Altro caso di donne vittime di stalking e violenze non ascoltate dalla giustizia italiana.(il Resto del Carlino)
"L'unico provvedimento -riferisce ancora il quotidiano- è un foglio di via da Domodossola, non sono mai state applicate altre misure di sicurezza come l'obbligo di dimora, di firma o l'allontanamento. E il carosello continua".
"Non ho paura che mi uccida, io sono già morta" dice Pinuccia che indossa una maglietta con la scritta davanti "Sarò la prossima?" e dietro "No al femminicidio".
Pinuccia è finita più volte all'ospedale, anni di botte, di scenate di gelosia, di pentole d'acqua bollente tirate addosso, sempre più spesso di ospedali.
"Minacce, percosse, una volta mi ha addirittura investita con l'auto. Domenica mi ha aggredita di nuovo, sono svenuta e sono finita un'altra volta in ospedale" dice.
"Ho perso il conto -spiega- delle volte in cui ci sono finita". Ad affiancarla nella sua battaglia è stato il Consorzio intercomunale dei servizi sociali di Ossola, così Pinuccia se ne è andata di casa con i figli, portando via i vestiti di notte nei sacchi di plastica. Ora vive in una casa popolare e l'ex marito è sempre lì sotto.
Fate questo sondaggio:
Possibile che la legge continua a tollerare le violenze sulle donne in questo modo? Dopo tutto questo sono tratta ad una conclusione:
E questo sarebbe lo Stato che dovrebbe incoraggiarci a denunciare?
E’ storia vecchia. Talmente vecchia che si pensava ormai superata alla luce di un’accresciuta scolarizzazione e di decenni di rivendicazioni femminili. Ma ecco che arriva l’ultima indagine Istat, e la fotografia è quella di un Bel Paese (si fa per dire) dove i numeri della violenza parlano di un nuovo allarme sociale: in Italia 6 milioni e 743mila donne tra i 16 e i 70 anni sono vittime di violenza fisica (18%) o sessuale (23%).
Oltre la metà delle violenze avviene tre le pareti domestiche, il più delle volte per mano del partner, che nell’11,2% dei casi non rispetta neanche la gravidanza. E si stima un sommerso del 93%. A completare il quadro ci pensa l’Auser, con una campagna di sensibilizzazione sulle over 70 dove gli esperti assicurano un sommerso ancora maggiore e segnalano una nuova tipologia di prevaricazione, fatta di contenzione fisica, limitazione della libertà, diritti negati, prepotenza fisica o morale.
A esercitarla — ancora e sempre tra le mura di casa — può essere la badante, oppure figli e nipoti, spesso per motivi d’interesse. Sulla violenza di genere lavora da anni con impegno l’assessora provinciale alle Politiche Sociali, Pari Opportunità e Immigrazione Licia Canigola che lo scorso mese ha presentato al teatro delle Api di Porto Sant’ Elpidio la proposta di legge regionale n.212 del dicembre 2007 “Interventi contro la violenza sulle donne”, fortemente voluta e votata all’unanimità da tutte le consigliere.
Ancora in prima fila l’assessorato alle Pari Opportunità come partner per la realizzazione del complesso e articolato progetto Dim (donne in movimento), finalizzato ad una elaborazione omogenea su tutto il territorio regionale di obiettivi, strategie e metodologie di lavoro condivise con associazionismo, privato sociale e Istituzioni, di concreta utilità per la prevenzione della violenza di genere e la tutela delle vittime: “La violenza contro le donne e i bambini è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa -dice l’assessora promettendo tutto il suo impegno-. Purtroppo non conosce confini geografici o culturali e fino a quando continuerà non potremo dire di aver compiuto dei reali progressi sul territorio verso l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace”.
Patrizia Albanesi
Firmate le mie petizioni..



























Sindicazione

28.08.08 @ 09:23:06
da francesco80
comprendo lo sfogo di bmu ecc ...
28.08.08 @ 09:15:32
da francesco80
NON HO PAROLEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!
28.08.08 @ 09:12:15
da francesco80
ciao rosa...io non riesco a capire ...
28.08.08 @ 09:10:06
da francesco80