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Napoli, lezioni di sesso

http://www.e-potpourri.com/wp-content/uploads/2008/01/tateossian-sexuality-cufflinks.jpg 

A napoli tra giugno e luglio potrete parlare di sessualità nei workshop su "Tutto quello che volevate sapere e non avete mai osato chiedere" e sul "Sesso avventuroso per tutti". Vi insegna tutto Alessandra Renzi è dottoranda in sociologia all'università di Toronto e si occupa di politica, attivismo, arte dei nuovi media, pornografia e sessualità fluide. Insieme ad altri accademici e artisti è fondatrice di un collettivo polisessuale che produce installazioni, performance educative e video sperimentali su desiderio, estetica ed eroticismo. Tutti i dettagli sotto. Buon corso e mi raccomando: fate i compiti a casa!


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Tutto quello che volevate sapere sul sesso e che non avete mai osato chiedere.

Be’, forse non proprio tutto...perché sul sesso e sulla sessualità non se ne sa mai abbastanza.

Timide, spaventate, inibite, tipe sciolte, avventuriere, questo laboratorio per donne è un’esplorazione della sessualità come etica della relazione e del desiderio, come scoperta magica di noi stesse e degli altri, come esperienza consapevole e consensuale priva di sensi di colpa e stereotipi inculcatici dai mass media.

Muovendoci tra filosofia, arte, esercizi e giochi (che non richiedono partecipazione in pratiche sessuali sul posto), il laboratorio sviluppa i seguenti punti:


- basi teoriche, etiche e politiche del sesso

- creazione di un immaginario erotico personale

- esplorazione del desiderio e fantasie

- libido, cura e rispetto del corpo

- comunicazione

- tecniche orgasmiche

- giochi, sex toys e trucchi magici

- safer sex (pratiche di sesso sicuro)

- risorse varie


L’idea del laboratorio è quella di creare un ambiente confortevole, rilassato e ludico per tutte. Si prega di venire tutte con la mente e il cuore aperti. Trans, lesbiche e altri tipi di orientamento sessuale sono benvenuti.

La presentazione generale dei laboratori si terrà Giov. 26 Giugno 2008 alle ore 18.30

Questo laboratorio avrà luogo Ven. 27 Giugno 2008 dalle 20-22.30

alla libreria Librido, Via San Sebastiano 39, 80134 Napoli

Per informazioni su questo e gli altri workshops che si terranno nel mese di Giugno e Luglio, e per registrarsi scrivere a renzi73@gmx.de o chiamare al 349-1516566

Prezzo: 25/15 € 

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Laboratorio di sessualità: Sesso avventuroso per tutti

Avete voglia di provare qualcosa di nuovo? Avete delle fantasie e passioni segrete che non sapete come rivelare? Sentite il bisogno di aggiungere un nuovo gusto al vostro repertorio sessuale? Avete un complice con cui fare nuove scoperte o siete semplicemente curiosi?

Questo workshop è un’introduzione a giochi sessuali sexy, sani, sicuri e consensuali. Lasciandoci inspirare dall’erotismo letterario, le pratiche tantriche e giochi di scambi di potere, dalla storia, filosofia e psicologia del sesso come scoperta continua di noi stessi e degli altri, il laboratorio offre un’introduzione a giochi non convenzionali per coppie o singles in cerca di nuovi stimoli e divertimento.

Si organizzeranno vari livelli separati (di due ore e mezza ciascuno) e si toccheranno i seguenti argomenti:


Livello I

Etica, comunicazione e sicurezza prima, durante e dopo il sesso

Giocattoli fatti in casa

Giochi di sensazione Fase 1

Livello II (è necessario il livello I)

Bondage

Giocattoli fatti in casa

Giochi di sensazione Fase 2

Livello III (è necessario il livello I)

Dinamiche di potere: etica, psicologia e cerimoniali

Travestimenti e role-play

Livello IV

Relazione tra piacere e dolore

Spanking per far piacere

Livello V

Facciamoci il flogger

Uso del flogger per rilassare e godere


L’idea del laboratorio è quella di creare un ambiente confortevole, rilassato e ludico per tutti. Si prega di venire con la mente e il cuore aperti. Trans, lesbiche e altri tipi di orientamento sessuale sono benvenuti. Il laboratorio è riservato ai maggiorenni.

