_____

Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Donna e politica

Photobucket

Wanda Montanelli: una donna che vuole giustizia dal maschilismo della nostra politica.
Wanda Montanelli è una Donna che si è iscritta all’Idv fin dalla sua fondazione nel 1998 , per scopi di alto valore morale e civile, tra questi in primo luogo la concretizzazione di una società più giusta, con opportunità plurali, aperte al valore delle persone senza distinzioni di sesso, status, o legami con lobby; animata dall’interesse a contribuire al cambiamento condividendo le finalità del nascente movimento  sin dalle origini. Si è sempre occupata della condizione femminile in Italia. Ha iniziato uno scopero della fame poichè esclusa dal partito di Di Pietro, per il motivo che è stata sempre una donna che ha combattuto per le pari opportunità. Questo fa indignare poichè denota quanto in Italia il tema pari opportunità faccia paura. E proprio in tema di pari opportunità ha portato avanti numerose battaglie fondando anche l’Osservatorio Nazionale ed Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunità.
«Il mio digiuno è una protesta civile e non violenta contro la concezione di Di Pietro di un’ Italia dei Valori somigliante sempre più a un Club del Golf piuttosto che a un partito». 

Lo afferma Wanda Montanelli, responsabile del dipartimento pari opportunità dell’Idv, che oggi si trova al secondo giorno di sciopero della fame contro lo «scarso rispetto della componente femminile interna e le modalità di definizione delle liste di candidature». 
Per Montanelli, «i nuovi parlamentari dell’Idv formalmente in carica soltanto dal 13 aprile ma de facto nominati lunedì scorso, sembrano gli iscritti ad un club per soli uomini. Sono stati presentati al presidente, hanno fornito le loro credenziali di appartenenti all’alta società e sono stati insindacabilmente selezionati per l’inserimento in Parlamento. Insomma mi pare sia stata seguita l’intera procedura per l’affiliazione a un club del Golf, nel solco della migliore tradizione ottocentesca. Le donne, ma anche gli uomini, che negli ultimi dieci anni si sono spesi per costruire il partito sono invece stati gettati via come scarpe vecchie. Ecco perchè il sacrificio dello sciopero della fame è l’unica via rimasta per sensibilizzare le coscienze verso un problema la cui soluzione non è più procrastinabile»

“Andar via dall’Idv dopo dieci anni di impegno e lavoro? Non ci penso neanche - spiega la Montanelli - voglio che cambino le cose nel partito e per questo mi sono rivolta al giudice: il mio digiuno e’ una protesta civile, non violenta contro la gestione maschilista di Di Pietro dell’Idv”. Gia’ nel 2006 la Montanelli fece il primo sciopero della fame e per quell’iniziativa ebbe da Di Pietro “un cesto di fiori e la promessa che ci sarebbe stata in futuro piu’ attenzione per le donne: le stesse cose poi me le disse Prodi”.

Passano due anni e come ricompaiono le candidature, quindi le liste per Camera e Senato “ecco che le donne spariscono di nuovo: non si tratta di quote rosa ma di riconoscimento di un impegno e di un lavoro, riconoscere che anche le donne possono stare nella politica e possono esser candidate - aggiunge la Montanelli - Le donne sono persone umane”.

E sul blog della Montanelli arrivano attestati di simpatia e solidarieta’ di tante donne e anche uomini dell’Idv. “Si’, e’ un fatto che mi fa piacere”, conclude la Montanelli. Ma attestati di solidarieta’ le arrivano anche da altri partiti. “Potra’ contare sulla mia piena solidarieta’ politica ed umana”, precisa Daniela Brancati, capolista nella lista socialista per Grillini sindaco.


“Sono costernata nel prender atto che i media - aggiunge la Brancati - stiano ignorando la protesta, che rappresenta invece il malessere di tutta la categoria femminile. Insieme, nonostante le differenze che ci dividono politicamente, e nonostante che la lista del Ps alle comunali veda una massiccia presenza di donne, a partire da me che sono capolista, organizzeremo dibattiti ed incontri perche’ l’Italia non rimanga come al solito fanalino di coda sulla scena internazionale - conclude la Brancati - rispetto alla partecipazione delle donne nei partiti”. (AGI)

16 Apr 2008
Rosa · 151 visite · 2 commenti
Categorie: Donna e politica, Cronaca
Donne immigrate intervista a Souad Sbai: Il problema č italiano

