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Affissione degli articoli inviati il: 03.04.08


no alla violenza sulle donne
Vi riassumo tutto: Non lasciamoci abbindolare
Quello che sto postando riguarda l'argomento del' l'emancipazione femminile in occidente, particolarmente in Italia.
Bene, L'italia si è dimostrato come un paaese che ci ha riempito le orecchie a furia di sentire che la parità è stata raggiunta che i nostri diritti sono stati conquistati, che ci piazzavano perfino le quote rosa per dimostrarci che si è raggiunta questa agognata parità di sessi. E infine: la violenza sulle donne è fatta dagli stranieri. E allora inizia la caccia all'immigrato, inquadrati come esseri maschilisti che picchiano e stuprano le donne che escono di casa.
La reazione nostra è stata quella del
24 novembre del 2007 quando noi donne siamo scese in piazza per denunciare no la violenza fatta dal rumeno o dal rom ma la violenza fatta dal maschio adulto con questo slogan : La violenza sulle donne non ha nazionalità ha solo un sesso", sfatando il luogo comune.
Le istituzioni italiane che come si sa sono controllate da lobby cattoliche, che un anno prima hanno fatto il Family Day scendendo in piazza solo a ribadire che la famiglia perfetta è quella eterosessuale (a parte il fatto che non aiutano nemmeno quella), e l'onorevole Buttiglione con le sue celebri frasi "La famiglia esiste per consentire alle donne di avere dei figli e di avere la protezione dell’uomo che si prende cura di loro”, pronunciata circa nel 2004 dopo Cristo, evocando la famiglia patriarcale dove l'uomo è padrone, che proteggono le donne a bastonate, dalla quale esse non possono uscire proprio perchè hanno dei figli e non hanno indipendenza economica, per poterlo fare. Ritornando al corteo del 24 novembre, nella popolazione maschile è tornata la paura del ritorno delle streghe. Inizia la caccia attraverso gli attacchi ai diritti, proprio quelli conquistati da quelle femministe che temevano tornassero. La 194, rafforzando medici che ci impongono di partorire, obiettando di continuo o la soluzione di ricorrere al femminicidio tramite mammane.  Con questo metodo il nostro corpo e il nostro ruolo non è libero, la libera sesusalità viene privata attraverso obiezioni perfino alla contraccezione orale, in una società che ci impone di essere madri se mancano le condizioni giuste per esserlo. Noi abbiamo manifestato contro ogni forma di violezione alla libertà femminile, iniziano gli attacchi maschilisti su quello a loro ostile: il corpo delle donne. Prima la Chiesa, poi manda la destra, i suoi babbuini che parlano in nome loro, imbottendoci di discorsi del tipo : difendiamo la vita, difendiamo i bambini. La mia voglia è quella di mandagli la statistica dei bambini che subiscono violenze e in particolare nella Chiesa. A seguito di questi attacchi che vogliono rendere le donne come pupazzi senza capacità di agire e scegliere su che cosa fare del proprio corpo oltre a rendere evidente come questi attacchi sminuiscono la figura della donna come valesse meno di un feto, le vite dei bambini, donne violate che subiscono all'interno delle sacre famiglie difese dai vari esponenti delle Destre e della Chiesa. Quelle non sono vite?
"Perchè la violenza sulle donne è problema di sicurezza" sento
spesso come sta a cuore quest frase alla destra, è evidente  come vogliono lavarsene le mani delle donne che subiscono violenze in casa. A parte qualche sentenza della Cassazione, poichè le leggi ci sono ma non vengono applicate. Si continua a pensare che la donna sia proprietà di suo marito, cosi come il suo corpo (oltre ad esserlo ovviamente quando esce di casa). Mancano leggi contro la violenza di genere in casa, mancano quelle contro lo stalking, che è l'avvertimento del femminicidio. Cito le parole di Franca Rame: Ancora oggi, proprio per l'imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la "fortuna" di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie.
Cito anche gli attacchi fati da gruppi di fascisti alla stessa
Franca Rame rievocando lo stupro, gli attacchi in politica a fini di strumentalizzare il nostro corpo a socpi elettorali, aggiungendo anche le battute di berlusconi rievocando il ruolo della donna che è quello di stare ai fornelli, di fare la bella in parlamento, di essere utile solo a letto e quello di essere mantenuta dal miliardario per risolvere il grande problema del lavoro femminile, un invito continuo di stracene a fare la calzetta ai mariti, insomma un modello voluto dagli uomini, che mi fa venire da chiedere: noi abbiamo per caso imposto un modello di vita all'uomo? Uomini, padroni di vita, di scelte, di corpi femminili. Ma perchè?
Quindi donne, ora che abbiamo tirato fuori le ovaie e militiamo in piazza stanno iniziando a temerci, perchè quello che temono è il nostro corpo, il grande potere che esso nasconde, perchè esso in prima persona è sempre offeso, trattato come un oggetto e demonizzato.  