La presentazione generale dei laboratori si terrà Giov. 26 Giugno 2008 alle ore 18.30 Presso la libreria Librido, Via San Sebastiano 39, 80134 Napoli

Per informazioni su questo e gli altri workshops che si terranno nel mese di Giugno e Luglio, e per registrarsi scrivere a renzi73@gmx.de o chiamare al 349-1516566

Prezzo: 30/20€ a corso, 50 € per le coppie).

19 Giu 2008
Email udi

COMUNICATO UDI NAZIONALE                      

staffetta di donne contro la violenza

 

Vogliamo lottare contro la violenza sessuata e il femminicidio. Per farlo vogliamo dire CHI siamo, senza mettere distanza tra noi e le altre, perché non siamo né estranee né privilegiate e non pretendiamo che una donna sola faccia quello che tutte non riusciamo a fare: far smettere la violenza che tutte subiamo!

Il primo obiettivo è dunque di agire culturalmente per far smettere il femminicidio.

Vogliamo innanzitutto dire a voce alta che il mestiere più antico del mondo non è la prostituzione, ma lo stupro, è quello del violentatore.

Per questo vogliamo incontrarci con le donne, con tutte, ovunque, pubblicamente.

 

Per questo l'UDI indice una Staffetta di donne contro la violenza che partirà il 25 Novembre 2008, giornata internazionale contro la violenza alle donne, e si chiuderà esattamente un anno dopo, sempre il 25 novembre.

La staffetta partirà da Niscemi,  dove è stata assassinata Lorena.

E si chiuderà a Brescia, dove è stata sgozzata  Hiina.

 

Simbolo e testimone della Staffetta dell’Udi sarà un'anfora con due manici in modo che possa essere portata da due donne, a significare l'importanza della relazione per noi.

In ogni paese o  città  in cui la Staffetta passerà, le due donne che l’hanno avuta in consegna la consegneranno ad altre due, pubblicamente.

In ogni luogo dove la Staffetta passerà, le donne che si faranno carico del suo passaggio potranno imbastire iniziative pubbliche le più varie, seminari, dibattiti, mostre, proiezioni video, eccetera. 

Strada facendo, ogni donna potrà avvicinarsi e mettere nell’anfora un biglietto con i propri pensieri, denunce, parole o immagini.

 

Parteciperanno alla staffetta tutte le donne, dell’UDI e non, che daranno la loro disponibilità a udinazionale@gmail.com entro il 30 settembre 2008, in modo che si possa cominciare a costruire un itinerario nazionale.

 

La Staffetta sarà organizzata solo da donne singole o associazioni di donne - sono escluse rappresentanze di partiti - deve essere  un evento pubblico che ciascuna caratterizzerà come riterrà più opportuno e sarà autofinanziata.

 

Il sito dell’Udi – www.udinazionale.org - a partire dal novembre 2008, seguirà passo dopo passo la Staffetta, dando il resoconto delle iniziative svolte e l’appuntamento per quelle successive.

  

UDI - Unione Donne in Italia

Sede nazionale – Archivio centrale

via dell’Arco di Parma 15, 00186, Roma tel 06 6865884



Modulo da compliare:

Richiesta di partecipazione staffetta di donne contro la violenza

  

Nome

 

Cognome

 

Indirizzo

    

Tel                                                      cell

 

e- mail

  

in rappresentanza di

 

Iniziativa che si intende realizzare, in breve:


Grazie wonderely x l'email :)

 

14 Giu 2008
C'è chi ostenta troppo la bellezza femminile come modello per le adolescenti.
untitled-6.jpg picture by kikkazz

Ci sono
genitori che ammazzano i figli se sono omosessuali, tutto ciò nato da una cultura che detta un profondo odio nei loro confronti. Ci sono anche fascisti che picchiano i comunisti, perseguitano i rom come ragazze che picchiano le loro coetanee perchè brutte o troppo belle.
Tutti questi comportamenti avvengono a seguito di mode sociali che dettano secondo i mezzi di comunicazione che bisogna seguire un modello, una linea precisa e se esci fuori avviene la discriminazione.
Dopo questa notizia che avrete gia sentito perchè risalente a due anni fa, leggete questa avvenuta pochi giorni fa:


Era troppo bella e doveva pagare. Hanno aspettato che la scuola finisse e, nella tradizionale festa di fine anno, in cui volano le uova e i gavettoni sono autorizzati, l'hanno aspettata per picchiarla e riversare su di lei tutta la loro invidia.

Protagoniste sei ragazze romane di cui due di 15 anni che sono state identificate e denunciate per lesioni personali in quanto la vittima e' dovuta ricorrere alle cure di medici dell'ospedale Sant'Eugenio per "escoriazioni multiple" sulla scapola sinistra, con una prognosi di quattro giorni.


