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Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Discriminazioni

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Weekend antirazzista e antisessista
Da Femminismo a Sud


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/fa/Pink_triangle.svg/200px-Pink_triangle.svg.pngQuesto fine settimana ci sono due iniziative di rilievo. Domani - 7 giugno - c'e' il pride romano, all'insegna di tante polemiche, con il mancato patrocinio della ministra alle pari opportunità che ha deciso che le persone glbtq non devono avere opportunità alla pari con nessuno.

Alla manifestazione parteciperà anche un nutrito spezzone femminista e lesbico a cura delle sommosse romane. Chi volesse rintracciarle le trova alle 15.00 (ma anche prima) in Piazza della Repubblica ad allestire un camioncino con le scritte: "La vostra normalità ci uccide / la nostra diversità vi seppellirà” “Contro l’ordine della famiglia / disordine lesbico” e un terzo con la firma "femministe e lesbiche autodeterminate, antifasciste, antirazziste".

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/3c/Black_triangle.svg/150px-Black_triangle.svg.png Dopodomani - 8 giugno - invece c'e' il corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti di Rom e Sinti in Italia. Appuntamento a Roma - dove gli sgomberi dei campi oramai sono un'abitudine - alle 15.00 al Colosseo. Sotto vi copio l'appello, il programma e tutte le info che vi servono. Buona militanza a tutti/e.

>>>^^^<<< 

Coordinamento Nazionale

Per promuovere un corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti dei Rom e Sinti  in Italia

L'iniziativa è promossa da intellettuali italiani e Rom, associazioni, artisti e persone di buona volontà che non vogliono essere strumentalizzati da nessuno.

Le Associazioni che aderiscono all'iniziativa diventano automaticamente anche organizzatori e promotori partecipando con i propri rappresentanti al costituente Coordinamento Nazionale Permanente e al corteo antirazzista nel rispetto dei principi che hanno mosso l'iniziativa.

Domenica 8 giugno, Roma

Dalle 15 alle 16
- ritrovo dei partecipanti al COLOSSEO (Piazza del Colosseo, dal lato dei  Fori Imperiali) ci si arriva in pulman, in auto e con la metro B)
Dalle 16 alle 17
- corteo dal Colosseo fino al Foro Boario
Dalle 17 alle 20
- Foro Boario, Villaggio Globale libera discussione, proposte:
 
•  Creazione di una rete informatica, contro l'inquinamento e la mistificazione delle informazioni
•  Creazione di una Consulta romanì costituita dalle associazioni storiche e le organizzazioni rom
•  Varie ed eventuali

Dalle ore 20
Festival Interculturale Antirazzista:
Alexian Group (Italia)
Musicisti Rom del Kossovo
Taraf de Bucarest (Romania)
Chaja Chelen (Bosnia Erzegovina)
Lucio Pozone (chitarra flamenca)
Alessandro Cavallucci (chitarra flamenca)
Jamal Quassini
Nuove Tribù Zulu
Nico Arcieri (pianista)   
 
La partecipazione è aperta a tutti gli artisti

La partecipazione è libera e gratuita LE ADESIONI SONO APERTE A TUTTI

FERMIAMO UN  GENOCIDIO CULTURALE


Dopo l'ultimo delitto crudele della mistificazione e della calcolata disinformazione non si può più restare   in silenzio, occorre agire, questo silenzio è assordante e colpevole.

L'8 Giugno le Associazioni   Rom e Sinte in Italia e le associazioni di volontariato, gli artisti, gli intellettuali e le persone di buon senso organizzano a Roma un corteo di protesta civile.

Aderite e fate aderire prima che sia troppo tardi!!

***********


Occorre ribadire alcuni concetti che vengono mistificati,
Tutti credono che Rom siano  solo stranieri.
Non è vero!, infatti l'80% dei Rom e Sinti che vivono in Italia sono cittadini italiani
Tutti credono che i Rom sono nomadi.
Non è vero!, Infatti la maggior parte di quelli presenti sul territorio italiano sono sedentari
Tutti credono che il campo nomadi è la soluzione ideale.
Non è vero!, Infatti i rom arrivati in Italia nei loro paesi di origine avevano le case, il campo non è un tratto culturale della popolazione romanì, ma un'imposizione dovuta alla non conoscenza.
Tutti credono che zingaro sia il nome di questo popolo.
Non è vero!, infatti il termine corretto è Rom o Sinto.
Occorre far rispettare le convenzioni internazionali nei confronti dei Rom, la carta dei diritti dell'uomo in Italia per i Rom non vale.
Non abbiamo nulla se non il nostro coraggio!!

 
Protesta anche tu!

