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Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Discriminazioni

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Quella che di giorno chiami con disprezzo "pubblica moglie", quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.
Da il mattino ha l'oro in bocca leggo un post fatto ad un giornalista e un giudice maschilista su un articolo che merita veramente molto disprezzo, ma anche un giornale visto che un buon quotidiano non pubblicherebbe un articolo  degno di sito antifemminista. Della serie (oltre alla libertà sessuale che ci viene limitata anche se siamo consenzienti) se una si fa stuprare con il preservativo è considerata una troia mentre perchè non si è fatto ingravidare, visto che il suo ruolo è quello di figliare (e di infettarsi). Ovviamente all'uomo nessun commento e nessuno ha tenuto conto del suo gesto perchè per la nostra splendida e misogina società essere uomo è diventato un diritto e dovere o una prerogativa per  violentare una donna perchè nessuno ti condanna a termini poco carini, perchè in quanto uomo è libero di farlo, poi a chi frega se lei è consenziente o meno?, tanto la donna è considerata un oggetto e la sua volontà non conta, infatti ha espresso la volontà di proteggersi con un preservativo ed è stata subito bollata come una poco di buono, perchè non ha interpretato pienamente il suo ruolo di vittima o oggetto.( se fosse rumeno allora il discorso cambiava).Quanto odio il termine spregiudicata anche se viene usato per una donna libera sessualmente figuriamoci in caso di stupro, come se l'esistenza di una donna dev'essere ipotecata da pregiudizi imposti dall'uomo usati per ostruire la sua libertà. Ma chi cazzo sono gli uomini per imporci dei dettami?

Va be' leggete il bel post che quoto!:
 

Non ne posso più. Ma non ne posso più sul serio. Ma dove siamo? In un paese cattolico, talmente cattolico da non avere ancora capito che una donna può fare sesso perché le piace e non farlo quando non le piace? Talmente cattolico che una donna viene considerata “sessualmente spregiudicata” solo perchè ha i preservativi e sa come si scopa?

O forse non è cattolico: è solo un paese dichiaratamente maschilista, in cui possiamo votare e scrivere per una semplice coincidenza di fatti (e chissà se e quanto durerà).

La notizia (CHE POTETE LEGGERE CLICCANDO QUI)  è “vecchia”: una ragazza 17enne sta per essere stuprata dal capo, proprietario di un bar. Allora decide di dargli il preservativo per non prendere almeno le malattie da quel porco schifoso che spero resti a vita in galera, e si fa violentare lo stesso.

E l'articolo del giornale è talmente perfido, vomitevole, puzzolente che non riesco nemmeno a mettere per bene le parole una dopo l'altra, perché è inconcepibile.

Ho chiesto a una signorina che circolava qui per casa che cosa ne pensasse. Ecco la sua risposta:

Già le prime due righe sono un programma:

Fare sesso con una donna «sessualmente spregiudicata» che offre un profilattico per proteggersi ma che di fatto acconsente solo per non perdere il posto di lavoro è reato

Quindi, fatemi capire, l'uomo è un santo e lei è una troia che, addirittura, osa sapere cosa sono i preservativi?

Il bello è che l'articolo non è nemmeno firmato. Non posso prendermela con nessuno, posso solo urlare su queste pagine l'orrenda “informazione” (con sette virgolette) che gli italiani medi si bevono. E se voi non vi scandalizzate, sbagliate: il mondo dei blog fa già schifo, ma quello fuori, di quelli che a malapena sanno parlare e scrivere, è molto molto molto peggio.

Noi non rappresentiamo nulla.

Se così non fosse, le donne non sarebbero “sessualmente spregiudicate”, una donna su cinque oggi non sarebbe picchiata dal compagno e non avremmo la Carfagna come ministra delle pari opportunità che, ricordo, in seguito all'eliminazione dei venti milioni di euro che sarebbero stati assegnati ai centri di accoglienza per le donne, ha detto che si impegnerà che questa azione abbia dei risvolti concreti.

