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Affissione degli articoli inviati in: Aprile 2008

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A napoli si organizza un assemblea per una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne
img247/4486/18604011js9.pngHo letto quest' articolo interessante su Femminismo a Sud, sulla convocazione di un assemblea che deciderà quando organizzare una manifestazione nazionale contro le violenze sessiste:

In Catalunya si approva la legge per dare alle donne il diritto di sradicare la violenza machista. In Italia invece la violenza machista ha piena cittadinanza in ogni casa. Le donne vengono usate, abusate e violentate ogni giorno. A Napoli si continua a lavorare sugli obiettivi stabiliti nella due giorni del 23/24 febbraio.

Napoli: venerdì 9 maggio 2008; l’invito a partecipare ad un’assemblea pubblica per organizzare nella città una grande manifestazione di dignità femminile di solidarietà militante e concreta.

Molte di noi pensano che il clima ostile alle libertà che le donne di questo paese, più che in altri, hanno faticato ad affermare, stia pesando in modo insopportabile, in forma di emergenza, nelle vite delle singole.

Il quotidiano è scandito da sottrazioni silenziose: i diritti nella sanità pubblica, (a partire dalla legge sull’aborto fino a tutto quanto riguarda la maternità), la libertà di spostarsi anche nella città, lo scempio del territorio.

Il silenzio e l’omissione anche arrogante sulle proposte delle donne, sono culminati in una campagna elettorale più che mai offensiva sull’applicazione della 194 e il contrasto alle violenze sessuate in famiglia e in strada. Tutto questo ha già indotto moltissime donne a vivere in solitudine un disagio, che le istituzioni e i partiti volentieri ignorano.

Da tempo il movimento delle donne ha sentito la responsabilità di costruire una solidarietà militante e concreta a quelle solitudini, opponendosi alle risposte “private”, più dannose del male.

La classe dirigente di fronte alle responsabilità pubbliche che impediscono alla metà del paese di vivere nel pieno diritto, ha delegato le risposte alla pietà e alla beneficenza. Nel caso della 194, alla repressione.

Ma la politica ufficiale ha anche sfidato la consapevolezza femminile, mai come oggi apertamente, e apertamente le donne hanno risposto nelle piazze di Milano, Roma, Napoli e dalle altre mille città di cui l’informazione “libera” tace.

Le parole chiare che la politica non ha accolto, sono invece ascoltate da sempre più donne. A loro vogliamo chiedere di unirsi a noi nella sfida: un’altra grande occasione nella nostra città per mostrare pubblicamente la dignità femminile che vuole davvero un’altra politica di convivenza tra generi, lontana dal finto decoro di una repressione che innanzi tutto colpisce noi.

Durante l’assemblea alla Casa Internazionale è stata formulata la proposta di tenere a Napoli una manifestazione nazionale in difesa della 194 e la libertà dalle violenze, ed in questi giorni siamo state inoltre contattate anche da altre donne del sud che intendono costruirla con noi.

Contiamo sulla presenza di tutte e sulla più ampia partecipazione

L’assemblea permanente delle donne di Napoli


Venerdì 9 Maggio 2008 ore 17 – sala al 1° piano della II Municipalità, Piazza Dante (portone vicino a Mc Donald’s, in caso di portone chiuso suonare al citofono a destra)


Come al solito non posso partecipare perchè lontana. Faccio piccola polemica:

Essere unite e solidari tra donne, solo così la violenza contro le donne verrà sdradicata, anche se spero fortemente che sia meno separatista dell'altra e permette anche agli uomini ad essere solidare., che diciamo è un valore positivo e significa che se il 24 molti  uomini ci sono stati, anche se cacciati, da parte degli uomini si sta creando una voglia di sdradicare il patriarcato.

 
30 Apr 2008
Fecondazione, abolito dalla legge il divieto di diagnosi preimpianto
La Repubblica
este_30125153_53080.jpg picture by kikkazz

Anche i soggetti sieropositivi a virus di malattie sessualmente trasmissibili
potranno avere dei figli senza correre il rischio di infettare partner e nascituro.