Invia la tua protesta a:

-Presidente della Repubblica ON. Giorgio Napolitano ( https://servizi.quirinale.it/webmail/ )
-Capo del Governo On Silvio Berlusconi  Presidenza del Consiglio dei ministri
Palazzo Chigi Piazza Colonna 370
00187 Roma - Italy  tel. (+39) 0667791
-Ministro degli Interni On. Maroni ( DipartimentoAffariInternieTerritoriali@interno.it)
-Ministro per le Pari Opportunità On. Carfagna (serep@pariopportunita.gov.it )
-Giornalisti
-I tuoi conoscenti,
-La tua mailing list,
-Il tuo blog

EVITIAMO UN SILENZIO INCIVILE, FAI SENTIRE LA TUA VOCE E PASSA PAROLA!!!

I nostri slogan: Basta Razzismo contro i Rom! No all'informazione razzista! Non si può condannare un popolo! Stop alla Xenofobia! No ai pogrom!
           
Io sto coi Rom        

***********

Per informazioni e adesioni
ASSOCIAZIONE NAZIONALE THÈM ROMANÒ ONLUS 
Centro di Promozione Interculturale- Associazione Autonoma di Rom e Sinti

Per approfondimenti e aggiornamenti: Sucardrom

06 Giu 2008
Non sei vergine? ti annulliamo il matrimonio
Sposa
Ma anche in Francia la condizione femminile non è tra le più rosee. Una donna si vede annullare il matrimonio perchè non vergine. Non solo qui ci troviamo davanti ad una donna che non può avere una libera sessualità in quanto donna ma ci troviamo davanti ad un caso in cui se sei donna devi essere comprata nuova, come fosse merce. Perchè poi si sa che se sei donna poi qualche idiota va a misurarti in base a quello che ti trovi in mezzo alle gambe o dall'uilizzo che vogliono fare, come mezzo da riproduzione per un ruolo che quel che grave non è scelto da te ma deciso da un uomo. Duro colpo alla parità di sessi e alla nostra libertà, quante volte siamo state condannate anche senza annullare un matrimonio se siamo troppo libere? questo fatto è aberrante e va denunciato. Infatti le donne ci hanno già pensato. Leggete qui:
Dal paese delle donne online

 

Elisabeth Badinter, filosofa e scrittrice francese, ha espresso la sua “vergogna” nei confronti della giustizia francese giovedì 29 maggio sulle onde di France Inter. La sua reazione di sdegno si riferisce alla notizia, apparsa ieri su alcuni quotidiani francesi, riguardante la decisione del Tribunale di Grande Instanza di Lille (città del Nord della Francia) di procedere all’annullamento di un matrimonio per “errore sulle qualità essenziali” della sposa, che avrebbe mentito sulla sua virginità.

Badinter si dice “ulcerata dalla decisione del tribunale per aver accettato di giudicare un simile caso, perché in Francia la sessualità delle donne è un affare privato e libero, assolutamente libero”. Esprime quindi la sua preoccupazione nell’ipotesi che una tale sentenza possa in futuro portare “le giovani donne musulmane a correre negli ospedali per procedere ad una ricostruzione dell’imene”. “Con sentenze come queste - conclude la filosofa - invece di difendere le donne, (…) , i tribunali aumentano la pressione su di esse”.

Laure Heinich-luijer, avvocata presso il tribunale di Parigi, ha dichiarato che tale decisione incarna “il relativismo culturale in applicazione” e “un passo indietro del diritto delle donne a disporre del loro corpo”.


 

La decisione del tribunale di Lille di concedere l’annullamento del matrimonio in ragione della non verginità della sposa solleva molto rumore, in una Francia che si risveglia non cosi laica come si dipinge. Femministe e lesbiche chiamano tutte e tutti a scendere in piazza il prossimo 7 giugno in tutto il Paese per protestare contro queste derive tradizionaliste e sessiste.

“Si tratta di un giudizio incredibile – commenta a caldo Nathalie Rubel (dottoranda in filosofia sulle questioni di genere e laicità in diritto civile) sulla lista del CLF, Coordinamento lesbico in Francia -. In primo luogo perché ha messo una giovane donna in una situazione degna del Medioevo, di fronte al codice d’onore invece che al diritto”.

La verginità, da intendre evidentemente come verginità femminile, non può in nessun caso considerarsi una qualità essenziale della sposa, “perché in diritto le ’qualità essenziali’ non sono un requisito privato. Una richiesta di annullamento, anche relativa, deve giustificarsi pubblicamente”.

La sentenza si basa sull’art. 180 del Codice civile francese che regola il consenso al matrimonio e afferma che “in caso di errore di persona, o delle sue qualità essenziali, l’altro sposo puo chiedere l’annullamento del matrimonio”.

“La legge è imprecisa – fa notare Nathalie Rubel -. Essa si applica ai casi di disturbi gravi dell’integrità fisica e mentale (impotenza, setrilità conclamata, schizofrenia). Neppure l’errore sull’identità, la nazionalità ecc. bastano ad invalidare un matrimoni. (...) Quanto al fatto di aver mentito su un punto sensibile per il ricorrente, ciò non costituisce motivo sufficiente per invalidare la ’fede’/fiducia nel legame coniugale (e la logica del sospetto avrebbe in ogni caso la meglio sui sentimenti)”.