Fonte: Alice


Se avete letto le righe incollate da un notiziario possiamo proseguire con l'argomento. E' proprio tutta questa ostentazione della bellezza che rafforza la rivalità femminile belle società occidentali. Non so se vi ricordate una canzone che fa "se sei bella ti tirano le pietre, se sei brutta ti tirano le pietre..."
C'è un Italia che segue poi la linea di tutti i paesi ricchi che propongono un modello che fanno sentire una donna importante solo se ha un buon aspetto esteriore. Poi segue la bravura a scuola e i suoi successi che purtroppo in una ragazza vengono fatti pesare di più, mandando avanti il modello della brava bambina fascista.

C'è anche una società che vuole la donna seduttiva ed oggetto di desiderio maschile secondo una società strutturata al maschile dove una donna funge da decorazione e da strumento come una bella automobile, non a caso esiste il provverbio maschilista donne e motori gioie e dolori che riflette la nostra società.

C'è anche un velo di ipocrisia che ti fa credere che se ad un concorso di bellezza ti chiedono qualche capacità mentale o ti fanno qualche domanda è perchè non pretendono che sia solo bella ma anche brava, ma appunto le domande sono elementari e persiste una tendenza maschilista che tente a prenderle in giro sopratutto se straniere, che poi vengono passate per oche dai conduttori maschilisti che si circondano di vallette nude o mute o entrambe le cose contemporaneamente.

I concorsi di bellezza sono diffusi in tutto il mondo. Secondo un format patriarcale dove una società a misura d'uomo vanta il suo paese per le bellezze artistiche e le "loro donne" "proprietà di patria" esposte ed esibite come un trofeo per poi illuderci fosse diverso hanno creato una parodia fatta da "miss" di sesso maschile, usato per prendere in giro la versione femminile.
Nelle società occidentali proliferano i corsi di bellezza e in una società che si ritiene paritaria non dovrebbe mercificare le donne. L'occidente ci illude di parità perchè possiamo scegliere e mercificarsi è una scelta ma se nei mass media viene proposto solo quel modello allora la scelta ne viene meno perche spesso questo viene rivolto alle bambine: ad esempio Miss bimbo o Miss Teenager dove partecipano bambine anche di 13 anni. In questo post voglio mettere in evidenza questo. In Italia c'e anche una Padania che "espone" le "proprie" donne facendo invidia a noi povere donne terrone che dobbiamo prenderle come esempio di bellezza, che pare sia anche una forma di secessionismo, come se non fossimo tutte italiane (metto tra virgolette perchè mi sto inoltrando nel loro immaginario di donne, proprietà), invitando gli uomini della terronia che loro stanno sposando padane leghiste purosangue (neanche fossero cavalli).Ma c'è anche un italia fatta di dementi leghisti dove i suoi seguaci  oltre che un italica su una passerella frequentano le rumene su un marciapiede visto che il 75% dei maschi milanesi ammogliati sopratutto, vanno a puttane
 e poi vuole condannare come se prostituirsi fosse una scelta loro per proteggere il cliente, un criminale, e da qui si deduce la protezione a mo' di coda di paglia del cliente e una morale più importante della dignità femminile. L'Italia da quando vigono le destre ha una tendenza sempre più alta ad ostentare il corpo femminile, come appunto facevano durante il fascismo "bella, sana e sopratutto italiana".
Berlusconi ha perfino portato Miss al parlamento. La cosa che è da sottolineare che il suo scopo è cercarle belle ma non preparate, possibilmente fasciste che l'unica cosa che sanno fare è
dire carfagnate, andare al matrimonio della Gregoraci, donne in parte volute da Berlusconi perchè come si sa lui le donne se le vuole gestire neanche fossimo cani.

Adesso di chi è la colpa se molte si presentano ai provini per fare le Veline?
10 Giu 2008
Scusate ero assente e posto tutto ciò che è successo
Il nostro vaticano minaccia sempre di più l'Italia dove si scopre che discriminano perfino i paraplegici. Lui è affetto da questo male e il prete non lo sposa perchè non si può riprodurre. Bella cosa, viviamo in una società dove l'amore è andato a puttane e la chiesa continua a seguire la linea fascista trattandoci da contenitori. Infatti è successo un altra cosa. Il segretario al Welfare con delega alla salute vuole coinvolgere di più gli obiettori per impedirci di autodeterminarci.
Potete leggere in dettaglio da Femminismo a Sud.
Intanto vi incollo il racconto del pride tenuto Sabato.