Livia Turco: "Sarà fornito il sostegno psicologico alle donne e alle coppie
che accedono alla procreazione assistita durante tutto il percorso assistenziale"
 

ROMA - Le nuove linee guida alla legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita sono una realtà. Il decreto del ministro della Salute Livia Turco, firmato lo scorso 11 aprile, esce oggi sulla Gazzetta Ufficiale. Tra le novità più salienti, rispetto al vecchio testo, il fatto che sono stati eliminati i commi che vietavano la diagnosi preimpianto, dopo le recenti sentenze di diversi tribunali e in particolare di quella del Tar Lazio dell'ottobre 2007.

Il ministro della Salute Livia Turco ha spiegato che: "Queste nuove linee guida sono il frutto di un lavoro rigoroso finalizzato a due precisi obiettivi: la piena e corretta applicazione della legge 40 e la necessità di fornire idonee e puntuali indicazioni agli operatori sanitari alla luce delle nuove risultanze cliniche e del mutato quadro di riferimento giuridico scaturito da ripetuti interventi della magistratura sulle precedenti direttive. Sono convinta che il decreto oggi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale abbia centrato questi due scopi". Il ministro ha anche precisato che che il provvedimento é stato recepito, come previsto dalla legge, con l'aiuto dell'Istituto Superiore di Sanità e il parere del Consiglio Superiore di Sanità con tutte le indicazioni contenute.

In particolare, Livia Turco ha voluto aggiungere che le indicazioni per ampliare la possibilità di ricorrere alla fecondazione assistita comprenderanno anche quei soggetti sieropositivi a virus di malattie sessualmente trasmissibili, per i quali é stato riconosciuto uno stato di infertilità "di fatto" e che da oggi potranno, se lo vorranno, avere dei figli senza correre il rischio di infettare la partner e il nascituro stesso. "E abbiamo altresì accordato - ha aggiunto - le indicazioni a implementare il sostegno psicologico alle donne e alle coppie che accedono alle tecniche di procreazione assistita, durante tutto il percorso assistenziale, prima, durante e dopo l'effettuazione delle tecniche o anche a seguito del fallimento delle stesse".

Il ministro auspica che nel campo della fecondazione assistita si recuperi maggiore serenità e fiducia nei confronti della comunità scientifica e degli operatori, affidando loro l'approfondimento necessario sulla complessità dei temi relativi all'accuratezza e affidabilità delle indagini diagnostiche genetiche nell'ambito della procreazione e della medicina prenatale. Per la Turco, infatti, "solo una responsabile autonomia della comunità scientifica può valutare, caso per caso, le soluzioni e i percorsi diagnostici, clinici e terapeutici più idonei per garantire il pieno rispetto dei principi costituzionali del diritto alla salute, della dignità della persona e della tutela della vita".
30 Apr 2008
Rosa · 216 visite · 7 commenti
Categorie: Fecondazione assistita
MAYDAY
Tra poco meno di due giorni avrà luogo il MayDay.
Il MayDay in pratica è una giornata d
o
ve parteciperanno i precari, sopratutto donne, le quali sono più colpite da questo fenomeno. Sono dappertutto, nei call center, nelle scuole, nelle fabbriche, nei supermercati e infine parteciperanno anche quelle che purtroppo hanno perso il lavoro a causa della maternità.
A Milano, si terrà a Porta Ticinese alle 15. Si tratta della settima edizione del MayDay, dove gia da sette anni che questo evento ha acquisito importanza in tante citta europee. 
Da chi è organizzato?
Collettivi, associazioni e queer, realtà autogestite sindacalist, radicali di sinistra sfileranno per sconfiggere lo sfruttamento nel lavoro e donne incazzate che rinunciano volentieri al ruolo di angelo del focolare.
A Milano, infatti sarà molto concentrato sulla questione di genere nel mondo del lavoro: le donne parteciperann ocon un carro vestito da sposa:

"In questo contesto noi abbiamo deciso di partecipare con un carro che metta al centro la questione di genere. Siamo convinte che sia indispensabile mettere in relazione la lotta allo sfruttamento del lavoro con la lotta al patriarcato e all’eterosessismo che ingabbia i nostri corpi. Corpi da vendere e per vendere, voci sensuali che propongono prodotti da un call center, tette e culi che vendono prodotti dai cartelloni pubblicitari, sorrisi imposti e suadenti che promuovono l’ultima invenzione del marketing". (citazione presa dal
Paese delle donne online)

Le donne precarie sono tante quante gli uomini, le donne che lavorano molte meno. Una situazione esistenziale, quella precaria. Una condizione che rende ricattabili, violabili, deboli, vittime di ricatti, sessuali e non. La gravidanza diventa una malattia, il rischio di perdere il lavoro concreto, l’impossibilità di fare carierra una certezza. Gli stipendi, lo sappiamo troppo bene, sono molto più bassi di quelli dei colleghi uomini. È necessario richiedere con forza una sensibilità di genere nelle contrattazioni sindacali, ad oggi del tutto assente".