Quanto al valore che si vuole far passare come ‘qualità essenziale’, esso contrasta con la laicità tanto invocata dalla Francia. Oggi ne sono protagonisti due musulmani, ma poco importa, la verginità, la castità sono valori promossi dalle religioni monoteiste in genere, volti al controllo del corpo delle donne. “E’ questo un giudizio che non dà certo prova di spirito di pari opportunità. Sarebbe poco immaginabile pensare che una donna averbbe avuto la stessa vittoria facendo appello alle ’libertà anteriori’ del suo futuro marito. Il matrimonio resta cosi uno spazio di controllo del corpo delle donne e soprattutto delle donne...”.

“E’ a partire da esempi come questi che si scopre la fragilità del diritto civile. Perché, in fondo, a che titolo lo Stato puo’ invalidare un matrimonio infecondo? A che titolo esigere prove di ’fedeltà anticipata’, di ’prima del matrimonio’? Che genere di impedimento al matrimonio potrebbe costituire la non-verginità per lo Stato ? Sentenze come queste dicono molto di più di quello che pretendono affermare e sono la conferma di come il matrimonio civile non sia ancora separato da quello religioso. Per quel che ne so io, poi, Mahomet non si é sposato solo con una vergine, la piccola Aicha, e la verginità alla base é una sanzione cattolica con una forte tendenza per l’assoluta castità del discepolo e della vita conventuale” insiste Nathalie Rubel.

“Non resta che sperare – conclude ironica - che le giovani donne che vivono secondo la legge machista della religione sapranno almeno utilizzare questa sentenza come ’libertà preventiva’, al fine di annullare matrimoni che saranno loro imposti”.

Un paradosso al quale Rachida Dati, ministra della Giustizia francese crede davvero, visto che ha dichiarato pubblicamente che sentenze come queste rappresentano al contrario “un modo per proteggere le giovani donne (dai matrimoni imposti, ndr)”.


Link consigliati La virginité, qualité essentielle qui embarrasse la droite


Le donne si riuniscono per difendere il nostro diritto quello di autodeterminarci ed avere una nostra libertà.Perchè non abbiamo visto mai nessuno che annulla una matrimonio ad un uomo perchè non vergine e perchè andato con prostitute.
06 Giu 2008
La situazione attuale, č una socičtā troppo a misura d'uomo che non ci permette di far scelte e vivere in tutti i sensi.
Come ben sapete il mio blog compie quasi otto mesi. Sapete pure che mi auto anche con un altro che ho creato pochi giorni fa che ha un tema specifico e meno generico: la violenza sulle donne. Ciò non voglio dire che questo blog non parli di questo tema ma include nella violenza sulle donne, appunto tutti quegli atteggiamenti che nella nostra società andrebbero eliminati, e che corrispondono anche questi alla violenza sulle donne, mentre l'altro blog parla solo di violenze fisiche, sessuali, violenze domestiche e e psichiche. Ora faro' il punto della situazione dall'inizio del mio blog ad ora e non solo parlerò anche della situazione femminile nella società.

Nonostante la nostra magnifica società occidentale ci ficca in testa che abbiamo raggiunto l'emancipazione femminile, mentre ancora siamo relegate nel ruolo di casalinghe con l'ipocrisia che possiamo lavorare ma  ANCHE, anzi peggio perchè abbiamo un sovraccarico notevole dietro le spalle e siamo trattate da ammortizzatori sociali, ancora come sempre è al centro del mio tema su questo blog, ho parlato della mancanza di libertà sessuale di cui gode la donna nel mondo, compreso in occidente, questa mancanza di libertà sessuale è molto marcata nel nostro paese dove ci illudono che abbiamo raggiunto l'emancipazione sessuale solo perchè a differenza di alcuni paesi dove le donne non possono far vedere i loro occhi noi possiamo mostrarci a culo di fuori, mentre ancora una volta la nostra sessualità non è usata a fini noi stesse, ma solo per fungere da strumento dell'uomo.
Quindi ci troviamo oltre che con mass media dove si concentrano e si preoccupano della libertà sessuale maschile, del loro piacere, dimenticandosi  volontariamente che stanno umiliando le donne e per giunta le stanno illudendo che facendo così possano esprimere la loro sessualità liberamente.


Molto da esempio potrebbe essere la pubblicità sul viagra dove la donna è entità astratta e ci si dimentica che l'amore si fa in due, tanto che importa se la donna non gode più come quando ne aveva 20? Chi pensa che questa donna non sia mercificata quanto una velina?
E ancora una volta siamo noi che ci dobbiamo arrangiare e costruirci i nostri spazi perchè gli uomini non ce li danno e ci rendono invisibili, rendendola libertà femminile un tabù.
Ma non è solo la nostra libertà sessuale ad essere vincolata e noi donne ci creiamo piccoli spazi nostri ovunque.

