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Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Iniziative femministe

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Sit In contro le norme Blocca-processi

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Contro le norme del "pacchetto sicurezza" in votazione al senato che provocheranno la sospensione dei processi per stupro, maltrattamenti in famiglia su adulti a minori e sottrazione di minori.

Le vittime di violenza attenderanno invano giustizia e tutte ci sentiremo meno sicure e colpite nei nostri diritti.

Partecipiamo al SIT-IN domani 24 giugno dalle 10,00 alle 13,30 di fronte al Senato in via Corsia agonale.


La comunicazione è stata da me letta su :



Ps: per chi ha calunniato Elisabetta sulla presunta non veridicità di questo fatto, leggete qui.
23 Giu 2008
Dopo il 14/15 giugno...tutte le questioni rimangono aperte
Paese delle Donne Online

C’e’ voluta una settimana per riuscire a far fuoco su quello che è successo alla due giorni della rete femminista e lesbica.
Una settimana per lasciar decantare e per guardare a quei momenti con un po’ di senso dell’umorismo.

Già, perché ne serve tanto per tirare fuori qualcosa di costruttivo dal Flat bolognese. Innanzitutto fotografiamo il momento della chiusura dell’assemblea plenaria: eravamo tutte incavolate, ma ognuna per un motivo diverso.


Ricominciamo dall’inizio: la Flat di Bologna viene dopo una partecipata e riuscita due giorni romana, quella del 23/24 febbraio. Viene anche dopo la campagna elettorale, le donne in piazza contro Giuliano Ferrara, le donne contro le donne che non sono scese in piazza e contro quelle che non hanno votato verso alcune direzioni o non hanno votato affatto.


Era stato espresso da più parti il desiderio di vedersi e raccontarsi cosa fare, come reagire all’ondata razzista e fascista che ci ha sommerso dopo la vittoria alle elezioni del centro destra e dopo la presa di Roma da parte del sindaco Alemanno. Tante cose sono accadute, le aggressioni fasciste, la morte di Nicola, le famiglie rom sgomberate a Napoli, a Roma, gli stranieri perseguitati a Milano così come in tutto il nord est. Quando il fascismo arriva porta tutto ciò che è brutto con se’ e dunque abbiamo visto sgretolarsi ogni minima illusione rispetto alla possibilità di vedere applicata la 194 senza processi di criminalizzazione per le donne.
Abbiamo visto la ministra alle pari opportunità prendere la parola per ridefinire la stessa funzione del suo ministero che pare più votato a sorvegliare il buon andamento delle famiglie italiane che non a garantire reali pari opportunità alle donne.
Basti pensare alle strategie pensate per contrastare la violenza, mentre veniva tagliano il fondo di venti milioni di euro disponibili per un piano che supportasse questa strenua battaglia e mentre la stessa ministra in parlamento, in risposta ad una interrogazione parlamentare che chiedeva lumi rispetto a questa scelta, affermava che se quei soldi erano destinati a sostenere i centri antiviolenza bisognava anche dire che i centri in realtà servono a poco. Così ci ha servite con una battuta che annunciava quanto lei ci avrebbe stupito con effetti speciali e giochi pirotecnici. E in effetti così è stato: la ministra ha riproposto il testo sullo stalking e un altro ddl contro la violenza e in entrambi i casi l’istituzione di reati e di aggravanti lasciano un vuoto di azioni complessive tese ad aiutare le donne quando esse subiscono violenza dentro le famiglie.

Insomma, è questo il tempo in cui ci siamo trovate e a questo proposito a parecchie di noi era venuta in mente l’idea di scrivere alla Carfagna per rispondere alle sue affermazioni rilasciate per lettera a repubblica. Ne è venuto fuori un documento corposo, fatto di tante posizioni diverse, che sommava l’eterogeneità della rete e che ha rappresentato una uscita politica in un momento di difficile silenzio per tante donne.

