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Spagna, all'avanguardia per i diritti delle donne (post all'avanguardia per l'informazione)
Mentre in Italia le donne vengono massacrate, stuprate ed uccise in mille modi possibili accompagnate dalla più totale indifferenza mediatica e delle istituzioni, che vuole questo fenomeno causa di persone di differente origine etinca e che per tutelare le donne e far si che possano raggiungere le pari opportunità propongono il ministero ad una velina , La Spagna, possiede una legge fatta da Luis Rodriguez Zapatero, all'avanguardia rispetto a tutta Europa, che vanta una grande avanguardia per i diritti umani. Siccome questo post è ispirato a quello del blog di Wonderely, e ho voluto pubblicarlo per poter diffondere questa botta di informazione che manca nel nostro paese, leggete attentamente come a Zapatero venne in mente di creare questa invidiabile legge che grazie a questa le donne spagnole sono le più sicure in tutta Europa.

Violenza alle donne, intellettuali con Zapatero
di Monica Lanfranco (Liberazione, 24 ottobre 2004) 

Si chiamava Alicia Aristegui, 37 anni, di Villalba, Navarra, Spagna. Due anni fa passeggiava con un'amica, forse confidandosi con lei dei problemi con il marito, in carcere per reati non gravissimi e più volte denunciato dalla consorte per le violenze e i maltrattamenti subiti da lei e dai suoi due bambini.

Era il 9 aprile, pomeriggio, e fu l'ultima passeggiata per Alicia. Perché Jesus Gil, 38 anni, aveva giurato alla moglie che l'avrebbe uccisa se lei avesse chiesto il divorzio, e Alicia lo aveva richiesto, dopo anni di reiterate e inascoltate richieste di aiuto a polizia e istituzioni contro quell'uomo. Jesus, uscito di prigione il giorno prima, segue la donna, la affronta e con 10 coltellate la uccide, nel pieno centro di Villalba. È nel nome di Alicia, delle 34 ultime vittime fino ad oggi nel 2004, e delle migliaia di altre brutalizzate nel silenzio che un migliaio di intellettuali spagnoli, tutti uomini, ha clamorosamente firmato un manifesto in appoggio alla nuova legge contro la violenza di genere, (così si chiama, e per la prima volta viene nominato il genere e non la più usata dicitura "sessuale") presentata in parlamento dal governo Zapatero, già passata la settimana scorsa alla Camera dei deputati e in lettura al Senato.

Nei primi mesi del 2004, dopo una decina di assassinii tra le mura domestiche, persino Amnesty International aveva presentato un agghiacciante rapporto sulla situazione spagnola, non solo denunciando l'immobilità e il silenzio del precedente governo, ma puntando il dito sullo stato di arretratezza, e omertà sull'argomento nell'intero tessuto sociale. Per questo risultano così dirompenti le parole del testo del manifesto: «Noi firmatari, uomini, diciamo Sì alla legge contro la violenza di genere. Perché non possiamo essere complici rispetto alla realtà di una violenza che, anno dopo anno, uccide decine di donne e obbliga molte altre ad abbandonare il proprio lavoro, la propria casa e la propria città per cercare di sfuggire al loro aggressore; una violenza che provoca ogni anno il suicidio di centinaia di donne e ne maltratta fisicamente e psicologicamente centinaia di migliaia. Perché la violenza esercitata da uomini contro donne richiede misure specifiche, dato che non assomiglia in niente, né in quantità né come caratteristiche, ai casi isolati di violenza di donne contro uomini».

Affermazioni pesantissime e inequivocabili, che segnalano una svolta epocale in Spagna, soprattutto perché il senso delle parole del manifesto non è solo la denuncia di una situazione gravissima in generale: per la prima volta, in modo plateale, alcuni uomini, prima ancora che a partire dal loro ruolo sociale, e proprio in quanto appartenenti al genere maschile, si assumono delle responsabilità come genere sull'argomento più tabù: la violenza contro le donne.

