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Spagna, all'avanguardia per i diritti delle donne (post all'avanguardia per l'informazione)
Mentre in Italia le donne vengono massacrate, stuprate ed uccise in mille modi possibili accompagnate dalla più totale indifferenza mediatica e delle istituzioni, che vuole questo fenomeno causa di persone di differente origine etinca e che per tutelare le donne e far si che possano raggiungere le pari opportunità propongono il ministero ad una velina , La Spagna, possiede una legge fatta da Luis Rodriguez Zapatero, all'avanguardia rispetto a tutta Europa, che vanta una grande avanguardia per i diritti umani. Siccome questo post è ispirato a quello del blog di Wonderely, e ho voluto pubblicarlo per poter diffondere questa botta di informazione che manca nel nostro paese, leggete attentamente come a Zapatero venne in mente di creare questa invidiabile legge che grazie a questa le donne spagnole sono le più sicure in tutta Europa.

Violenza alle donne, intellettuali con Zapatero
di Monica Lanfranco (Liberazione, 24 ottobre 2004) 

Si chiamava Alicia Aristegui, 37 anni, di Villalba, Navarra, Spagna. Due anni fa passeggiava con un'amica, forse confidandosi con lei dei problemi con il marito, in carcere per reati non gravissimi e più volte denunciato dalla consorte per le violenze e i maltrattamenti subiti da lei e dai suoi due bambini.

Era il 9 aprile, pomeriggio, e fu l'ultima passeggiata per Alicia. Perché Jesus Gil, 38 anni, aveva giurato alla moglie che l'avrebbe uccisa se lei avesse chiesto il divorzio, e Alicia lo aveva richiesto, dopo anni di reiterate e inascoltate richieste di aiuto a polizia e istituzioni contro quell'uomo. Jesus, uscito di prigione il giorno prima, segue la donna, la affronta e con 10 coltellate la uccide, nel pieno centro di Villalba. È nel nome di Alicia, delle 34 ultime vittime fino ad oggi nel 2004, e delle migliaia di altre brutalizzate nel silenzio che un migliaio di intellettuali spagnoli, tutti uomini, ha clamorosamente firmato un manifesto in appoggio alla nuova legge contro la violenza di genere, (così si chiama, e per la prima volta viene nominato il genere e non la più usata dicitura "sessuale") presentata in parlamento dal governo Zapatero, già passata la settimana scorsa alla Camera dei deputati e in lettura al Senato.

Nei primi mesi del 2004, dopo una decina di assassinii tra le mura domestiche, persino Amnesty International aveva presentato un agghiacciante rapporto sulla situazione spagnola, non solo denunciando l'immobilità e il silenzio del precedente governo, ma puntando il dito sullo stato di arretratezza, e omertà sull'argomento nell'intero tessuto sociale. Per questo risultano così dirompenti le parole del testo del manifesto: «Noi firmatari, uomini, diciamo Sì alla legge contro la violenza di genere. Perché non possiamo essere complici rispetto alla realtà di una violenza che, anno dopo anno, uccide decine di donne e obbliga molte altre ad abbandonare il proprio lavoro, la propria casa e la propria città per cercare di sfuggire al loro aggressore; una violenza che provoca ogni anno il suicidio di centinaia di donne e ne maltratta fisicamente e psicologicamente centinaia di migliaia. Perché la violenza esercitata da uomini contro donne richiede misure specifiche, dato che non assomiglia in niente, né in quantità né come caratteristiche, ai casi isolati di violenza di donne contro uomini».

Affermazioni pesantissime e inequivocabili, che segnalano una svolta epocale in Spagna, soprattutto perché il senso delle parole del manifesto non è solo la denuncia di una situazione gravissima in generale: per la prima volta, in modo plateale, alcuni uomini, prima ancora che a partire dal loro ruolo sociale, e proprio in quanto appartenenti al genere maschile, si assumono delle responsabilità come genere sull'argomento più tabù: la violenza contro le donne.

