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Affissione degli articoli inviati il: 02.04.08


no alla violenza sulle donne
Italia : crescono gli aborti clandestini: è allarme

In Italia ci sono ancora almeno 55 aborti illegali al giorno. L’ultima stima dell’Istituto superiore di sanità (relativa al 2006) mostra che la piaga delle interruzioni di gravidanza clandestine non è ancora stata eliminata. Anzi: «La percezione in corsia è che ci possa essere una recrudescenza del fenomeno per il clima da caccia alle streghe scatenatosi negli ultimi mesi — dice Mauro Buscaglia, 62 anni, primario dell’ospedale San Carlo —. Le difficoltà con cui le donne devono fare i conti per abortire e gli ostacoli che i medici non obiettori incontrano nella carriera possono favorire la ripresa delle interruzioni di gravidanza fuori dagli ospedali pubblici».


Il ginecologo, non obiettore da una vita,
aveva raccontato al Corriere di essere costretto a fare ancora aborti perché i neolaureati non ne vogliono sapere. Il problema delle interruzioni di gravidanza illegali, per il momento, riguarda soprattutto le immigrate. In particolare quelle irregolari che cercano la strada spesso più veloce (e rischiosa). «In molte fanno ricorso al mesoprostolo, un farmaco antiulcera in grado di procurare un aborto — sottolinea Buscaglia —. Altre finiscono nelle mani di medici che operano di nascosto fuori dalle mura ospedaliere. Non bisogna abbassare la guardia: il ricorso agli aborti fuorilegge rischia di allargarsi ».


Le statistiche forniscono ancora numeri choc,
anche se la situazione è decisamente migliorata rispetto a trent’anni fa. Nel 2006 le interruzioni di gravidanza clandestine sono state 20 mila (contro le 130 mila effettuate secondo la legge). Prima dell’entrata in vigore della 194 del ’78 avevano toccato quota 350 mila. Per scendere alle 100 mila del 1983. «L’aborto illegale era arrivato a essere la terza causa di morte dopo le emorragie e l’ipertensione —ripete Buscaglia, che da giovane medico alla Mangiagalli ha visto arrivare in ospedale donne devastate dalle mannaie —. Sono convinto che, se abortire in ospedale diventa sempre più complicato, chi lo vuole fare si rivolge altrove».


Spesso i medici diventano obiettori più per necessità di carriera
che per convinzione.
Questo, almeno, il pensiero di Buscaglia: «Chi accetta di fare interruzioni di gravidanza rischia di essere penalizzato nella professione — denuncia il ginecologo —. Così in molti rinunciano, almeno all’interno dell’ospedale. Quello che succede fuori è difficile da dire. Ma sono preoccupato, inutile negarlo ». In una recente intervista al Corriere della Sera, Vicky Claeys, direttore per l’Europa dell’International Planned Parenthood Federation, il network mondiale per la tutela della maternità e della salute sessuale con sede a Bruxelles, aveva avvertito: «Il clima che si respira in Italia è preoccupante. Le conseguenze dietro l’angolo sono due: chi ha i soldi va all’estero, le altre rischiano di tornare agli aborti clandestini».

Simona Ravizza (IL CORRIERE)


02 Apr 2008
Rosa · 103 visite · 0 commenti
Categorie: Aborto, Autodeterminazione, Diritti
Majin Bu fatti uno spuntino di uova e pomodori!
Scontri a comizio Ferrara ...

Come previsto si è presentato anche a Bologna, dopo le sue violente intromissioni a Livorno, Padova e Firenze. Ci minaccia perfino candidandosi a premier. Un gruppo di giovani dei centri sociali, che peraltro aveva preannunciato la propria azione dimostrativa, si è presentato tra il pubblico ha cominciato a fischiare e urlare non appena il direttore del Foglio, candidato premier della lista «Aborto? No Grazie», ha dato il via al suo intervento.

POMODORI E MORTADELLA - Non si è trattato di un episodio circostcritto perchè per contestare Ferrara in piazza c'erano un migliaio di persone. Secondo quanto riferiscono i testimoni, in un primo momento sono volati pomodori, quadretti di mortadella, uova e bottigliette d'acqua. Ma poi s'è vista volare anche anche qualche sedia, presa da un bar che affaccia sulla piazza. La tensione è quindi cresciuta, per culminare nel momento in cui Ferrara ha preso la parola. A quel punto alcuni dei contestatori hanno cercato di salire sul palco e sono stati respinti dagli agenti di polizia. Lo stesso candidato premier ha rilanciato alla folla un pomodoro che era stato gettato sul palco. I contestatori hanno poi detto che ci sono stati 15 persone contuse per la reazione della polizia fascista e i tadfferugli che sono seguiti al tentativo di salire sul palco per impedire il comizio. 


