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Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Violenze di genere

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Un altro giorno a guardare quel programma ma questa volta interessante
volantinoAvevo promesso ormai che non accendevo più quella macchina infernale impregnata di sessismo quando poi ho visto che il programma che avevo disprezzato due giorni fa parlava proprio della violenza sulle donne, quindi programma finalmente pro donna.
L'argomento, interessantissimo, si è aperto con l'intervista di una signora che ha subito violenza dal marito per due anni, da lui avrebbe avuto una bambina piccola di 15 mesi.
L'intervistata subiva violenza di vari tipi dalla psicologica alla violenza fisica che si presentava con colpi che venivano studiati e dati in modo che non lasciavano segni, nel primo periodo a colpi che poi alla fine la portavnao a presentarsi al pronto soccorso piena di ecchimosi e lividi.
Proprio in quel momento incontra un medico che la cura e le riferisce una frase veramente deprimente " Ma signora quante storie per due schiaffi!". Cioè non ho capito, medico, laureato e non conosce la differenza tra schiaffo e pugno, che non civuole nemmeno la laurea per saperlo, tra l'altro la signora aveva lividi in schiena perchè ha dichiarato che l'ha anche presa a calci. A parte po il fatto che è inaccettabile anche uno schiaffetto. Mi chiedo: ma quanto è ancora accettata dagli uomini che i loro simili facciano violenze sulle donne? Perchè i nonni insegnavano "che la donna non si tocca nemmeno con un fiore" e poi si razzola male?
 
Frase, che come commenta il conduttore del programma e che condivido pienamente "Frasi che ancora nella nostra società maschilista sono utilizzate e che vogliono ancora mostrare come la violenza domestica sia considerata una semplice lite famigliare"

Ma poi mi chiedo: Se le botte, ossa rotte, denti rotti e costole e cranio fracassato sarebbero una semplice lite di famiglia, nonostante la gravità della situazione, se una donna muore per violenza in famiglia allora si sarebbe trattato di un seplice incidente, quindi un attenuante?

La signora racconta che si è poi ha denunciato ma le hanno risposto che non potevano fare niente se il padre non alza le mani alla bambina (avete capito bene).  Seguito da "ma lei cosa ha fatto per fare in modo che suo marito la picchi?"

Il programma prosegue con un video che mostra la situazione di una ragazza che veniva picchiata dal marito, i suoi genitori le pregavano di lasciarlo, il fratello voleva intervenire, ma la ragazza difendeva suo marito. A parte che continuo a darmi la risposta che se molte donne non denunciano la violenza fatta dal marito perchè non c'è una legge che tutela queste donne, quindi ancora tollerata e considerata normale dalla società tale da confondere o metter epaura alla vittime che una denuncia comporterebbe il rilasciamento del carnefice che comporta la vendetta. Quindi, se molte donne in tribunale o in ospedale si sentono pugnalate, come è successo alla signora e quindi la società posta le donne a sentirsi in qualche modo colpevoli delle violenze domestiche come si puo pretendere che la donna denunci o semplicemente ne parli?
E' veramente sconvolgente il fatto che ci troviamo in una società cosi familista e patriarcale e nessuno si preoccupa che è poi la causa del femminicidio.

cito le parole di Franca Rame: Ancora oggi, proprio per l'imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la "fortuna" di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie.
29 Apr 2008
Rosa · 247 visite · 2 commenti
Categorie: Violenze di genere, Cronaca
L'Austria č sconvolta. Tiene segregata la figlia per 24 anni

AUSTRIA / NUOVO CASO NATASCHA KAMPUSCH

La donna adesso ha  42 anni. Il caso scoperto dopo il ricovero nell'ospedale di Amstetten di una ragazza di 19 anni, ritenuta essere la primogenita della donna e del padre -padrone

 

 

Vienna, 27 aprile 2008 - Un nuovo, sconvolgente caso di sequestro è venuto a galla in Austria con la liberazione di una donna tenuta in ostaggio per oltre venti anni da suo padre, dal quale avrebbe avuto sette figli. Lo hanno annunciato gli inquirenti.

 In condizioni psicologiche e fisiche precarie, Elisabeth Fritzl, 42 anni, ha raccontato alla polizia di aver vissuto segregata nella cantina della casa di famiglia ad Amstetten in Bassa Austria (est) dal 28 agosto 1984. Quel giorno il padre Josef, che oggi ha 73 anni ed è stato rinchiuso in carcere, gli avrebbe somministrato un prodotto anestetico e l'avrebbe ammanettata in una zona dello scantinato.