 Succesivamente viene approvata la legge : il 28 dicembre 2004 , avente i seguenti contenuti:

Principi
L’uguaglianza tra uomo e donna: la violenza è la manifestazione più eclatante della disuguaglianza esistente.
• La garanzia di continuità delle azioni e dei programmi volti a tutelare la donna vittima di violenza.
La certezza e la pubblicità dell’assistenza come base per l’emersione dei casi non denunciati.
• La gratuità della giustizia

Obiettivi
• La Legge mira a prevenire e a proteggere le situazioni di violenza.
• Si introducono nell’ordinamento giuridico spagnolo misure di azioni positive con l’obiettivo di sovvertire la situazione di disuguaglianza che, essendo latente nella coscienza collettiva, colpisce direttamente la donna.
• L’obiettivo finale è lo sradicamento del fenomeno. La protezione integrale delle vittime sarà perseguita attraverso misure che incidono sulla prevenzione, sulla sanzione dell’aggressore e sulle misure di assistenza totale per le vittime.

Misure d’appoggio alle vittime
• Si riconosce alla vittima il diritto di riduzione del tempo di lavoro, alla sospensione della relazione professionale con riserva del posto con diritto di sussidio di disoccupazione.
• Si stabilisce un programma di reinserimento lavorativo per le vittime che hanno perso il lavoro e per chi non può seguire il programma, si stabilisce un aiuto economico in funzione dell’età e della responsabilità familiare.
• Si stabiliscono aiuti per la formazione delle donne a sottrarsi alla dipendenza economica dei propri aggressori.
• Priorità d’accesso a case d’accoglienza ufficiali.
• Sussidi addizionali alle imprese che offrono un contratto alle vittime.
• Omologazione dei “servizi d’informazione alla donna” in tutte le città e in tutti i comuni per garantire a tutte le vittime le stesse possibilità.
• Adattamenti delle attuali case di accoglienza che si convertano in centri specializzati di recupero integrale al fine di offrire terapia psicologica, appoggio legale, sociale e educativo.

Sicurezza
• Creazione di unità speciali del Corpo nazionale di Polizia e dei Carabinieri
• I corpi nazionali partecipano con tutte le Amministrazioni.
• Si provvede alla sospensione cautelare della licenza d’armi ai colpevoli o ai sospettati d’atti di violenza contro una donna.

Giustizia
• Creazione di 430 giudici speciali, con competenze civili e penali, dedicati alla lotta contro la violenza di genere, di coppia e domestica.
• Creazione della figura del Procuratore contro la violenza di genere, in funzione del delegato fiscale dello Stato, competente in materie penali e civili pertinenti al discorso di genere.
• Modificazione della legge d’Assistenza Gratuita: le vittime di violenza domestica hanno diritto all’assistenza gratuita.
• La nuova norma ha modificato anche il Codice Penale, stabilendo pene più dure riguardo alla violenza di genere e di coppia, ma soprattutto stabilisce pene di peso differente a seconda che l’aggressore sia un uomo o una donna. All’aggressore di sesso maschile il maggior castigo (questo l’argomento maggiormente polemizzato che ha posto la Legge Integrale come oggetto di verifica d’incostituzionalità da parte del Tribunale Costituzionale spagnolo in quanto discriminatoria nei confronti degli uomini e violante il principio costituzionale secondo cui tutti gli uomini sono uguali dinanzi alla legge).

Educazione
• Creazione di una materia obbligatoria nelle scuole superiori: “Educazione per l’uguaglianza e contro la violenza di genere”.
• Incorporazione in tutti i Consigli d’Istituto, di tutte le scuole, di un membro incaricato di fornire mezzi educativi contro la violenza di genere.

Nuovi organismi
• Creazione di una Delegazione di Governo contro la violenza di Genere, in aggiunta al Difensore del Popolo e un Osservatorio incaricato di valutare le azioni di governo e le nuove misure.
• Creazione dell’Osservatorio nazionale sulla violenza sulla donna, che sarà l’occhio sulla situazione e sull’evoluzione della violenza sulla donna.

