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Affissione degli articoli inviati il: 11.03.08

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no alla violenza sulle donne
Donne sciampiste, Gasparri vergognati!!!
"L'onorevole Gasparri dà voce a una tradizione davvero deprimente. Le sue parole rappresentano la conferma di una profonda mancanza di rispetto, di stile e correttezza nei confronti delle donne. Atteggiamento non nuovo parte di molti esponenti della destra".
 
Così Barbara Pollastrini liquida l'affermazione dell'esponente di An secondo il quale le candidate nelle liste del Pd sarebbero "sciampiste", mentre quelle delle liste del Pdl sarebbero "vere". A giudizio della ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, il dirigente del centro-destra "dovrebbe vergognarsi almeno un po' delle sue parole e chiedere scusa".


"Credo che Gasparri farebbe bene a rispettare di più le donne, tutte le donne, sia quelle candidate al Parlamento che quelle che lavorano nei saloni di bellezza, evitando epiteti offensivi". Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato e cadidata Presidente della Regione Sicilia.

"E' noto che nelle liste del Pd sono candidate donne assolutamente autorevoli - sottolinea Anna Finocchiaro -. Donne come Rosy Bindi, Livia Turco, Emma Bonino, Barbara Pollastrini, Marina Sereni, Giovanna Melandri solo per citarne alcune. Ed è anche noto che da sempre il centrosinistra candida ed elegge più donne, e più autorevoli, rispetto alla Destra. Fa piacere dunque che anche il Popolo delle Libertà abbia adesso capito che è necessario lasciare più spazio alle candidature femminili. Però non è certo mettendo tre donne in lista, se pure di tutto rilievo come Fiamma Nierestein, Souad Sbai ed Eugenia Roccella, che si cambia il profilo complessivo di una Destra che è e resta molto maschilista".


E' un epidemia che sta contaggiando la nostra società. Questo evidenzia il clima di maschilismo che circonda la nostra politica e più in generale la nostra società.
Perchè il quadro non è uno dei migliori. Nei media la donna  rappresentata vale ed ha usanza poco più di un oggetto in alternativa alla casalinga o casalingua, citando l'orgasmo da detersivo di cui parlò Emma Bonino, le donne sono discriminate ancora nel lavoro, una percentuale al di sotto della media UE e più vicina a paesi che hanno poco a che fare con la democrazia occidentale, sono sette milioni le donne che subiscono violenze (non tutelate), mobbing e discriminazioni. Cosa assurda quando la parola sciampista viene pronunciata da un esponente in un partito dove vengono elette veline e quel che mi preoccupa non è il fatto che vengano elette veline ma che viene usato il corpo femminile per ottenere voti e non solo con l'uso di donne bellissime, vi ricordate le strumentalizzazioni a scopo elettorali della 194?


io dico che dobbiamo ribellarci contro questa società che ci vede valere meno di un oggetto, usate come bamboline gonfiabili in tv, nei cartelloni, in politica e ci da delle sciampiste solo perchè donne. etichettate come delle ignoranti incapaci di prendere decisioni anche sul nostro corpo (infatti a parlare sono sempre uomini quando si tratta del corpo femminile, decidono loro come lo vogliono e come deve essere gestito). Io da donna e non solo per questo, sono stufa di vederci trattate come se fossimo cittadine di serie b, panda utilizzate solo per avviare campagne elettorali, per il piacere maschile, per alzare gli audience, per scaricare frustrazioni, come ammortizzatori sociali  e per riempire intere pagine di cronaca nera, visto che contro la violenza non si muove nemmeno un dito!!! e quello ad essere utilizzato per tutte questo che vi ho elencato è sempre il nostro corpo e mai le nostre idee come se fossimo contenitori vuoti o criceti da cavia. 

11 Mar 2008
Passi avanti nell'islam


E' un divorzio a suo modo 'romantico', quello imposto da un giudice del tribunale di Teheran a un marito iraniano che dovrà regalare più di 8.100 libri di poesie alla moglie
come saldo dell'impegno assunto al momento del matrimonio. In Iran la legge stabilisce che al momento del matrimonio venga stabilito un pegno, che il marito deve pagare al momento di un eventuale divorzio. Spesso si tratta di vere e proprie transazioni economiche, anche se qualcuno preferisce 'pegni' più romantici, come un certo numero di rose oppure - come in questo caso - libri di poesia. Nei giorni scorsi, ad esempio, un marito ha dovuto regalare alla moglie al momento del divorzio 124 mila rose rosse.

Il 'Mehrieh', questo il nome in farsi del pegno da pagare, è iscritto nel certificato di matrimonio ed ha un valore giuridico pari a una cambiale. Chi non paga, in base alle leggi attuali della Repubblica Islamica, potrebbe finire in carcere esattamente come chi emette assegni protestati. In questo caso al marito condannato l'acquisto dei libri di poesie costerà oltre 700 milioni di rial, equivalenti a circa 50 mila euro. La moglie abbandonata, figlia di un musicista, ha dichiarato al quotidiano Iran di non aver stabilito un pegno in moneta, in quanto nella sua famiglia "la poesia ha un valore maggiore del denaro e si addice più a un patto matrimoniale, che deve basarsi sull'amore e non sui beni materiali".

(fonte: alice)

11 Mar 2008
Rosa · 68 visite · 0 commenti
Categorie: donne nel mondo