A proposito di autodeterminazioni sessuali, vorrei parlare di autodeterminazioni fisiche della donna e cosi ci rendiamo conto che non solo non siamo libere e padrone della nostra sessualità ma nemmeno del nostro corpo che gli uomini decidono anche quello. Ricordo la frese presa da questo bellissimo documento che ho incollato nel blog:
Nelle civiltà dominate dal maschile è l'uomo che vuole stabilire quale debba essere la personalità e la sessualità femminile, attuando un controllo che tende ad alterare ciò che il femminile originariamente è o può essere.
Tanti attacchi alla 194 sono stati fatti allo scopo di relegarci al ruolo di madri non perchè sia una brutta cosa ma perchè certo una deve scegliere se esserlo o no. Io lo collegherei alla questione libertà sessuale perchè qui c'è proprio una voglia di dire e ribattere che la donna ha il ruolo di fare sesso solo per fare figli, per risolvere il calo demografico del nostro paese, che gliene frega se poi il calo demografico provviene con il venir meno di donne a causa di aborti clandestini o femminicidi?, insomma la donna in italia deve fungere da contenitore per mandare avanti la specie, tanto poi per le politiche la madre in quanto donna è un essere inutile. Per non parlare dell' obiezione di coscienza come se noi dobbiamo chiedere permesso agli uomini su come gestire il nostro corpo o allo stato e non possiamo dire nemmeno la nostra se no denunciate o manganellate. E' questa la funzione della donna che vuole la nostra società, mentre poi non abbiamo nessun altra visibilità non ci sono nemmeno asili nido e strutture che possano favorire il nostro figliare come vogliono loro, che poi fanno perfino discriminazioni e quindi in pratica ci vogliono in casa con le pantofole e il pancione, perchè per loro la famiglia perfetta è questa poi magari chi lo sa senza un adeguata autonomia finanziaria per non poter scappare da un marito violento che ci picchia e rischia di ucciderci.

Lo avevo postato ad ottobre l'obrobrio che disse la chiesa, che anche se ci stuprano dobbiamo partorire per forza, della serie noi siamo i contenitori e siamo assassine se abortiamo anzichè insegnare agli stupratori di non stuprarci per evitare di abortire. Perchè per la nsotra società l'uomo è tanto libero di stuprarci, che si possono permettere di essere assolti perchè tanto noi li provochiamo (sentenze). E dire a proposito della mancanza di autodeterminazione e libertà di poter possedere il nostro corpo tutto combacia perfettamente, se poi parliamo della condizione in cui nel mondo si trovano le donne che non sono nemmeno padrone della loro vita perchè un dottrina ci ha sempre imposto che l'uomo può gestire la nostra vita o il nostro corpo perchè nostri padroni e quindi potercela tolgiere quando vogliono, pensate che fino all'81 il delitto d'onore era legale, questo spiega tutto.

A proposito di disparità di valore della vita in base al sesso leggete qua:

(ANSA) - TEHERAN, 27 MAG - I risarcimenti pagati in Iran per la morte o i danni fisici provocati in incidenti stradali saranno gli stessi per gli uomini e le donne. Il fatto rappresenta un'eccezione alla legge islamica applicata nel Paese, in base alla quale la vita di una donna vale la meta' di quella di un uomo. Lo ha detto il portavoce della magistratura che ha annunciato l'approvazione da parte del Parlamento di una legge in questo senso. La nuova normativa dovra' ricevere il via libera dal Consiglio dei Guardiani.

Buon passo finalmente. ma io mi chiedo quanto ci passerà in mezzo mondo che la vita di una donna venga valutata quanto un uomo, che nessun uomo compierà femminicidio perchè convinto che valiamo meno di mosche che si sentono padroni della nostra vita per non parlare delle assoluzioni  e sconti delle pene nei tribunali quando si parla di femminicidio come se ancora il delitto d'onore fosse legale?
Per non parlare delle violenze in famiglia, che in italia sono praticamente LEGALI, che ci possono picchiare, perseguitare perchè non esiste una legge contro lo stalking (FIRMA), nemmeno una contro la violenza in famiglia (FIRMA)), poichè per la nostra società è lei che se lo merita, purtroppo viviamo in una società dove il più debole viene prevaricato, schiacciato anzichè difeso, dove usano l'epiteto di sesso debole per umiliarci. Poi colpo di scena se sono italiani lo possono fare.

