DI NOI TUTTO QUESTO NON CI SAREBBE STATO!".

04 Lug 2008
Rosa · 20 visite · 2 commenti
Categorie: Violenze di genere, Diritti
Le donne che lavorano in Italia sono sempre più discriminate
Da Esseredonnaoggi.


Continua a diminuire il tasso di occupazione in Italia che, secondo i dati dell'Ocse, "rallenterà ancora nei prossimi due anni".


In Italia, si legge nell'Employment Outlook 2008 dell'Ocse, meno del 58% della popolazione in età lavorativa ha un lavoro, contro più del 70% nei paesi con il tasso di occupazione più elevato; l'occupazione "é cresciuta di un solo punto percentuale nel 2007, mezzo punto percentuale in meno dell'area Ocse e meno della media degli ultimi dieci anni".

Tasso di disoccupazione che, chiaramente, coinvolge sempre di più le donne le cui prospettive per il futuro sono tutt'altro che rosee.


Secondo l'Ocse, infatti, solo il 46% delle italiane ha un lavoro e il tasso di occupazione femminile "é molto basso" anche nella fascia di età più attiva (25-54 anni), attestandosi al 59,6%.

Siamo sostanzialmente al terzo posto tra i peggiori risultati relativi ai Paesi Ocse, dopo il Messico e la Turchia.

Non solo le donne hanno poche probabilità di trovare un lavoro ma hanno anche poca probabilità di trovare un lavoro buono e ben pagato se è vero che nel 2005 il 15% delle italiane occupate tra i 25 e i 54 anni aveva un contratto a tempo determinato contro solo il 9% della loro controparte maschile.

Inoltre in questa fascia d'età le italiane con un impiego a tempo pieno guadagnano in media il 18% meno degli uomini per ora lavorata (il 22% in meno nel caso delle donne con un diploma universitario).


I ricercatori dell'Organizzazione stimano che una maggiore liberalizzazione dei servizi produttivi potrebbe aumentare l'occupazione femminile di almeno 1,5 punti percentuali anche se, dicono, la debole partecipazione delle donne italiane al mercato del lavoro è in parte dovuta anche all'inadeguatezza delle politiche di sviluppo delle infrastrutture per l'infanzia e all'insufficienza delle detrazioni fiscali a favore di coppie multi-reddito.

L'Ocse sottolinea dunque la presenza di "persistenti pratiche discriminatorie nel mercato del lavoro che sono un fattore chiave alla base di queste disparità".


Questo perchè una maggiore concorrenza scoraggerebbe la discriminazione basata su semplici pregiudizi, in quanto le imprese non potrebbero permettersi di sprecare risorse di valore e sarebbero forzate ad assumere i migliori candidati indipendentemente dal sesso.

Sarebbe infine auspicabile, dice l'Ocse, un miglioramento del quadro legislativo in quanto quello italiano è lontano anni luce da quello delle altre nazioni occidentali; per esempio, dice l'Ocse, la legislazione vigente non fornisce nessuna protezione speciale contro eventuali ritorsioni del datore di lavoro contro querelanti e testimoni, il che scoraggia le vittime dallo sporgere querela.


Ecco come è stata trattata Giusi Malato, ex olimpionica di di pallanuoto, allenatrice della Orizzonte Catania.
Sono colpevole di avere dato alla luce mio figlio Diego" afferma Giusi in una lettera aperta. "Da donna, da mamma e da sportiva che conosce e rispetta i sani principi della competizione agonistica non posso che restare sorpresa, delusa, esterrefatta nel rileggere le motivazioni per le quali sono stata allontanata. Colpevole per la mia maternità". "In questi anni - prosegue Giusi - in acqua o a bordo vasca, sono stata orgogliosa di portare in alto non solo la pallanuoto, ma anche il nome della mia città. Tanto orgogliosa che ho sacrificato anche tutti i mesi della mia gravidanza, fino al momento del parto. Non vi dico cosa provo da donna: nascondere i propri pensieri reali dietro un evento, per me e per i miei amici veri, lietissimo, come la nascita di mio figlio Diego, è una vigliaccheria: non si può costruire un castello solido sulla sabbia. Ai dirigenti dico soltanto una cosa: ai vostri figli spero diate un esempio diverso, certamente più educativo, di quello che ho ricevuto io" (fonte La repubblica).

nrd. Secondo voi la nostra società è destinata a ripatriarcalizzarsi?
Trovo che sia emergenza sociale dal momento che il tasso di occupazione è già basso e in più si sta anche abbassando notevolmente. Ma nessuno si preoccupa perchè si continua a tener conto soltanto dell'occupazione maschile.