 Succesivamente viene approvata la legge : il 28 dicembre 2004 , avente i seguenti contenuti:

Principi
L’uguaglianza tra uomo e donna: la violenza è la manifestazione più eclatante della disuguaglianza esistente.
• La garanzia di continuità delle azioni e dei programmi volti a tutelare la donna vittima di violenza.
La certezza e la pubblicità dell’assistenza come base per l’emersione dei casi non denunciati.
• La gratuità della giustizia

Obiettivi
• La Legge mira a prevenire e a proteggere le situazioni di violenza.
• Si introducono nell’ordinamento giuridico spagnolo misure di azioni positive con l’obiettivo di sovvertire la situazione di disuguaglianza che, essendo latente nella coscienza collettiva, colpisce direttamente la donna.
• L’obiettivo finale è lo sradicamento del fenomeno. La protezione integrale delle vittime sarà perseguita attraverso misure che incidono sulla prevenzione, sulla sanzione dell’aggressore e sulle misure di assistenza totale per le vittime.

Misure d’appoggio alle vittime
• Si riconosce alla vittima il diritto di riduzione del tempo di lavoro, alla sospensione della relazione professionale con riserva del posto con diritto di sussidio di disoccupazione.
• Si stabilisce un programma di reinserimento lavorativo per le vittime che hanno perso il lavoro e per chi non può seguire il programma, si stabilisce un aiuto economico in funzione dell’età e della responsabilità familiare.
• Si stabiliscono aiuti per la formazione delle donne a sottrarsi alla dipendenza economica dei propri aggressori.
• Priorità d’accesso a case d’accoglienza ufficiali.
• Sussidi addizionali alle imprese che offrono un contratto alle vittime.
• Omologazione dei “servizi d’informazione alla donna” in tutte le città e in tutti i comuni per garantire a tutte le vittime le stesse possibilità.
• Adattamenti delle attuali case di accoglienza che si convertano in centri specializzati di recupero integrale al fine di offrire terapia psicologica, appoggio legale, sociale e educativo.

Sicurezza
• Creazione di unità speciali del Corpo nazionale di Polizia e dei Carabinieri
• I corpi nazionali partecipano con tutte le Amministrazioni.
• Si provvede alla sospensione cautelare della licenza d’armi ai colpevoli o ai sospettati d’atti di violenza contro una donna.

Giustizia
• Creazione di 430 giudici speciali, con competenze civili e penali, dedicati alla lotta contro la violenza di genere, di coppia e domestica.
• Creazione della figura del Procuratore contro la violenza di genere, in funzione del delegato fiscale dello Stato, competente in materie penali e civili pertinenti al discorso di genere.
• Modificazione della legge d’Assistenza Gratuita: le vittime di violenza domestica hanno diritto all’assistenza gratuita.
• La nuova norma ha modificato anche il Codice Penale, stabilendo pene più dure riguardo alla violenza di genere e di coppia, ma soprattutto stabilisce pene di peso differente a seconda che l’aggressore sia un uomo o una donna. All’aggressore di sesso maschile il maggior castigo (questo l’argomento maggiormente polemizzato che ha posto la Legge Integrale come oggetto di verifica d’incostituzionalità da parte del Tribunale Costituzionale spagnolo in quanto discriminatoria nei confronti degli uomini e violante il principio costituzionale secondo cui tutti gli uomini sono uguali dinanzi alla legge).

Educazione
• Creazione di una materia obbligatoria nelle scuole superiori: “Educazione per l’uguaglianza e contro la violenza di genere”.
• Incorporazione in tutti i Consigli d’Istituto, di tutte le scuole, di un membro incaricato di fornire mezzi educativi contro la violenza di genere.

Nuovi organismi
• Creazione di una Delegazione di Governo contro la violenza di Genere, in aggiunta al Difensore del Popolo e un Osservatorio incaricato di valutare le azioni di governo e le nuove misure.
• Creazione dell’Osservatorio nazionale sulla violenza sulla donna, che sarà l’occhio sulla situazione e sull’evoluzione della violenza sulla donna.

Sanità
• Sistemi di diagnosi precoci e sviluppo di programmi di sensibilizzazione e formazione del personale sanitario.
• Si stabiliranno protocolli sanitari per la prevenzione, la diagnosi precoce e l’intervento continuato, collaborando con l’amministrazione della giustizia.
• Creazione di una Commissione, in seno al Consiglio Interterritoriale del Sistema Nazionale di Salute, incaricata di appoggiare tecnicamente, coordinare e valutare le misure sanitarie stabilite dalla legge.