Se poi parliamo degli stereotipi che proliferano nei mass media, che insegnano agli uomini che le donne devono essere disprezzate, devono essere trattate come oggetti, che le donne sono delle oche, dei sopramobili, che insegnano alle donne che il loro aspetto fisico è più importante della carriera, che per essere apprezzate devono avere una 4^ di seno, che devono sposare un uomo ricco farsi campare e fare shopping a vita, ragazzine che rischiano poi di mettere lo studio in secondo piano rischiando di ritornare ad un peggioramento della situazione femminile, fino ad un ritorno al passato, vabbene che tanto sono tutte contente per le percentuali di ragazze che studiano, si laureano di più rispetto ai ragazzi ma secondo un standard che vuole la donna perfetta in tutto stile brava ragazza balilla e poi dopo ci troviamo con discriminazioni sul posto di lavoro, ci buttano via come stracci fuori uso se siamo incinte, (molti uomini sono perfino convinti che noi ci ingravidiamo per prendere in giro i capi), inoltre i nostri superiori sono convinti di chiederci prestazioni sessuali perchè si sentono nostri padroni come purtroppo lo si sente quasi tutto il genere maschile, di farci mobbing (in italia vi ricordo non è reato e vorrei fare una petizione),  
 La società che ci da solo posti di lavoro dove richiedono la bella presenza, e purtropo la situazione si aggrava perchè perfino per accedere in politica dobbiamo avere un curriculum di miss italia.

Ci sono paesi dove le donne  che "osano" salire al potere, vengono uccise, ci sono paesi tra cui l'occidente dove l'emancipazione femminile porta agli uomini a regire usando lo sfruttamento della prostituzione, il turismo sessuale, le violenze sulle donne, i matrimoni con straniere meno emancipate, ci sono paesi occidentali dove le donne che "osano salire al potere" vengono usate per giornaletti di gossip, di moda che parlano della loro eleganza, la tv parlerà della loro avvenenza, dei loro scandali lesbici, della loro non più giovane età a scopo di inibire e scoraggiare l'avanzata delle donne o magari verranno impiegate donne belle, oggetti di desiderio per convinzione che esista ancora solo il suffragio maschile o verrà messa alle pari opportunità per banalizzare ed umiliare la condizione femminile. Mi chiedo  il prezzo che deve avere la libertà delle donne.

Paese che vai mortificazione femminile che trovi.

E tutti si preoccupano che le ragazzine si preoccupano maggiormente per il loro corpo sviluppando complessi di inferiorità, e di valere solo per un corpo se i mass media portano avanti questo, dove anche i maschi sono convinti che la donna è inutile, è solo un oggetto, come lo pensano chi fanno stupri e femminicidi. Poi si preoccupano che le ragazze soffrono di rivalità tra donne se poi trasmettono per le ragazze programmi assurdi come Uomini e Donne di maria de filippi, che riflettono la triste realtà e tramandano questo triste fenomeno a fine di render edebole la situazione femminile, facendoci credere che siamo emancipate ma vogliono solo scoraggiare  le nostre lotte alla parità e non sto dicendo lotte alla supermazia femminile, ma parità...e lo si vede da come hanno reagito dopo che abbiamo manifestato il 24 novembre, giustamente chiedevamo dei diritti che evidentemente non ci vorrebbero dare, visto le campagne anti rom anzichè un adeguata legge contro la violenza sulle donne, che è sparita perfino dal pacchetto sicurezza, da cui si nota quanto era pretesto la caccia al rom. Sinceramente ai nostri politici che gliene frega di difenderci o tutelarci? per loro siamo oggetti multiuso.

E la politica che ci fa credere che siamo tutelate dalla violenza maschile, ci imbottiscono la testa per poi intraprendere la caccia allo straniero, mentre le violenze stanno tutte da italiani in casa nostra e se non sono in casa nostra ci pensano sempre loro  a stuprarci in metropolitana e vederci come bene pubblico, poi avviando campagne da delirio che non ci possono stuprare perchè siamo roba altrui e ci mettono il collare, che purtroppo sono gli stessi politici che ci definiscono politicamente orizontali, sciampiste, che ci trattano come bambolette inutili (sceglierci solo in base alla qualità estetiche è cosa studiata a tavolino), che ci invitano a cucinare, che si scandalizzano per i parlamenti rosa, che ci consigliano che dobbiamo sposarci i miliardari per risolvere la nostra precarietà, sminuendo la nostra situazione oltre che considerarci solo donnette di casa.
28 Mag 2008
Il diritto alla felicitā sessuale per le donne

Ho trovato questo articolo molto interessante.Da Femminismo a Sud

Bisognerebbe avviare una campagna affinchè le neomamme di figli maschi mettano loro il nome "Evo". La bella idea l'ha avuta ImPrecario [e di buone idee lui ne ha tante: basti pensare al suo "Filastrocchio", gustosissimo libro di ironiche e militanti riflessioni civili in rima].