 Ufficialmente, era ritenuta scomparsa e aveva anche spedito una lettera ai genitori chiedendo che fossero interrotte le ricerche per ritrovarla. Le autorità ne avevano ricavato la convinzione che fosse finita nelle grinfie di una setta. Invece ha vissuto un autentico calvario nella cantina della casa di famiglia, durante cui suo padre "ha regolarmente approfittato" di lei, come ha detto alla polizia, e dal rapporto incestuoso sarebbero nati sette bambini.

 Tutti sono stati apparentemente partoriti al riparo da sguardi indiscreti nello scantinato dove viveva reclusa. Uno di loro, un gemello, sarebbe morto un mese dopo la nascita, per mancanza di cure, e il suo corpo sarebbe stato bruciato, secondo gli inquirenti. Tre femmine e tre maschi - che oggi hanno dai 5 ai 20 anni - sarebbero dunque nati dal rapporto incestuoso e dovranno essere effettuati esami del dna per ottenere più informazioni sui legami di parentela.

 La vicenda è venuta a galla dopo il ricovero a metà aprile di una ragazza di 19 anni, trasportata in condizioni molto gravi all'ospedale di Amstetten. Per determinare la natura della patologia, per il momento misteriosa, di cui soffre la giovane Kerstin, i medici hanno cercato invano di contattare la madre, Elisabeth Fritzl. E' a seguito di queste ricerche che il sequestro è stato scoperto ieri sera.

 Nel corso degli anni, il padre di Elisabeth sarebbe riuscito ad adottare tre dei bambini (due maschi e una femmina) facendo credere a sua moglie, Rosemarie, e alle autorità che fossero stati abbandonati davanti alla porta della loro abitazione ad alcuni anni di distanza.

 Al ritrovamento di ogni bambino, di pochi mesi di età, c'era una lettera firmata da Elisabeth che spiegava di non poter far fronte alle loro esigenze perchè aveva già altri figli. Questi tre bambini, dei quali hanno avuto la custodia ufficiale i nonni Josef e Rosemarie, sembra abbiano potuto frequentare normalmente le scuole e vissuto nella loro casa mentre la madre e i loro altri tre fratelli e sorelle (una ragazza di 19 anni, un ragazzo di 18 e un bambino di 5) erano ridotti in condizioni di vegetali nella cantina.

 Solo il padre li avrebbe in seguito rifocillati, visto che sua moglie ignorava la loro presenza. Secondo sua figlia, Rosemarie non avrebbe saputo nulla degli abusi sessuali subiti dall'età di undici anni. Arrestato ieri sera, Josef si è trincerato nel silenzio di fronte alle accuse che la figlia le ha formulato davanti ai poliziotti. Né i vicini, né i servizi sociali erano stati allertati su questa vicenda, già definita la più drammatica della storia criminale austriaca.

 Ricorda quella di Natascha Kampusch, tenuta in ostaggio per otto anni e mezzo in uno scantinato nella periferia di Vienna tra il marzo del 1998 e l'agosto del 2006 quando riuscì a fuggire, approfittando di un attimo di disattenzione del suo rapitore. Quest'ultimo si suicidò la sera della fuga.


Mi chiedo come puo essere possibile che un umano faccia una cosa del genere? Non ho parole...

28 Apr 2008
Facciamo quattro conti....
Fonte:Sorelle d'Italia

Nel 2007, scrive ancora Lucia Annunziata, ci sono stati 4.663 casi di violenza sessuale, sempre in Italia e sempre secondo il Viminale. Le denunce non sono più del 4%. Nel 69% dei casi la violenza è opera del marito, dell’ex fidanzato, di un amico, conoscente o parente. [Clicca QUI per leggere il post di Lucia Annunziata].

Voglio fare quattro conti della serva, ma prendo comunque la calcolatrice, chè non si dica mai che le serve non sanno contare…

Se le denunce non superano il 4% significa che gli stupri ogni anno in Italia non sono 4.663 ma 116.575. E quelli che avvengono ogni giorno, sempre in Italia, non sono 13 ma 320. Cominciamo a dare al fenomeno della violenza sessuale i giusti contorni (leggi: dimensione), che a gridare allo scandalo se è un rumeno che stupra una donna italiana è cosa facile per tutti (me compresa, che li sbatterei in galera e fingerei di non ritrovare la chiave per i successivi 30 anni), ma a fare un esame di coscienza e riconoscere che gli uomini italiani non sono poi così diversi da quelli - gli extracomunitari che vedono ancora la donna come oggetto naturale dei loro sfoghi di rabbia, frustrazione e istinto sessuale - è cosa ben più difficile.

