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Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Donna e politica

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Wanda Montanelli ricoverata
Mentre uno studio inglese ci consiglia di far colazione avvertendoci che se no ci potrebbero nascere figlie femmine, come dire che il fiocco rosa equivale ad una terribile epidemia del feto, in questo post appunto mi concentrerò sulla discriminazione femminile e come poche donne hanno il coraggio di denunciarla.
Sul Blog di Wanda Montanelli ho appena letto la notizia che è stata ricoverata a causa di un indebolimento fisico dovuto al suo 42° giorno di sciopero della fame, seguito da un deprimente silenzio mediatico. In Italia dove  i mass media che sono pilotati dagli uomini decidono cosa farne della figura femminile e dove collocarla secondo logiche di marketing, cosi come la nostra politica che si accorge che le donne esistono solo quando c'è di mezzo una campagna elettorale.
Nel blog di Wanda ha comunicato di aver ricevuto una telefonata. Wanda è svenuta ed è stata ricoverata di urgenza all'ospedale, ieri sera. Silenzio mediatico, evidente come i nostri politici non vogliano rovinarsi la faccia per questa terribile notizia, come se noi non sapessimo che le donne sono discriminate e i nostri corpi sono utilizzati come oggetti, dilaniati, violati per ogni campagna elettorale. Ma lei è l'unica donna che ha avuto il coraggio di denunciare la questione, lei contraria ad una società occidentale che illude la donna di aver raggiunto la parità, contraria a quel pullulare di donne scelte dalla destra solo se scendono a compromessi. Lei è la donna che ha scelto di non voler star dietro ai "capi" .
Questo il post che troverete nel suo blog:

"LE DONNE SI ALZANO

 

COME DA SOTTO UNA SCHIACCIASASSI

 

Escono da sotto la schiacciasassi. Emergono, si riparano e recuperano l’interezza. Le donne sono più forti di ogni prepotenza, di ogni volontà di sottometterle a logiche grossolane di politica spicciola e volontà di mostrare i muscoli con un machismo ormai desueto ma ancora imperante nella mentalità atrofizzata e ancorata al passato.

Chi non è mai uscito dal guscio delle chiuse mentalità del potere fine a se stesso; dimostrato e spasmodicamente cercato generando poltiglia nel circostante, non può comprendere il decoro dell’assolvimento del dovere di chi non sottostà al peso della forza esibita.

Non c’è modo di vincere contro chi è convinto di fare i percorsi giusti nell’onestà intellettuale delle decisioni e nelle prerogative di politica alta, basate su ipotesi di qualità migliori dell’esistenza di ognuno e su rispetto di leggi e codici utili alla convivenza civile. Non c’è modo di sottomettere donne convinte della loro dignità talvolta calpestata, ma non annullata, anzi rinforzata spesso da colpi e frustrazioni.

Non c’è modo di vincere chi è cresciuto senza abitudini a lazzi e frizzi per far ridere il sultano, e convinto di leggi universali di democrazia tali da non trovare differenze tra gli uomini nei diversi ruoli; con l’unica disparità che distingue lo spazzacamino dai leader di paesi e governi consistente nell’abitudine a leggere e capire testi cartacei o volti, sguardi, gestualità di persone.

Le donne si alzano, e vincono alla fine. In tempo per riti conviviali di festeggiamento o per i passi necessari a consegnare il simbolo per correre verso traguardi di giustizia"

