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Affissione degli articoli inviati il: 15.03.08


no alla violenza sulle donne
La politica si tinge di rosa tra preconcetti e ancora tante discriminazioni


Una carrellata su alcune donne candidate alle elezioni: chi sono, cosa fanno, cosa faranno se saranno elette

Ci sono politiche dalla lunga esperienza e giovanissime che si affacciano per la prima volta nel mondo della politica, ci sono filosofe, medici e farmaciste, single e con famiglia, insomma donne con esperienze eterogenee e visioni della vita diverse.
Facciamo conoscenza con alcune di loro, teniamoci aggiornati sulle loro ultime dichiarazioni su stampa e blog e soprattutto su cosa pensa il popolo del web e il mondo dell'informazione.


Anche in Italia ci sono due donne candidate nelle proprie liste per diventare premier del Paese. Sono Flavia D'Angeli e Daniela Santanchè. Chi sono e cosa sostengono per arrivare al vertice della carica di Governo.


Daniela Santanchè per La Destra-Fiamma Tricolore
Un programma che punta sull'ordine sociale quello proposto da Daniela Santanchè, candidata premier per
La Destra-Fiamma Tricolore. Al centro del programma, una famiglia il più possibile rispettosa dei valori. Il che implica conseguenze quali una ferma opposizione a formule tipo Dico o Pacs o la revisione della Legge 194 "in nome della sacralità della vita". Sono in disaccordo con la Santanchè, per il fatto che trovo insensato che una donna si batta per revisionare la 194.



Fra le proposte dedicate alle donne, quella per le quote rosa, con una maggior presenza di donne auspicata, oltre che in politica, anche nel mondo del lavoro.

Daniela Santanchè, 47 anni, ha un passato da imprenditrice. Nel 1995 è entrata in Alleanza Nazionale, dopo essere stata collaboratrice dell'Onorevole Ignazio La Russa. Dopo vari incarichi nelle amministrazioni locali, nel 2005 è al centro dei riflettori per la polemica relativa al gesto del dito medio rivolto ai giovani che contestavano la riforma Moratti. Suscita ulteriori polemiche per la proposta di una "porno-tax", un'imposta per chi fruisce di materiale inerente alla pornografia.



Viene nominata relatrice della Legge Finanziaria, prima donna nella storia della Repubblica Italiana a ricoprire questo ruolo. Nel 2006 viene rieletta alla Camera dei Deputati nella lista di AN, nel collegio di Milano. Quello stesso anno viene aggredita verbalmente dall'imam di Segrate in una trasmissione per una discussione sul velo e di conseguenza le viene assegnata la scorta. Nel 2007 si dimette da Alleanza Nazionale per entrare nel partito di Francesco Storace, La Destra, immediatamente nominata Portavoce Nazionale e proposta poi come Premier per le prossime elezioni. 



Flavia D'Angeli per Sinistra Critica

Un programma incentrato sui diritti dei lavoratori, invece, quello dell'altra candidata, giovanissima, militante femminista, esponente della sinistra, Flavia D'Angeli, che ha 34 anni e avanza proposte totalmente opposte rispetto a quelle della Santanchè. Un’altra sinistra, anticapitalista, ecologista, femminista, all’opposizione delle destre ma anche del Pd. Questo il programma con cui si propongono gli esponenti di Sinistra Critica, il partito della D'Angeli. E' lei che conia lo slogan "Perché no? La sinistra che fa quello che dice". Insegnante precaria (italiano, storia e geografia).