"Il carro sarà dominato dal bianco, il colore degli invisibili, come i morti sul lavoro, come le invisibili schiave della finte partite iva, dei call center, della grande distribuzione, di un’idea di famiglia patriarcale e arcaica. Sul carro troverà posto e sfogo la creatività femminile con musica e parole, sarà animato da attrici, djs, performer. La creatività diventa uno strumento di lotta e un punto di partenza per una resistenza quotidiana, per riappropriarsi di corpi e spazi".


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29 Apr 2008
Rosa · 34 visite · 0 commenti
Categorie: Iniziative femministe, Diritti
Un altro giorno a guardare quel programma ma questa volta interessante
volantinoAvevo promesso ormai che non accendevo più quella macchina infernale impregnata di sessismo quando poi ho visto che il programma che avevo disprezzato due giorni fa parlava proprio della violenza sulle donne, quindi programma finalmente pro donna.
L'argomento, interessantissimo, si è aperto con l'intervista di una signora che ha subito violenza dal marito per due anni, da lui avrebbe avuto una bambina piccola di 15 mesi.
L'intervistata subiva violenza di vari tipi dalla psicologica alla violenza fisica che si presentava con colpi che venivano studiati e dati in modo che non lasciavano segni, nel primo periodo a colpi che poi alla fine la portavnao a presentarsi al pronto soccorso piena di ecchimosi e lividi.
Proprio in quel momento incontra un medico che la cura e le riferisce una frase veramente deprimente " Ma signora quante storie per due schiaffi!". Cioè non ho capito, medico, laureato e non conosce la differenza tra schiaffo e pugno, che non civuole nemmeno la laurea per saperlo, tra l'altro la signora aveva lividi in schiena perchè ha dichiarato che l'ha anche presa a calci. A parte po il fatto che è inaccettabile anche uno schiaffetto. Mi chiedo: ma quanto è ancora accettata dagli uomini che i loro simili facciano violenze sulle donne? Perchè i nonni insegnavano "che la donna non si tocca nemmeno con un fiore" e poi si razzola male?
 
Frase, che come commenta il conduttore del programma e che condivido pienamente "Frasi che ancora nella nostra società maschilista sono utilizzate e che vogliono ancora mostrare come la violenza domestica sia considerata una semplice lite famigliare"

Ma poi mi chiedo: Se le botte, ossa rotte, denti rotti e costole e cranio fracassato sarebbero una semplice lite di famiglia, nonostante la gravità della situazione, se una donna muore per violenza in famiglia allora si sarebbe trattato di un seplice incidente, quindi un attenuante?

La signora racconta che si è poi ha denunciato ma le hanno risposto che non potevano fare niente se il padre non alza le mani alla bambina (avete capito bene).  Seguito da "ma lei cosa ha fatto per fare in modo che suo marito la picchi?"

Il programma prosegue con un video che mostra la situazione di una ragazza che veniva picchiata dal marito, i suoi genitori le pregavano di lasciarlo, il fratello voleva intervenire, ma la ragazza difendeva suo marito. A parte che continuo a darmi la risposta che se molte donne non denunciano la violenza fatta dal marito perchè non c'è una legge che tutela queste donne, quindi ancora tollerata e considerata normale dalla società tale da confondere o metter epaura alla vittime che una denuncia comporterebbe il rilasciamento del carnefice che comporta la vendetta. Quindi, se molte donne in tribunale o in ospedale si sentono pugnalate, come è successo alla signora e quindi la società posta le donne a sentirsi in qualche modo colpevoli delle violenze domestiche come si puo pretendere che la donna denunci o semplicemente ne parli?
E' veramente sconvolgente il fatto che ci troviamo in una società cosi familista e patriarcale e nessuno si preoccupa che è poi la causa del femminicidio.

cito le parole di Franca Rame: Ancora oggi, proprio per l'imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la "fortuna" di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie.
29 Apr 2008
Rosa · 205 visite · 2 commenti
Categorie: Violenze di genere, Cronaca
L'Austria è sconvolta. Tiene segregata la figlia per 24 anni

AUSTRIA / NUOVO CASO NATASCHA KAMPUSCH

La donna adesso ha  42 anni. Il caso scoperto dopo il ricovero nell'ospedale di Amstetten di una ragazza di 19 anni, ritenuta essere la primogenita della donna e del padre -padrone

 

 

Vienna, 27 aprile 2008 - Un nuovo, sconvolgente caso di sequestro è venuto a galla in Austria con la liberazione di una donna tenuta in ostaggio per oltre venti anni da suo padre, dal quale avrebbe avuto sette figli. Lo hanno annunciato gli inquirenti.