La risposta alla ministra è stata costruita via mailing list con il metodo del consenso, che somma tutte le opinioni e ne crea una che corrisponda a tutte e a nessuna allo stesso tempo. La costruzione della risposta ha sollevato anche quale fosse il ruolo della mailing list, se assemblea permanente o se luogo di semplice contatto svuotato di qualunque capacità decisionale.
A questo proposito è arrivato un intervento che ha teso a delegittimare quell’unica azione politica uscita fuori dalla lista e ha trascinato con se’ la necessità di riaffermare metodi controllabili e non necessariamente capaci di garantire piena partecipazione: l’assemblea reale come unico luogo decisionale con “voto” a maggioranza.
Inutile dire che questa posizione mi ha trovato in totale disaccordo per la demonizzazione degli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione proprio per accorciare a costi bassissimi le distanze e perché in effetti è poi invece più vero che le assemblee reali in contesti non “congressuali” in cui ci si sposta volontariamente e a spese proprie e molto più difficile che siano “partecipate” a tal punto da poter essere persino rappresentative (non abbiamo delegate) di tutti i gruppi presenti all’interno della rete.
Il punto vero poi è anche un altro: non si tratta di mailing list o di assemblea reale. Si tratta invece di quale metodo scegliamo di utilizzare per decidere cosa essere e cosa fare.

La rete femminista e lesbica sta ad un bivio: essere un movimento identitario arroccato solo su certe posizioni o evolversi davvero verso una “rete” che somma tante presenze eterogenee e che dunque necessita di altri strumenti di partecipazione. Il voto a maggioranza non va bene in ogni caso perché basta che vi sia un gruppo ben organizzato che cali i propri interventi tra una narrazione e una testimonianza ed ecco ottenuta la maggioranza. Il voto a maggioranza non garantisce che sia superata la questione difficile che si è posta già per il 24 novembre e che si ripropone per ogni iniziativa futura che arriva all’insegna di quel separatismo, prima strategico e ora quasi normativo, che diventa stretto per tante di noi che “strategicamente” hanno scelto di fare politica di genere in ambiti misti.

Con questo carico di questioni siamo arrivate al Flat di Bologna, voluto dal gruppo “Quelle che non ci stanno” e supportato da un pezzo della rete bolognese delle donne.

La costruzione della due giorni ha deluso alcune donne, perché non è stato possibile continuare il lavoro iniziato nei tavoli del flat precedente. La formula proposta è stata alla fine composta di tre tavoli che sommavano tutti gli argomenti che in febbraio erano divisi in otto. E’ mancato ad esempio il tavolo sullo spazio pubblico che virtualmente e praticamente continua grazie alle donne che vi si sono dedicate. E’ mancato il tavolo sul reddito che ad un certo punto alcune donne pensavano di costruire in maniera autonoma senza riuscirvi.

Nella costruzione della due giorni dunque pare ci siano stati dei vuoti di condivisione con quelle che dalla mailing list e a distanza chiedevano conto di quanto si stava facendo. La questione si è poi ridefinita in un incrocio tra un pessimo modo di relazionarsi sul territorio e un eccessivo determinismo di chi poi materialmente doveva assumersi il carico dell’organizzazione dell’iniziativa.

A margine della due giorni è stata organizzata anche una manifestazione notturna gemellata con quella di Parigi e con un presidio di Bari. Anche in quel caso non è mancata qualche polemica.

Il tavolo della comunicazione, fortemente richiesto, è stato confermato ed è lì che io ho portato il mio contributo.
Giusto per confermare le grandi potenzialità della tecnologia abbiamo lavorato in un tavolo in contatto a distanza con altre donne collegate attraverso Skype. Loro potevano sentire noi e noi potevamo sentire loro che così sono riuscite ad intervenire e a manifestare la propria opinione anche senza essere fisicamente presenti.

