Anche in Italia per la prima volta fu pronunciata la parola femminicidio al processo di Perugia per l'omicidio di Barbara Cicioni la donna incinta uccisa dal marito.
STRASBURGO — È la prima volta che un’organizzazione internazionale definisce l’aborto «un diritto della donna ». Con 102 voti contro 69, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa riunita a Strasburgo ha approvato ieri la risoluzione che raccomanda la depenalizzazione dell’interruzione di gravidanza a quanti tra i 47 Stati membri non abbiano già provveduto e la rimozione di qualsiasi restrizione che « de jure o de facto ostacoli l’accesso a un aborto sicuro» compromettendo «l’effettivo esercizio del diritto delle donne ad abortire»: il testo, presentato dalla socialista austriaca Gisela Wurm, non ha valore giuridico vincolante ma segna una svolta teorica nell’ambito della più antica istituzione paneuropea, chiamata a vigilare sul rispetto dei diritti umani nel continente.
Sottoposto a 72 emendamenti in quattro ore di acceso dibattito, il documento stabilisce che l’aborto non può essere strumento di politiche di pianificazione familiare e resta una decisione «da evitare, per quanto possibile: occorrerà utilizzare ogni mezzo per ridurre il numero sia delle gravidanze che degli aborti non desiderati»; a tal fine, gli Stati sono invitati a garantire libero accesso alla contraccezione e, per le giovani generazioni, a un’educazione sessuale completa. «Non è più possibile abbandonare la donne al proprio destino esponendole a traumi e gravi pericoli — dice al Corriere l’onorevole Wurm —, non c’è contrapposizione tra i loro diritti e i “diritti umani”. Il movimento “Aborto no grazie” in Italia? Non ne so molto, ma azzarderei un paragone con battaglie culturali simili lanciate in altri Paesi europei, miranti, in ultima istanza, a rivedere le condizioni imposte dalle legislazioni nazionali e quindi ridurre le possibilità di abortire». In tutti i Paesi europei l’interruzione di gravidanza è consentita in caso di grave pericolo per la madre, nella maggioranza degli Stati la legge ammette anche altre ragioni (come il pericolo di malformazioni per il feto) e fissa dei limiti temporali; fanno eccezione Irlanda, Polonia, Malta, Monaco e Andorra, dove l’aborto è illegale.
Aspra l’opposizione dei gruppi di centro-destra che hanno partecipato al dibattito in Aula, allarmati di fronte a «un forte sbilanciamento della discussione a detrimento del diritto alla vita del nascituro », nelle parole del deputato italiano di Forza Italia e Ppe Claudio Azzolini.
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Lancet nel 2007, nel mondo una gravidanza su cinque si conclude con un aborto.












Sindicazione
28.08.08 @ 09:23:06
da francesco80
comprendo lo sfogo di bmu ecc ...
28.08.08 @ 09:15:32
da francesco80
NON HO PAROLEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!
28.08.08 @ 09:12:15
da francesco80
ciao rosa...io non riesco a capire ...
28.08.08 @ 09:10:06
da francesco80