Non sono mancate tuttavia dure polemiche: le donne del Pd hanno fatto notare, al di là del dato numerico delle quote di candidate, una forte presenza femminile nelle parti inferiori delle liste, insomma in posizioni ineleggibili, ecco perchè ci troviamo sempre con poche donne in parlamento, la cultura maschilista non viene solo dai cittadini, che non conoscono così l'esistenza di candidate nelle liste, ma direttamente dalla politica, a parte dei preconcetti che invadono le menti degli italiani sulla figura donna in politica associata all'avvenenza o la non avvenenza, motivando preconcetti che sono presenti nella nostra società il quale si crede che le donne siano poco portate alla politica e che la politica sia maschio. Infatti, il leader del Pdl Berlusconi commenta che il nostro Paese non è ancora pronto per presentare liste nelle quali il 50% sono donne, ma si può solo arrivare al 30%, anche perché "le donne che hanno famiglia con tre figli non possono certo darsi alla politica”, una certa credenza che ancora fa del ruolo della donna quello tradizionale di casalinga o la donna di spettacolo come  l'epiteto di "sciampiste" alle allusioni all’aspetto fisico e al vantaggio (l'unico??) che questo avrebbe arrecato nell’essere scelta come candidata, come la proposta di candidatura ad alcune veline,(sempre da parte del PDL) per non parlare di accuse più o meno fondate di nepotismo, riservate soprattutto alle donne e raramente agli uomini in lista,  da entrambe le parti questi riferimenti “di genere”; riconducibili a una certa sotterranea misoginia.

15 Mar 2008
Rosa · 196 visite · 0 commenti
Categorie: Donna e politica, Pari Opportunità
Una giustizia che non aiuta le donne. Donne costrette al silenzio o a farsi giustizia da sole. dall'italia all'india.
Dopo l'ennesima lite familiare Angela Nichele in preda a un raptus uccide il coniuge e poi si costitusce ai carabinieri.(fonte il corriere)

Storie di donne che stanche di essere vittime diventano carnefici per salvarsi da mariti violenti che le uccidono piano piano, abituati da secoli di cultura patriarcale ad essere padroni del corpo e la libertà delle donne.

Una donna esasperata dopo la dipendenza alcoolica del marito, che lo portava ad essere manesco, intorno alle due di notte si arma di ascia e fa fuori il marito.

Confessa subito l'accaduto e viene messa in carcere con l'accusa di omicidio volontario. I figli hanno raccontato un passato di violenze e percosse che la donna subiva compresi i figli.

Una donna portata a farsi giustizia da sola perchè la giustizia in caso di violenza non agisce. Donne lasciate da sole costrette al silenzio a sopportare violenze o portate a diventare assassine, perchè la società ci vuole zitte o carnefici, se non avrebbe agito  avrebbe lui fatto la prima mossa, su di lei e suoi suoi figli e magari dopo si sarebbe suicidato come qualche gesto "eroico" di molti autori di uxoricidio.
 
Da notare come i media hanno trattato la vicenda "lui torna a casa ubriaco lei lo ammazza" della serie poveretto era solo ubriaco lo ha ammazzato senza motivo. Morale della favola poi salta fuori che era un marito violento, della serie "questo non giustifica l'omicidio anche se la picchiava". Da notare la misoginia dei media, come se lui fosse macchiato da colpe di poco conto, semplici liti, scaramuccie. Semplici liti che colmano le statistiche dell'istat di donne uccise, picchiate e suicidate (una donna su tre nel mondo...). Dicesi femminicidio perchè come precisavo l'avrebbe uccisa lui se non avrebbe fatto la prima mossa...

Infatti, molte donne si suicidano assieme ai loro figli per scampare alle violenze domestiche o compiono infanticidio.


Ma sono sempre le donne a scontare la pena, o con l'omicidio e violenze da parte di uomini violenti o con la prigione. E la giustizia quando sono queste donne a subire violenze dov'è? la società e le istituzioni sono lontane da loro, ignorano le donne, nascondono e seppelliscono le violenze dentro le mura domestiche, come una cultura patriarcale promuove: una donna sottomessa e senza voce. Una società non ci permette nè di difendersi nè di essere difese, in una realtà tutta italiana dove la donna cessa anche di essere padrona del suo corpo.

Tutto tace..

Nell'India in cui le donne vengono massacrate in ogni modo possibile c'e' chi ha smesso di aspettare gli aiuti umanitari'' e ha pensato bene di iniziare a difendersi con le bastonate. Si chiamano Pink Gang e sono numerose. Si vestono con sari rosa confetto, ma la loro fama è lontana dall’essere tenera. Sono le giustiziere rosa, un gruppo deciso ad estirpare la corruzione delle forze di polizia e ad applicare una giustizia spietata ai colpevoli di violenza domestica o sessuale.