Chiamare un figlio maschio "Evo" potrebbe servire a dare un po' di equilibrio a questa sbilanciata e assillante ripartizione di ruoli. La storia ci serve anche per stabilire che non siamo madonne e neppure dobbiamo mai espiare quell'invenzione che fu il peccato originale. Un sesso al femminile noi ce l'abbiamo e non è neppure una cosa omologata, poichè siamo differenti anche tra noi. Insomma, non siamo isteriche, non siamo frigide, siamo un po' etero, un po' lesbiche, un po' senza schemi e senza etichette, un po' libere, un po' come ci pare. Quello che è certo è che abbiamo diritto a provare piacere e su questa strada la ricerca è ancora lunga. Ma come per tutti i percorsi difficili si ha bisogno quantomeno di iniziare da un punto chiaro.

Leggete questa notizia: "Si chiama Maria Soledad Vela, è una deputata ecuadoriana vicina al presidente Morales e ha chiesto all'Assemblea costituente del suo paese che il diritto al piacere sessuale delle donne venga riconosciuto ufficialmente dalla prossima Costituzione. Mai prima d'ora la "carta magna" di una nazione aveva inscritto questo diritto nei suoi dettami, ma la signora Vela non sembra avere dubbi in proposito: «Garantire il diritto alla felicità sessuale per ogni donna è un modo per riconoscere loro la possibilità di prendere decisioni libere e responsabili sulla propria vita sessuale e per lottare meglio contro il ruolo di oggetti riproduttivi che storicamente le è stato assegnato dalla società in Ecuador». Come ha poi precisato la stessa deputata, la sua proposta rimarrà separata dalla sfera autonoma del diritto sessuale ecuadoriano." [da Liberazione]

Questo mi sembrerebbe un inizio più che sensato. Che la democrazia (o quell'utopia che non è mai stata realmente realizzata) non è mica iniziata senza che lo si scrivesse da qualche parte. Così per la libertà dalla schiavitù di ogni uomo e ogni donna piegati al servizio coatto dei ricchi.

Il piacere femminile è sempre stato piegato al volere degli uomini. E quando non ci piaceva quello che facevano allora eravamo isteriche o frigide. Se cercavamo orgasmi e godimento invece eravamo ninfomani. Perciò si tratta di schiavitù e nel nostro percorso di liberazione effettivamente ci sarebbe bisogno di scrivere da qualche parte che una società come si deve dovrebbe essere basata su una carta di diritti che preveda anche quello al piacere femminile.

Questo percorso noi lo stiamo ancora compiendo e non è una cosa affatto semplice. Così mi pare carino raccontarvi di una tenera e splendida fanciulla che da adolescente trova un amore etero e con quello vive la sua prima volta.

Per ben tre anni ha vissuto rapporti senza avere mai un orgasmo. Per ben tre anni ha collezionato punti per la canonizzazione in vita. Perchè di madri terese di calcutta protese al benessere del pene ce ne sono tante e tutte praticano una infelice elemosina di emozioni.

Si arraffa quello che si può: un brivido di passione qui, un inizio di piacere la', una spolveratina di massaggio lì, uno stimolo casuale ad una zona erogena qua.

I maschietti fanno come gli gira e perseguono obiettivi abbastanza noti. Le ragazze sembrano bamboline simil giochi/clementoni che se le tocchi male stanno zitte e se le tocchi bene suonano la campanella. Come si fa a capire cosa ci piace se c'e' un mondo intero che ci dice che deve piacerci ciò che piace a lui?

La fanciulla senza orgasmi non era poi una stupida. Solo che non conosceva il suo corpo e poi era innamorata. Insomma le piaceva. Con qualche orgasmo, uno ogni tanto, sarebbe stato perfetto. Invece lui l'ha addestrata a farlo godere: con un buco, con un dito, con un soffio, con le mani, con la bocca. Spingeva quella testa in su e in giù come fosse una molla. Per un pompino ben fatto c'e' bisogno di un gran maestro, non c'e' niente da fare.

Passato quel tempo quella meravigliosa donzella allenata a fare da bambola gonfiabile (una vera è di sicuro molto meglio: è più calda, sa meno di plastica e poi - cacchio - interagisce) finì per trovarsi un altro partner e fu così che scoprì il piacere.

Questo per dirvi che il passo dall'uso all'abuso è veramente semplice e se tanto ci da tanto allora un uomo che ha speso tanta energia per addestrare la sua bambolina ovviamente ne esige il marchio di proprietà.

Di una donna è il corpo quello che appartiene più di tutto. Del resto in genere non se ne occupano. La gelosia viene da lì. Da quel pensiero ossessivo e paranoico che si concentra su un principio semplice: lei è mia e lo deve fare solo con me.

Secondo questo desiderio infantile il corpo di una donna può anche essere usa e getta. Lo si può prendere anche se chi lo indossa dice di no e lo si può cedere a terzi per stringere patti tra branchi di amichetti in vacanzuole con stupri di piacere.