La discussione inevitabilmente ha riguardato la stampa, i media e la nostra relazione con essi. Le posizioni manifestate sono state differenti.
Da quelle che hanno fortemente affermato di voler innanzitutto valorizzare gli strumenti di comunicazione di cui disponiamo a quelle che, a partire dalla volonta’ di farsi media e fare “informazione”, hanno comunque sottolineato quanto sia importante tessere relazioni con giornaliste, soprattutto precarie, anche per lavorare assieme a loro, quando è possibile, sul linguaggio sessista spesso utilizzato dai media mainstream.

Il secondo punto trattato ha riguardato la questione del metodo e dell’uso della lista. Il nodo non si è sciolto ed è stato chiaro sin da subito che il gruppo di persone che avevano a distanza manifestato disapprovazione per la lettera alla Carfagna hanno fatto interventi concordi – pur riconoscendo la necessità di una valorizzazione della pluralità di esperienze coinvolte - nella delegittimazione della lista e nella riconferma del metodo di scelta politica con voto a maggioranza. Un metodo cioè, che a differenza del metodo del consenso, non tiene conto dei pareri contrari.

Alla domanda: come mai non siete intervenute per dire in lista che la lettera non vi sembrava una bella idea, è stato risposto semplicemente con un “non siamo d’accordo, la lista non va usata per queste cose…”

22 Giu 2008
Il desiderio non inquina

Da Sexy SHOCK



Al PRIDE senza benzina: il desiderio e' un motore che non inquina!

Per il Pride Nazionale di Bologna, il 28 giugno 2008 organizziamo uno spezzone ecologicamente sostenibile: scendiamo in piazza con mezzi di trasporto non inquinanti ed economici, carrelli della spesa, carretti, pattini, biciclette e tacchi.

Avremo fiori che spuntano da reggiseni a balconcino, gerani piante aromatiche sui cestini delle bici. Saremo dei balconi viventi, un ponte simbolico tra la casa e la piazza:

per portare i dati sulle violenze consumate contro le donne prevalentemente in spazi privati e domestici (definiti come "sicuri"), e riprenderci lo spazio pubblico urbano (percepito come insicuro) da protagoniste attive e non come vittime da proteggere;

per portare le nostre scelte quotidiane e i nostri comportamenti effettivi: diversificati, complessi, non riducibili alla sola famiglia eterosessuale individuata come unico modello legittimo.

Saremo al Pride per noi stesse, perche' in gioco ci sono i nostri diritti, i nostri comportamenti quotidiani, la nostra possibilita' di scegliere. Chiediamo politiche sostenibili, che risolvano i problemi reali delle persone in carne e ossa, non retoriche e propagandistiche che producono continui nemici contro cui puntare il dito.

Lo stato etico ci insegue? noi pedaliamo più veloci e sul balcone (e balconcini) ci stendiamo gli affetti, meglio condivisi che protetti, perche' non pensiamo che le scelte affettive o di vita siano una vergogna da chiudere nello spazio domestico. Esibizionismo? Degrado? Noi la chiamiamo visibilita'.

Lesbiche, bisessuali, etero conviventi, trans, aspiranti mamme sterili o lesbiche, prostitute a tempo pieno o part time, precarie nel lavoro e negli affetti: i nostri fiori li portiamo in piazza, ai pregiudizi gli diam di ramazza!

Ci vediamo il 28 giugno...ci riconosceremo dagli ombrelli rossi e dai...balconcini ;)

Promuovono Sexyshock e Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute

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Se vuoi contribuire, condividere idee e allestire il tuo mezzo di trasporto ci vediamo sabato 21 giugno in occasione del "PinPark - Prove tecniche" presso il Parco dei Giardini in corticella. dalle 15 alle 24. 

