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Parole chiave (tag): "caccia alle streghe"

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La caccia alle streghe continua....
Una vicenda sconvolgente del suicidio del ginecologo Ermanno Rossi, in servizio presso l’Ospedale Gaslini di Genova, indagato per il sospetto di aver effettuato aborti clandestini, senza rispettare la Legge 194, oltre a riportarci indietro di 30 anni, solleva il velo su alcune malefatte vaticane.
La prossima visita di Ratzinger a Genova, per esempio, che – guarda caso – prevedeva una tappa anche all’ospedale in cui lavorava Ermanno Rossi.
Tutto è nato dopo il racconto di una giovane donna. In un primo tempo si era rivolta all’ospedale Galliera. Di fronte alle difficoltà incontrate nell’ospedale della Curia, ha deciso di scegliere (o qualcuno l’ha indirizzata) la via dell’intervento in uno studio privato. La vicenda è giunta alle orecchie di un’amica della donna, una volontaria antiabortista, che ha chiesto un incontro al pm Sabrina Monteverde. Poi le indagini affidate al Nas, con intercettazioni telefoniche e pedinamenti. [...]
Il materiale sequestrato dai Nas, che ieri pomeriggio hanno consegnato al pm Monteverde i verbali di sequestro, è stato giudicato «interessante». Il pm Monteverde avrebbe trovato conferma alle accuse. Accuse che riguarderebbero nove casi di interruzione di gravidanza in contrasto con quanto prevede la legge 194. Che vieta gli aborti fuori dalle strutture sanitarie, oltre i 90 giorni di gestazione e in caso di minorenni, per le quali è indispensabile l’autorizzazione del tribunale dei minorenni.

Che pericoli porta alla chiesa una donna che abortisce? la troppa libertà della donna che sta dando contrasti ad un modello dove la donna dev'essere poco libera rispetto all'uomo?

Il 7 marzo a Bologna, davanti una farmacia, un gruppo di attiviste, hanno fatto una manifestazione di protesta per lanciare "una campagna di boicottaggio alle farmacie che non vendono il contraccettivo di emergenza (pillola del giorno dopo), lanciando del polistirolo a forma di pillola, con uno striscione “Fuori i nostri corpi dal vostro controllo” "Boicotta chi decide per Te!"  e attaccando adesivi sulla vetrina della farmacia. Il responsabile della farmacia aveva reagito in modo molto violento, insultando, aggredendo una delle militanti e cercando di stapparle il megafono, denunciando poi le manifestanti." La polizia si è presentata (chissà perchè quando una donna denuncia una violenza la polizia non c'è mai) La chiesa bolognese “scomunica” i militanti del Tpo che venerdì hanno protestato contro i farmacisti obiettori, sulla vendita della “pillola del giorno dopo”, e dedica loro un aggressivo editoriale sulla prima pagina di Bologna Sette, il supplemento bolognese del quotidiano Avvenire, organo dei vescovi italiani, che hanno espresso SI ALL’OBIEZIONE e righe di denuncia contro i manifestanti.
Quindi la difesa di un presunto diritto che però equivale ad un proprio e vero reato. Vista la presa di distanza del Presidente dei farmacisti bolognesi, Franco Cantagalli, dagli obiettori e soprattutto una circolare del 17 novembre, dell’ordine, che informa i farmacisti che se non rispettano la legge solo punibili con una multa, dai 3000 ai 18.000 euro, e soprattutto rischiano di essere incriminati per: « Omissione o rifiuto di atti d’ufficio e interruzione di servizio pubblico». Un vero e proprio reato sanzionato penalmente.

Nell’editoriale però sono sotto accusa i manifestanti:

«Se gli occupanti vogliono fare del loro corpo quello che più gli piace facciano pure, ma non pretendano di ottenere con la violenza e simili manifestazioni la cooperazione di chi, sulla base di dati medico-scientifici e professionali, è profondamente contrario: se così fosse violenterebbero la libertà personale e professionale di coloro che esercitano un servizio sanitario».
 
Va bene la condanna della violenza ma l’appello alla libertà professionale si scontra contro il rispetto del codice deontologico e soprattutto la legge: «Come già a suo tempo evidenziato in una precedente circolare non è previsto per i farmacisti l’obiezione di coscienza nella dispensazione dei farmaci». Questa l’informazione che hanno ricevuto tutti i farmacisti della città e firmata dal presidente Cantagalli.
Per di più un farmacista bolognese è indagato dai Nas.

sentite come si difendono:

 «Grande amarezza suscita questo episodio di violenza perchè le forze dell’ordine intervenute si sono limitate a proteggere i farmacisti, ma non hanno provveduto nè ad allontanare il gruppo nè a garantire il regolare esercizio del presidio sanitario della farmacia ». Parole chiare e soprattutto si sottolinea una strategia della tensione contro gli obiettori: «Sorge perciò naturale il timore di non essere più difesi all’interno delle proprie mura.
E’ molto verosimile che il fatto di via Massarenti abbia uno scopo intimidatorio: hanno voluto colpire una farmacia per educare centinaia di farmacisti. Questa è la strategia del terrore!». Insomma si tratta di una vera e propria guerra ideologica e la pillola del giorno dopo non viene considerata un farmaco: « Non cura nessuno e non ha nessun effetto terapeutico, a meno che non si vogliano considerare il concepimento e la gravidanza delle malattie. Ma allora all’origine dell’esistenza di ognuno di noi ci sarebbe una malattia! Che assurdità! Il ’Norlevò non è un farmaco, perciò non si può invocare il diritto alla salute per ottenerne la commercializzazione, e a maggior ragione è doverosa l’obiezione di coscienza ».

Questo l’invito ai farmacisti che secondo altre letture viene considerato un appello a trasgredire la legge, almeno fino ad oggi, che vieta l’obiezione di coscienza. pazzesco!


Facciamo chiarezza che qui non stiamo parlando di aborti ma stiamo parlando di contracezione, dove la donna sta trovando difficoltà anche nell'esprimere la propria libertà sessuale. La chiesa sta attuando una vera e propria battaglia sui nostri corpi anche sulla contraccezione. Appaiono violente chi vuole essere libera con il proprio corpo e la sessualità, ma appaiono nel giusto chi si oppone (xperchè questa è la violenza) di dare libertà alla donna, in argomenti che non dovrebbero nemmeno riguardagli. E' scandaloso il fatto che alla donna gli viene tappata la bocca su un diritto che gli spetta trattata come un oggetto senza parola e quelche più scandaloso che questo è una grave lesione e attacco alla democrazia, al laicismo e alla parità sessuale.



10 Mar 2008