Minori
• Le situazioni di violenza sulle donne colpiscono anche i minori che si trovano nell’ambiente familiare, vittime indirette o mediate di questa violenza. La Legge contempla anche la loro protezione, non solo per la tutela dei diritti dei minori, ma anche per garantire in forma effettiva le misure di protezione adottate rispetto alla donna.
• I minori avranno diritto alle prestazioni dei servizi sociali nel caso si trovino sotto la patria potestà o in custodia della persona aggredita.

Altre misure
Campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione
• La pubblicità che utilizzi il corpo e l’immagine della donna in forma discriminatoria o vessatoria sarà qualificata come illecita e conseguentemente sanzionata


Continuando a leggere il post di Wonderely:

Grazie a questa legge le denunce di violenze alle autorità sono aumentate di numero: solo nel primo semestre del 2006 sono state presentate 1125 denunce in più rispetto al 2005. Questa è la prova che le donne iniziano ad avere più fiducia nelle istituzioni.
È quindi possibile aiutare davvero le donne: basta riconoscere quali sono i veri problemi e combatterli. Le violenze in famiglia rappresentano più dell'80% delle violenze sulle donne. In Italia ogni due giorni muore una donna in famiglia, non per strada, non per mano di uno sconosciuto, ma nella sua famiglia e per mano di una persona a lei vicina (in genere il marito). Io ho pochissima fiducia nel governo italiano (non sono la sola!) e credo che una legge del genere potrà essere approvata solo tra alcuni secoli: non abbiamo ancora una legge che tuteli le donne dallo stalking e questo dimostra quanto siamo "indietro". Se guardiamo alla quantità di ministre donne (4 su 21, solo 2 con portafoglio) possiamo renderci conto dell’importanza che si dà alla figura femminile. Per non parlare di chi è stata scelta per le Pari Opportunità: le donne devono fare le vallette anche al governo, vomitevole. D’altronde, non potevamo aspettarci di più da un uomo come Berlusconi che ha definito il governo spagnolo “troppo rosa” e che ha poi insistito sul fatto che ora Zapatero dovrà “sapersi gestire” le donne, manco fossero cani. Pensare che ci sono donne intelligenti e preparate che si impegnano e studiano ogni giorno e non vengono minimamente considerate, soltanto perché la loro massima aspirazione non è mostrarsi seminude davanti a una telecamera: dove stanno le pari opportunità? Viviamo in una società che considera le donne oggetti e si ritiene civile: essere donne non significa mostrare le "grazie" a un pubblico maschile, ma pretendere diritti e rispetto per quello che valiamo.Ovviamente, come donna mi sento davvero di ringraziare uomini come Zapatero e gli intellettuali spagnoli che non si nascondono dietro i pregiudizi, ma riconoscono che la violenza sulle donne è un grave problema e come tale va affrontato. Uomini che aprono gli occhi su una situazione allarmante che causa ogni anno centinaia di vittime e l'invalidità permanente di migliaia di donne. Questi sono i veri uomini, non quelli che relegano le donne al ruolo di velina, o peggio, la mettono al Governo.


11 Mag 2008
Ciudad Juarez: La capitale mondiale del femminicidio
 Messico: uccisa a Ciudad Juàrez con 60 pallottole la 32enne Berenice Garcia Corral, responsabile della sezione reati sessuali della polizia. Nella città messicana le donne vengono stuprate, torturate e uccise da almeno 14 anni: gli omicidi continuano ancora oggi. La donna era uno degli elementi migliori nell'indagine in corso sugli omicidi.

Secondo un resoconto diffuso dal ministero della giustizia di Chihuahua, gli aggressori armati di fucili ak-47 hanno bloccato la donna "mentre si trovava nel garage sparandole ripetutamente per un totale di almeno 60 pallottole".


Questa notizia mi ha scosso parecchio. Se un responsabile di un dipartimento che si occupa di reati sessuali viene massacrato, ciò significa quanto il Messico tiene a caro al femminicidio e alle violenze sulle donne e non tollera alcuna organizzazione che dia aiuto alle donne. Ciudad Juarez se non lo sapete è famosa per la grande maggioranza di violenze sulle donne. Addirittura i organizzano in vere e proprie bande per attuare spedizioni punitive sulle donne e bambine.