Sanità
• Sistemi di diagnosi precoci e sviluppo di programmi di sensibilizzazione e formazione del personale sanitario.
• Si stabiliranno protocolli sanitari per la prevenzione, la diagnosi precoce e l’intervento continuato, collaborando con l’amministrazione della giustizia.
• Creazione di una Commissione, in seno al Consiglio Interterritoriale del Sistema Nazionale di Salute, incaricata di appoggiare tecnicamente, coordinare e valutare le misure sanitarie stabilite dalla legge.

Minori
• Le situazioni di violenza sulle donne colpiscono anche i minori che si trovano nell’ambiente familiare, vittime indirette o mediate di questa violenza. La Legge contempla anche la loro protezione, non solo per la tutela dei diritti dei minori, ma anche per garantire in forma effettiva le misure di protezione adottate rispetto alla donna.
• I minori avranno diritto alle prestazioni dei servizi sociali nel caso si trovino sotto la patria potestà o in custodia della persona aggredita.

Altre misure
Campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione
• La pubblicità che utilizzi il corpo e l’immagine della donna in forma discriminatoria o vessatoria sarà qualificata come illecita e conseguentemente sanzionata


Continuando a leggere il post di Wonderely:

Grazie a questa legge le denunce di violenze alle autorità sono aumentate di numero: solo nel primo semestre del 2006 sono state presentate 1125 denunce in più rispetto al 2005. Questa è la prova che le donne iniziano ad avere più fiducia nelle istituzioni.
È quindi possibile aiutare davvero le donne: basta riconoscere quali sono i veri problemi e combatterli. Le violenze in famiglia rappresentano più dell'80% delle violenze sulle donne. In Italia ogni due giorni muore una donna in famiglia, non per strada, non per mano di uno sconosciuto, ma nella sua famiglia e per mano di una persona a lei vicina (in genere il marito). Io ho pochissima fiducia nel governo italiano (non sono la sola!) e credo che una legge del genere potrà essere approvata solo tra alcuni secoli: non abbiamo ancora una legge che tuteli le donne dallo stalking e questo dimostra quanto siamo "indietro". Se guardiamo alla quantità di ministre donne (4 su 21, solo 2 con portafoglio) possiamo renderci conto dell’importanza che si dà alla figura femminile. Per non parlare di chi è stata scelta per le Pari Opportunità: le donne devono fare le vallette anche al governo, vomitevole. D’altronde, non potevamo aspettarci di più da un uomo come Berlusconi che ha definito il governo spagnolo “troppo rosa” e che ha poi insistito sul fatto che ora Zapatero dovrà “sapersi gestire” le donne, manco fossero cani. Pensare che ci sono donne intelligenti e preparate che si impegnano e studiano ogni giorno e non vengono minimamente considerate, soltanto perché la loro massima aspirazione non è mostrarsi seminude davanti a una telecamera: dove stanno le pari opportunità? Viviamo in una società che considera le donne oggetti e si ritiene civile: essere donne non significa mostrare le "grazie" a un pubblico maschile, ma pretendere diritti e rispetto per quello che valiamo.Ovviamente, come donna mi sento davvero di ringraziare uomini come Zapatero e gli intellettuali spagnoli che non si nascondono dietro i pregiudizi, ma riconoscono che la violenza sulle donne è un grave problema e come tale va affrontato. Uomini che aprono gli occhi su una situazione allarmante che causa ogni anno centinaia di vittime e l'invalidità permanente di migliaia di donne. Questi sono i veri uomini, non quelli che relegano le donne al ruolo di velina, o peggio, la mettono al Governo.


11 Mag 2008
Ciudad Juarez: La capitale mondiale del femminicidio
 Messico: uccisa a Ciudad Juàrez con 60 pallottole la 32enne Berenice Garcia Corral, responsabile della sezione reati sessuali della polizia. Nella città messicana le donne vengono stuprate, torturate e uccise da almeno 14 anni: gli omicidi continuano ancora oggi. La donna era uno degli elementi migliori nell'indagine in corso sugli omicidi.