23 Apr 2008
Mara Carfagna alle pari opportunità è una presa per il culo

Ora per andar ein politica non c'è dubbio dobbiamo tutte avere culo. E' una presa per il culo non solo per le pari opportunità stesse che visto al suo passato non mi suona proprio di un ruolo che è tanto pari poichè quell odella velina o valletta è un ruolo umiliante per la donna perchè valuta solo per l'aspetto estetico e e la capacità di fare da strumento per il piacere maschile. E' una presa dal culo per le donne stesse. Pari Opportunità prese alla leggerezza perchè tanto a Berlusconi come è stato poi da lui dichiarato sembra proprio che della pari opportunità non gliene freghi una beneamata mazza. A noi donne si, infatti non tollero che ogni cosa che riguarda le donne nel nostro paese deve essere sempre deciso dagli uomini. Tanto vale aboliscono il ministero delle pari opportunità invece che illuderci che qualcosa faranno per noi. Non siamo tutte veline, noi donne abbiamo cervello.
Infatti in questi 5 anni costituiranno un ministero delle impari opportunità,(con Mara Carfagna la Velina tanto di cappello) formato da:

-Incentivare il lavoro della Velina con corsi specializzati (non so scherzando è successo a Napoli), fare delle scuole separate tra maschi e femmine in modo che si insegni alle ragazze ad essere seduttive.

-Abolire la 194 perchè le donne devono fare figli, cosi come verranno aboliti i contraccettivi. Se non sarà abolità saranno istituite le stesse linee guida di Formigoni e tutti i feti verranno seppelliti, in modo che le donne siano trattate come delle infanticide. Abolire i divorzi, le donne devono essere fedeli al marito e stare a casa a cucinare le torte.

- Leggi che manderanno a casa tutti gli extracomunitari, ogni crimine compiuto da uno straniero verrà punito con la pena di morte.

- I media verranno imbavagliati e toglieraà la minima informazione e libertà di pensiero che ci resta, Tutti i blog verranno sotto posti a censura.

-Leggi contro la violenza sulle donne solo se compiuta da un rumeno o uno straniero, con castrazione chimica, pestaggio dello straniero ed immediata espulsione. Lo stupro di un itlaiano o in famiglia o qualsiasi violenza sulle donne fatta da un italiano si farà finta non esista (succede già)

-Le donne di questo regime saranno donne belle, che sanno cucinare, sanno fare le veline, la Carfagna ministro delle pari opportunità che le rappresenterà, italiana, cattolica e anti abortista che la da a tutti( cosi fa bambini per noi)


17 Apr 2008
E le donne denunciano
Da Sorelle D'Italia

Di Silvio Berlusconi va apprezzata la sincerità. A proposito di Zapatero e delle sue donne-ministro pensa - e dice - ‘è un governo troppo rosa’.  Da Madrid gli hanno risposto invitandolo, più o meno diplomaticamente, a farsi i fatti suoi, però dal futuro premier italiano nessuno si aspettava qualcosa di diverso tanto che fin dall’inizio della campagna elettorale lui sempre così prodigo di promesse a tutti ha chiarito: nel suo governo ci saranno quattro donne, non una di più, e per carità non nove come a Madrid!

Di sicuro diventerà ministro Stefania Prestigiacomo, per le altre le trattative sono in corso. An propone Giulia Buongiorno alla Giustizia, Mara Carfagna dovrebbbe andare alle Pari Opportunità, la quarta si vedrà. Insomma se quello di Zapatero è un governo troppo rosa, il suo sarà di un azzurro intenso, con lunghe strisce di verde Lega, qualche tocco di nero An e il rosa sarà uno spruzzetto mezzo nascosto su un lato della tela.


Vediamo il Parlamento, ora. L’Arcidonna ha fatto alcuni calcoli e trovato un lieve miglioramento rispetto alle elezioni di due anni fa. Pe ril momento si sa che le donne che siederanno nei seggi della Camera sarebbero 133,  il 21,1%del totale. Al Senato, invece, le donne elette sarebbero 55, il 17,4% del totale. L’Italia, secondo l’Inter-Parliamentary Union, passerebbe così dal 67° al 50° posto nella classifica mondiale per presenza di donne in parlamento.  Nel 2006 le elette erano state 109 alla Camera (il 17,3%) e 45 a Palazzo Madama (il 14%). Andando di questo passo, fra una ventina d’anni si potrebbe arrivare alla soglia minima promessa già da tempo: il 30%.