Fonte WIKIPEDIA

Ciudad Juárez è la città più pericolosa al mondo per le donne; la città è infatti teatro di numerosissimi omicidi che da oltre dieci anni interessano giovani donne. Il colpevole (o i colpevoli) agiscono seguendo lo stesso schema: rapimento, tortura, sevizie sessuali, mutilazioni, strangolamento. Nei quartieri più isolati e poveri vengono scoperti continuamente corpi di donne, adolescenti e bambine, nude, martoriate, sfigurate. Le autorità non riescono a individuare il vero colpevole, nonostante abbiano arrestato un uomo di nome Jesus Manuel Guardado Márquez, alias «El Tolteca»; come pure la banda di «Los Choferes», i cui componenti sono stati accusati di essere gli assassini. In realtà pare che queste persone non siano i veri colpevoli, infatti secondo le stime delle Nazioni Unite il tasso di impunità in Messico è quasi del 100%.

juarez-marchMa il Messico non è l'unico paese che registra violenze sulle donne, anche se non tocca quelle punte, ma i dati sono altrettanto sconcertanti.

“La violenza contro le donne tra i 15 e i 44 anni uccide quanto il cancro” ha scritto il Ministro della Salute Livia Turco nella presentazione del volume. “Il prezzo in termini di salute delle donne supera quello degli incidenti stradali e della malaria messi insieme”. In questo l’Italia - come in generale i paesi occidentali - non è indenne da quella che in alcuni paesi meno sviluppati è una vera piaga: secondo quanto è stato riportato a fine del 2006 dall’allora segretario generale dell’ONU Kofi Annan di fronte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a livello mondiale una donna su tre è stata picchiata o abusata sessualmente, e una su quattro ha subito violenza durante la gravidanza.

In italia la violenza domestica è completamente ignorata, come se fosse ancora compito della società mostrare un certo perbenismo dall'esterno. Tutte le notizie di cronaca ogni volta che una donna muore, ma anche una persona esterna dalla famiglia usano ancora l'epiteto della "famiglia per bene" . Situazione che se poi si va a vedere all'interno della famiglia è l'opposta: Perchè se una marito uccide una moglie incinta i mass media e il paese della vittima parlano di famiglia per bene?
Bisogna indivduare le cause che portano la nostra società occidentale a nascondere le violenze sulle donne quando compiute da un italiano o da un famigliare. I dati non sono una sciocchezza : ogni tre giorni una donna muore, e si configura come la prima causa di morte prima di incidenti e malattie.

La politica, che si dovrebbe occupare di questo, che è un vero e proprio allarme si limita a reati compiuti da un gruppo etnico facendo passare gli italiani come santi. Così si crea violenza su violenza, il tema della violenza sulle donne viene ancora una volta ignorato e nasce il razzismo. Il problema della violenza sulle donne è un fatto di origine sessista, quindi contro una persona che è diversa, e parlare di razzismo contro un gruppo etnico sembra come sparare a vuoto.

Inoltre, ancora in Italia per conto di una società cattolica si pensa la donna sia proprietà degli uomini di famiglia, interpretato da molti purtroppo come un modo per proteggere la vittima dall'esterno, quando poi il pericolo è in casa. E' proprio per questo senso di proprietà che ancora gli uomini sentono avere nei confronti delle donne, che è poi causa delle violenze in famiglia. Corpi, vite, scelte, figli che a causa di portare il congnome paterno diventano proprietà e diventano vittime di innumerevoli e vari tipi di violenza. Il tema della proprietà è ancora usato dalle istituzioni che per sensibilizzare un tema sessista evocano un altro tipo di sessismo, dove la violenza non è considerata un offesa alla vittima ma a chi possiede la donna . Inoltre i mass media che riflettono la società hanno l'opinione che la donna sia un oggetto di piacere sessuale.