Secondo un resoconto diffuso dal ministero della giustizia di Chihuahua, gli aggressori armati di fucili ak-47 hanno bloccato la donna "mentre si trovava nel garage sparandole ripetutamente per un totale di almeno 60 pallottole".


Questa notizia mi ha scosso parecchio. Se un responsabile di un dipartimento che si occupa di reati sessuali viene massacrato, ciò significa quanto il Messico tiene a caro al femminicidio e alle violenze sulle donne e non tollera alcuna organizzazione che dia aiuto alle donne. Ciudad Juarez se non lo sapete è famosa per la grande maggioranza di violenze sulle donne. Addirittura i organizzano in vere e proprie bande per attuare spedizioni punitive sulle donne e bambine.

Fonte WIKIPEDIA

Ciudad Juárez è la città più pericolosa al mondo per le donne; la città è infatti teatro di numerosissimi omicidi che da oltre dieci anni interessano giovani donne. Il colpevole (o i colpevoli) agiscono seguendo lo stesso schema: rapimento, tortura, sevizie sessuali, mutilazioni, strangolamento. Nei quartieri più isolati e poveri vengono scoperti continuamente corpi di donne, adolescenti e bambine, nude, martoriate, sfigurate. Le autorità non riescono a individuare il vero colpevole, nonostante abbiano arrestato un uomo di nome Jesus Manuel Guardado Márquez, alias «El Tolteca»; come pure la banda di «Los Choferes», i cui componenti sono stati accusati di essere gli assassini. In realtà pare che queste persone non siano i veri colpevoli, infatti secondo le stime delle Nazioni Unite il tasso di impunità in Messico è quasi del 100%.

juarez-marchMa il Messico non è l'unico paese che registra violenze sulle donne, anche se non tocca quelle punte, ma i dati sono altrettanto sconcertanti.

“La violenza contro le donne tra i 15 e i 44 anni uccide quanto il cancro” ha scritto il Ministro della Salute Livia Turco nella presentazione del volume. “Il prezzo in termini di salute delle donne supera quello degli incidenti stradali e della malaria messi insieme”. In questo l’Italia - come in generale i paesi occidentali - non è indenne da quella che in alcuni paesi meno sviluppati è una vera piaga: secondo quanto è stato riportato a fine del 2006 dall’allora segretario generale dell’ONU Kofi Annan di fronte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a livello mondiale una donna su tre è stata picchiata o abusata sessualmente, e una su quattro ha subito violenza durante la gravidanza.

In italia la violenza domestica è completamente ignorata, come se fosse ancora compito della società mostrare un certo perbenismo dall'esterno. Tutte le notizie di cronaca ogni volta che una donna muore, ma anche una persona esterna dalla famiglia usano ancora l'epiteto della "famiglia per bene" . Situazione che se poi si va a vedere all'interno della famiglia è l'opposta: Perchè se una marito uccide una moglie incinta i mass media e il paese della vittima parlano di famiglia per bene?
Bisogna indivduare le cause che portano la nostra società occidentale a nascondere le violenze sulle donne quando compiute da un italiano o da un famigliare. I dati non sono una sciocchezza : ogni tre giorni una donna muore, e si configura come la prima causa di morte prima di incidenti e malattie.

La politica, che si dovrebbe occupare di questo, che è un vero e proprio allarme si limita a reati compiuti da un gruppo etnico facendo passare gli italiani come santi. Così si crea violenza su violenza, il tema della violenza sulle donne viene ancora una volta ignorato e nasce il razzismo. Il problema della violenza sulle donne è un fatto di origine sessista, quindi contro una persona che è diversa, e parlare di razzismo contro un gruppo etnico sembra come sparare a vuoto.

