se fosse invece costretta ad abortire?. Questo può essere tutto l'opposto di quello che si legge e si sente. Che sia costretta ad abortire o a partorire è comunque una violenza sulla sua autodeterminazione, poichè noi donne non abbiamo lottato per la 194 per essere obbligate, si tratta comunque di una limitazione sull'autodeterminazione nonostante la giovane età della vittima di questa violenza (che poi la vedo come il contrario della vicenda di Silvana ma con la stessa violenza). Come è possibile che se una sceglie di abortire viene additata come assassina, se una vuole un figlio viene additata come poco seria perchè non ci si può aspettare che una quindicenne sia sposata? o sono solo donne che vogliono essere libere di autodeterminarsi? C'è poco da aggiungere, quando la donna è libera in ogni ambito viene attaccata sempre.
PORDENONE (il corriere)- Sono tornati sui loro passi i genitori della quindicenne incinta che a Pordenone, si era rivolta all'avvocato per scongiurare l'eventualità di dover abortire. "L'esposizione mediatica della vicenda - ha detto l'avvocato dei genitori - ha convinto la coppia a cambiare idea. Ordinare alla figlia di abortire, sarebbe stata una scelta eccessivamente severa. Visto come sono andate le cose, i genitori della ragazza si sono detti disponibili a tenere il bambino e ad accogliere la figlia di nuovo a casa". E' stato il clamore della notizia rimbalzata sui giornali e nei telegiornali, a far tornare sui loro passi i genitori della minorenne. Erano convinti che a 15 anni o poco più, un secondo figlio da un 21enne albanese non era una scelta giusta. Prima di questa gravidanza, due anni fa, la ragazzina aveva dato alla luce un altro bambino, figlio dello stesso amore per il giovane extracomunitario, che però era stato dato subito in adozione. Questa volta i genitori sembravano convinti che il bambino non dovesse nascere, che la soluzione migliore fosse l'aborto. La figlia però era contraria e per difendere la sua decisione, si era rivolta ad un avvocato: "Voglio questo figlio. Non saprei sopportare il dolore di un altro allontanamento, né di un aborto". Quando l'avvocato si era già rivolto al giudice tutelare, la questione è diventata di dominio pubblico e il rumore che aveva provocato sui giornali ha indotto i genitori a cambiare idea. "Dopo due anni di silenzio e di indifferenza - ha spiegato Laura Ferretti, l'avvocato dei genitori - le due parti contrapposte si sono scontrate aspramente, facendo emergere tutte le diffidenze e i pregiudizi reciproci. Alla fine di questa discussione, i genitori si sono detti disponibili a tenere il bambino e ad accogliere sia il bambino sia la figlia nella loro abitazione. Una volta tanto, l'intervento mediatico è stato risolutivo". Nel frattempo, il giovane neopapà si è trovato un lavoro e anche la futura suocera si è detta pronta a contribuire alla crescita del nipotino.
SE si tratta di abortire o partorire tocca alla donna, padrona del proprio corpo scegliere, qui siamo di fronte ad un paese ipocrita che non gliene importa nulla della vita ma di negare in qualunque forma si presenti la scelta della donna, di discutere su una libertà della donna che va sempre compromessa ogni volta che è lei a scegliere su come gestire il proprio corpo e la propria vita. Volete vedere che se la ragazza avesse scelto di abortire l'avrebbero costretta a partorire? L'aborto come la maternità è una scelta della donna.
18:54:44 . 23 Mar 2008












Sindicazione






06.10.08 @ 11:05:29
da Rosa
eheh grazie, purtroppo c en'è bisogno ...
06.10.08 @ 11:04:04
da Rosa
C'è bisogno di blog come il ...
05.10.08 @ 18:43:57
da Sara
Anch'io diffonderò l'opuscolo! Baci:)
05.10.08 @ 18:37:17
da Sara