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Affissione degli articoli inviati il: 19.03.08


no alla violenza sulle donne
Cassazione, condanna a 15 mesi per manomorta in autobus: è violenza sessuale
contro violenza maschile sulle donne

ROMA
- In autobus aveva palpeggiato ripetutamente la coscia della sua vicina di posto: per questo dovrà scontare una pena a un anno, tre mesi e 15 giorni di reclusione per violenza sessuale. A stabilirlo è stata la Cassazione, che ha confermato la sentenza della Corte d'Appello di Palermo.

La Suprema Corte ricorda che perché si possa configurare il reato "la violenza richiesta non è soltanto quella che pone il soggetto passivo nell'impossibilità di opporre tutta la resistenza voluta, tanto da realizzare un vero e proprio costringimento fisico, ma anche quella che si manifesta che fingeva di dormire mentre compiva le pesanti avances. Lo ha deciso la Cassazione con la sentenza 12157 in tema di violenza sessuale nel compimento insidiosamente rapido dell'azione criminosa, così venendosi a superare la contraria volontà del soggetto passivo".
Infatti l'uomo condannato, Andrea V., 57 anni, di Trapani, era finito sotto processo per avere commesso, sulla corriera Palermo-Trapani, una "pluralità di atti sessuali", palpeggiando insistentemente la coscia della donna, che aveva avuto un'immediata reazione, allontanandosi dal posto occupato e chiamando il fratello al telefono per raccontargli quanto era accaduto.

All'arrivo del pullman il fratello della ragazza aveva rimproverato vivacemente Andrea V., ottenendo da questi la promessa che il fatto non si sarebbe ripetuto. La denuncia della donna è comunque scattata e la Suprema Corte oggi ha confermato la condanna, rigettando la richiesta d'annullamento per via della mancata reazione 'plateale' della vittima.Di qui, il rigetto del ricorso di Andrea V. che, oltre al pagamento delle spese processuali, dovrà anche sborsare due mila
euro alla vittima costituitasi parte civile.

Così la
mano morta diventa violenza sessuale e ci liberiamo dalla condizione di proprietà e di oggetto che siamo sempre state poste nei secoli in una società dove all'uomo era tutto permesso, se si impostasse una nuova cultura che inibisce questi atti e queste troppe libertà in campo sessuale date all'uomo, allora la donna verrebbe più rispettata, che poi è tutto alla base della cultura dello stupro, che poi nella nostra cultura maschilista lo stupratore in tempi non tanto remoti era considerato un figo, e la vittima una puttana è cosa ormai nota (vedesi matrimonio riparatore o stereotipi  e sentenze sulle minigonne, verginità e balle varie, c'è mancato poco sapevamo anche di che colore erano le mutande della vittiima).Finalmente la giustizia si è svegliata! Ricordiamoci che la donna non è proprietà di nessun uomo come una società mal impostata dove è stata data troppa libertà e dominio maschile ha sempre voluto e permesso che le donne subiscono abusi e violenze per una falsa e impostata concezione di donna alla pari di un oggetto sessuale e di proprietà maschile. Bisogna partire all'educazione di genere nel rispetto della donna che purtroppo e molto spesso non viene rispettata a causa di un immagine distorta che le si da dai mass media e nell'educazione nelle famiglie, queste sentenze sono un passo avanti per una nuova educazione culturale, Ben guardarsi prima di alzare le mani su un qualcosa che non vi appartiene: IL CORPO FEMMINILE, sempre attaccato in ogni tema, perfino questioni come la gravidanza, cio' delinea ancora il senso di proprietà che l'uomo esercita sul nostro corpo e più in generale l'autodeterminazione, poichè i gesti usati sono allo scopo di sottomettere la donna. Ricordati di firmare la petizione cliccando sull'immagine.
19 Mar 2008
Rosa · 81 visite · 0 commenti
Categorie: Violenze di genere, Cronaca
Ma sono veramente questi i requisiti che deve avere una donna per essere eletta ministra?


 "Crescono le quotazioni che vorrebbero Mara Carfagna prossimo ministro, in caso di vittoria elettorale del Pdl. Laureata in giurisprudenza, sesto posto al concorso di Miss Italia nel 1997, ex valletta televisiva, eletta alla Camera dei deputati nella Circoscrizione Campania 2 nel 2006, l'onorevole Carfagna si ripresenta nella stessa circoscrizione ma questa volta collocata al terzo posto della lista, dopo i nomi di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini".