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http://isole.ecn.org/sexyshock/pride.html



PROVE TECNICHE DI PINK PARK -- UN PARCO A PROVA DI PIOGGIA


Era (E') una notte buia e tempestosa, ma...
nonostante sia piu' facile trovare un ago nel pagliaio che la pillola del giorno dopo, nonostante essere immigrato in Italia oggi sia peggio che essere omosessuale a Cuba , nonostante siano considerate piu' insicure le prostitute sulle strade delle centrali nucleari. ebbene nonostante e per tutto questo il 21 giugno vi aspettiamo per le prove tecniche di PINK PARK, un sabato di goduria, freschezza, cazzeggio, workshop, cibo, azioni radicali da condividere e diffondere nel nostro agire quotidiano vicine alle pratiche delle nostre vite reali e lontane dalla retorica.

Sexyshock presenta: PROVE TECNICHE DI PINK PARK SABATO 21 GIUGNO dalle 15.00 alle 24.00 al Parco dei Cigni/Giardini/Ca'Bura (a bologna viene chiamato in 20 modi diversi). Ci trovi sotto il tendone, vicino alla casa buia. Come arrivare: autobus: numero 11c capolinea Bicicletta: pedala pedala, dal centro sono 15 minuti segui via dell'arcoveggio. Verso il Bologna pride 08, verso l'inverno duro che ci aspetta! PROGRAMMA dalle 15,30 1) Verso il pride08 FIORISCI IL TUO BALCONE E LA TUA BICLETTA stoffe, vestiti, una macchina da cucire, fiori finti, balconcini, striscioni per allestire te stess@ e il tuo mezzo di locomozione in vista del 28 giugno. Noi al pride ci andiamo cosi' 2)Workshop di Fighette al occhiello a cura di Serpica Naro Crew una spilla-ninnolo da mostrare con fierezza, da realizzare assemblando scampoli, pizzi di vecchi reggiseni o assestando qualche sapiente punto di uncinetto. Creativita', scambi di saperi e riciclo, mentre si discute di corpo, piacere e di come andare fiere della propria fica. Che tu abbia o non abbia la fica poco importa, te ne puoi sempre autocostruire una! 3) Safe sex/SexToys un grande classico che fa sempre bene. impara a usare i tuoi giocattoli, ad avere cura di te, del tuo piacere e della tua salute. A ciascun@ il suo 4) Bio e' bello. fai da te Portati con te bottiglie e vecchi contenitori di detersivi. stand point di detersivi fai da te, ingredienti e istruzioni per farsi i detersivi da se' con materiali biologici e non inquinanti. Dalle 19.30 Aperitivo e cena con verdure biologiche delle campagne bolognesi
Women diggei set
19 Giu 2008
19 giugno presidio per Barbara Cicioni
Da FLAT.


*Violenza maschile* tema amaro sul quale tutte ci siamo ri\trovate sin dall'inizio, che faccia tesoro di quanto ci siamo già dette fin qui, e che continui l'analisi trasversale (violenza familiare e extra, femminicidi, povertà isolamento…) che ci permetta di evidenziare la connessione tra tutte le forme di discriminazione e violenza sulle donne e le lesbiche e capire come spostare la nostra lotta e critica dall'episodio particolare, al sistema di fondo che lo rende possibile , agendo alla radice delle cause. Un obiettivo da tener presente sarà la formulazione di strategie e strumenti efficaci da adottare per denunciare\arginare e imporre come questione politica non più prorogabile"la mattanza" alla quale ogni giorno assistiamo.

Chiunque abbia materiali o voglia candidarsi a preparare la relazione di introduzione al tavolo può lasciare un commento! 

>>Qui  alcuni documenti utilizzati dall'assemblea



*LA “SACRA FAMIGLIA” UCCIDE…*


Perugia, 25 maggio 2007. Un'altra donna viene uccisa, Barbara Cicioni, e' stata picchiata e poi soffocata mentre era nel letto, incapace di difendersi per la gravidanza avanzata e il diabete.