Nel nostro paese sono 6 milioni di donne che hanno subito una violenza una volta nella vita. Poche donne riescono a denunciare, altre denunciano ma non ottengono nemmeno giustizia. Molte in tribunale vengono stuprate moralmente passando dalla parte del colpevole, molte altre  denunciano violenze in famiglia e non vengono ascoltate, finchè non vengono uccise. Fino al 1996 lo stupro era un reato contro la morale, le pene erano esigue e difficilmente a causa di quella legge una donna riusciva a dimostrare lo stupro, poichè era considerato un atto osceno in luogo pubblico e all'entrata della nuova legge alcune sentenze della Cassazione la svuotavano di efficiacia e di applicazione. Con quella legge vigente fino a 12 anni la donna non era nemmeno considerata una persona.

Fino all'81 il femminicidio era considerato legale (delitto d'onore) e solo da poco si parla timidamente delle violenze di genere, ma se ne parla troppo poco e con toni sbagliati e questo purtroppo non ci aiuta a sovvertirla, non ci aiuta a sdradicare una cultura che appartiene a noi e non ad un altro paese. Sono talmente pessimista che a volte penso che non ne parlino perchè non vogliono risolvere il problema, che è nella nostra cultura.

Leggete QUI per informazioni più precise su Ciudad Juarez (vi avviso che il racconto è molto crudo, leggerlo con attenzione).

10 Mag 2008
Festa della mamma?
Festa della Mamma: Save the Children, Italia prima di 146 paesi nella classifica del benessere dei bambini e diciannovesima per quello delle mamme.

 

Nel mondo 200 milioni di bambini non hanno accesso alle cure di base e 26.000 bambini con meno di cinque anni muoiono ogni giorno.
A rivelarlo il nono“Rapporto sullo Stato delle Madri nel mondo”, presentato oggi in un convegno a Roma


Sono i paesi scandinavi, con la Svezia al primo posto, seguita da Norvegia e Islanda,  le nazioni che possono vantare parametri d’eccellenza attinenti alla salute, l’educazione e la condizione economica di madri e bambini. Quelli in cui le madri stanno peggio sono le nazioni dell’Africa Sub-sahariana, con il Niger all’ultimo posto, che si conferma come il luogo peggiore dove una mamma possa vivere.
L’Italia è al 19° posto nella classifica delle madri e al 1° nell’elenco dei paesi in cui i bambini stanno meglio.  
Questa la fotografia che emerge dal nono Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo, la pubblicazione annuale di Save the Children sulla salute materno-infantile in numerosi paesi del mondo, che prende in esame alcuni indicatori  che vanno dall’indice di mortalità infantile alla scolarizzazione, all’aspettativa di vita alla nascita, piuttosto che l’uso della contraccezione, la partecipazione delle donne alla vita politica o la loro capacità di avere un reddito.

“Secondo Save the Children, la qualità di vita di un bambino dipende dalla salute, dalla sicurezza e dal benessere della propria madre – afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia -. Solo assicurando alle donne educazione, benessere economico e possibilità di accedere ai servizi e alle cure sanitarie, sia quelle donne che i loro figli avranno maggiori possibilità di sopravvivere e crescere sani.”


L’Indice delle Madri: i primi e gli ultimi paesi
Il gap che emerge tra i paesi in cima e quelli in fondo alla lista è stridente. Mentre in Svezia ogni parto avviene con l’assistenza di personale medico, in Niger solo il 33% dei parti è assistito. Il 72% delle donne svedesi usa i contraccettivi, dedica alla propria istruzione una media di 17 anni, ha un’aspettativa di vita di 83 anni e solo una donna su 185 rischia di perdere il proprio figlio prima che compia cinque anni. Al contrario, in Niger, solo il 4% della popolazione femminile usa la contraccezione, una donna va a scuola in media per 3 anni, ha un’aspettativa di vita di 45 anni e, considerando che 1 bambino su 4 muore prima di aver raggiunto i cinque anni, ciò implica che quasi ogni donna rischia di veder morire suo figlio e 9 madri su 10 addirittura perdono ben due bimbi nel corso della propria vita.
Le ultime dieci posizioni sono occupate da Niger, Ciad, Yemen, Sierra Leone,  Angola, Guinea-Bissau, Eritrea, Djibuti ed Etiopia (vedi tabella 1), tutti paesi in cui le condizioni di vita delle mamme e dei loro bambini sono estremamente difficili: i due terzi dei parti avvengono senza assistenza specializzata, una madre su 21 rischia la vita per cause correlate alla gravidanza, ogni donna in media rischia di perdere un figlio almeno una volta nella vita , 1 bambino su 6 muore prima di aver compiuto 5 anni e 1 su 3 soffre di malnutrizione. Inoltre, 1 bambino su 3 non frequenta la scuola primaria, il rapporto tra bambine e bambini iscritti a scuola è di 3 a 4, in media le bambine riescono a malapena a frequentare 5 anni di scuola. Inoltre c’è una forte disparità tra il reddito di una donna e quello di un uomo.