Un corpo di donna lo si considera muto e se tenta di parlare lo si piega al silenzio. Così può capitarti quello che ti guarda strano se pratichi l'orgasmo urlato. C'e' chi si imbarazza se segnali corsie d'emergenza per portarti al piacere. C'e' chi ti concede una dignità di desiderio solo se a lui non è venuto su. Perchè spesso noi esistiamo in una sorta di complicità con maschi inefficienti. Un patto del silenzio: io tarzan moscio e tu jane puttana.

La gelosia me l'hanno descritta in tanti modi. Una vampata, una fiamma che parte dal basso. "Dal basso, dove?" "Da giù..." "Dal pene?" "Nooo, ma che dici." "Ancora più giù? Allora dalla rotula? Da dove ti parte 'sta vampata?" Non è dato saperlo. Sappiamo solo che è una fiammata e acceca gli occhi e il cervello e in nome di questo falò inestinguibile gli uomini si sentono in diritto di fare qualunque cosa. Di farti qualunque cosa.

Lo so, non è un problema che riguarda soltanto gli uomini. Ne ho viste di donne diventare matte e scriteriate. Io no, a me non capita. Di esclusivo nei rapporti c'e' sempre molto poco. Se il corpo viaggia altrove non mi sembra una cosa tanto strana. M'incazzo solo se chi sta con me rompe un patto di complicità. Ma è una incazzatura solida, resistente, del tipo: ti mando 'affanculo e non torno più indietro, che le cose quando sono rotte sono rotte e basta. Non ci perdo tempo ad aggiustarle. Non sono nata per tenere insieme i cocci delle relazioni frantumate. Le storie non sono infinite. Non durano per sempre. Io proseguo.

Se c'e' qualcuna che ha in mente di fare lo stesso e lascia indietro un tipo violento e infiammabile allora muore. Nel bresciano, dentro il lago d'Iseo, hanno trovato una donna morta. L'ha uccisa il marito, come sempre. Un italiano del luogo. Uno di quelli che si preoccupano dei furti in villa. E mi sorprende che non si sia detto che c'era di mezzo "l'uomo nero", che non sarebbe stato ne il primo ne' l'ultimo a tirare fuori l'immigrato per dargli la colpa dell'omicidio della moglie.

L'appartenenza dei corpi è una cosa che tocca anche i rapporti tra figli e genitori. Sono questi che pretendono di decidere di quale sesso dovrà godere la propria prole. Sono di quella religione dei piaceri "morali" e di quelli "immorali". Ci sono gli orgasmi leciti e quelli "illeciti" e ad attribuirgli la liceità è il padre, qualche volta anche la madre. 

A Palermo un ragazzo gay ha rischiato di morire accoltellato dal suo papa'. Poco tempo fa è stata una madre che ha accoltellato una ragazza perchè lesbica. Ed è il caso di ricordare che Loredana, la giovane ragazza morta suicida perchè trans e perseguitata dal genitore che l'aveva maltrattata per tutta la vita, rappresenta l'emblema di quella categoria di pensiero che in Sicilia e anche altrove si sintetizza nel delicato concetto di: "Mio figlio? Meglio morto che frocio!".

Sappiamo allora che ad usare il coltello sono questi padri e queste madri che a differenza di altri genitori hanno deciso di liberarsi dell'oggetto della vergogna. Hanno deciso di punire il proprio figlio o la propria figlia perchè ha scelto di desiderare e prendersi il diritto a vivere il piacere come gli pare. 

Chi ha messo quell'arma in mano a quei genitori però sono altri. Sono quelli che continuano a coltivare pregiudizi e a sollecitare enormi aree di discriminazione. Sono quelli che disegnano progetti di cura riabilitativa dell'omosessuale perchè hanno deciso che si tratta di una malattia. Sono quelli che devono mostrarsi fieri e patriotticamente virili, sono fascisti che usano il membro per riprodursi e giammai confesserebbero di desiderare un altro uomo, neppure se si trattasse del loro amico camerata.

E' una società che basa le proprie certezze sull'omofobia. E' una società che basa il proprio equilibrio sul controllo dei corpi. Sulla loro certa destinazione d'uso che mai potrà discostarsi dai fini riproduttivi. Sulla negazione del piacere, del desiderio, della pelle, degli odori, delle labbra, del sangue, delle mani. Le negano agli altri e poi le negano a se stessi salvo poi viversi sessualità non consapevoli e prive di qualunque forma di consensualità. Di questo è fatta la pedofilia dei preti e di questo sono fatti gli stupri delle monache.

Bisogna ribadirlo, dichiararlo, urlarlo: Il sesso è una roba che riguarda noi. I corpi sono "cosa nostra". La sessualità è roba mia. Voglio stare con chi sto bene a letto e non con chi torna utile alla ripopolazione del pianeta. Non sono un lombrico. Non sono una mucca spenta. Non sono un'animale da monta. Non siamo formiche, api operaie, lucertole, pipistrelli. Non siamo vivi per riequilibrare l'ecosistema.