DOPO LE MINACCE DI MAJIN BU,  stato comunque costretto alla fine a lasciare la Piazza su un'auto scortata dalla polizia e presa di mira dai contestatori che le hanno scagliato contro anche due bottiglie di vetro«Questa non è democrazia, non mi fate parlare - ha detto Ferrara -. Domani finirete su tutti i giornali, siete contenti? Avete contestato il comizio ma non siete a riusciti a impedirci di parlare a Bologna». «Un clima incivile» ha poi affermato l'ammasso di ciccia.

Inoltre il sindaco di Bologna accusa questo avvenimento come una mancanza di democrazia ma non pensa che anche le donne subiscono ogni giorno negli ospedali, dall'avvenimento di Silvana ad oggi una totale mancanza di diritti e democrazia. Perchè si sa quando un uomo viene attaccato, succede un casino di ordine sociale, mentre una donna....

La violenza che i manifestanti facevano al grande e grosso e indifeso Ferrara ha tanto preoccupato più della vicenda in cui un agente ha attaccato una ragazza delle manifestanti, Se continua così diventerà legale picchiare le donne. In prima fila c'erano soprattutto ragazze di vent'anni. E a loro sono andate le manganellate. Che qualche poliziotto si sia lasciato andare se ne sono accorti anche i funzionari della Digos, e uno di loro ha fermato con uno schiaffo un agente che se la stava prendendo con troppa violenza con una ragazzina.

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02 Apr 2008
Ma qualcosa in Puglia si muove



La giunta regionale ha deciso che, tra un mese, in Puglia gli anticoncezionali saranno  gratuiti per le donne a basso reddito ed emigrate. L'assessore alla Sanità della Regione Puglia, Alberto Tedesco: «E' una decisione che ha l’unico obiettivo di tutelare la salute della donna, di contrastare la piaga insostenibile dell'aborto e di attivare politiche di prevenzione consapevoli e condivise»

BARI - Tra un mese in Puglia anticoncezionali gratis per le donne a basso reddito ed emigrate: “E' una decisione che ha l’unico obiettivo di tutelare la salute della donna, di contrastare la piaga insostenibile dell’aborto e di attivare politiche di prevenzione consapevoli e condivise”. Così l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Alberto Tedesco, spiega oggi la decisione – unica del genere in Italia – presa ieri dalla giunta regionale: i medici dei consultori in Puglia potranno distribuire anticoncezionali gratis alle ragazze, alle donne con basso reddito e con esenzione del pagamento del ticket, alle extracomunitarie, alle neo comunitarie e alle donne che hanno partorito da poco tempo. La delibera approvata entrerà in vigore tra un mese circa: potranno essere distribuiti la pillola concezionale, l’anello vaginale, il cerotto e contraccettivi di nuova generazione. Non sarà distribuita, malgrado richieste fatte in questo senso dai consultori, la pillola del giorno dopo. Alle critiche dell’opposizione di centrodestra che ha lanciato l'allarme affermando che si è “di fronte ad una moratoria sulle nascite”, Tedesco risponde: “L'atteggiamento oscurantista e bigotto dell’opposizione di centrodestra tende a strumentalizzare un tema fortemente sentito dalla popolazione femminile pugliese e a farne beceramente oggetto di campagna elettorale”.

“Non è una iniziativa – spiega Tedesco – che rimane fine a se stessa ma si inquadra all’interno di una strategia più ampia che va dall’attivazione di campagne di educazione sessuale, al rafforzamento della rete consultoriale, così come prevede la bozza di piano regionale di salute che porteremo all’approvazione del consiglio regionale”.


La gazzetta del mezzogiorno

02 Apr 2008
Denunce alla Procura per la pillola del giorno dopo negata, un clima che vieta la libertà sessuale femminile
In due ambulatori di guardia medicia di i medici si sono rifiutati di prescrivere  la pillola del giorno dopo a due ragazze. E' così scattata l'inchiesta interna della Asl 5 di Pisa e il direttore sanitario annuncia al Tirreno che farà una segnalazione alla Procura dela Repubblica ipotizzando il reato di interruzione di pubblico servizio. Segnalerà anche il caso all'Ordine dei medici per violazione del codice deontologico. 