"Ho avuto un momento di esitazione, poi mi sono ripreso: ehi Silvio, sei tu: volevo dirti che il tuo intervento a Gubbio mi e' molto piaciuto''. Ed e' stata proprio la Carfagna l'oggetto occasione dello scambio di pubbliche missive tra il presidente Berlusconi e sua moglie Veronica Lario. Il leader di Forza Italia dichiaro' pubblicamente il suo debole per la Carfagna (''Se non fossi sposato, la sposerei subito''). La signora Lario, qualche giorno dopo, invio' una lettera al quotidiano ''la Repubblica'' (''Pretendo pubbliche scuse da mio marito''), che poi venne pubblicata in prima pagina il 31 gennaio 2007. E' nota anche una certa invidia nei confronti della Carfagna da parte delle altre donne leader di Forza Italia (Michela Vittoria Brambilla, Stefania Prestigiacomo."

Siamo scesi così in basso?. Sentite i requisiti che per il PDL deve avere una donna per essere eletta ministro delle pari opportunità (pari opportunità??). insomma come eleggere un mafioso come ministro della giustizia (già successo, in Italia è tutto possibile). Tutto richiesto tramite il talento. Ma per una donna è richiesto così poco (o cosi tanto per chi non è bella) per essere eletta dal PDL?

Vorrei proprio sapere il numero di donne tenute fuori dalle candidature ma Donne, perchè non avevano questi requisiti da show televisivo.

Un pò analoga alla grave situazione della donna nella Mediaset di Berlusconi, ma se è in politica è ancora più grave. Qui si stanno promuovendo stereotipi in cui una donna deve avere solo qualità estetiche, promuovendo un inferiorità in base al sesso di appartenenza. Dalle celebri frasi del nano ci si poteva aspettare di tutto "E' una donna ma è brava". Per lui le donne sono solo oggetti, se no perchè quel pullulare di veline, strumentalizzazioni alla 194 e battute stupide di ogni tipo alle donne, comprese donne di grande potere come la Thatcher, che se potrei raccogliere in un libro farei più pagine della Bibbia?
Il PDL sta strumentalizzando la questione della scarsa rappresentanza femminile per eleggere veline, cagnoline, cioccolatine, galline, guardando ancora una volta con visione maschile (e maschilista) la politica. Mi stupisce il fatto che diceva che non eravamo pronti per avere più  donne in Parlamento, il problema che si riferiva alle donne vere, perchè allora quando si tratta di queste donne chissà perchè la disponibilità c'è sempre. E poi  sono quelle del PD ad essere sciampiste. Siamo sempre punto a capo: o bassa rappresentanza femminile composta da poche donne  ai vertici o tante donne in fondo alle liste (come ha fatto il PD) o una bassa rappresentanza femminile con tante donne ma senza qualità, perchè piazzata lì per aumentare un numero di elettori (maschi) quindi mercificazione del corpo femminile e ancora un altra visione della politica come qualcosa distante dalle donne, ma ci vogliono far veramente credere che siamo noi quelle distanti dalla politica, anche se continuando così finiremo per esserlo. Questa specie di prostituzione femminile deve finire, ma almeno la situazione migliora rispetto ai tempi dove per requisiti si chiedeva quanti p*mpini una donna avesse fatto nella precedente vita "lavorativa" (Cicciolina). Firmate la petizione.