All’interno dell’indice delle madri, invece, l’Italia è al 19° posto: è analizzando i parametri relativi alla salute e benessere delle mamme, alla parità di genere e alla tutela della maternità, che emergono differenze e distanza fra l'Italia e i paesi che hanno guadagnato la testa della classifica. In particolare, confrontando la condizione delle mamme e donne italiane, con quella delle mamme e donne svedesi, le distanze maggiori si registrano rispetto alla salute, al ricorso alla contraccezione, alla partecipazione al governo nazionale, alle differenze di reddito con l'uomo. In Italia è il 39% delle donne che fa uso di contraccettivi a fronte del 72% delle donne svedesi. Le donne italiane percepiscono uno stipendio pari al 47% rispetto a quello dell'uomo mentre le svedesi hanno un salario di poco inferiore (pari all’81%) a quello maschile.  Per quanto riguarda i benefici per la maternità, una donna italiana in maternità prende l'80% del suo stipendio ordinario, mentre una svedese percepisce lo stipendio pieno. Nel 2008 la partecipazione delle donne italiane al governo del paese è del 17% (questa la percentuale di posti occupati da donne) contro il 47% in Svezia.
L’evidenza che emerge analizzando i dati relativi all’Italia è che nel nostro paese esista una buona tutela per la salute e l’istruzione infantile, ma altrettanto nettamente affiora una sostanziale disparità di genere, che fa sì che il nostro paese  si posizioni dietro a nazioni come Slovacchia, Grecia ed Estonia e appena prima di Portogallo, Lituana e Lettonia. Basti pensare che la percentuale di donne che in Italia utilizzano la contraccezione è uguale a quella del Botwana (39%), il rapporto tra reddito femminile e maschile è pari a quello del Benin (0,47), e infine la partecipazione delle donne alla vita politica (17%) corrisponde a quella della Bolivia, Gabon e Nepal.

Allora: Se l'Italia ha sempre vantato una grande adorazione per la figura materna perchè le madri che sono prima donne, vengono trascurate? Specifico l'essere donna perchè dietro questo c'è una violazione dei diritti umani che coinsiste nella mancanza da parte della società di quella capacità di considerare la madre come un essere umano.Madri che continuano a contare poco ad essere trattate come un contenitore come  anche recenti dibattiti sull'aborto. Se quella adorazione fosse una forma di opportunismo dei maschietti italiani?
Ma mass media e istituzioni continuano ad ignorare questo. Ignorare che la donna è un essere umano e non una "cosa" di qualcuno.


Save The Children

e immagine presa da QUI

07 Mag 2008
L'Austria è sconvolta. Tiene segregata la figlia per 24 anni

AUSTRIA / NUOVO CASO NATASCHA KAMPUSCH

La donna adesso ha  42 anni. Il caso scoperto dopo il ricovero nell'ospedale di Amstetten di una ragazza di 19 anni, ritenuta essere la primogenita della donna e del padre -padrone

 

 

Vienna, 27 aprile 2008 - Un nuovo, sconvolgente caso di sequestro è venuto a galla in Austria con la liberazione di una donna tenuta in ostaggio per oltre venti anni da suo padre, dal quale avrebbe avuto sette figli. Lo hanno annunciato gli inquirenti.

 In condizioni psicologiche e fisiche precarie, Elisabeth Fritzl, 42 anni, ha raccontato alla polizia di aver vissuto segregata nella cantina della casa di famiglia ad Amstetten in Bassa Austria (est) dal 28 agosto 1984. Quel giorno il padre Josef, che oggi ha 73 anni ed è stato rinchiuso in carcere, gli avrebbe somministrato un prodotto anestetico e l'avrebbe ammanettata in una zona dello scantinato.

