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Affissione degli articoli inviati il: 08.05.08


no alla violenza sulle donne
schock : le vittime passano anche per carnefici anche nei casi più impossibili.
Qui ho letto la notizia.

"Svelata la dinamica del pestaggio di Nicola Tommasoli. I cinque arrestati hanno ammesso di essere stati presenti, ma che nessuno l’ha colpito. Se ne evince che Nicola si sarebbe quindi buttato per terra e preso a calci in testa da solo. Uno dei cinque, Andrea Vesentini, dice spero sia fatta verità e siano presi i veri responsabili. A breve l’accusa di magistratura politicizzata e giustizia ad img372/5103/57550163pj2.pngorologeria".
Pare che in Italia tutti credono cose incredibili perfino se gli dici che elefanti volano perchè se una persona crede che uno riesce a prendersi a calci e pugni da solo può credere a tutto. Non l'ho mai visto fare nemmeno in un cartone animato, ciò vuol dire che è più facile che un uomo o un elefante voli piuttosto che questo! Non ho parole l'Italia è una repubblica delle Banane fatta da raccomandati anche se sono idioti e credono e si fanno pigliare per il sedere da  quattro ragazzini e questo è il risultato!. E anche il giornalismo ci piglia per il c*lo.
Ditemi se è un paese civile quello che pur di dare addosso alle vittime anzichè ai criminali, finge di essere un idiota (o magari lo è veramente chi lo sa), che garanzie abbiamo? è questo un paese che ci deve tutelare e dare giustizia.
Non ho parole, questo fatto è degno di essere letto in un pessimo libro di barzellette.

Sabato 17 Maggio 2008

MANIFESTAZIONE
da: femminismo a Sud

partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00 

Nicola è ognuno di noi

Per sconfiggere insieme la paura  scendiamo in piazza per svegliare la città che troppe volte ha girato la testa, non deve farlo anche questa volta e mai più. Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.

per una Verona libera dalla paura, per una Verona libera dall'odio, per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi, libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza perchè esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata perchè guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro tempo e della nostra città.

Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.

Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo. Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.

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Assemblea cittadina promotrice della manifestazione
per adesioni: adesioni17maggio@gmail.com
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Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi

Mercoledì alla notizia abbiamo tremato. Un dolore alla pancia, un presentimento. Mai come ora avremmo voluto essere smentiti. Non è così. La cronaca riassume drammaticamente la storia di questa città. Degli ultimi anni ma anche di trent´anni fa. Abel e Furlan. Figli annoiati della Verona bene che riempivano il loro tempo dando la caccia a presenze non conformi della nostra città.

Avevamo purtroppo ragione. Cinque ragazzi. Giovanissimi. Chi più chi meno, figli della Verona bene, legati agli ambiti della tifoseria neo fascista, militanti o anche semplicemente simpatizzanti alla lontana dei movimenti o dei partitucoli dell´estrema destra cittadina. Vestiti bene, all´ultima moda. Alcuni con precedenti recenti, per atti di  razzismo o per problemi allo stadio.

Un certo clima culturale e sociale, alcuni imprenditori politici, un generale vento che spira ha suggerito un processo di riterritorializzazione: lasciare, o meglio, non limitarsi alle  periferie, accantonare l´anima stradaiola e la "storica" attitudine "antiborghese" per rimpossessarsi del centro città.

Nicola è stato ucciso non perché avversario politico, non perché  rappresentava il nemico, nemmeno perché diverso : migrante, comunista, gay, zingaro, barbone.. Solo e "semplicemente" perché estraneo, non familiare, non compatibile. A che serve oggi raccontare per l´ennesima volta lo stillicidio di aggressioni?...

Uno stillicidio di aggressioni motivate da "futili ragioni", spesso nel pieno del centro città. Come gli accoltellamenti dell´ estate 2005, come le sistematiche azioni contro i “diversi” (capelloni, alternativi, mangiatori di kebab, tifosi del Lecce...) compiute da una ventina di ragazzi figli della Verona bene, emerse da un inchiesta della DIGOS nella primavera scorsa.