 ASCOLTA L'INTERVENTO DI FACCIAMO BRECCIA DAL PALCO DEL PRIDE

COMUNICATO STAMPA

IL VATICANO OCCUPA L'ITALIA
FACCIAMO BRECCIA OCCUPA IL VATICANO

Dopo un pride festoso e autodeterminato, con un atto simbolico Facciamo Breccia denuncia il tentativo di repressione e la sottrazione degli spazi di agibilità politica legata alla negazione di Piazza San Giovanni come piazza finale del Pride di Roma.

I movimenti lesbici, femministi gay e trans non si arrestano, e dopo l'occupazione di tutti gli spazi politici da parte delle destre clerico-fasciste, Facciamo Breccia ha simbolicamente occupato il territorio vaticano e Piazza san Pietro. L'occupazione è avvenuta con le bandiere NO VAT e con i corpi dei soggetti che vengono ogni giorno simbolicamente e ideologicamente costruiti come "diversi" dai mass media e dalla politica istituzionale di ogni colore.

Rivendichiamo quest'azione come atto di liberazione nell'ambito del Pride Roma contro la deriva oscurantista e securitaria che si è attivata anche, ma non solo, contro i soggetti lesbici, gay e trans. L'azione è stata rivendicata dal palco del Pride. Coordinamento Facciamo Breccia


***

Facciamo Breccia è un coordinamento nazionale ed organizza ogni anno le manifestazioni "NO VAT, Autodeterminazione, laicità, antifascismo" in occasione dell'anniversario dei Patti Lateranensi e le Frocessioni durante le visite papali (in particolare a Verona e alla Sapienza a Roma).
Facciamo Breccia è presente nelle città di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Prato, Roma, Torino e Venezia, Verona.


Per ogni ulteriore informazione: www.facciamobreccia.org.

 

Domenica invece  c'è stata una manifestazione di Rom a Roma. Sfilavano urlando "Alemanno, noi siamo più romani di te". Il gruppo Everyone [gruppo internazionale che si batte contro le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani] ci racconta come una ragazina rom di 16 anni, incinta di 6 mesi, sia stata aggredita e presa a calci da un italiano mentre chiedeva l'elemosina a Pesaro. ci avevano anche spiegato che la storia del rapimento della bimba avvenuto a  Napoli era tutta una montatura, anzi una bufala. La stessa cosaper la banda di donne rom: bugie, montature montate a scopo di alimentare razzismo e a giustificare atti politici senza alcun senso. Il presidente del consiglio dei ministri ha dichiarato l'emergenza in iun queste regioni: Lazio, Lombardia e Campania. Una scelta che i Giuristi Democratici giudicano discriminatoria e violatoria dei diritti umani.

La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne scrive alla ministra Carfagna:

Contro la violenza sulle donne serve un finanziamento nazionale concreto ed adeguato

Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne 

La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne, che accoglie al proprio interno la maggior parte delle associazioni di donne e dei servizi italiani rivolti alle donne vittime di violenza, esprime sconcerto e preoccupazione per le scelte operate dal Governo in tema di violenza di genere verso le donne.

La rete dei Centri aveva sollecitato in più occasioni la definizione di un Piano di azione nazionale contro la violenza alle donne quale strumento principale per mettere a punto azioni di sistema per garantire un efficace intervento di prevenzione e contrasto in area culturale, sanitaria, sociale e di protezione, e sia per sostenere le attività svolte dai centri stessi.

Avevamo plaudito la decisione di creare, da parte del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità un fondo nazionale per l’anno 2008 così da avviare la sperimentazione di un Piano di azione contro la violenza, uniformando così l’Italia agli standard attuati negli altri stati europei.

Leggiamo con preoccupazione le affermazioni del nuovo Ministro in tema di analisi del fenomeno (lettera a La Repubblica), e rileviamo che in quella stessa lettera si esprime la volontà di rivedere, ripensare e rafforzare i centri antiviolenza.
I dati e la lettura del fenomeno che emerge in qualsiasi indagine e documento internazionale, contrasta con l’interpretazione del nuovo Ministro.
La violenza verso le donne avviene (come rilevato in tutte le indagini nazionali ed internazionali) nelle relazioni di intimità, nelle famiglie, e l’imposizione dell’affido condiviso nei casi di violenza domestica serve solo ad innalzare il rischio di pericolosità per le madri e per i figli.

