Il premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero e' un femminista. Lo ha ribadito piu' volte lui stesso, ma lo dimostra il bilancio di questi quattro anni appena trascorsi alla guida del governo: un esecutivo paritario (50% di donne), la legge integrale contro la violenza di genere e una Ley de Igualdad che introduce le cosiddette quote rosa non solo nella vita politica, ma anche nei Cda delle imprese e stabilisce il diritto a ricevere lo stesso salario a parita' di mansioni. Egli ha fatto della spagna, paese arretrato come l'Italia, un paese moderno e a misura di donne ed omosessuali.
Soledad Murillo, segretaria delle Politiche dell'Eguaglianza del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali di Madrid, e' stata una delle protagoniste del processo di riforma introdotto da Zapatero nella societa' spagnola. E ha dichiarato ad Apcom che crede che i cambiamenti realizzati in questi anni rendono la Spagna "un punto di riferimento" per il riconoscimento dei diritti civili e le politiche delle pari opportunita'. Murillo ha difeso il nocciolo della Legge per l'Eguaglianza spiegando che "se i governanti di tutti i paesi democratici per governare devono raggiungere una maggioranza, alla stessa stregua non si possono escludere le donne". Che non sono minoranza, anzi rappresentano la maggioranza della popolazione spagnola.
In questo senso Murillo critica il ricorso costituzionale alla legge presentato dal Partito Popolare, secondo cui è discriminazione, pur se positiva, fissare una quota del 40% di presenza minima per entrambi i sessi. Secondo il PP, si trattava di un precedente pericoloso in base a cui tutte le minoranze avrebbero potuto rivendicare il loro spazio.
Rispetto ai salari e all'entrata di donne nei Cda, Murillo spera che l'effetto deterrente della legge permetta di applicare un'effettiva parita' "in un lasso di tempo di otto anni". E, conscia della difficolta' di impedire disparita' nei salari in un sistema lavorativo flessibile come quello spagnolo e caratterizzato da un ampio uso di premi di produzione e bonus economici di vario genere, ha annunciato che il governo ha gia' "un piano concertato di 140 misure, che implica tutti i ministeri".
Il problema riguarda pero' anche la "valutazione non obiettiva dei Cv delle donne" col rischio di domande sulla loro vita privata: intenzione di procreare, situazione familiare... Un problema secondo Murillo risolto in parte mettendo gli uomini nelle stesse condizioni: per esempio con la concessione di un permesso di paternita' che "e' costato piu' di 500 milioni: ne hanno gia' usufruito oltre 200.000 uomini". Anche se la sociologa femminista riconosce che rimangono aperti molti problemi da risolvere.
Murillo ha affrontato anche il problema della violenza di genere, difendendo la legge che ha permesso l'istituzione di un "telefono rosa", l'inasprimento delle pene, la fondazione dell'istituto della donna, nonche' di tribunali appositi. Ma non nasconde che la legge è "migliorabile", anche se indica che il problema va affrontato "a partire dalle scuole", con l'educazione.
Secondo il capo della segreteria per l'Eguaglianza, la violenza di genere "non e' una guerra dei sessi, ma un problema di mancanza di educazione sentimentale". Anche per la donna che "non denuncia perche' crede di poter gestire la situazione, e quando denuncia crede di riconoscere un insuccesso personale". Perche', ha aggiunto Murillo, "la vittima della violenza di genere e' l'unica che si sente in colpa per essere stata picchiata".
Il Partito Socialista (Psoe) al governo e' stato criticato anche da settori di sinistra per non aver regolamentato la prostituzione. Ma la femminista spagnola crede la via giusta consista nell'attaccare il traffico di donne destinate alla prostituzione e nel "garantire assistenza a chi denuncia".
Il tema piu' scottante della campagna elettorale per le donne e' stato pero' l'aborto, in Spagna tuttora regolato da una legge che richiede l'autorizzazione del medico. Murillo si difende da alcuni gruppi femministi socialisti che criticano il governo Zapatero per non aver messo in programma una legge organica basata sul diritto di scelta della donna. La femminista di governo assicura che nuove regole saranno inserite in una "normativa integrale sulla riproduzione".
Tuttavia ha denunciato che e' in corso "una campagna contro l'aborto" per "interessi economici" di parte della Sanita' privata: "non si puo' essere un obiettore di giorno e praticare l'aborto in una clinica privata il pomeriggio". Ma punta il dito anche contro le posizioni della Chiesa: "Io a chi non condanna la violenza di genere non dò nessuna credibilita' per parlare di diritto alla vita di un embrione".



























Sindicazione
28.08.08 @ 09:23:06
da francesco80
comprendo lo sfogo di bmu ecc ...
28.08.08 @ 09:15:32
da francesco80
NON HO PAROLEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!
28.08.08 @ 09:12:15
da francesco80
ciao rosa...io non riesco a capire ...
28.08.08 @ 09:10:06
da francesco80