Barbara Cicioni è morta il 25 maggio 2007. Ma la sua vita *matrimoniale* era stata attraversata da sempre da violenze quotidiane, percosse, ingiurie e vessazioni psicologiche. Alle continue violenze perpetrate dal marito, Barbara aveva sicuramente reagito, lo aveva anche denunciato e per un po' era riuscita ad allontanarlo, ma poi ha continuato a subirlo perché "la famiglia deve restare unita".


Il marito, Roberto Spaccino, ammette di averla picchiata la sera stessa della sua morte, ma nega di averla assassinata: /"Mia moglie era incinta, non l'avrei mai uccisa" ... /

Infatti, in questa società, il valore della vita di una donna si misura in funzione del suo ruolo di "incubatrice", moglie, madre al servizio del focolare domestico, sempre più spesso testimone passiva di violenze e abusi sessuali anche sulle proprie figlie/i.

La 'strage' quotidiana fatta di stupri e uccisioni contro le donne si consuma nella maggioranza dei casi in famiglia. **

La sacra famiglia ".... uccide più della criminalità organizzata e comune. Il 31,7% delle uccisioni avvengono tra le mura domestiche, più del 68% delle vittime sono donne e il carnefice un familiare maschio o comunque un uomo che aveva rapporti con la vittima in 9 casi su 10 (marito, padre, fidanzato, fratello, vicino di casa ecc.). Il rischio più alto è per le inoccupate, tra i 25 ed i 54 anni ... “ /(dal Corriere dell'Umbria di martedì, /11 /marzo 2008) /**


E' in questo sistema sociale che, più le donne vengono violentate e uccise in famiglia e più la famiglia viene esaltata dai vari Ratzinger, Ruini, Casini e dalla loro ideologia maschilista e patriarcale, in cui l'uomo considera moglie e i figli di sua proprietà. **

Ed è in questo sistema sociale, che di violenza eterosessista si alimenta e che violenza produce, che si va rafforzando una politica di centralità della famiglia (fino al family day) e di subordinazione della donna in un clima da moderno medioevo che nega di fatto ogni libertà di scelta libera e consapevole. Se alle donne vengono negati i diritti basilari di decidere della propria vita, se la legge di uno Stato considera la sua vita meno di un embrione, la causa/conseguenza è la ripresa del peggiore maschilismo nei rapporti uomo donna! **

E' questo stesso sistema sociale che genera violenza: rinchiude le donne dentro le mura domestiche, ne impedisce l'autodeterminazione negando loro un reddito, chiude spazi di socialità dove potersi confrontare e aiutare, offre una città blindata e desertificata, alimenta paura e solitudine attraverso misure di controllo securitarie e di stampo razzista, senza dare alcuna risposta al bisogno diffuso e capillare di diritti e di sicurezza sociale. Queste misure hanno un effetto diretto d'incoraggiamento delle violenze sessuali a tutti i livelli: creano un clima oscurantista e di sopraffazione, creano città "sotto controllo", invivibili, in cui è bandita, e a volte, addirittura criminalizzata, ogni forma di socialità non consumistica. **

C'è un rapporto diretto tra aumento delle misure di "sicurezza" e l'aumento degli stupri e dei femminicidi, tra la violenza dello Stato e quella della società. ** 


BASTA VIOLENZA SULLE DONNE! **


Nel nome di tutte le donne stuprate, uccise, oppresse, contro questa guerra di bassa intensità contro le donne rispondiamo con rabbia e determinazione **

*Giovedì 19 giugno, ore 9.00 in concomitanza con la prima udienza del dibattimento per il femminicidio di Barbara Cicioni, uccisa il **25 maggio 2007 a Marsciano. Presidio in piazza della Repubblica a Perugia. Per rivendicare l'autodeterminazione delle donne e ricordare che senza diritti non c'è sicurezza! Contro ogni violenza maschilista, familista, di Stato!!! *

*f.i.p. Via Settevalli 18.06.08 sommovimento femminista perugia***

18 Giu 2008
Nasce il comitato "quando decidiamo noi"

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Sabato 31 maggio 2008,  Roma,  sala Olivetti, su iniziativa dell'UDI
- Unione Donne in Italia, si è costituito il Comitato nazionale delle donne quando decidiamo noi  che intende essere punto di riferimento, di informazione, di azione e di iniziative  sui temi della salute e integrità della donna, con particolare riferimento a tutte le questioni attinenti il generare.