Con questo non voglio dire che gli italiani sono tutti stupratori, ovviamente, ma se ci sono ogni anno 80.436 uomini italiani che violentano una donna allora qualcosa vorrà pur dire, no? Non mi sembra un numero tanto modesto per un Paese come il nostro, che si professa libero, civile e democratico agli occhi del mondo. E’ un numero da Romania, invece. Da Albania e Marocco. Altroché! E allora, forse, e sottolineo la parola "forse", l’evoluzione civile di un Paese non va sempre di pari passo con lo sviluppo economico di quel Paese, e l’Italia ne è un esempio.

I numeri sembrano darmi ragione. Il problema, infatti, non è che un extracomunitario oggi ha violentato o violenterà una donna italiana (cercate di capirmi fra le righe, per favore…), ma che in Italia oggi ci saranno 320 donne violentate, di cui 1 finirà sbattuta su tutti i giornali perché violentata da un extracomunitario per strada… e le restanti 319, e relativi violentatori, rimarranno, invece, nell’anonimato più totale. Perché magari accade che il rumeno… dopo che stupra… ammazza pure, mentre l’Italiano stupra e basta, e così avrà il 96% di probabilità di non finire denunciato dalla vittima, il 98% di probabilità di non finire sui giornali (essendo il suo posto riservato all’extracomunitario di turno), e il 99,9% di probabilità di restare alla fine impunito.

319 donne italiane oggi verranno stuprate ma NON sporgeranno denuncia, ed è questo, per me, il vero problema da affrontare oggi in Italia, a viso aperto.

Concentrarci sempre e solo sulla donna che viene stuprata per strada da un extracomunitario significa inconsciamente costruire nelle nostre teste il binomio: extracomunitario=violentatore. E così non è, perché, per l’appunto, i numeri dicono che:

- Il 69% degli stupri commessi in Italia è opera di italiani

- Su 320 stupri che avvengono ogni giorno in Italia, 220 sono commessi da nostri connazionali.

- A fronte di 1 rumeno (o marocchino o albanese) che verrà sbattuto domani su tutti i giornali per aver stuprato una donna italiana oggi, ce ne sono altri 219, tutti italianibrava gente, che godranno del silenzio mediatico più totale.

Allora, alla luce dei numeri, vorrei capire perché le donne italiane si preoccupano di più di non subire uno stupro per strada che non in casa propria, dove, statisticamente, è molto più probabile che accada.

Io penso che per una donna, al contrario di come vogliono farci credere i media e i politici tutti, sia molto più devastante subire violenza da un uomo che conosce, tant’è vero che a denunciare l’extracomunitario trova spesso il coraggio (leggi: la strada giusta per superare nel tempo il dramma subito), mentre 96 donne su 100 ancora oggi non trovano il coraggio di denunciare il violentatore che conoscono (e cioè quel dramma se lo porteranno dentro per sempre, senza superarlo mai).

Questo post serve per dire che non sopporto i binomi creati ad hoc per spostare l’attenzione della massa dai veri problemi da risolvere (es.: omosessuale = pedofilo, rumeno = violentatore). Poi, fra i titoli di coda, è vero che si sussurra anche che il 96% degli stupri avviene fra le mura domestiche, ma solo fra i titoli di coda.

E ora che ci penso… non è neanche vero che l’italiano stupra e basta, perché se così fosse non si spiegherebbe come mai in Italia la prima causa di morte delle donne resta ancora "la violenza dentro le mura domestiche".

Riflettete prima di commentare (anche perchè l'articolo non è mio). Questa statistiche sono pesanti e fanno riflettere. Ora secondo voi : è stupratore di più l'uomo italiano (senza generalizzare, ma purtroppo le statistiche sono altissime)che li compie o la politica e i media che occultano, giustificano  queste statistiche  o che stuprano per campagna elettorale?