 Ufficialmente, era ritenuta scomparsa e aveva anche spedito una lettera ai genitori chiedendo che fossero interrotte le ricerche per ritrovarla. Le autorità ne avevano ricavato la convinzione che fosse finita nelle grinfie di una setta. Invece ha vissuto un autentico calvario nella cantina della casa di famiglia, durante cui suo padre "ha regolarmente approfittato" di lei, come ha detto alla polizia, e dal rapporto incestuoso sarebbero nati sette bambini.

 Tutti sono stati apparentemente partoriti al riparo da sguardi indiscreti nello scantinato dove viveva reclusa. Uno di loro, un gemello, sarebbe morto un mese dopo la nascita, per mancanza di cure, e il suo corpo sarebbe stato bruciato, secondo gli inquirenti. Tre femmine e tre maschi - che oggi hanno dai 5 ai 20 anni - sarebbero dunque nati dal rapporto incestuoso e dovranno essere effettuati esami del dna per ottenere più informazioni sui legami di parentela.

 La vicenda è venuta a galla dopo il ricovero a metà aprile di una ragazza di 19 anni, trasportata in condizioni molto gravi all'ospedale di Amstetten. Per determinare la natura della patologia, per il momento misteriosa, di cui soffre la giovane Kerstin, i medici hanno cercato invano di contattare la madre, Elisabeth Fritzl. E' a seguito di queste ricerche che il sequestro è stato scoperto ieri sera.

 Nel corso degli anni, il padre di Elisabeth sarebbe riuscito ad adottare tre dei bambini (due maschi e una femmina) facendo credere a sua moglie, Rosemarie, e alle autorità che fossero stati abbandonati davanti alla porta della loro abitazione ad alcuni anni di distanza.

 Al ritrovamento di ogni bambino, di pochi mesi di età, c'era una lettera firmata da Elisabeth che spiegava di non poter far fronte alle loro esigenze perchè aveva già altri figli. Questi tre bambini, dei quali hanno avuto la custodia ufficiale i nonni Josef e Rosemarie, sembra abbiano potuto frequentare normalmente le scuole e vissuto nella loro casa mentre la madre e i loro altri tre fratelli e sorelle (una ragazza di 19 anni, un ragazzo di 18 e un bambino di 5) erano ridotti in condizioni di vegetali nella cantina.

 Solo il padre li avrebbe in seguito rifocillati, visto che sua moglie ignorava la loro presenza. Secondo sua figlia, Rosemarie non avrebbe saputo nulla degli abusi sessuali subiti dall'età di undici anni. Arrestato ieri sera, Josef si è trincerato nel silenzio di fronte alle accuse che la figlia le ha formulato davanti ai poliziotti. Né i vicini, né i servizi sociali erano stati allertati su questa vicenda, già definita la più drammatica della storia criminale austriaca.

 Ricorda quella di Natascha Kampusch, tenuta in ostaggio per otto anni e mezzo in uno scantinato nella periferia di Vienna tra il marzo del 1998 e l'agosto del 2006 quando riuscì a fuggire, approfittando di un attimo di disattenzione del suo rapitore. Quest'ultimo si suicidò la sera della fuga.


Mi chiedo come puo essere possibile che un umano faccia una cosa del genere? Non ho parole...

28 Apr 2008
Rosa · 238 visite · 7 commenti
Categorie: Violenze di genere, donne nel mondo
Differenze tra Spagna e Italia
Paesi mediterranei e vicini si ma hanno delle differenze culturali che li fanno molto distanti. Da Giramundo.
Esperanos, España

1) La Spagna dice
sì alle unioni gay e alle coppie di fatto. L'italia condanna i gay definendoli come una grave patologia da sanare, incoraggiando a gruppi fascisti di perseguitare queste genti poichè viene perfino negata la tutela dall'omofobia.