Come la "cacciata" da piazza erbe, l´autunno scorso, l´episodio non più violento ma più emblematico, quando alcuni antagonisti veronesi in quella piazza per bere lo spritz vennero aggrediti ed espulsi dalla stessa tra l´applauso generalizzato e pre-politico di decine e decine di astanti. O come l´ultimo fatto "marginale" in Valpolicella (il paese di Nicola) la lettera di una madre sul settimanale locale, del mese scorso, in cui si cercano testimoni di un´aggressione avvenuta in un bar , dove un ragazzo di colore giovanissimo è stato massacrato e ridotto in stampelle (fortunatamente provvisorie) tra cori da stadio e inni del ventennio, nell´imbarazzante omertà dei clienti,..

Per evitare che si ripeta. Guardando al futuro. Partendo dalle radici, quelle storiche certo.  
Innanzitutto quelle attuali. Il delirio securitario. Da tempo e in maniera esponenziale con le ultime amministrative un linguaggio si è imposto. Ci siamo svegliati una mattina ed abbiamo scoperto di essere in guerra, sotto assedio. Il nemico viene sempre da fuori e fuori deve tornare. Questo è il linguaggio criminale che succhiano col latte i figli di questa città.

Caro sindaco, alcune provocazioni....
Dovremmo immaginare che quest´ ultima aggressione sia solo un effetto collaterale di una ronda autogestita? Dobbiamo spalleggiare il sindaco nella richiesta di 72 agenti di polizia per presidiare la notte il Bronx di Piazza Erbe? Dovremmo concordare con la lega la liberalizzazione della armi di  
difesa personale e suggerire a tutti i diversi di questa città di girare armati?

Noi chiediamo le sue dimissioni perché simbolicamente lei è uno dei mandanti morali di questa tragedia. Perché riempiendosi la bocca della parola d´ordine sicurezza ha alimentato una forma di  
"insicurezza" che non produce voti, legittimando la libera e spontanea pretesa di ristabilire il decoro, di ripulire il centro città e i quartieri dai nemici della presunta veronesità.

Perché il suo successo poggia sull´odio, non vive senza un nemico, alimenta una guerra irresponsabile le cui conseguenze pagheremo a lungo. Si deve vergognare per ciò che ha detto e per i silenzi, perché l´acqua che oggi getta sul fuoco se fosse stato coinvolto un non veronese sarebbe diventata benzina. Perché non avere detto una parola di condanna sui maledettamente e sempre uguali pestaggi in centro, ha provocato quello che è successo a Nicola.


Quante vite rovinate servono per aprire gli occhi?
A cosa è servita la tragedia di Nicola?
Quanto è successo a Nicola non può "capitare"
Quanto è successo a Nicola non può non insegnare
Quanto è successo a Nicola non può ripetersi.


 

08 Mag 2008
Rosa · 257 visite · 14 commenti
Categorie: fascismo, Cronaca
Pupotte Ribelli a Roma, questi si che sono manifesti!
Da Le Ribellule
Ho parlato precedentemente nei miei post di manifesti schock. Ho detto che fanno schifo anche  perchè fatti da uomini e per questo impregnati di sessismo, fascismo,  razzismo, strumentalizzazione e pedofilia,  ma visto che l'argomento riguarda le donne e nessuno può affrontarlo meglio di una donna, le Donne, organizzano dei bellissimi manifesti che da Bologna,  arrivano a Roma. Chiamate le Pupotte Ribelli.

FUORI IL CONTROLLO DAI NOSTRI CORPI E DALLE NOSTRE VITE.
INVADIAMO LA CITTA' CON LA RABBIA DELLE PUPOTTE RIBELLI.

Questa notte le Pupotte, le stesse donne di carta della campagna  "adotta un consultorio" apparse qualche mese fa sui muri di Bologna, sono scese fino a Roma;

 Appoggiamo il principio della campagna, ma utilizziamo questo strumento comunicativo per aprirci ai nostri territori ed esprimere tutta la nostra solidarietà per le femministe e le lesbiche  di Bologna che sono scese in piazza determinate a denunciare stupratori, medici e farmacisti obiettori, ricevendo come risposta da un sindaco giustizialista e forcaiolo la repressione.