27 Apr 2008
Rosa · 312 visite · 12 commenti
Categorie: Violenze di genere, Cronaca
Ma i genitori trasmettono nuovi modelli ai figli di entrambi i sessi?
Da il Paese delle Donne Online
Sarebbe bene seguire in modo sistematico i notiziari televisivi, per vedere se le notizie relative ai maschi italici violenti vengano date con la stessa intensità rispetto a quelle che riguardano i maschi stranieri. E’ certo, per, esempio, che i Tg del secondo canale aprono sempre con la sfilza di “nera” e se ci sono fatti che riguardano gli emigranti , vengono dati per primi. Rutelli e Alemanno entrano sorridenti (martedì 21 aprile) a Ballarò prima del secondo turno elettorale per l’elezione del sindaco di Roma. Alemanno dice a Rutelli che la città con Veltroni è diventata insicura soprattutto per le donne; come si deduce dall’ultima violenza di un rumeno contro una giovane africana.
Rutelli esibisce una sorta di prototipo di
braccialetto collegato con la polizia per le donne in transito da sole per le vie della capitale. Alemanno rincara la dose urlando che gli stranieri in vena di delinquere vengono volentieri a Roma perché, sanno che possono delinquere a piacimento. Rutelli, con ragione, risponde che anche a Milano quanto a microcriminalità non se la passano bene, ma lui non si sogna di accusare la Moratti.
Comunque, entrambi sembrano concordare su un maggiore rischio per le donne di fare brutti incontri soprattutto nelle
grandi e medie metropoli
.  Ma nessuno dei due accenna a un’analisi che abbia un minimo di orizzonte interpretativo mutuato da discipline come l’antropologia, la sociologia e la psicologia sociale, in grado di dare spiegazioni o fare ipotesi meno frettolose o superficiali. Come dire che i politici usano esclusivamente il linguaggio consono al mantenimento del potere.

Poco dopo la trasmissione di Ballarò i quotidiani hanno dato una raffica di notizie che meritano, appunto, considerazioni non meramente e strumentalmente politiche in senso tradizionale. Hanno raccontato che a Bologna una quindicenne è stata violentata da due compagni nei bagni della scuola. E che quei due compagni, hanno detto i professori, non hanno mai avuto una nota o creato un problema. E poi che a Roma un passeggero ha tranquillamente molestato un’ iraniana su un autobus di linea e ha cercato di inseguirla a piedi una volta scesi dal mezzo per poi finire in manette.
A Bari l’autista di un bus ha tentato di violentare una straniera , unica passeggera del mezzo che stava andando al capolinea.
Infine a Milano una ragazza romena è stata portata in una baracca di un campo rom, tenuta segregata
e violentata per una settimana da due nomadi. Sarebbe bene seguire in modo sistematico i notiziari televisivi, per vedere se le notizie relative ai maschi italici violenti vengano date con la stessa intensità rispetto a quelle che riguardano i maschi stranieri. E’ certo, per, esempio, che i Tg del secondo canale aprono sempre con la sfilza di “nera” e se ci sono fatti che riguardano gli emigranti , vengono dati per primi.

Ma i fatti, di questi giorni, sembrano innanzitutto dare ragione a una riflessione di Ida Dominijanni su Manifesto (20 aprile 2008) : “...gli uomini, cittadini e clandestini, occidentali e africani, ariani e rom, stuprano le donne da sempre, e se si tratta di donne di altre etnie e nazionalità pare che da sempre ci trovino più gusto (vi ricordate gli stupri etnici? Tutti gli stupri sono etnici, scrisse all’epoca una sociologa con non poco scandalo), perché violentare una donna ‘altrui’ è una prova raddoppiata di virile potenza. Gli uomini però, i nostri uomini di governo – e anche di lotta- , questo argomento pare non li tocchi mai direttamente: riguarda sempre qualche altro.
Quelli di governo urlano ‘sicurezza!’
e chiuso. Quello di lotta replicano che la sicurezza non si può ottenere a scapito dei diritti fondamentali di chi li minaccia, e chiuso anche lì.” D’altronde, quante volte gli uomini di governo e di lotta hanno speso parole per ammettere che l’aumento spropositato della prostituzione di strada, che vede quasi esclusivamente donne straniere a fare “marchette”, è una violenza mascherata?

E così torniamo al bullismo che si è manifestato recentemente a Bologna da parte di due normali giovani bolognesi contro una giovane bolognese in una normale scuola superiore.
La molestia dei maschi nei riguardi delle femmine
è di vecchia data: persino già alla scuola media inferiore. Forse è aumentata, o supera più frequentemente la soglia dei toccamenti e delle parole. Ma è forse cambiata veramente l’educazione in famiglia e la formazione culturale a scuola?