Inoltre, ancora in Italia per conto di una società cattolica si pensa la donna sia proprietà degli uomini di famiglia, interpretato da molti purtroppo come un modo per proteggere la vittima dall'esterno, quando poi il pericolo è in casa. E' proprio per questo senso di proprietà che ancora gli uomini sentono avere nei confronti delle donne, che è poi causa delle violenze in famiglia. Corpi, vite, scelte, figli che a causa di portare il congnome paterno diventano proprietà e diventano vittime di innumerevoli e vari tipi di violenza. Il tema della proprietà è ancora usato dalle istituzioni che per sensibilizzare un tema sessista evocano un altro tipo di sessismo, dove la violenza non è considerata un offesa alla vittima ma a chi possiede la donna . Inoltre i mass media che riflettono la società hanno l'opinione che la donna sia un oggetto di piacere sessuale.

Nel nostro paese sono 6 milioni di donne che hanno subito una violenza una volta nella vita. Poche donne riescono a denunciare, altre denunciano ma non ottengono nemmeno giustizia. Molte in tribunale vengono stuprate moralmente passando dalla parte del colpevole, molte altre  denunciano violenze in famiglia e non vengono ascoltate, finchè non vengono uccise. Fino al 1996 lo stupro era un reato contro la morale, le pene erano esigue e difficilmente a causa di quella legge una donna riusciva a dimostrare lo stupro, poichè era considerato un atto osceno in luogo pubblico e all'entrata della nuova legge alcune sentenze della Cassazione la svuotavano di efficiacia e di applicazione. Con quella legge vigente fino a 12 anni la donna non era nemmeno considerata una persona.

Fino all'81 il femminicidio era considerato legale (delitto d'onore) e solo da poco si parla timidamente delle violenze di genere, ma se ne parla troppo poco e con toni sbagliati e questo purtroppo non ci aiuta a sovvertirla, non ci aiuta a sdradicare una cultura che appartiene a noi e non ad un altro paese. Sono talmente pessimista che a volte penso che non ne parlino perchè non vogliono risolvere il problema, che è nella nostra cultura.

Leggete QUI per informazioni più precise su Ciudad Juarez (vi avviso che il racconto è molto crudo, leggerlo con attenzione).

10 Mag 2008
Baby stupratori ,scoprire la causa dell'aumento dei reati sessuali durante l'adolescenza
Sono rimasta indignata alla lettura di questo triste fatto di cronaca avvenuto  a Sassari.
Per trovare la notizia più dettalgiata ho cercato un giornale locale.

La cantina degli orrori era era ben arredata e con tutti i comfort. Una tavernetta con divani, tv e liquori, sotto casa di papà e mamma, trasformata in un luogo di violenze e abusi nei confronti di due compagne di scuola. Qui, in uno scantinato lontano dagli occhi indiscreti, in un quartiere poco distante dal centro, si sarebbero consumati almeno due episodi di violenza sessuale. vittime degli abusi, avvenuti in due circostanze distinte, una dodicenne e una sedicenne. I loro aguzzini sarebbero due adolescenti, due compagni di scuola di appena quindici anni.


 
LE DUE STORIE di violenza sono state scoperte quando i genitori delle due vittime, a metà aprile si sono presentati in questura per chiedere aiuto. Ieri mattina dopo poche settimane di indagini della squadra mobile i due quindicenni sono stati prelevati dalle rispettive abitazioni su disposizione del giudice delle indagini preliminari del tribunale dei minori Gabriella Pinna. Il gip ha accolto le richieste del sostituto procuratore dei minori Maria Gabriella Pintus, e disposto per i due adolescenti l'accompagnamento in una comunità protetta di un’altra provincia. Niente riformatorio perchè si vuole tentare il recupero psicologico dei ragazzi, ma se cercheranno di scappare o se non rispetteranno le regole della casa di accoglienza, per loro si apriranno immediatamente le porte del carcere. Durante le indagini, della sezione minori della squadra mobile, coordinate dal dirigente Giusy Stellino e dall'ispettore Rita Loche, è emerso che uno dei due aveva anche tentato di violentare una studentessa di 16 anni e che entrambi gli arrestati avrebbero abusato della dodicenne. Le vittime sarebbero state portate con l’inganno nello scantinato attrezzato a tavernetta sotto casa di uno dei due aggressori. La vittima sedicenne, studentessa come tutti gli altri protagonisti, aveva mantenuto il silenzio su quanto accaduto perchè minacciata di morte. «Se parli ti ammazzo » le avrebbe detto quello che fino a poco tempo fa credeva un amico. Gli investigatori che indagavano sulla denuncia presentata dalla madre della dodicenne, hanno scoperto per