Se la media è quella che è, non tutti i partiti sono nelle stesse condizioni. Walter Veltroni non è andato molto lontano dal 33% di donne tra i banchi del Pd annunciato in campagna elettorale. Ha portato 65 donne alla Camera su 217 deputati (il 29,9%) e 36 donne al Senato su 118 senatori (il 30,5%). 

Berlusconi, invece, pur tra le tante promesse che ama elargire, sulle donne non si è lasciato sfuggire granchè, e ha portato 54 donne alla Camera su 276 deputati (19,5%) e 13 al Senato su 147 senatori (8,8%).  Terzo partito in classifica la Lega Nord con un 16,7% di donne, poi l’Italia dei Valori con un 6,6% infine l’Udc con il 5,6%.

Questa è la realtà. C’è chi riesce a conviverci e chi invece ha deciso di passare alle vie penali. Wanda Montanelli è in sciopero della fame da 36 giorni per protestare contro Antonio Di Pietro. Ve ne avevo parlato alcuni giorni fa. Ma ha anche intrapreso una causa civile citandolo in giudizio per discriminazione (art. 2, 3, 51 della Costituzione e delle leggi europee) e con relativo danno esistenziale, un milione di euro e per i rimborsi previsti dalla legge 157 ‘Promozione delle Donne alla politica’ non corrisposti alle donne dell’Idv pari a 600 mila euro.
 
La sua è una battaglia che va avanti da due anni ma che ora sta assumendo proporzioni diverse. C’è la denuncia e ci sono altre attività in vista. ’E’ ora che si prenda coscienza della gravissima anomalia italiana - spiega - Ci si deve render conto, una volta per tutte che in Italia le donne sono tante, competenti e preparatissime: non voglio più sentire questa scusa che viene propinata da anni per giustificare l’arretratezza dell’Italia a fronte delle piu’ progredite democrazie europee’.

Wanda Montanelli ricorre in tribunale e in numerosi tribunali italiani stanno arrivate anche le denunce contro Giuliano Ferrara avviate un mese fa sulla falsariga della denuncia-pilota presentata a Milano dall’avvocato Sami Behare. 

Qualcosa potrebbe cambiare da un punto di vista legale anche nei casi di violenza domestica. Qualcuno ricorderà Barbara Cicioni, incina di otto mesi e mezzo, assassinata in Umbria nella sua camera da letto. Ad essere accusato è il marito, in molti riferiscono di botte, liti. Il processo è iniziato a marzo. Per la prima volta in un’aula di tribunale oltre alle altre accuse si è introdotto il concetto di ‘femminicidio’ e quindi che la violenza non è un fatto privato ma sociale: la donna viene uccisa in quanto donna, perché non accetta di ricoprire il ruolo che l’uomo o la società vorrebbero impersonasse. 

Forse prima o poi qualcuno verrà anche condannato.

17 Apr 2008
La ministra di Zapatero: «Berlusconi offensivo e inappropriato sulle donne»

La dura replica di Magdalena Alvarez dopo le frasi
del Cavaliere sul governo spagnolo «troppo rosa»

Se un governo troppo rosa preoccupa non dovrebbe preoccupare anche un governo troppo azzurro? Non credo esistano individui di serie b meriti di sotto-rappresentanza, il governo di Zapatero non è nemmeno troppo rosa anzi non ha ragiunto nemmeno il 50% di donne, che ha Berlusconi ha destato scalpore visto che lui vede le donne come veline, come le mogliettine dei candidati ai seggi che gli preparano il pranzo quando tornano a casa..

"Zapatero ha fatto un governo troppo rosa che noi non possiamo fare anche perchè in Italia c’è una prevalenza di uomini". Così Berlusconi ha risposta ad Alfonso Signorini sulle presenza delle donne al governo".