Tanto per dire: i genitori trasmettono nuovi modelli ai figli di entrambi i sessi? Non pare alla lettura di un libro come quello scritto da Loredana Lipparini (Ancora dalla parte delle bambine, ed. Feltrinelli) con l’intento di verificare se siamo usciti dalla stereotipia sessuale verificata e raccontata da Elena Giannini Belotti nel 1973 nel suo indimenticabile libro intitolato “Dalla parte delle bambine”, sempre per Feltrinelli.

In realtà le giovani mamme (mediamente emancipate) continuano a raccogliere i calzini e i pantaloni dei figli maschi abbandonati ai piedi del letto o in giro per la stanza e a fare da mangiare per tutti ecc., sia pure brontolando che la conciliazione dei tempi in Italia è difficile da realizzare. Continuano a pretendere invece che le bambine il letto se lo facciano ordinando la loro roba con puntigliosa precisione. Le nonne nate nel dopoguerra danno imperterrite messaggi ben differenziati ai nipotini e alle nipotine, sottolineando, in vista dell’estate, che una vera ragazzina si veste con una certa pudicizia. Mentre i nonni (ma anche i padri), sorretti dalle coniugi peraltro, fanno notare che i gli uomini hanno “bisogni” sessuali più forti.

Non c’è più il mito della verginità e del tabù dei rapporti pre matrimonial,i e le ragazze sono anche capaci di fare ciò che i maschi hanno sempre fatto: avere rapporti sessuali multipli e molti liberi. Ragazze “disinibite” nell’abbigliamento e nelle gestualità che mettono in difficoltà i giovani uomini coccolati e dipendenti dalle madri , ma pur consci delle differenze sociali a loro favore. C’è in giro molta paura delle donne apparentemente “forti e sicure”: i conseguenti sentimenti inconsci, vedi impotenza e incapacità a sostenere le relazioni, spinge da una parte, a sfogare il “bisogno” di sesso con le prostitute, dall’altra a ritrarsi dalla faticosa relazione, agendo la violenza o la molestia.

Dall’altra parte gli uomini provenienti da nazioni dove la divisione sessuale dei ruoli è ancora fondata sul principio di autorità patriarcale, come scrive Dominijanni, non considerano le donne “proprietà “ di se stesse, bensì della comunità maschile e al loro esclusivo servizio.
Prendersi il piacere usando corpi femminili, forse è vissuto come il massimo della rivalsa. Per gli uni e per gli altri è vero il detto leghista : gli stranieri non devono “toccare le nostre donne?”.


27 Apr 2008
Rosa · 1045 visite · 2 commenti
Categorie: Violenze di genere, donna e societā
L'Italia č una repubblica fondata sullo stupro?
Da Sorelle d'italia (il titolo originale è : the last waltz)

Si chiude stasera la campagna elettorale. E ora sarebbe davvero ingeneroso non sottolineare quanto spazio abbiano avuto le donne in questi quattro mesi. Nulla è stato fatto mancare, nulla è stato trascurato, dalle polemiche sull’orizzonatilità alle isterie sulle assassine. E quando si pensava di aver già scavato un buco sul fondo del barile ecco che arriva l’ultima potente bordata.

In realtà della bordata non ha le sembianze. Si presenta piuttosto dimessa, sotto forma di un sospetto. Gira da due giorni in rete, arrivano email per segnalare che il romeno Joan Rus - tre arresti in Romania, uno stupro fresco fresco in Italia, altre occupazioni non pervenute - abbia un prestigioso avvocato a difenderlo, un principe del foro che aveva difeso anche Cesare Previti all’epoca del processo Imi Sir-lodo Mondadori e che ha un passato da gran simpatizzante di quello che allora era l’Msi. Poi si scopre che uno dei due eroi che hanno atteso il passaggio di una volante per segnalare che una ragazza veniva violentata, è un signore apparso in una foto accanto a Gianni Alemanno.


La magistratura indaga.
E quando avrà terminato, Roma il suo sindaco lo avrà eletto già da un po’ ma non è l’effetto sul voto a provocarmi alcune difficoltà di digestione stasera. E’ il non sapere se è più umiliante pensare che un uomo abbia violentato una donna o che qualcuno possa aver fatto violentare una donna e piantarle un coltello in pancia per dare un corso più definito ad una campagna elettorale. Non lo so, ma davvero questi quattro mesi non ci hanno risparmiato nulla.

Leggi anche qui

e Ora? Faranno dello stupro uno sport nazionale di serie A?

26 Apr 2008
Rosa · 150 visite · 2 commenti
Categorie: Violenze di genere, Cronaca

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