Alla luce dei sempre più violenti attacchi alla legge 194, dei principi aberranti contenuti in alcuni punti della legge 40, già messi in discussione da alcune recenti sentenze, della difficoltà con cui si procede a rendere effettiva la scelta fra aborto farmacologico e chirurgico, alle inadempienze, diffuse  e in aumento, delle strutture pubbliche in alcuni parti del nostro paese, attraverso un'incontrollata obiezione di coscienza da parte del personale medico e paramedico, circa l'applicazione della legge 194 e la somministrazione dei contraccettivi di emergenza, si è costituito questo Comitato che, in relazione all'ambito del tema "generare oggi",  pone come principi delle sue motivazioni e obiettivi  delle sue azioni i seguenti punti:


- Affermazione dell'autodeterminazione della donna nelle scelte di maternità

- Affermazione del primato della madre

- Affermazione del diritto alla scelta informata

- Difesa dell'integrità e della salute della donna

- Sì alla legge 194, sì alla prevenzione dell'aborto, no alla dissuasione e alla colpevolizzazione delle donne

- Affermazione del valore sociale della maternità


Su questi punti, più ampiamente trattati nel documento costitutivo del comitato, e negli interventi presentati  c’è stata l’adesione da parte di donne interessate a far crescere il neonato comitato, per  renderlo efficace punto di riferimento per tutto il territorio nazionale.

Il dibattito ha anche evidenziato la necessità per le donne di spostare in avanti la riflessione sui temi del generare e in particolare sulla legge 194. Per non essere costrette alla difensiva e per valutare all’oggi gli esiti della legge dobbiamo partire dalla libertà femminile e da quanto essa produce nelle nostre vite in termini di domande su noi stesse – soprattutto sulle più giovani -  e di rapporto che vogliamo avere con le istituzioni. Per farlo è opportuno ascoltarci l’un l’altra con generosità, sgombrando gli animi dai sospetti e dai pregiudizi reciproci, per attestarci sulle parole che ciascuna di noi ha pronunciato pubblicamente e su quelle che pronuncerà.


DECISIONI E APPUNTAMENTI

15 giugno : chiusura delle adesioni al comitato

19 - 20 luglio a Milano: Seminario di riflessione e studio sulle iniziative legali e giudiziarie. Principi e prospettive. Prenotazioni al seminario: vanno fatte presso la Sede nazionale  a questo indirizzo
udinazionale@gmail.com

18 ottobre a Roma: incontro di verifica delle iniziative politiche succedute

Le donne che hanno partecipato alla costituzione del Comitato quando decidiamo noi hanno deciso di trovarsi nuovamente a Roma sabato 18 ottobre 2008 per verificare se i punti  all’ordine del giorno hanno prodotto iniziativa politica, dove e come.


Poiché da più parti si è chiesto un maggiore approfondimento delle leggi Nazionali ed Europee - lo hanno fatto  Ileana Alesso e Marta Tricarico con la loro relazione e Maria Grazia Campari con il suo intervento - si è deciso di tenere un Seminario di approfondimento il 19 e 20 luglio a Milano dal titolo:Seminario di riflessione e studio sulle iniziative legali e giudiziarie. Principi e prospettive.


Chi sono le promotrici, le presenti, le intervenute e le donne che hanno dato l'adesione
 

Leggi i documenti del 31 maggio

Documento di Apertura -  Avvocate: Alesso-Tricarico - Fabiola Pala - Loredana De Vitis

Leggi il documento del Comitato Nazionale: Quando Decidiamo Noi

17 Giu 2008

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