Colpisce il dieci per cento delle donne, circa 50mila in Italia, eppure nove su dieci non sanno cosa sia la depressione post partum, non conoscono la malattia: una disinformazione tanto più rischiosa per le fasce sociali svantaggiate. E' questo l'allarme dei medici della Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostetricia che denunciano una mancanza di informazione, per colmare la quale oggi si sono dati convegno al San Gallicano di Roma e hanno dato il via a una campagna nazionale di sensibilizzazione.
Il rischio di sviluppare una depressione è un elemento valutato di routine durante gli incontri pre parto solo dal 30% dai ginecologi, che in gran parte (84%) dichiarano di non disporre nemmeno di materiali informativi da consegnare alle pazienti (che il 93% li riterrebbe estremamente utili). Dopo il parto, solo nel 45% delle strutture è previsto un monitoraggio delle mamme "a rischio" e il tempo dedicato all'informazione prima della dimissione è inadeguato per il 72% dei ginecologi. È questa la fotografia che emerge dal sondaggio promosso dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), il primo realizzato su questo tema, che ha coinvolto la metà delle unità operative di ginecologia in Italia.
"Per rompere l'isolamento in cui sono costrette le donne e costruire attorno a loro una rete protettiva abbiamo lanciato 'Non lasciamole sole', una campagna nazionale con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri, ministero per i Diritti e le Pari Opportunità", ha annunciato il professore Giorgio Vittori, presidente della Sigo.
La campagna prende il via ufficialmente oggi, con un convegno all'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà di Roma. E Aldo Morrone, direttore dell'Istituto ha sottolineato che lo scenario descritto dal sondaggio, "già preoccupante, si aggrava quando le protagoniste sono donne che appartengono a fasce sociali svantaggiate, spesso prive degli idonei strumenti culturali. È proprio qui che la rete deve attivarsi con più tempestività".
La depressione post partum non va sottovalutata - sottolineano gli esperti - ed è una malattia che colpisce, secondo la letteratura scientifica circa il 10% delle donne, circa 50mila in Italia. Tra i campanelli d'allarme, per gli specialisti al primo posto si trovano episodi di ansia o depressione durante la gravidanza o una storia personale o familiare di depressione (81%); precedenti episodi di depressione post partum (78%); isolamento o condizioni socioeconomiche svantaggiate (63%) e problemi con il partner (58%).
La campagna 'Non lasciamole sole', che coinvolge numerose associazioni e istituzioni sul territorio, prevede entro l'estate la realizzazione di materiali informativi specifici, rivolti agli operatori sanitari ed alle donne, e l'individuazione di linee guida, oltre all'informazione sui media volta a far emergere e conoscere la depressione post partum .












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Si conosce benissimo l'assurda e ingiusta disparità che esiste tra uomo e donna, disparità che interessa tutte le sfere possibili e immaginabili. Alla stessa maniera conosciamo altrettanto bene il gap esistente tra Nord e Sud, distanza oramai proverbiale e che sembra dover rimanere per sempre. Ecco, immaginatevi la difficile situazione che possono vivere la donna del Sud Italia. Deprimente.
13.08.08 @ 20:02:03
da LaPamy
ciao a tutti...scusate l'assenza. ciao andrea parlero' ...
11.08.08 @ 12:47:22
da rosa87
A proposito di concorsi, nel mio ...
10.08.08 @ 17:40:48
da andrea
A proposito di concorsi, nel mio ...
10.08.08 @ 17:39:47
da andrea