Evidentemente non sa che la popolazione femminile supera di gran lunga quella maschile, è evidente quanto nel nostro paese purtroppo le donne sono invisibili (effetto burqa italico, il quale compaiono solo se vince una miss o se ne viene uccisa o violata una, da uno straniero o se le si devono attaccare alcuni diritti conquistati), come la loro condizione fatta di discriminazioni e violenze che pare non destare nessuno. Infatti la condizione femminile italiana desti scalpore all'estero mentre sembra normale in Italia che le donne subiscano questo trattamento.Parole dette da chi vuole le donne massaie, figliatrici (come la sua proposta fascista di darci mille euro ad ogni bambino sfornato se nza l'ombra di un asilo nido) o oggetti per soddisfare il desiderio maschile e come veline, cosa ci si poteva aspettare da uno che crede le donne esistano per questo?

"Zapatero has formed a government that is too pink, (something) which we cannot do in Italy because there is a prevalence of men in politics and it isn’t easy to find women who are qualified for government."

MILANO - La battuta di Silvio Berlusconi sulle donne del governo Zapatero non è piaciuta al Psoe. Elena Valenciano, segretaria per le relazioni internazionali del Partito socialista spagnolo, replica con decisione a quanto affermato dal Cavaliere durante un'intervista a Radio Montecarlo a proposito del nuovo esecutivo iberico, definito «troppo rosa». «In Italia, come in Spagna - spiega la Valenciano - ci sono abbastanza donne qualificate e intelligenti da occupare posti di ministro o per altri impegni di governo».

INAPPROPRIATI - Più duro il ministro delle Infrastrutture spagnolo, Magdalena Alvarez: secondo quanto riporta l'agenzia spagnola "Europapress", i commenti di Berlusconi sono per la Alvarez «assolutamente inappropriati» e costituiscono «un'offesa» per le donne ma anche per gli uomini. «Probabilmente (Berlusconi, ndr) non avrà mai questo problema, perché ci sono molte donne che non vorrebbero lavorare con un politico che pensa questo delle donne - ha detto la Alvarez - in molte non andremmo mai in un governo il cui presidente fosse Berlusconi».

EL PAIS - Anche El Paìs parla di battute machiste e racconta che è stata una giornalista di Tele5 (la rete televisiva spagnola proprietà di Mediaset) a fare a Berlusconi una domanda sul governo di Zapatero: il Cavaliere ha scherzato prima sul "conflitto di interessi" e poi ha aggiunto: «Nove donne! Se l'è cercata lui! Gli costerà dominarle». «Battuta machista», scrive appunto El Pais, né basta a redimerla la successiva analisi: «Le donne sono stupende in politica: individuano prima degli uomini le necessità reali della società, dei giovani, degli anziani, delle donne».

LA REPLICA - Nel tardo pomeriggio di mercoledì arriva la precisazione di Berlusconi: «Sono stato frainteso, evidentemente qualche birichino ha riferito male le mie parole sul governo spagnolo di Zapatero a maggioranza femminile». E aggiunge con stupore: «Oggi ho letto che una signora del governo spagnolo si è addirittura offesa, forse qualcuno ha fatto la spia...». Quindi rivolto ai giornalisti: «Vi prego di ricordare che invece io ho grandemente apprezzato il colore rosa di quel governo e che ho detto che vale la pena di seguirlo perché può darsi che le sue componenti femminili, che partono dalla realtà concreta dell'essere madre e moglie e insieme donna che lavora, sappiano provvedere a una serie di provvedimenti a cui daremo molta attenzione».