Un altra notizia cattiva per notare che è il governo responsabile della nsotra discriminazione:

L'appello che segue è stato lanciato da un gruppo di donne (politiche, sindacaliste, giornaliste e imprenditrici) in difesa della legge che vieta le dimissioni in bianco, approvata dal Parlamento nell'autunno del 2007. Obiettivo della legge e' quello di neutralizzare la pratica molto diffusa di far sottoscrivere le dimissioni al lavoratore (ma soprattutto alle lavoratrici) in via preventiva al momento dell'assunzione. Una pratica che viene utilizzata da alcuni datori di lavoro per consentire un licenziamento agevole in caso di maternità, ma anche per conseguire alcuni vantaggi fiscali (ad esempio, per sgravare l'impresa dal pagamento dei periodi di assenza del lavoratore per eventi imprevisti quali infortuni o malattia). La stragrande maggioranza dei casi riguarda soprattutto le donne. L'ambito di applicazione della legge sono i contratti di lavoro subordinato, di collaborazione coordinata e continuativa, compresi quelli a progetto, di collaborazione di natura occasionale, di associazione in partecipazione (qualora l'associato fornisca prestazioni lavorative e i suoi redditi derivanti dalla partecipazione agli utili siano qualificati come redditi di lavoro autonomo) e i contratti instaurati dalle cooperative con i propri soci.

Il 24 maggio scorso, a margine dell'assemblea degli industriali diTreviso, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha annunciato tra le tante misure che ha in mente anche l'abolizione della legge, o meglio - ha detto Sacconi - ''il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola, o il superamento della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie".

Chiunque discordi dal ministro, e ritenga invece che questa legge sia importante e vada mantenuta, può sottoscrivere l'appello scrivendo a
nolicenziamentimascherati@gmail.com

http://www.donneinrete.com/blogDetail.aspx?id=369
02 Lug 2008
Giornali maschili(sti) mettono a nudo le donne? noi mettiamo a nudo il maschilismo!
Oggi entro nel bellissimo forum di Lorenza e le altre e un utente segnala una pubblicità sessista. Questa ragazza si chiama Jeanne88 e ha trovato una pubblicità sessista andando in un centro sportivo dove frequeanta per fare nuoto regolarmente.

Un giornale che si chiama GQ veramente maschilista. Non solo mercifica le donne ma le riprende in atteggiamenti casalinghi d'obbligo (ricordatevi che essere casalinga è una scelta)davanti a uomini che si leggono i giornali aspettando che gli stirino i pantaloni controlalndo se il lavoro è perfetto. Come? accostando due modelli femminili negativi e apologizzando e propagandando la violenza domestica sulle donne.

Ora cosa siamo oltre oggetti sessuali anche schiave?
Apparte che non ho mai visto una casalinga nuda.

Tom_Ford_Menswear_SS_08_02.jpg picture by kikkazz

Queste pubblicità sono una totale mancanza di rispetto per le donne trattate come oggetti e come schiave dove si intende l'allusione alla violenza domestica. Non è un pretesto un giornale maschile per mercificare le donne e mancarle di rispetto.

Ma appunto contiuamo a leggere cosa scrivono i giornali maschili. Decidono loro come dev'esssere la nostra sessualità, ci trattano come oggetti per il sesso e poi da buttare via appena utilizzate, se non veniamo utilizzate perchè poniam oresistenza si incoraggia quasi lo stupro, leggete.  Grazie al sito maschiperobbligo:

 
"Mentre la tua compagna adesso è tutta coito e curve, non è detto che tra cinque o dieci anni le cose stiano ancora così (e che riuscirà ancora ad attizzarti dalla cintola in giù). E se al contrario si rivelerà perfida e malvagia più di quanto tu avresti potuto supporre?"