Se è quello il nostro ruolo allora cominciamo smettendo di inquinare il pianeta e dividiamo equamente le risorse che ci restano, altrimenti abbiate la decenza di tacere. Siamo già troppi. Non servono altri figli. Smettete di obiettare. Smettete di essere mandanti morali di delitti che non cessano mai. Lasciateci godere in pace

26 Mag 2008
La scarsa presenza femminile nella Rai durante la campagna elettorale del 2008



Vi fornisco un documento molto importante per quanto riguarda la presenza femminile nella rai. Benchè sia migliorata un pochino le donne continuano ad avere poca visibilità sopratutto nei programmi che riguardano la politica, informazioni quotidiane e notiziari dove le donne faticano a varcare la soglia della notiziabilità , mentre la figura femminile continua ad apparire solo in programmi frivoli e di gossip e in altri che tendono ad umiliare la figura femminile, mostrandola come oggetto di seduzione o come un oca, forse a causa di questi sterotipi che si fa fatica a rappresentare la donna in altro modo nell'immaginario sociale. Questo documento farà un confronto tra alcune donne impegnate nella politica e candidate nelle elezioni del 2008.
In queste elezioni la quota femminile è cresciuta di soli 4 punti per il senato, che con la XVI legislatura è passato dal 14% al 18% e di 3,5 punti alla Camera che dal 17% si sale al 20,8%. Da notare che la rappresentanza femminile su 322 senatori e 622 deputati è solo  del 19% su 952 parlamentali itlaiani, praticamente una percentuale esigua, cose per cui bisogna rimandare le nostre manifestazioni di gioia visto le percentuali, che se i progressi sono così poco potremo gioire per un eventuale raggiungimento della parità almeno tra 50 anni se non cento .
 I progressi ci sono ma sono veramente pochi: si pensi che la visibilità femminile in rai è aumentata solo di 3,7 punti, passando da 7,4% a 11,1% ancora più sottorappresentate rispetto a quanto lo siamo in parlamento è questo è grave perchè significa che nonostante siamo in poche siamo pure poco prese in considerazione, sarà poi per quello che siamo in poche. Gli uomini ammontano dell'88,9% . Praticamente più del doppio. Non mi stupisco che c'è gente intervistata convinta che in parlamento non sieda nessuna donna, se esse non hanno alcuna visibilità dai media, se non per mostrare che hanno indossato auroreggenti e precedenti curriculum da velina. Che ci si cominci a preoccupare seriamente della condizione di censura e invisibilità in cui veniamo messe noi donne anzichè preoccuparsi dei governi troppo rosa degli altri paesi che non sono altro che un modello di civiltà per noi che insegano che la donna non è un cittadino di serie b da far uscire allo scoperto solo per strumentalizzare temi gravi come la violenza di genere, per attuare campagne razziste se poi la realtà quotidiana che subiamo è un altra perchè la subiamo in silenzio mediatico e sociale all'interno delle famiglie e che ci si cominci a smetterla di usare il corpo della donna per candidare ragazze immagine e per giunta mettendole alle pari opportunità per banalizzare la condizione disastrosa delle donne nel nostro paese rappresentate da veline o totalmente dimenticate se non ricoprono i parametri della donna oggetto. o per attaccare le sue conquiste  Ogni conquista fatta dalle donne non è altro che un segno di civiltà per il nostro paese e ne ha bisogno, il nostro paese ha bisogno di trattare tutti i cittadini allo stesso modo perchè un governo troppo azzurro dovrebbe scandalizzare quanto un governo troppo rosa, a parte il fatto che non ho mai visto parlamenti troppo rosa e che le donne sono discriminate anche in Spagna come dappertutto. Quindi dietro questo troppo rosa si potrebbe celare una paura che le donne possano raggiungere la parità che è nostro diritto in quanto esseri umani, la quale spaventa la nostra classe maschile. Ogni conquista fatta dall'uomo nel nostro paese è sempre fatta per contrastare la donna e i suoi diritti o per calpestare la dignità femminile ma mai per avviarsi per il nostro rispetto come esseri umani, perchè ancora nel nostro paese la parola rispetto significa paura (si pensi alla mafia) e ancora rispettare una donna significa non essere uomo, e questi individui si sentono così in diritto di metterci le mani addosso e sporcare la nostra femminilità con volgarità maschiliste berluconiane.. Emblema: Ma l'italia, un paese che ha paura del diverso come recenti campagne xenofobe hanno dimostrato, imparerà a considerare la donna pari all'uomo? Io temo veramente ci vorranno cento lunghi anni.

Il documento lo potete trovare
QUI

e ora pubblicità.
26 Mag 2008
Rosa · 51 visite · 3 commenti
Categorie: Donna e politica, Discriminazioni

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