01 Apr 2008
Rosa · 53 visite · 2 commenti
Categorie: Donna e politica
La questione delle donne orizzontali.

Insiste Daniela Santanchè,
candidata premier della Destra. E attacca di nuovo il leader del Popolo della libertà Silvio Berlusconi: «Le donne per andare in Parlamento lo possono fare solo con me — ha detto in intervista a Canale Italia —. Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali».
il Cavaliere «non ha rispetto per le donne, lo dimostra la sua vita giorno dopo giorno. Ha detto a quella ragazza precaria di sposare un miliardario: non è questa la soluzione del precariato. Il voto a Silvio Berlusconi è il voto più inutile che le donne possano dare». Anche nei giorni scorsi la Santanchè aveva criticato il leader del Pdl: «Berlusconi ha sempre utilizzato le donne come il predellino della sua Mercedes: un punto d'appoggio per sembrare più alto dei veri nanetti di cui si circonda. Il voto alla Destra è invece utilissimo perché serve a rompere i vecchi giochi della politica e a rimettere in gioco valori e ideali che non devono essere cancellati».
Dura la replica della nipote del Duce, Mussolini, secondo la quale la

Santanchè, «per decenza», è l'unica a «non dover aprire bocca sull'argomento poiché rappresenta la perfetta incarnazione della donna "politicamente" orizzontale. Infatti, la sua storia politica - afferma la Mussolini - è l'esempio contrario di quello che una donna deve fare per contribuire all'affermazione della democrazia paritaria».

A parte il fatto che non capisco il perchè ogni volta che si parla di donne in politica i mass media mettono in evidenza solo  articoli della sua eleganza, il suo sexappeal, questioni che riguardano allusioni sessuali e più ne ha più che ne metta mentre il resto viene censurato, in tal modo che sminuisce il ruolo della donna dandole poca serietà e ridicolizzandola, tale da manipolare e scoraggiare le donne che vogliono avviarsi in politica, mettendo in evidenza vecchi e stupidi stereotipi, anzichè dare peso e scandalizzarsi per la gravità della frase di Berlusconi, dopo le
sciampiste, la 194 e la questione Carfagna, e la questione della precaria
, è l'ennesimo maschilismo in  clima di elezioni che sta dimostrando il PDL, in cui mette le donne in una sorta di dipendenza dagli uomini e in clima di elezioni è grave poichè scoraggia (forse studiato a tavolino) il voto alle donne che si sono candidate quest'anno nelle liste che vogliono mostrare un loro ideale.
Molto grave è la situazione di apparente parità che invade il nostro paese solo per aver candidato come premier una donna ma che in realtà ha idee ovviamente maschili (e forse per questo che è stata candidata, quindi strumentalizzata), come la sua contrarietà all'aborto, in un paese che in realtà è così ancora pieno di pregiudizi contro le donne.
 

26 Mar 2008
Quote rose: forse qualcosa si č inceppato..
Sembra una cosa studiata a tavolino

Quote rosa…sarà questa definizione, sarà una legge “tappabuchi”, ma qualcosa si è inceppato nel meccanismo politico concernente la presenza femminile nelle liste. Del resto, risulta alquanto sgradevole e persino offensivo per le donne di destra e di sinistra, essere convocate all’ultimo, quasi come l’ultimo dei doveri ai quali i grandi nomi maschili della politica devono ottemperare, e sentirsi dire: “ ti candidi ?”.

Per di più, cosa notevolmente evidente, i politici vanno alla ricerca di nomi femminili, che magari fino al giorno prima, non sapevano nemmeno cosa fossero le campagne elettorali. Ma la cosa è studiata a tavolino, perché la lotta ai voti se la devono sparare gli uomini, ci mancherebbe pure che le donne entrassero davvero in competizione. Ma, se avete notato, pur di non fare capire che il trucco c’è, ma non si vede, si presenta un nome forte, pesante, per la candidatura alla presidenza della regione.

Sebbene Anna Finocchiaro sia l’emblema delle donne impegnate da tutte le parti politiche, si deve pur dire, che non basta. Non basta a destra, e non basta a sinistra. Quantomeno, nel centro sinistra, tra candidature annunciate e poi ritirate anche dalla parte “rosea”, i signori uomini, aspettano i tempi tecnici e decisionali delle donne. Ma dall’altra parte, non ci sono nemmeno i nomi presunti in circolo. Poi, è logico scrivere a caratteri cubitali, che mancano le donne! Ma se è vero come è vero, che i carichi di lavoro sono molteplici per una donna, bisogna tenere presente a 360 gradi, che una legge, non può diventare un tappabuchi di almeno 50 anni di assenza. Prima perché in questi anni, non c’è stata la possibilità di creare una classe dirigente politica fatta anche di molte donne.