(Men's Health - novembre 2003)

"Perchè mai non dovresti toglierti un capriccio ogni tanto? L'obbiettivo è sempre quello: portartela a letto. Occorre saperci fare, però. Dopo potrai archiviare l'avventura tra i tuoi bei ricordi"

(Fox Uomo - novembre 2003)

"Avere rapporti sessuali durante le mestruazioni è una questione di scelta: molto dipende dalla coppia o semplicemente dai gusti di lui e di lei. Tuttavia, ahi noi, la natura ha fatto in modo che durante le mestruazioni le donne non abbiano un grande desidereio sessuale...... e comunque ricorda: se in quei giorni non lo fai tu....ci pensa qualcun altro!"

(For Men Magazine - novembre 2003)

a CHE IGNORANTONI DANNO LA PAROLA? Mi sorge anche qualche dubbio e non credo gli uomini siano mai stati donne per sapere come è il nostro desiderio nè si dovrebbero permettere di decidere come è la nostra sessualità.

Ti ha dato il due di picche? Insisti. Continua a dirti no? Non metterti in testa di lasciar perdere. Insomma, azzanna l'osso e non mollare. Finchè non si sarà cotta di te. Se non altro, te la darà per sfinimento.

(Fox Uomo - agosto 2003)

Qui nell'ultimo addirittura si incoraggia lo stupro e la presunta debolezza della donna. Che non corrisponde al vero modello perchè una donna di oggi emancipata per sfinimento gli tirerebbe un bel diretto o una denuncia per stupro. Nessun giornale maschile durante i rapporti uomo-donna cita la parola amore. Ovvero mostrano misoginia, antifemminismo, il disprezzo per il femminile, cattivi rapporti con l'altro sesso e una mancanza di civiltà e una mancanza di attinenza con i modelli sociali attuali, vivono nel loro mondo insomma ma umiliando la donna!. Ora basta con questi giornali che vedono la donna come oggetto unicamente sessuale, con donne nude in copertina ovviamente.  I giornali femminili non hanno degli uomini il medesimo trattamento e per parlare di donne non è necessario offenderle o mercificarle ma un buon dialogo civile!



questa addirittura ha anche le costole di fuori.  Offensiva, volgare, maschilista dove la donna è solo un ornamento, spogliato di tutto anche della sua dignità e del suo effettivo ruolo sociale. E poi gli occidentali si turbano se una porta il burqa che è praticamente la stessa cosa.
02 Lug 2008
Siamo tutte/i con Graziella
Mara Carfagna decide di tagliare i fondi contro il reato di omofobia, perchè se no  come fa la polizia poi a picchiare gli omosessuali?

Da il paese delle donne online ho appreso una brutta notizia accaduta al gay pride.

Facciamo breccia esprime sconcerto e preoccupazione politica per quanto avvenuto ieri, 28 giugno 2008, alla conclusione del pride di Bologna, a Graziella Bertozzo, nostra compagna di lotta e figura storica del movimento lgbt italiano.


Durante gli interventi conclusivi, mentre parlava Porpora Marcasciano, vicepresidente del MIT e attivista di Facciamo Breccia, il nostro coordinamento saliva sul palco per aprire uno striscione con la scritta: “28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia” per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che in quella data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, prima sede assegnata da un’istituzione pubblica al movimento, poi restituita nel 2001 alla Curia.