Immagine rubata dal corriere.it
16 Apr 2008
Wanda Montanelli: una donna che vuole giustizia dal maschilismo della nostra politica.
Wanda Montanelli è una Donna che si è iscritta all’Idv fin dalla sua fondazione nel 1998 , per scopi di alto valore morale e civile, tra questi in primo luogo la concretizzazione di una società più giusta, con opportunità plurali, aperte al valore delle persone senza distinzioni di sesso, status, o legami con lobby; animata dall’interesse a contribuire al cambiamento condividendo le finalità del nascente movimento  sin dalle origini. Si è sempre occupata della condizione femminile in Italia. Ha iniziato uno scopero della fame poichè esclusa dal partito di Di Pietro, per il motivo che è stata sempre una donna che ha combattuto per le pari opportunità. Questo fa indignare poichè denota quanto in Italia il tema pari opportunità faccia paura. E proprio in tema di pari opportunità ha portato avanti numerose battaglie fondando anche l’Osservatorio Nazionale ed Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunità.
«Il mio digiuno è una protesta civile e non violenta contro la concezione di Di Pietro di un’ Italia dei Valori somigliante sempre più a un Club del Golf piuttosto che a un partito». 

Lo afferma Wanda Montanelli, responsabile del dipartimento pari opportunità dell’Idv, che oggi si trova al secondo giorno di sciopero della fame contro lo «scarso rispetto della componente femminile interna e le modalità di definizione delle liste di candidature». 
Per Montanelli, «i nuovi parlamentari dell’Idv formalmente in carica soltanto dal 13 aprile ma de facto nominati lunedì scorso, sembrano gli iscritti ad un club per soli uomini. Sono stati presentati al presidente, hanno fornito le loro credenziali di appartenenti all’alta società e sono stati insindacabilmente selezionati per l’inserimento in Parlamento. Insomma mi pare sia stata seguita l’intera procedura per l’affiliazione a un club del Golf, nel solco della migliore tradizione ottocentesca. Le donne, ma anche gli uomini, che negli ultimi dieci anni si sono spesi per costruire il partito sono invece stati gettati via come scarpe vecchie. Ecco perchè il sacrificio dello sciopero della fame è l’unica via rimasta per sensibilizzare le coscienze verso un problema la cui soluzione non è più procrastinabile»

“Andar via dall’Idv dopo dieci anni di impegno e lavoro? Non ci penso neanche - spiega la Montanelli - voglio che cambino le cose nel partito e per questo mi sono rivolta al giudice: il mio digiuno e’ una protesta civile, non violenta contro la gestione maschilista di Di Pietro dell’Idv”. Gia’ nel 2006 la Montanelli fece il primo sciopero della fame e per quell’iniziativa ebbe da Di Pietro “un cesto di fiori e la promessa che ci sarebbe stata in futuro piu’ attenzione per le donne: le stesse cose poi me le disse Prodi”.

Passano due anni e come ricompaiono le candidature, quindi le liste per Camera e Senato “ecco che le donne spariscono di nuovo: non si tratta di quote rosa ma di riconoscimento di un impegno e di un lavoro, riconoscere che anche le donne possono stare nella politica e possono esser candidate - aggiunge la Montanelli - Le donne sono persone umane”.

E sul blog della Montanelli arrivano attestati di simpatia e solidarieta’ di tante donne e anche uomini dell’Idv. “Si’, e’ un fatto che mi fa piacere”, conclude la Montanelli. Ma attestati di solidarieta’ le arrivano anche da altri partiti. “Potra’ contare sulla mia piena solidarieta’ politica ed umana”, precisa Daniela Brancati, capolista nella lista socialista per Grillini sindaco.


“Sono costernata nel prender atto che i media - aggiunge la Brancati - stiano ignorando la protesta, che rappresenta invece il malessere di tutta la categoria femminile. Insieme, nonostante le differenze che ci dividono politicamente, e nonostante che la lista del Ps alle comunali veda una massiccia presenza di donne, a partire da me che sono capolista, organizzeremo dibattiti ed incontri perche’ l’Italia non rimanga come al solito fanalino di coda sulla scena internazionale - conclude la Brancati - rispetto alla partecipazione delle donne nei partiti”. (AGI)

16 Apr 2008
Rosa · 141 visite · 2 commenti
Categorie: Donna e politica, Cronaca

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