03 Apr 2008
Napoli: stuprata in metropolitana
Vi riporto la notizia letta dal paese delle donne online, comunicata dall'UDI di Napoli su un fatto gravissimo avvenuto a Napoli ancora a danni di una donna, in un paese che il corpo della donna pare un oggetto che appartiene a tutti. Fatto gravissimo che delinea il fatto che la donna ovunque va fuori o in casa non ha sicurezza e rispetto come essere umano:

Una donna è stata stuprata, ancora, in metropolitana. Sarebbe potuto accadere dovunque, nelle nostre città, dove il rischio legato alla mobilità delle donne d’ogni età è l’unico parametro totalmente assente dalla cultura politica e sociale di chi progetta, e perfino di chi promette.

Sotto accusa in sistema “dell’assenza connivente” delle istituzioni.
Molti spot, molta retorica, qualche volta un po’ di propaganda: la politica del contrasto alle violenze sessuate, nel nostro paese, può essere riassunta così.

Il caso della giovane madre stuprata ed intimidita da un vigilante nel mese di Luglio nella stazione del Metrò, è illuminante su come “il patto sociale” non sia mai stato stipulato in ordine alla salvaguardia e alle libertà femminili.

Non c’è luogo né condizione per cui la violenza sessuata possa godere, da parte della politica, della stessa attenzione destinata ad altri reati. La codificazione della lunga esperienza femminista sulla radice e l’espressione della violenza esercitata dagli uomini sulle donne, è la base che ha finalmente nel 2005 aperto, proprio dalla città più disimpegnata su questo terreno, un confronto politico sulla salvaguardia e la responsabilità pubblica.
Da questo confronto escono sconfitti, sul terreno della laicità e della filosofia di governo, tutti i poteri: nel legiferare, nel destinare risorse, nel fare informazione.

Dopo fiumi di parole e propaganda, non ci meravigliamo del fatto che solo a distanza di mesi si sappia del danno subito da una donna, ed abbiamo l’amara consapevolezza che il sapere subito avrebbe avuto il solito effetto del molto rumore per nulla.
Conosciamo i nostri interlocutori, generalmente uomini, e sappiamo che, ancora una volta, dovremo porci il problema di sostituire i responsabili, svelando l’ignavia connivente di chi dice di voler proteggere i figli, mentre disonora le madri.

Le condizioni di migrante, disoccupata, single, separata, precaria non costituiscono motivo d’attenzione per le istituzioni, ma sono piuttosto il terreno dove la vittima è “meno” e il colpevole solo raramente è riconosciuto tale.

Il nostro obiettivo, ora, è di mettere una bacheca rosa dove le donne devono poter esercitare il loro diritto alla mobilità, migranti o native, ed essere informate e aiutate per vivere intere senza quell’obbligo di tutori, che, come in questo caso, non di rado si sentono liberi di tormentare, ricattare, abusare forse fino ad uccidere. Dopo i commissariati e i consultori, una bacheca rosa in ogni stazione della Metropolitana. La campagna di autofinanziamento inizierà sabato 5 Aprile, in occasione della Piazza Scarlatta.

03 Apr 2008
Rosa · 369 visite · 2 commenti
Categorie: Violenze di genere, Cronaca
My-yoyo lancia i distributori di sex toys per donne
my-yoyo-vending.gif picture by kikkazz
Fino a qualche tempo fa la pratica tutta giapponese legata alla presenza sempre e comunque, di distributori automatici che vendono di tutto e di più era considerata disdicevole in Italia, specialmente se si tratta di oggetti legati al sesso.

Ma il brand My-yoyo ha voluto dimostrare che anche in Italia il sesso non è più un tabù e ha così ideato i distributori di sex toys, di gingilli e giocattolini che stimolano la curiosità e le fantasie erotiche di uomini e donne.

Pensati per un pubblico femminile, i distributori di giocattoli erotici si presentano di colore rosa e se ne può usufruire in tutti quei luoghi tradizionalmente pensati per le donne: nelle toilette di locali fashion, ristoranti trendy, wine bar, centri benesseri, palestre, istituti di bellezza e parrucchieri.