Graziella Bertozzo, a differenza delle altre e degli altri attiviste/i di Facciamo Breccia, viene fermata all’ingresso del palco da una volontaria del Comitato Bologna Pride e da questa additata ad un uomo in borghese che non si è qualificato in nessun modo e che solo dopo avremmo appreso che era un funzionario della Digos. Graziella viene spintonata a terra e quindi cerca di rialzarsi (non sapendo che l’uomo che l’aveva fermata era un funzionario di polizia), intervengono allora altri poliziotti in divisa, la ammanettano e la trascinano fuori dalla piazza tenendole una mano sul collo, abbassandole la testa verso terra, la caricano a forza su un cellulare e la portano via a sirene spiegate. Altri compagni di Facciamo Breccia cercano di intervenire e altre persone presenti al pride o affacciate alle finestre gridano che la “signora” non aveva fatto niente e che la situazione era incomprensibile. Graziella viene rilasciata dopo tre ore di fermo, indagata per “Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza”.

Graziella stava partecipando ad un’azione di comunicazione politica con altri/e compagni e compagne che rientrava nei contenuti che Facciamo Breccia ha scelto di portare in piazza al pride di Bologna, mostrando uno striscione che due ore prima, durante il corteo avevamo aperto davanti al Cassero di Porta Saragozza, per rivendicare la storia del movimento lgbt che in questo periodo le destre e il Vaticano stanno tentando di oscurare e criminalizzare in ogni modo, per ridurre nuovamente le nostre soggettività al silenzio.

Il Cassero è stato simbolicamente circondato di drappi rosa e arricchito di cartelli di rivendicazione politica, la polizia ha lasciato svolgere l’azione del tutto pacifica che ha riscosso molto riconoscimento dai/dalle partecipanti al corteo che hanno festosamente preso parte.

Siamo sconcertate/i che, alla conclusione di un grande corteo che pacificamente e festosamente voleva rivendicare diritti e cittadinanza per tutte/i, sotto il palco sia potuto accadere un simile fatto ai danni di Graziella Bertozzo, una delle prime lesbiche visibili del nostro movimento, per anni alla direzione di Arcigay – Arcilesbica, da sempre impegnata in tanti percorsi per i diritti di lesbiche, gay e transessuali e, tra le altre cose, una delle organizzatrici del Forum Sociale Europeo di Firenze del 2002. Non si era mai vista la polizia legittimata sul palco di un pride: il concetto di “sicurezza” messo in opera, - in una manifestazione dal clima del tutto pacifico - è risultato un’azione violentemente repressiva e diffamatoria contro un’attivista riconosciuta da tutte e tutti. Chiediamo oggi a tutte le componenti del movimento lgbt italiano e a tutte le soggettività politiche che si riconoscono nelle istanze di autodeterminazione, cittadinanza, diritti di assumersi la gravità di quanto avvenuto e di prendere posizione in merito ad accuse paradossali comminate ad una nostra compagna. Chiediamo a tutte e tutti, ed in particolare al Comitato Bologna Pride, di spendersi affinché la questione giudiziaria si chiuda immediatamente rendendo chiaro che l’azione di polizia è stata causata da un abnorme “equivoco”.

cioè uno ti spintona in borghese e poi lesioni a resistenza a pubblico ufficiale? ma siamo matti?  E chi lo sapeva fosse uno sbirro?
Par eche in Italia nesusno fa più il suo lavoro. I magistrati sono corrotti e venduti, i politici sono ladri e fanno i loro comodi, i medici sono stupratori o obiettori (o tutti e due assieme), i poliziotti sono fascisti e vanno a picchiare gay, femministe e comunisti nelle strade italiane, infischiandosene di cosa è la vera sicurezza e di quale sarebb eil vero pericolo in ITALIA.  Siamo stufi con questa omofobia dilagante nel nsotro paese, ora chiedo alla polizia se c'è soltanto per queste cose e che si impegni di fare il suo lavoro anzichè intervenire e reprimere i diritti delle altre persone che non fanno nulla di male.
La polizia dovrebbe intervenire contro la criminalità ma in Italia sembra faccia tutto tranne questo, poichè sono loro che si comportano da criminali. Ne abbiamo già  tanti di criminali fascisti in Italia , è vergognoso interrompere una manifestaizone così in questo modo!

Noi non vogliamo sbirri!

29 Giu 2008
Rosa · 32 visite · 2 commenti
Categorie: Omofobia, fascismo, Cronaca
Passegiando nei blog. Per molti è più accettato uccidere una donna che la libertà della stessa.
Sul blog uomochemilava leggo dei commenti terribili sul post che parlava del femminicidio di Lorena Cultraro.  