ò che i due studenti, individuati come i due responsabili, si erano vantati delle loro imprese con i compagni di classe parlando della violenza di gruppo sulla più piccola, rammaricandosi di non aver potuto fare lo stesso con la sedicenne, riuscita a fuggire. Durante le indagini le due vittime sono state sottoposte a visite mediche e ginecologiche e ascoltate più volte dagli psicologi incaricati dalla Procura dei minori. Gli investigatori della squadra mobile sono riusciti anche a raccogliere il racconto di alcuni testimoni. Altri giovanissimi studenti della scuola frequentata da tutti i protagonisti che hanno confermato il racconto reso in audizione protetta dalle due giovani davanti al pubblico ministero Maria Gabriella Pintus. Le violenze sarebbero avvenute sempre dopo la scuola. Le vittime venivano invitate nella tavernetta accogliente, poi costrette a subire le violenze e infine minacciate.

Soltanto un anno fa è accaduto la stessa cosa ad una bimba di soli nove anni da parte di ragazzini di circa tredici anni. Inoltre nel giornale ho letto che i ragazzi sono di buona famiglia, io ora non voglio incolpare i genitori ma se un ragazzo arriva a mancare di rispetto ad una ragazza vuol dire che in qualche modo da qualcuno avrà avuto questa educazione. In Italia si fa presto a difendere la famiglia dove proprio da questa arriva il mancato rispetto verso le donne. Se non è la famiglia in qualche modo anche i mass media giocano un ruolo fondamentale nella mente del ragazzino che è facilmente plagiabile. Tette, culi, sbattuti su riviste, televisione, anche in prima serata, manifesti osceni (poi scrivo un articolo), troppa libertà sessuale maschile tramandata dai mass media che porta perfino a vantarsi di uno stupro, al contrario si incarna nella nostra società un modello femminile paragonato alla stregua di una stupratrice se è lei a compiere un atto di libertà sessuale consenziente o se è addirittura vittima di uno stupro o se tenta di difendersi, film violenti e notizie di cronaca nera che causano solo emulazione. Ora non dico che non bisogna  sensibilizzare il tema ma rendere più costruttiva la notizia e non a mo' di filmetto porno o strumentalizzazioni politiche come fanno le nostre istituzioni e i tg sarebbbe anche meglio. E' inutile che poi in un TG parlino di queste terribili notizie se poi dopo questa si metta una donna in bikini, mostrandola a quattro venti come un oggetto. Inoltre è fondamentale cercare di non trasmettere notizie sulle scarcerazioni, giustificazioni e colpevolizzazioni della vittima dopo stupro poichè rendono il fatto come quasi lecito nella mente di certe bestie.



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07 Mag 2008
Rosa · 38 visite · 4 commenti
Categorie: Violenze di genere
Manifesti schock. Come si risolve la violenza sulle donne? ovvio mettendole il collarino.
Sono rientrata da una lunga pausa e non mi sono smentita per niente per quanto riguarda il tema di cui viene affrontata la questione violenza sulle donne. Dopo il manifesto del signor Toscani  e le leggi razziali per superare la violenza sulle donne ci possiamo aspettare proprio di tutto. In Italia pare andar di moda creare violenza su violenza. Nel primo caso è stata esaltata la violenza sui minori mentre nel secondo caso è stata esaltata e ignorata la violenza delle donne in famiglia, rendendole non più donne ma oggetti di qualcuno. Possibile che si crei ancora questa ipocrisia che vuole affrontare la violenza sulle donne, ma in realtà non si colpisce il vero problema ovvero restà tabù?

Non desiderare la donna degli altri.
Chi sono gli altri?