Pur condividendo con il Ministro il diritto dei figli di mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori durante e dopo la loro separazione, l’attuale legge sull’affido condiviso ci appare caratterizzata da una pericolosa semplificazione in quanto impone un unico modello di affidamento per tutte le separazioni.

Vorremmo anche precisare che non sono le separazioni che causano la violenza, bensì avviene esattamente il contrario. L’affermazione di libertà femminile acuisce la violenza, ma non si può certo chiedere alle donne di rinunziare alla propria affermazione per evitare la violenza, sarebbe certo una richiesta impropria, che carica la “vittima” della responsabilità dell’aggressione e che non va verso relazioni tra sessi improntate alla reciprocità ed alle pari opportunità di genere.

Rileviamo che sono stati “tagliati” i fondi destinati al Piano di azione Nazionale. Chiediamo che venga rivista tale decisione affinché le parole di indignazione espresse dai politici in occasione delle morti delle donne a causa di violenza, non siano parole vuote.

La violenza verso le donne è un fenomeno che non si può cancellare con le dichiarazioni, ma con azioni concrete ed adeguate. Per farlo serve un finanziamento nazionale altrettanto concreto ed adeguato, che permetta lo sviluppo di azioni di sistema ed il rafforzamento dei luoghi di accoglienza delle vittime.

Vorremo un confronto aperto sul tema e chiediamo che venga ripristinato il fondo, così da avviare il piano di azione nazionale, sul quale chiediamo di essere coinvolte per un reale processo di concertazione sugli obiettivi da raggiungere per il 2008.

da Il Paese delle Donne online 

10 Giu 2008
Tagliati i fondi per i centri antiviolenza

Dopo la lettera della Carfagna doveci faceva capire la sua grande dedizione alle famiglie dove in caso di violenza sembrava volesse dire che la colpa delle violenze fosse nostra, dopo aver tantato di smantellare un consultorio, ora attaccano i centri antiviolenza talgiandoli i fondi. E' lo stesso stato dove attribuisce la violenza sulle donne ad un popolo ed è anche lo stesso che ci nega l'autodeterminazione e che è complice di una violenza di genere senza fine. Questo quadro mostra ancora un volta (me ne ero acccorta anche prima) che gli ialiani ci posono massacrare in mille modi.


Leggete bene qui per saperne di più: Da Sorelle d'italia

Molte le novità contenute nel decreto fiscale del Ministro Tremonti tra le quali il taglio dell’ici e l’eliminazione dei fondi per i centri antiviolenza: d’ora in avanti le donne potranno essere massacrate tra le quattro mura domestiche con un grosso risparmio di soldi sia per i proprietari di casa che per lo Stato.

Soddisfazione in tal senso espressa dal Ministro Carfagna che dopo la proposta di Alemanno di dedicare una via romana ad Almirante, ha proposto a sua volta di dedicare l’intera autostrada del sole alla gnocca .“Ognuno” ha fatto sapere in una breve nota del suo parrucchiere “ identifica la propria formazione politica dove meglio crede ed è innegabile che tutti gli italiani debbano moltissimo alla gnocca”.

Tanto in parlamento si torna a discutere del famoso pacchetto sicurezza che oltre ad un decreto salva badanti dovrebbe prevedere anche un decreto salva prostitute . Tra l’altro, e questa invece è proprio una novità, per venire incontro alle difficoltà di milioni di famiglie italiane che non arrivano a fine mese, il decreto dovrebbe anche prevedere la possibilità per i clienti delle prostitute di rinegozziare le prestazioni matrimoniali con la propria consorte la quale, non accogliendo le richieste del marito, lo autorizzerà di fatto e grazie ad una norma già denominata “norma del cazzo” a spendere con le prostitute i soldi risparmiati sulla rata del mutuo.