Pare di leggere una situazione alquanto preoccupante. Addirittura chi colpevolizza la ragazza, ovvero questi sono complici e accettano che è normale ucciderla se è troppo libera ma espresso in altri termini. Ad alcuni ha più scandalizzato la sua libertà che lo stupro (quasi visto come una sua colpa) e il femminicidio.

che dire leggendo questo che in quanto uomini è accettato ancora che si possa uccidere e stuprare una donna proprio operchè è troppo libera e va punita, ma che non sia accettabile qualsiasi libertà della donna, vi publico i commenti:

Anonimo ha detto:Orge o no questa a 14 anni si scopava 3 ragazzi anche se non tutti insieme. Io non lo so se questo vada accettato nella società, lo chiedo alle femministe. E' uno schifo e basta. Dev'essere accettato per la parità tra uomo e donna?


 
Cioè è più accettato uccidere e stuprarla allora, perchè sono uomini e giusto lo possono fare?

L'autrice del blog poi ha giusto risposto:
Valentina Maran ha detto:

Per Anonimo (e peccato che resti Anonimo..magari una firma, o un nick, sarebbe carino)
Tu dici, Orge o no questa a 14 anni si scopava 3 ragazzi anche se non tutti insieme"
Beh, anche questi ragazzini, alla loro tenera età si scopavano una ragazza in gruppo.
E' normale?

Non è un prblema solo di donne.
Mi sembra che dar colpa e lo scandalo si concentri sempre di più sul femminile.Perchè?
fa quasi più scalpore che lei avesse rapporti a tre, che non il fatto che sia stata uccisa.
 

  vergine81 ha detto:

Ecco il nick che mi sono dato è vergine81.
No non è normale che i ragazzini si scopavano la ragazza in gruppo, l'ho appena detto che sono scandalizzato.
No, la colpa è anche dei maschi in egual misura. Ti sembra ma ti sbagli perchè io la colpa la do' anche ai maschi.
No no per me fanno scalpore tutte 2 le cose, una più dell'altra.
Oggi le ragazzine sono porche quanto i maschi o no? E tutto questo per la parità fra i sessi,lo ripeto. ma allora perchè volere la parità in tutto e copiate anche i difetti?


Valentina Maran ha detto:
 Vergine81 la parità è un diritto.
Essere donna non ha niente di meno che esser euomo.
C'è solo esclusivamente differenza biologica.
(mi permetto di fartelo notare perché mi fa piuttosto strano che tu chiami "colpa" quella che io definisco un diritto)
Se c'è una colpa, temo che sia da cercare nell'educaizone. E negli stimoli con cui quei ragazzi sono cresciuti sino ad ora.


è lo stesso ragionamento di chi l'ha uccisa! mi fa paura pensare che ci sono tanti uomini che non ammazzerebbero mai magari, ma sono complici del femminicidio!
 
Mi scuso con l'autrice del blog ma sicocme questi commenti degli utenti che hanno postato mi hanno indignata allora non ho fatto a meno di postarlo qui. Da certi utenti ocme anonoimo (nemmeno si firma) è + accettato stuprare e uccidere una ragazza in quanto uomini che una ragazza che è libera sessualmente ma dove siamo? Cioè sta giustificando in pratica. è la scarsa libertà femminile che porta a concedere a certi uomini troppo liberi di ammazzarti e punire la tua libertà.Pare che la donna sia un oggetto.

infatti è proprio per quella colpa di cui ancora si pensa che ogni donna subisce violenza. E inoltre da fastidio smepre questo dare colpa alle donne su tutto.Una in quanto donna ha anche la responsabilità di chi l'ammazza, come se questa se lo meriti in quanto donna! Non solo la donna ha un ruolo subordinato imposto pure, ma deve anche prendersi la colpa di questo tramite le violenze e tramite le giustificazioni dei più schifosi criminali.

a questo punto non ho problemi a trasferirmi in afganistan. è lo stesso. 
28 Giu 2008

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