Gli altri sarebbero padri che chiudono in cantina e violentano per più di 20 anni le proprie figlie. Quegli altri sarebbero chi uccide una donna incinta di otto mesi?
E' proprio per questa stupida mentalità se la donna  è vittima di violenze in famiglia, poichè in questo paese ancora siamo proprietà di qualcuno, i nostri corpi, la nostra vita, le nostre azioni e i nostri ideali appartengono  e sono decise ancora dall'uomo, ne verrà meno l'autodeterminazione, e la nostra libertà oscurata dalla tendenza di credere che la donna sia proprietà di qualcuno come se fosse un cagnolino e quindi ogni violenza fatta in famiglia ne è pressochè attuata e giustificata ancora tutt'oggi. Noi donne siamo più spaventate in casa che fuori, poichè la percentuale delle violenze è molto più alta e più pericolosa a causa del legame di parentela. E così si evoca un comandamento sulla quale sembra si voglia legalizzare o giustificare tutto ciò che avviene in casa visto che si ragiona con la logica dell'uomo-padrone?

"All'improvviso negli ultimi giorni sono apparsi dei manifesti in numerose zone di Roma. Dicono: «Nono comandamento: Non desiderare la donna d'altri. No alla violenza sulle donne», come potete vedere nella foto qui (sopra) inviata da una ragazza che li ha fotografati al volo ieri pomeriggio. Sono il seguito di una
campagna organizzata da un'associazione chiamata Trifoglio , nata all'epoca del Family Day, formata da persone dell'estrema destra papalina, fieramente antiabortista. Molti del Trifoglio a volte fanno da servizio d'ordine per Storace e sono vicini a Forza Nuova, guidata da Roberto Fiore, condannato per associazione eversiva e banda armata.  Sono molto vicini anche al movimento Con Cristo per la Vita che a Verona già dal 2001 al grido di “basta al peccato” organizzava incontri di preghiera settimanali davanti all’ospedale pubblico nei giorni in cui venivano realizzate le IVG, distribuendo volantini con immagini raccapriccianti e apostrofando le donne che si recavano nella struttura con l’epiteto di “assassine!”.
(fonte presa dall'articolo di Flavia amabile).
 

Ma sopratutto rende l'idea che se la donna non appartiene a nessuno la si può violentare....

Leggete questa frase shock e come si difende il Trifoglio ribadendo che la proprietà donna se non è stata comprata dal marito come lasciano intendere è  comunque di tutti i maschi della famiglia (per forza che poi esitono i padri padroni o i fratelli padroni ...):

"L'idea che non si debba desiderare -  e quindi violentare - solo la donna che è sposata o, al limite, fidanzata, mi sembra altrettanto poco condivisa. 
'Non intendevamo questo. Intendevamo focalizzare la difesa di tutti i soggetti più deboli dalle violenze: le donne, i disabili, i bambini. Anche una donna non sposata è comunque figlia di un padre, può essere di un fratello...'. 

Continuate a leggere l'Intervista al Trifoglio fatta da Flavia Amabile.

Quindi la violenza con questo manifesto non diventa un offesa contro la donna ma un offesa nei confronti di chi detiene questa "proprietà", della stessa logica di un oggetto minacciato di furto, da ciò si deduce come nella società lo stupro è ancora un reato contro la morale, dove la donna non è più da rispettare in quanto persona ma rispettata in quanto proprietà di qualcuno (vedete che si collega alla questione dei braccialetti antistupro?). E' evidente che così ne viene meno la libertà e autodeterminazione della donna come essere umano  con la stessa gravità di come viene limitata tramite uno stupro. Diverso il discorso quando sono loro a compiere guarda caso il fatto se si sta a questo ragionamento. Che si chiederebbero?

Mi chiedo come mai il tema della violenza sulle donne debba essere trattato come una questione che conferma la teoria della donna oggetto e allora mi chiedo se questo manifesto voglia dire "se la donna è tua puoi stuprarla".
Ma non vi sembra che questo manifesto sia un incitazione alle violenze sulle donne in famiglia, dove è ancora tutto lecito?