Poi perché, alla faccia del rispetto per le quote rosa, si pretende che, senza una preparazione di base, senza una formazione politica vera, si peschino donne che, dall’oggi al domani, devono scommettersi politicamente, senza nemmeno avere la possibilità di organizzarsi in famiglia. Per questo motivo, quelle femminili, saranno sempre delle candidature di servizio. Queste cose, vanno dette. Sempre. Perché le elezioni si vincono anche grazie ai voti delle donne.

23 Mar 2008
Rosa · 60 visite · 0 commenti
Categorie: Donna e politica, Quote Rosa
Ma sono veramente questi i requisiti che deve avere una donna per essere eletta ministra?


 "Crescono le quotazioni che vorrebbero Mara Carfagna prossimo ministro, in caso di vittoria elettorale del Pdl. Laureata in giurisprudenza, sesto posto al concorso di Miss Italia nel 1997, ex valletta televisiva, eletta alla Camera dei deputati nella Circoscrizione Campania 2 nel 2006, l'onorevole Carfagna si ripresenta nella stessa circoscrizione ma questa volta collocata al terzo posto della lista, dopo i nomi di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini".

"Ho avuto un momento di esitazione, poi mi sono ripreso: ehi Silvio, sei tu: volevo dirti che il tuo intervento a Gubbio mi e' molto piaciuto''. Ed e' stata proprio la Carfagna l'oggetto occasione dello scambio di pubbliche missive tra il presidente Berlusconi e sua moglie Veronica Lario. Il leader di Forza Italia dichiaro' pubblicamente il suo debole per la Carfagna (''Se non fossi sposato, la sposerei subito''). La signora Lario, qualche giorno dopo, invio' una lettera al quotidiano ''la Repubblica'' (''Pretendo pubbliche scuse da mio marito''), che poi venne pubblicata in prima pagina il 31 gennaio 2007. E' nota anche una certa invidia nei confronti della Carfagna da parte delle altre donne leader di Forza Italia (Michela Vittoria Brambilla, Stefania Prestigiacomo."

Siamo scesi così in basso?. Sentite i requisiti che per il PDL deve avere una donna per essere eletta ministro delle pari opportunità (pari opportunità??). insomma come eleggere un mafioso come ministro della giustizia (già successo, in Italia è tutto possibile). Tutto richiesto tramite il talento. Ma per una donna è richiesto così poco (o cosi tanto per chi non è bella) per essere eletta dal PDL?

Vorrei proprio sapere il numero di donne tenute fuori dalle candidature ma Donne, perchè non avevano questi requisiti da show televisivo.

Un pò analoga alla grave situazione della donna nella Mediaset di Berlusconi, ma se è in politica è ancora più grave. Qui si stanno promuovendo stereotipi in cui una donna deve avere solo qualità estetiche, promuovendo un inferiorità in base al sesso di appartenenza. Dalle celebri frasi del nano ci si poteva aspettare di tutto "E' una donna ma è brava". Per lui le donne sono solo oggetti, se no perchè quel pullulare di veline, strumentalizzazioni alla 194 e battute stupide di ogni tipo alle donne, comprese donne di grande potere come la Thatcher, che se potrei raccogliere in un libro farei più pagine della Bibbia?
Il PDL sta strumentalizzando la questione della scarsa rappresentanza femminile per eleggere veline, cagnoline, cioccolatine, galline, guardando ancora una volta con visione maschile (e maschilista) la politica. Mi stupisce il fatto che diceva che non eravamo pronti per avere più  donne in Parlamento, il problema che si riferiva alle donne vere, perchè allora quando si tratta di queste donne chissà perchè la disponibilità c'è sempre. E poi  sono quelle del PD ad essere sciampiste. Siamo sempre punto a capo: o bassa rappresentanza femminile composta da poche donne  ai vertici o tante donne in fondo alle liste (come ha fatto il PD) o una bassa rappresentanza femminile con tante donne ma senza qualità, perchè piazzata lì per aumentare un numero di elettori (maschi) quindi mercificazione del corpo femminile e ancora un altra visione della politica come qualcosa distante dalle donne, ma ci vogliono far veramente credere che siamo noi quelle distanti dalla politica, anche se continuando così finiremo per esserlo. Questa specie di prostituzione femminile deve finire, ma almeno la situazione migliora rispetto ai tempi dove per requisiti si chiedeva quanti p*mpini una donna avesse fatto nella precedente vita "lavorativa" (Cicciolina). Firmate la petizione.

19 Mar 2008

Pagina Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7  Pagina Successiva