Nella nostra città le donne di carta invaderanno i muri di scuole, universita', ospedali, consultori e mercati cercando di intercettare tutt@ coloro che attraversano questi spazi pubblici.
Qui nel Lazio, la  regione in cui la pillola RU486 e' ancora un miraggio e l'aborto non e' garantito in tutti gli ospedali.
 Un (sopr)uso generalizzato dell'obiezione di coscienza ostacola  i servizi(diritti) di ivg e di contraccezione e crea un clima avverso alle donne.
 Le Pupotte esprimono il disincanto rispetto ad una metropoli in cui i servizi sanitari per le donne sono inesistenti e insufficienti; dove i consultori sono molto spesso fagocitati dalle a.s.l. e tolti alle assemblee delle donne; invasi da chi impone valori ipocriti e vuole decidere sui corpi altrui, da chi non parla alle donne ma al loro senso di colpa.
Le Pupotte rifiutano una societa' repressa che non informa  sui tipi di  prevenzione ma indottrina ad  astenersi dal sesso;una società succube dell' ingerenza clericale che appiattisce la cultura e rende l'istruzione pubblica di stampo cattolico ed eterosessista, che non concede spazio nelle scuole e nelle universita' a materie sul genere e sulla sessualita'.
Pupotte ribelli perche' non accettano i ruoli imposti di madri e mogli all'interno di una famiglia mitizzata che nasconde una realtà di violenze e oppressioni quotidiane; perchè rifiutano un finto sistema di welfare che continua a demandarla  sostenibilita'    sociale e familiare alle donne.
Pupotte libere dai dogmi cattolici perche' la mia sessualita' la scelgo io.

Determinate a voler andare fino in fondo nel denunciare tale condizione, continuando ad attraversare i quartieri di questa citta' con la stessa rabbia e voglia di liberazione.


PUPOTTE RIBELLI

08 Mag 2008
Manifesti shock 2. Dalla donna proprietà della famiglia alla donna oggetto sessuale.
Come pensa di risolvere il problema Napoli di una città che ha visto il suo volto deturpato a causa dei rifiuti? Ovvio! spende per un manifesto  di cattivo gusto ignari di infrangere la sicurezza e i diritti umani visto che per offendere le donne si spenderebbe tutto l'oro del mondo.

Dopo l'articolo che parlava sul manifesto schokkante sulla violenza contro le donne a Napoli invece per ricordare la donna si mettono due seni prosperosi su un manifesto pubblicitario. Veramente non vedo nessuna differenza tra i due manifesti:
Uno ipocrita parla di violenza sulle donne mostrando la donna come una cosa di qualcuno, con l'aggravante violenze in famiglia e grave strumentalizzazione che illude alle donne con le occhi intasati di prosciutto che è un gesto di tutela ma ribadisce una volta per tutte che la donna è di qualcuno voluta da un organizazione fascio-maschista cattolica, l'altro è più  diretto e mostra una società che vuole il corpo della  donna come un oggetto nato solo per provvedere al piacere degli uomini nonchè l'esistenza femminile dove la sua importanza è data dal suo corpo, per quel motivo, con l'aggravante incidenti stradali.
 Mi scandalizza a parte pure il fatto che già il numero degli incidenti è molto alto quindi sarebbe un rischio e poi è una grande vergogna trasformare una città che anzichè risolvere il problema della monnezza la si fa più a misura d'uomo (di maschio), rendendo più importante il piacere maschile che la dignità della donna e l'incolumità di chi guida e si vede investito da un idiota ammaliato da questo manifesto, e già che ormai nel nostro paese siamo invasi da tette e culi e sono sparite perfino le donne, a parte che mi chiedo cosa centrino le tette con la pubblicità del Vesuvio, possibile che la donna venga usata per ogni cosa, viene sostituita ad un oggetto usata come fosse lei quell'oggetto in questione? (ecco perchè poi c'è tanta ignoranza e mancanza di istruzione in giro):


 
Spendessero più soldi per risolvere il problema dei rifiuti anziche spendere per due tettone enormi mettendo a repentaglio anche la sicurezza degli automobilisti che si vedono investiti da un porco distratto. Ormai tutto il mondo sa che anche con un bel vedere Napoli rimane un monnezzaio e nemmeno due poppe faranno cambiare l'Idea, anzi diamo l'immagine pure dei retrogradi, quindi non si risolve così il problema.

E noi grideremo : uomo al volante pericolo costante!

Il mio post non è razzista non è contro Napoli.

08 Mag 2008