Nel distributore, che ricorda quelli più famosi contenenti le merendine e le bibite, si possono così trovare dadi dell'amore, vibratori satinati da viaggio, paperelle vibranti waterproof, l'anello vibrante fucsia, il gel lubrificante massaggio corpo, le geisha balls.

Anche il funzionamento è esattamente uguale a quello dei distributori più noti: basta inserire i soldi, selezionare il prodotto che più piace e una scatolina fucsia arriverà direttamente nelle mani della signora.

Ma a chi sono rivolti i distributori? My-yoyo sostiene che, sulla base delle ricerche di mercato, si tratta soprattutto di donne con una buona cultura, tra i 25 e i 50 anni d’età, con una buona posizione sociale e una vita sentimentale soddisfacente.

Per ora il primo ad aver installato il distributore di sex toys My-yoyo è stato il Serendepico, storico locale milanese che ha voluto dedicare alle donne uno spazio tutto loro.

Intanto, fanno sapere da My-yoyo, tutti coloro che ancora non possono beneficiare dei distributori automatici di giocattolini erootici possono acquistare i prodotti direttamente online e in 24 ore riceveranno il "materiale" a casa.

E voi, siete pronte per i distributori di sex toys?

http://www.dgmag.it/sesso/my-yoyo-lancia-i-distributori-di-sex-toys-per-donne-12759

03 Apr 2008
E infine nel 2008 si scopre che un uomo se sposa la donna non è sinonimo di comprarsela..(ma purtroppo per ora solo la Cassazione)
Come precisavo qui, il luogo comune nel quale una donna che dice no equivale a si costituisce parte della cultura dello stupro. Compreso il chi tace acconsente.
Il famoso detto 'chi tace acconsente' non vale nei rapporti coniugali. Lo dice la Cassazione nel confermare la condanna ad un anno e tre mesi di reclusione, sospesi con la condizionale, nei confronti di un marito di Messina, Mario S., che continuava ad avere rapporti con la moglie nonostante lei non volesse. Per la verita', ricostruisce la sentenza 13983 della terza sezione penale, la donna, per paura di scenate "indecorose" per i figli esprimeva il suo rifiuto in maniera silenziosa anche se il marito "aveva la consapevolezza del rifiuto implicito della stessa".

Rientra nel delitto di violenza sessuale avere con la propria moglie rapporti carnali se questa acconsente al solo scopo di evitare scenate di fronte ai figli. Lo sottolinea la Cassazione, confermando la condanna a un anno e tre mesi di reclusione inflitta ad un uomo dalla Corte d'appello di Messina. L'imputato era accusato di aver costretto la moglie con la violenza a subire atti sessuali e di averla anche picchiata ripetutamente. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dei difensori dell'uomo definendo le morivazioni dei giudici del merito dotate di "logica, correttezza ed esaustivita'". Per la terza sezione penale di 'Palazzaccio', infatti, dalle dichiarazioni della moglie "era evidente che ogni qualvolta la stessa si era rifiutata di avere rapporti sessuali con il marito costui aveva reagito in maniera violenta, fino ad aggredirla". La donna, dunque, "aveva subito le voglie" del coniuge "solo per evitare ai figli di assistere a scenate poco edificanti", versione confermata dallo stesso imputato.
03 Apr 2008
L'italia è un paese che si riempie la bocca di parole che sembrano tutelare la vita dei bambini ma...
Sentite qua:

Un bidello quarantenne a Trento scatta foto ad alunne nei bagni di una scuola elementare. Alla fine ne molesta una che conosceva anche la sua famiglia.

Ieri c'è stata a Bologna l'ennesima difesa della "vita" fatta da Giuliano Ferrara (mi viene da dire con che coraggio può parlare di vita se non rispetta nemmeno la sua! ), che si riempiva la bocca, in nome della chiesa e delle varie destre di tutelare la vita dei bambini (che poi si è conclusa con la difesa quasi della morte visto che i suoi squadroni fascisti manganellavano ogni manifestante con una violenza inaudita). Ma uno stato che si impegna e fa di utto per tutelare i futuri bambini anche a costo di togliere la libertà di scelta alle donne perchè continua a tollerare che milioni di bambini siano vivime di tanti terribili abusi e violenze, perchè non si impegna a tutelare la vita dei bambini già nati? Perchè una chiesa si impone in primis e poi dall'altra parte investe denaro, vendendo l'infanzia dei bambini per coprire i reati più terribili: la pedofilia.

03 Apr 2008
Rosa · 114 visite · 0 commenti
Categorie: Violenze su minori

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