Alcuni mesi fa, una donna è stata stuprata e sono andate con lei al commissariato di polizia. All’inizio, i capi hanno rifiutato di prendere la denuncia, ma insieme, sono riuscite a costringere la polizia ad agire. Hanno letteralmente trascinato l’ufficiale di polizia fuori dal commissariato e l’hanno picchiato con i loro bastoni. Così facendo, hanno impedito che le donne vengano violentate e riescono a mandare le ragazze a scuola. La violenza contro le donne e lo stupro sono molto comuni in India. Allora provano ad educarle perché conoscano i loro diritti. In caso di violenza domestica, vanno a parlare al marito. Se rifiuta di ascoltare, lo picchiano anche in pubblico per farlo vergognare. Gli uomini sono abituati a credere che le leggi si applicano solo a loro, ma loro hanno deciso di usare la forza per far sì questa situazione cambi totalmente.
Le donne “evolute…..devono imparare da loro, abbandonando il fioretto ed usando la clava, o vi sono margini per una condivisione pacifica ?


La fondatrice del gruppo, Sampat Pal Devi, 47 anni, da lezioni di combattimento alle altre donne. Poiché la polizia e i funzionari sono corrotti , fanno applicare la legge. Sono una gang per la giustizia. Indossano il rosa perché è il colore della vita. Le donne, nella zona dove opera la Pink Gang, una delle più povere dell’India, guadagnano pian pianino il rispetto dei funzionari locali reticenti. Lì le donne sono le prime vittime della povertà e della discriminazione in una società feudale dominata dagli uomini e sottomessa alle caste superiori. Quasi tutte le Pink giustiziere vivono in capanne di fango e di mattoni, senza acqua corrente, senza elettricità, e sopravvivono con meno di 50 pence (0,75 euro al giorno). Da sole non hanno nessun diritto, ma insieme, come gruppo, se lo conquistano. Quando sono in gruppo le temono.


15 Mar 2008
Ma in Italia si è deciso di tornare nel medioevo?

Vado su virgilio e sapete che leggo?
Si parlava di una proposta di ghettizzare di nuovo maschi e femmine nelle scuole:

"Fino a qualche fa la proposta poteva essere considerata un tabù. Un tentativo reazionario contro l’emencipazione femminile".

"Le ricerche internazionali dimostrerebbero che i ragazzi fanno più fatica, rispetto alle loro coetanee, soprattutto nelle materie linguistiche e nella lettura. Al contrario le ragazze arrancano sugli argomenti tecnico scientici".

Cioè, vi rendete conto come siamo messi? ancora si crede che la tendenza in una materia dipenda dal genere di appartenenza, una continua divisione per sessi e per ruoli talmente idiota e inspiegabile che si adotta in questo assurdo Paese. Il problema nel nostro paese è dare retta a preconcetti, lItalia ha sempre trattato i ruoli stereotipizzandoli, il classico esempio, molto comune nelle fiction è il maschio fanatico di calcio, la femmina avvenente.

ma gli stereotipi condizionano eccome nella scelta di ruolo dei due generi, se si pensa che l'esistenza o meno di uno stereotipo determina la differenza nelle abilità tra maschi e femmine. Una specie di condizionamento sociale. Gli stereotipi infatti vengo creati al fine di creare una casta in base al genere o razza, volto a scoraggiarne un altra.

"Una differenziazione delle classi in base al sesso potrebbe favorire un clima più idoneo all’apprendimento. E in base a questa conclusione, è stata lanciata l’idea di sperimentare i due modelli al fine di metterli al confronto, hanno sostenuto i partecipanti alla tavola rotonda".


Un clima idoneo al medioevo direi.
Prima gli attacchi al corpo femminile e ora la separazione per sessi, poi leviamo anche il diritto di voto alle donne e mettiamole il burca, non credete che questo paese si st aislamizzando? Una classe mista tra maschi e femmine favorisce  la condivisione di culture diverse e ad abolire la guerra tra sessi, che tipica di una società dove divide nettamente i ruoli.  Una società che divide i ruoli è il disegno di una società che demonizza il sesso.


http://notizie.alice.it/cronaca/maschi_femmine.html
15 Mar 2008