 In condizioni psicologiche e fisiche precarie, Elisabeth Fritzl, 42 anni, ha raccontato alla polizia di aver vissuto segregata nella cantina della casa di famiglia ad Amstetten in Bassa Austria (est) dal 28 agosto 1984. Quel giorno il padre Josef, che oggi ha 73 anni ed è stato rinchiuso in carcere, gli avrebbe somministrato un prodotto anestetico e l'avrebbe ammanettata in una zona dello scantinato.

 Ufficialmente, era ritenuta scomparsa e aveva anche spedito una lettera ai genitori chiedendo che fossero interrotte le ricerche per ritrovarla. Le autorità ne avevano ricavato la convinzione che fosse finita nelle grinfie di una setta. Invece ha vissuto un autentico calvario nella cantina della casa di famiglia, durante cui suo padre "ha regolarmente approfittato" di lei, come ha detto alla polizia, e dal rapporto incestuoso sarebbero nati sette bambini.

 Tutti sono stati apparentemente partoriti al riparo da sguardi indiscreti nello scantinato dove viveva reclusa. Uno di loro, un gemello, sarebbe morto un mese dopo la nascita, per mancanza di cure, e il suo corpo sarebbe stato bruciato, secondo gli inquirenti. Tre femmine e tre maschi - che oggi hanno dai 5 ai 20 anni - sarebbero dunque nati dal rapporto incestuoso e dovranno essere effettuati esami del dna per ottenere più informazioni sui legami di parentela.

 La vicenda è venuta a galla dopo il ricovero a metà aprile di una ragazza di 19 anni, trasportata in condizioni molto gravi all'ospedale di Amstetten. Per determinare la natura della patologia, per il momento misteriosa, di cui soffre la giovane Kerstin, i medici hanno cercato invano di contattare la madre, Elisabeth Fritzl. E' a seguito di queste ricerche che il sequestro è stato scoperto ieri sera.

 Nel corso degli anni, il padre di Elisabeth sarebbe riuscito ad adottare tre dei bambini (due maschi e una femmina) facendo credere a sua moglie, Rosemarie, e alle autorità che fossero stati abbandonati davanti alla porta della loro abitazione ad alcuni anni di distanza.

 Al ritrovamento di ogni bambino, di pochi mesi di età, c'era una lettera firmata da Elisabeth che spiegava di non poter far fronte alle loro esigenze perchè aveva già altri figli. Questi tre bambini, dei quali hanno avuto la custodia ufficiale i nonni Josef e Rosemarie, sembra abbiano potuto frequentare normalmente le scuole e vissuto nella loro casa mentre la madre e i loro altri tre fratelli e sorelle (una ragazza di 19 anni, un ragazzo di 18 e un bambino di 5) erano ridotti in condizioni di vegetali nella cantina.

 Solo il padre li avrebbe in seguito rifocillati, visto che sua moglie ignorava la loro presenza. Secondo sua figlia, Rosemarie non avrebbe saputo nulla degli abusi sessuali subiti dall'età di undici anni. Arrestato ieri sera, Josef si è trincerato nel silenzio di fronte alle accuse che la figlia le ha formulato davanti ai poliziotti. Né i vicini, né i servizi sociali erano stati allertati su questa vicenda, già definita la più drammatica della storia criminale austriaca.

 Ricorda quella di Natascha Kampusch, tenuta in ostaggio per otto anni e mezzo in uno scantinato nella periferia di Vienna tra il marzo del 1998 e l'agosto del 2006 quando riuscì a fuggire, approfittando di un attimo di disattenzione del suo rapitore. Quest'ultimo si suicidò la sera della fuga.


Mi chiedo come puo essere possibile che un umano faccia una cosa del genere? Non ho parole...

28 Apr 2008

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