19 Mar 2008
comunicato del presidio di Perugia
"Circa quaranta donne della Rete delle Donne Umbre e del Sommovimento femminista di Perugia sono scese in piazza e hanno fatto sentire la propria voce. L'appuntamento del presidio del 18 è stato indicato come appuntamento nazionale dai tavoli romani delle femministe e delle lesbiche ma viene da lontano: da un percorso di iniziative, incontri, dibattiti in cui il movimento femminista umbro ha elaborato e prodotto un pensiero differente sui femminicidi che si sono consumati nel nostro territorio: da Barbara Cicioni a Meredith Kercher  i corpi e le vite annientate delle donne sono stati presi a pretesto per parlare di altro: I media, anche quelli locali,  hanno creato intenzionalmente allarme sociale alimentando la paura dell'altro, del diverso ma L'ASSASSINO NON BUSSA HA LE CHIAVI DI CASA!!!. Secondo Maria, 35 anni insegnante si stanno strumentalizzando questo tipo di violenze come pretesto per aumentare la “sicurezza” all’esterno, mentre invece non si va a guardare cosa accade all’interno delle case.
“Sento nelle ragazze la paura di uscire e una certa rassegnazione a vivere in un clima di paura che preclude loro la libertà all’esterno. Ma la paura va sfatata.” Ritiene Maria
.La politica istituzionale, inseguendo l'agenda dettata dei media, si è preoccupata  solo dell'immagine "pulita" delle città, dichiarazioni autorevoli del tipo: " Questi delitti sono estranei alla  nostra città, alla cultura della nostra gente" ma i fatti parlano chiaro: C'è troppo odio verso le donne: è la più lunga guerra che si conosce. LA VIOLENZA MASCHILE è TRASVERSALE ALLE SOCIETA', ALLE CLASSI, ALL'ISTRUZIONE, ALLE METROPOLI COME AI PICCOLI CENTRI.
Abbiamo denunciato l'inadeguatezza e l'insufficienza dei servizi locali in grado di contrastare la violenza maschile sulle donne, solo a titolo esemplificativo: manca una rete realmente integrata dei servizi, un piano organico di formazione  per tutti quegli attori/attrici che si fanno carico del fenomeno della violenza, percorsi educativi nelle scuole orientate al rispetto della differenza di genere e delle differenze tutte, l'Umbria è una delle pochissime regioni che non ha mai avuto un vero e proprio Centro antiviolenza.
E' anche  grazie a questo percorso, fatto di una pratica politica quotidiana e faticosa , all'esperienza di donne in costante relazione tra loro  che associazioni come Giuristi Democratici, Ossigeno, Differenza donna, il Comitato Internazionale 8 Marzo (associazione umbra che fa parte della rete delle donne e che vanta un'attività ventennale) hanno attivato incisivamente il percorso che le ha portate a costituirsi come parte civile al processo. Tutto ciò dimostra che la soggettività femminista non diviene solo con l'individuazione di nuovi concetti che permettono di decostruire i poteri-saperi che sottendono il discorso sul femminile, ma anche grazie alla creazione di contesti che permettono di creare una ricchezza di scambi che sono impensabili nei contesti abituali,  luoghi di elaborazioni e confronto attraversati da molteplici soggettività. "

Per la rete delle donne la sicurezza per una donna è soprattutto “un lavoro a tempo indeterminato, un salario che permette di arrivare a fine mese, è il non dover scegliere fra maternità e lavoro, è il diritto di esercitare l’autodeterminazione, cioè la libertà di disporre della propria vita e del proprio corpo in una città che sia aperta e solidale a misura di donne e uomini”.

E Beatrice, studentessa perugina di ventitré anni, esprime tutto il suo rammarico pensando alla fine fatta da Barbara. “Mi ha fatto effetto pensare che nessuno ha saputo aiutarla. A volte chi riceve segnalazioni sottovaluta la violenza reiterata. Barbara è vittima anche del silenzio che le si è creato intorno.”

Femminicidio di Barbara Cicioni: ammessa la costituzione dei Giuristi Democratici come parte civile  

In data 18 marzo 2008, il Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Perugia dott. Micheli ha ammesso la costituzione dei Giuristi Democratici come parte civile nel processo a carico di Roberto Spaccino, indagato per l'omicidio, in data 24 maggio 2007, della moglie, Barbara Cicioni, incinta di otto mesi e mezzo, commesso "con crudeltà" e "per futili motivi" (consistiti in una discussione famigliare) nonché per i maltrattamenti a carico della moglie ( "con  continue ingiurie, percosse, violenze psicologiche, nel corso dell'intera vita matrimoniale fino all'avvenuto omicidio") e dei figli con "violenza psicologica".  
A fondamento della propria costituzione come parte civile nel processo, pur non avendo come unico scopo sociale statutario la specifica difesa dei diritti delle donne, quanto piuttosto quello di "difesa ed attuazione dei principi democratici, di uguaglianza ed antifascisti della Costituzione e delle Convenzioni in difesa dei Diritti Umani", i Giuristi Democratici hanno rimarcato la loro costante attività per il riconoscimento a livello sociale, normativo ed internazionale della donna come soggetto di diritto, e per l"eliminazione di ogni forma di discriminazione basata sul genere o sull"orientamento sessuale.