La storia.  
Il primo episodio è avvenuto alla vigilia di Pasqua quando  una ragazza di circa 20 anni è andata, insieme al fidanzato,  alla guardia medica del villaggio 'I Passi' e sul portone ha  trovato un cartello sul quale c'era scritto «Presso questo  ufficio non viene prescritta la cosiddetta pillola del giorno  dopo». Il secondo caso segnalato all'Asl è accaduto nella  notte tra mercoledì e giovedì scorsi quando una ragazza si è  fatta accompagnare da una amica al pronto soccorso dell'ospedale  Santa Chiara. Qui le hanno detto di far riferimento alla guardia  medica perchè c'erano troppe emergenze in corso. "Abbiamo  telefonato alla guardia medica - ha raccontato la ragazza - ma  ci hanno risposto che era meglio restare al pronto soccorso  perchè nessuno dei medici ci avrebbe prescritto il farmaco». 

La prova del Tirreno.
E così funziona ancora alla Guardia medica. Il Tirreno ha inviato l'altra sera una propria collaboratrice in veste di paziente. I cartelli erano stati tolti dalla porta a vetri di ingresso ma lasciati su una vicina macchina dal caffè. Il medico di turno, una dottoressa, ha ripetuto il no alla nostra collaboratrice. "Vada dal suo medico che conosce la sua storia clinica". All'obiezione che sarebbero passate molte ore, e dunque ridotta l'efficacia del farmaco, la dottoressa ha nuovamente replicato - a riprova che non era un problema legato alla conoscenza o meno della storia sanitaria della paziente - di andare allora in mattinata a un consultorio o al distretto sanitario.

Le denunce.
L'Asl intanto annuncia un'inchiesta severa sulle guardie mediche con denuncia all'autorità giudiziaria di chi si è rifiutato di fornire la pillola che non è un medicinale abortivo ma anticoncenzionale. L'Asl 5 ha invece precisato che  al pronto soccorso dell'Azienda ospedaliera-universitaria pisana  (Aoup) la 'pillola del giorno dopo' viene regolarmente somministrata e lo è stato anche in uno dei due casi segnalati dal Tirreno, dove la paziente si è rivolta dopo il rifiuto della Guardia medica.

Le polemiche.
Intanto monta la polemica anche politica. Secondo Alessandro Capriccioli, membro di Giunta dell'  Associazione Luca Coscioni è 'incivile' il comportamento dei  medici del servizio pubblico che si rifiutano di prescrivere la  pillola del giorno dopo mettendo così in atto quotidianamente  un diverso tipo di soccorso, in favore del fronte confessionale.  «Pisa è una città a rischio di deriva clericale - aggiunge  Marco Cecchi dei Radicali di Pisa -. Rifiutare la prescrizione  di questo farmaco è un tipo di obiezione di coscienza  particolarmente odioso» mentre consiglieri regionali della  Sinistra Arcobaleno Alessia Petraglia (Sd), Monica Sgherri  (Prc), Bruna Giovannini (sd) e Roberta Fantozzi (Prc) chiedono,  in un'interrogazione, che  la Giunta regionale si attivi per  prevenire il ripetersi di eventi simili» . 
  Di diverso parere il ministro della Pubblica Istruzione  Giuseppe Fioroni secondo il quale «La libertà di coscienza  afferisce a qualcosa che è sancito con grande chiarezza nella  Costituzione italiana. Le inchieste sui valori costituzionali -  ha proseguito il ministro - mi sembrano una cosa fuori luogo.  Penso che decidere ciò che è appropriato e opportuno vada  lasciato alla professionalità e alla competenza dei medici». «Penso - ha proseguito Fioroni - che sia stata presa una  pericolosa china in questo nostro Paese, sicuramente non  appropriata, quando si pensa di dover affidare al Parlamento la  prescrizione e la stesura delle ricette e - ha concluso -  stabilire quando un farmaco, in Italia come nel mondo, è  appropriato per la propria utilizzazione». Al ministro replica  Marisa Nicchi, candidata alla Camera per la Sinistra L'  Arcobaleno: «E' evidente - dice - che il clima politico pesante  a cui fa riferimento viene alimentato proprio da coloro che  vogliono colpevolizzare le donne nelle proprie scelte. Un  ulteriore segno di intolleranza. Prima di tutto si rispetti la  volontà delle donne che in questo caso non aveva niente a che  vedere con la libertà di coscienza dei medici».


ARTICOLO
02 Apr 2008