In
Spagna hanno fatto una legge contro la violenza domestica, e in Italia si tollera ancora, con la continua credenza che uno stupro o una violenza fatta in casa sia meno grave.

07 Mag 2008
A napoli si organizza un assemblea per una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne
img247/4486/18604011js9.pngHo letto quest' articolo interessante su Femminismo a Sud, sulla convocazione di un assemblea che deciderà quando organizzare una manifestazione nazionale contro le violenze sessiste:

In Catalunya si approva la legge per dare alle donne il diritto di sradicare la violenza machista. In Italia invece la violenza machista ha piena cittadinanza in ogni casa. Le donne vengono usate, abusate e violentate ogni giorno. A Napoli si continua a lavorare sugli obiettivi stabiliti nella due giorni del 23/24 febbraio.

Napoli: venerdì 9 maggio 2008; l’invito a partecipare ad un’assemblea pubblica per organizzare nella città una grande manifestazione di dignità femminile di solidarietà militante e concreta.

Molte di noi pensano che il clima ostile alle libertà che le donne di questo paese, più che in altri, hanno faticato ad affermare, stia pesando in modo insopportabile, in forma di emergenza, nelle vite delle singole.

Il quotidiano è scandito da sottrazioni silenziose: i diritti nella sanità pubblica, (a partire dalla legge sull’aborto fino a tutto quanto riguarda la maternità), la libertà di spostarsi anche nella città, lo scempio del territorio.

Il silenzio e l’omissione anche arrogante sulle proposte delle donne, sono culminati in una campagna elettorale più che mai offensiva sull’applicazione della 194 e il contrasto alle violenze sessuate in famiglia e in strada. Tutto questo ha già indotto moltissime donne a vivere in solitudine un disagio, che le istituzioni e i partiti volentieri ignorano.

Da tempo il movimento delle donne ha sentito la responsabilità di costruire una solidarietà militante e concreta a quelle solitudini, opponendosi alle risposte “private”, più dannose del male.

La classe dirigente di fronte alle responsabilità pubbliche che impediscono alla metà del paese di vivere nel pieno diritto, ha delegato le risposte alla pietà e alla beneficenza. Nel caso della 194, alla repressione.

Ma la politica ufficiale ha anche sfidato la consapevolezza femminile, mai come oggi apertamente, e apertamente le donne hanno risposto nelle piazze di Milano, Roma, Napoli e dalle altre mille città di cui l’informazione “libera” tace.

Le parole chiare che la politica non ha accolto, sono invece ascoltate da sempre più donne. A loro vogliamo chiedere di unirsi a noi nella sfida: un’altra grande occasione nella nostra città per mostrare pubblicamente la dignità femminile che vuole davvero un’altra politica di convivenza tra generi, lontana dal finto decoro di una repressione che innanzi tutto colpisce noi.

Durante l’assemblea alla Casa Internazionale è stata formulata la proposta di tenere a Napoli una manifestazione nazionale in difesa della 194 e la libertà dalle violenze, ed in questi giorni siamo state inoltre contattate anche da altre donne del sud che intendono costruirla con noi.

Contiamo sulla presenza di tutte e sulla più ampia partecipazione

L’assemblea permanente delle donne di Napoli


Venerdì 9 Maggio 2008 ore 17 – sala al 1° piano della II Municipalità, Piazza Dante (portone vicino a Mc Donald’s, in caso di portone chiuso suonare al citofono a destra)


Come al solito non posso partecipare perchè lontana. Faccio piccola polemica:

Essere unite e solidari tra donne, solo così la violenza contro le donne verrà sdradicata, anche se spero fortemente che sia meno separatista dell'altra e permette anche agli uomini ad essere solidare., che diciamo è un valore positivo e significa che se il 24 molti  uomini ci sono stati, anche se cacciati, da parte degli uomini si sta creando una voglia di sdradicare il patriarcato.

 
30 Apr 2008

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