Nello specifico, l'avv. Monica Miserocchi, che rappresentava in giudizio l'Associazione, e la dott.ssa Spinelli Barbara, che collabora al caso, entrambe attive nel gruppo di lavoro "Genere e famiglie" dei Giuristi Democratici, hanno sostenuto che  i fatti contestati all'imputato rientrano nell'ipotesi di "femminicidio", (ogni pratica personale o sociale violenta fisicamente o psicologicamente, che attenta alla integrità, allo sviluppo psico-fisico, alla salute, alla libertà o alla vita della donna, col fine di annientarne l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico, fino alla sottomissione o morte della vittima nei casi peggiori (..) il femminicidio è un fatto sociale: la donna viene uccisa in quanto donna, perché non accetta di ricoprire il ruolo che l'uomo o la società vorrebbero impersonasse) e che, in quanto tali, "hanno provocato una lesione del diritto soggettivo proprio dell'Associazione Nazionale Giuristi Democratici, da intendersi quale lesione dell'interesse concreto alla salvaguardia di situazioni storicamente circostanziate, di esplicita violazione dei diritti fondamentali delle donne e dei bambini riconducibili ad una cultura che non riconosce a tali soggetti la piena dignità di persone, ed in quanto tali assunte dall'associazione per farne oggetto delle proprie cure ai sensi delle finalità statutarie". La ammissione della costituzione dei Giuristi Democratici come parte civile in questo processo ha una fortissima valenza simbolica, in quanto riconosce che il femminicidio, e nello specifico la violenza domestica, non rappresentano solo una lesione dei diritti della donna, un fatto privato, né tantomeno sono un "fatto di donne" (come sarebbe avvenuto se fossero state ammesse solo le associazioni aventi per scopo la difesa dei diritti delle donne) ma costituiscono una profonda ferita per la società tutta, che, nel momento in cui alla donna non viene riconosciuta la dignità di Persona ed in quanto tale viene fatta oggetto di discriminazioni e violenze, è collettivamente responsabile per l'eliminazione di quella cultura patriarcale e di quegli stereotipi misogini e sessisti che ancora oggi minano l'autodeterminazione, la libertà, la vita delle donne ed il sereno sviluppo dei bambini che, in ambito famigliare, assistono a queste violenze e ne subiscono le conseguenze in termini psicologici.