2)  La Spagna sull' aborto: "Non faremo riforma,ma non consentiremo persecuzioni". In Italia Giuliano Ferrara, fa un tour tutta Italia per atrribuirci epiteti degni di Anna Maria Franzoni. La chiesa definisce l'aborto un omicidio cosi come le varie destre sottointendendo che la 194 ha permesso alle donne di essere libere ed autodeterminarsi. Cosi mettono un sacco di medici obiettori agli ospedali cosi noi dovremo chiedere il permesso agli uomini cosi come per la nsotra libertà sessuale (pillola del giorno dopo). In itlaia ci si preoccupa del fatto che le donne non procreano più e questo mette in evidenza che in italia c'è una mentalità che vuole le donne a figliare. la ru49 è vietata in italia.

3) Nove donne ministro contro otto uomini... In italia Berlusconi critica un Parlamento troppo rosa giustificandosi che in Italia ci sono poche donne. Il parlamneto Italiano è troppo azzurro e nessuno sembra preoccuparsi come se fosse normale la situazione e come se le donne fossero cittadine di serie b. Inoltre in spagna non si è raggiunto nemmeno il 50%. Berlusconi in piena campagna invita alle donne di cucinare per i mariti impegnati ai seggi, candida solo veline, affinche si possano aumentare i voti degli uomini, evidente che per lui le donne in Italia non esistono, anzi fanno da ornamento. ciò conferma la frase detta a Zappatero.

4) Varate leggi per velocizzare il divorzio, per promuovere l’uguaglianza tra i sessi e per contrastare la violenza domestica. In Italia la famiglia è intoccabile. Per l'Italia la violenza domestica non esiste, perchè la causa delle violenze sulle donne sono i rumeni quindi si attuano leggi per l'esplusione di queste persone. Cio' significa che il loro progetto non è contrastare la violenza domestica, che per una dottrina cattolica è normale che il marito, capofamiglia picchi, violenti, uccida moglie e figli, ma il suo obiettivo è promuovere una cultura familistica italiana ariana, in modo che ahimè moltiplichi le violenze domestiche. La legge sul doppio cognome non esiste e nemmeno quella dello stalking, le violenze domestiche denunciate difficilmente finiscono in un tribunale e non solo se si denuncia poichè c'è una cultura che inibisce la denuncia, ma anche perchè le istituzioni ritengono normale, una specie di scaramuccia familiare.

5) Una donna incinta, per la prima volta, alla guida del ministero della Difesa! Sottolineo incinta perchè in Italia la donna incinta è vittima di discriminazioni dai posti di lavoro, licenziamenti e asili nido chiusi.  Essere incinte in Itlaia significa aver smesso di far carriera (in italia difficilmente si pensa che una donna lavori per far carriera) ed automaticamente il suo posto diventa la casa, non solo per quanto riguarda i licenziamenti ma anche per la mancanza di asili nido.

6)
Il premier spagnolo ha ribadito il rispetto del pensiero dei cattolici, ma anche la necessaria laicità dello Stato. E' stata eliminata l'obbligatorietà per gli studenti di ricevere l'insegnamento della religione cattolica a scuola. In Italia la laicità sta perfino scomparendo.

7) Prevenzione dell'anoressia e della bulimia: vietate le sfilate a modelle sotto la 38 (e obbligato gli stilisti a ritirare i vestiti di tale misura),
dall'altro ha ordinato a Burger King di ritirare la pubblicità del panino King XXL, calorico come 10 uova fritte. In Italia promuovono il modello della velina, che dicono di essere formose ma invece sono magre come stuzzicadenti, vengono censurate le campagne contro l'anoressia perchè rovinano l'immagine di Milano.

8)Incentivi all'assunzione dei giovani e alla trasformazione di contratti precari a tempo indeterminato o a tempo procrastinato (minimo 12 mesi). Inoltre, con la riforma del lavoro, ha consolidato stessi diritti e stesse opportunità tra uomini e donne.  In italia divario salariale tra uomini e donne, agigungendo anche il lavoro odmestico che pesa sulle donne, giovani a spasso e ancora a casa dei genitori.


9)Approvata una legge liberalizzante sulla fecondazione assistita. In italia donne costrette ad andare all'estero perchè hanno una legge hce le impone perfino come usare il proprio utero. La legge sulla fecondazione itlaiana è contro la salute della donna.


19 Apr 2008

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