Da Universo femminile

 

Spazzati via venti milioni. Non che siano tantissimi ma certo erano moltissimo per gli oltre cento centri antiviolenza che in Italia si occupano di dare protezione e un tetto a donne sole, ragazze-madri maltrattate, per lo più straniere, con bambini piccoli. Storie di senza nome, poco performanti da un punto di vista mediatico, e però passa anche da questi Centri antiviolenza il livello di civiltà di un paese. "Il primo atto del governo contro la violenza sulle donne? Un bel taglio al Fondo istituito dalla Finanziaria 2008 con 20 milioni di euro per il sostegno alle vittime e la prevenzione" denuncia Vittoria Franco, ministro ombra del pd per le Pari Opportunità che chiama in causa il ministro Mara Carfagna: "Cosa intende fare il neo ministro? Se n'è accorta?". Il ministro potrà riflettere su cifre e dati. I numeri dicono che in Italia ci sono 14 milioni di donne vittime di violenza di cui ben tre milioni tra le mura domestiche, drammi vissuti nel silenzio e nell'indifferenza. Una risposta, un segnale di aiuto e di una possibile via di fuga, è arrivato in questi anni soprattutto dai Centri anti violenza. Che ora restano senza fondi. Che fare? Vittoria Franco ha già presentato un'interrogazione al governo.

(fonte Repubblica)

Per le donne vittime di violenza continua un periodo nero: quello dell’indifferenza totale anche da parte dello Stato che ha preferito tagliare i fondi ai centri antiviolenza, perché in campagna elettorale bisogna fare promesse demagogiche per appiopparsi i voti. È più importante togliere l’ICI dalla prima casa, piuttosto che assicurare un tetto e una protezione alle milioni di donne vittime di violenza, che hanno anche dei bambini al seguito. OTTIMO!

Ma secondo voi a qualcuno interessa? Certo che no! E io che mi illudo pure che tra questa gentaccia ci sia qualcuno che possa svegliarsi e dire “Non è molto giusto, però! In campagna elettorale abbiamo detto di volere sicurezza per le donne e ora siamo i primi a negargliela!”. Infatti, in campagna elettorale, come avevo già detto, il problema della violenza sulle donne è stato sfruttato, manipolato e rigirato a dovere per far ricadere la colpa sugli immigrati e i rom. Ora che la campagna elettorale è finita gli ipocriti si sono finalmente tolti la maschera!

“Siete vittime di violenza? Arrangiatevi!” Questo è il messaggio che lancia il nostro governo. Più poliziotti, più sicurezza: siamo tutti d’accordo, ma sapete, anche il poliziotto più bravo del mondo oltre la legge non può andare. Visto che qui in Italia le leggi serie in materia di violenza sulle donne (soprattutto sulla violenza domestica) NON esistono e nessuno ha intenzione di emanarle, nessuno ha intenzione di creare tribunali contro la violenza di genere e giudici specializzati, nessuno ha intenzione di aiutare con finanziamenti i centri antiviolenza, le donne sono lasciate alla mercé della violenza. E credetemi: senza tribunali specifici e campagne per la prevenzione non si va da nessuna parte! Se un poliziotto arresta un "criminale di genere", ci vorrà poi un giudice preparato che prenda seri provvedimenti. Per la violenza di genere SERVONO tribunali specifici (come quelli spagnoli per esempio), altrimenti siamo sempre punto e a capo. Alla faccia di chi diceva di volerci difendere!

È importante sottolineare che in materia di violenza sulle donne la giustizia è fondamentale, ma non è l’unico punto. Nei centri antiviolenza lavorano medici, psicologi e avvocati che offrono gratuitamente il loro aiuto alle donne. Una donna vittima di violenza ha soprattutto bisogno di questo: un aiuto morale per lei e per i suoi bambini (in caso li abbia), una mano tesa che non la lasci scivolare nel vortice della depressione e dell’autolesionismo. Un aiuto legale per denunciare gli episodi di violenza e un aiuto concreto che si traduce nell'ospitalità in case rifugio segrete. I poliziotti sono molto utili, nessuno lo mette in dubbio, ma ognuno ha i suoi compiti. I poliziotti non hanno i requisiti per sostituire il personale qualificato che si occupa delle vittime. I poliziotti non possono accogliere in casa loro le donne maltrattate per offrirgli protezione. È per questo che esistono questi centri. È per questo che esistono persone che si svegliano tutte le mattine e ci mettono l’anima per aiutare queste donne, per fargli capire che non sono sole, per proteggerle, per dar loro una vita migliore, una vita libera dalla violenza. Ma grazie a Berlusconi e al suo popolo di boccaloni, tutto questo non sarà più possibile, o comunque sarà molto più difficile da ottenere, a meno che qualche anima buona non decida di finanziare questi centri, perché dal nostro stato INCIVILE non possiamo aspettarci niente di più.

E poi, è inutile tirare in ballo quell'incompetente incapace di Mara Carfagna, visto le sue ultime sparate in materia. L'unica cosa che ci si può augurare da lei sono le dimissioni.

02 Giu 2008

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