19 Mar 2008
Diventa anoressica pure tu!

Non è poi tanto distante dal messaggio che ci propongono ogni giorno i mass media a noi donne con questo video di satira. Perchè questa frase viene ogni giorno pronunciata indirettamente da oggi pubblicità ed ogni programma dove ti impongono di essere magra, bella e possibilmente taglia 40 e nessuna campagna contro l'anoressia, questo è un vero e proprio incoraggiamento all'anoressia Dove dietro questo c'è tanta misoginia. Tante ragazzine si ammalano di anoressia e molto spesso arrivano alla morte. E tutto questo a causa di una cultura patriarcale che giudica la donna in base alle sue qualità estetiche in un ruolo femminile che è ancora quello di essere la moglie, la figlia e l'amante o solo un oggetto per sfogare i piaceri maschili. E l'amore dov'è? Non è possibile che i mass media propongono e educhi l'uomo ad un modello di poco amore e rispetto per le donne. Ora si spiega la facilità di uccidere o stuprare una donna che hanno molti uomini (che poi sembra un vero e proprio incitamento da parte dei media, come il continuo esporre di notizie di violenze suelle donne mai punite), che l'epoca dell'amore sia finita?. Ormai la donna nell'immaginario maschile è  una proprietà, un oggetto per sfogare il suo potere e le sue pulsioni sessuali, sempre giovane e bella e non deve mai invecchiare, figuriamoci ingrassare. . Donne che sembrano esistere solo nei nostri mass media come vittime, autori di violenze o donne esteticamente attraenti con milioni di bombardamenti nelle televisioni di creme antirughe, anticellulite e più ne ha più ne metta. Ma di questa emergenza sociale non se ne parla mai, anzi sembra un vero e proprio incoraggiamento. L'anoressia e la bulimia sono in rapida crescita nei paesi occidentali.In Italia circa l'1% degli adolescenti soffre di anoressia, circa il 5% di bulimia e l'8% e il 15% presentano disturbi alimentari e comportamenti a rischio.
Isabelle Caro - Nolita
Oggetto del contendere i manifesti della campagna pubblicitaria firmati dal fotografo che ritraggono una modella anoressica. E così all'annuncio dato dal sindaco Moratti sulla prossima rimozione dei manifesti,  Toscani replica che si tratta di una "censura, segno di una città che ha paura, una città cattiva e razzista".  Una decisione che ha spinto il fotografo a replicare: "Non penso che tutti la pensino come il sindaco. Censura, spiega Toscani, perché "hanno paura di perdere il consenso, il loro potere" il potere che ha Milano nel mondo nel campo della moda. Toscani aveva già detto in passato che Milano è in ritardo rispetto ad altre città europee, e conferma che anche questa decisione lo dimostra: ''Moriranno eleganti a Milano. Moriranno magri, anoressici, ma eleganti''. Milano, aggiunge, "è una città che ha paura. E' una città che non ha più la generosità di una volta. Che non ha più né la fantasia, né la capacità artistica di una volta. E' una città seduta, cattiva, razzista che non riesce a risolvere i problemi moderni come tutte le grandi città. Ci conoscono per le borse e le scarpe che sono prodotti da terzo mondo. Non ci conoscono per prodotti dell'ingegno". l'anno scorso hanno  eletto una miss che aveva perfino la taGlia 38!
Nella cultura occidentale, il modello di successo femminile non viene collegato a meriti o a talenti della donna, ma al matrimonio che essa contrae. Il modello femminile tradizionale è quello della donna che realizza se stessa con un buon matrimonio, cioè sposando un uomo di buon livello socio-economico.  Negli ultimi anni, gli stereotipi e i modelli femminili offerti dai media hanno acquisito caratteristiche ancora più negative, attraverso i personaggi proposti dalla TV, come le veline e le vallette. Si tratta di donne giovani che non fanno nulla, ma si limitano a mostrare parti del loro corpo muovendosi in modo seduttivo. Molte ragazze vorrebbero assumere quei ruoli, e per questo alcune di esse sono disposte anche ad offrire "prestazioni sessuali", come i recenti scandali hanno rivelato. Queste ragazze sono cresciute vedendo pubblicità seduttive e
TV spazzatura, e sono state condizionate a tal punto da non essere in grado di assumere l'integrità della loro persona come valore fondamentale.
La cultura occidentale illude la donna di essere libera sessualmente, ma "mercificare" non significa liberare. Nelle civiltà dominate dal maschile è l'uomo che vuole stabilire quale debba essere la personalità e la sessualità femminile, attuando un controllo che tende ad alterare ciò che il femminile originariamente è o può essere. Spesso sento parlare di problemi o tematiche maschili che non sono un emergenza e non costituiscono una causa di morte come l'erezione e il piacere maschile.  Possibile che è più importante dare piacere sessuale all'uomo che rispettare l'immagine, la dignità e la salute femminile? Suvvia! Non riusciamo più a contare le donne che sono morte perchè hanno aderito a questo modello.  Negli ultimi decenni, i media occidentali puntano a fare in modo che la donna abbassi il concetto che ha di se stessa, fino a ritenere di valere soltanto per le sue qualità estetiche per non sovvertire una tradizionale casta maschile. I mezzi repressivi sulle donne sono tanti. E' femminicidio anche questo, non solo la violenza fisica nelle famiglie. Sempre più programmi televisivi parlano di interventi chirurgici per modellare il corpo o per eliminare le rughe e sempre più bambine e adolescenti sono schiave del proprio corpo portandosi dal chirurgo plastico al compimento dei 18 anni. L'invasione massiccia di questi programmi e delle pubblicità di prodotti per la bellezza o per il trucco, rischiano di farci perdere di vista che prima ancora di essere donne o uomini, siamo persone, e come tali abbiamo diritto al rispetto del nostro corpo e della nostra dignità di esseri umani. Le risorse dell'uomo sono sia "maschili" che "femminili", e risulta impossibile un vero progresso culturale e umano se non si integrano tutti gli aspetti, e se non si diventa capaci di rispettare ogni essere umano nel suo valore di persona. 
Possibile che nessuno si accorge di questa grave emergenza? Saremmo anche famosi per la moda, ma far parte di un paese dove viene esaltata la moda ha anche dei difetti, quella di non sensibilizzare per paura di perdere l'importanza che la moda detiene nel nostr Paese o è solo un dettame di una società patriarcale che tende ad ignorare i problemi delle donne?

Facciamo qualcosa contro l'anoressia, non per favorirla!

Firma la petizione sulle donne e mass media tra i miei banner.


19 Mar 2008
Rosa · 325 visite · 0 commenti
Categorie: Donne e mass media, Anoressia