Ora, che cosa voleva dire, in italiano? HANNO TOLTO i soldi, Carfagna, non li hanno DATI. Quali risvolti concreti? Vuoi istituire uno squadrone della morte per le donne che osano scappare dal marito?

 Caliamo un velo pietoso poi sulle sue parole sulla famiglia, in cui si nega che la violenza è dentro casa e in cui, nei rari casi in cui succede, la colpa è sostanzialmente della donna perchè è tutto in seguito a un divorzio e via dicendo.

Ma torniamo al nostro articolo.

Dalla ricostruzione pare che la giovane fosse particolarmente spregiudicata e che già nel primo incontro avesse offerto al datore di lavoro un profilattico per proteggersi. Due elementi, questi, che però non hanno impedito prima al Gup del Tribunale di Macerata e poi alla Corte d’appello di Ancona, di condannare l’uomo per violenza sessuale a due anni di reclusione. Contro la doppia condanna di merito l'uomo ha fatto ricorso in Cassazione ma la quarta sezione penale lo ha dichiarato inammissibile precisando che «anche una donna sessualmente spregiudicata può non gradire rapporti sessuali col suo datore di lavoro e può essere alla fine costretta a subirli per il timore di perdere il suo posto di lavoro».

Anche qui, cosa stiamo insinuando? Che una donna che fa normalmente sesso vuole farlo lo stesso con chiunque? Che le donne che fanno sesso sono puttane ma vanno comunque rispettate?

Il meglio però deve ancora venire:

Giova osservare - conclude il collegio di legittimità - che non vale a escludere il dissenso della donna il fatto che offra un profilattico all’uomo che si accinge a consumare il rapporto sessuale, posto che anche la donna violentata nella sua libertà sessuale può cercare di evitare ulteriori danni o pericoli, connessi per esempio alla possibilità di gravidanze indesiderate o di malattie trasmissibili per via genitale». Insomma ciascuna donna è liberà di andare con chi vuole e se si sente costretta e cerca di evitare il peggio offrendo un profilattico non vuol dire che abbia detto di sì.

Quale sarebbe la libertà sessuale di una donna violentata? Che cosa vuol dire? E' il giornalista ad essere stupido o il giudice a non sapere parlare?

Simpatica anche la conclusione: grazie, grazie tante, per darci il permesso di scelta, anche se, in fondo, siamo delle dannate puttane che ora vanno pure in giro con gli anticoncezionali in tasca.


No, non mi calmo.

Non è possibile che, ogni volta che si sente parlare di stupro, ci siano sempre delle attenuanti. Non è possibile che in tutto l'articolo non viene dato un solo giudizio verso questo pezzo di merda violentatore e frustrato sessuale, mentre viene analizzato il comportamento della ragazza che non ha altra colpa se non quella di essere debole.

Non è possibile che le donne vengano ammazzate e poi si sente il padre, o la madre, o gli amici, dire cose come “mia figlia era una persona retta, non sarebbe mai andata a letto col primo che passa”. QUELLA RAGAZZA E' STATA AMMAZZATA O STUPRATA: sarebbe colpa sua?


E l'uomo?
L'uomo faccia quello che vuole, cosa importa?

La donna apra le gambe, si faccia picchiare, e non osi parlare: in fondo non vale niente, è solo un piccolo oggetto da sfruttare a piacimento di chi porta i pantaloni e se si lamenta, a cinghiate.

Oggi, poi, che siamo sessualmente spregiudicate, lasciamo perdere.

In tutto questo, Gianni Guido, uno dei responsabili del massacro del Circeo, è uscito dal carcere, con un anno in anticipo e i genitori osano dire “lui ormai ha pagato”: pagato per una ragazza massacrata e un'altra traumatizzata a vita? C'è forse una cifra che possa rendere giustizia a queste vite spezzate?

Arrabbiatevi, porco Giuda.


Sappiate che al posto di quel “Giuda”, in questo momento, sto pensando e urlando “dio”.


 
La giustificazione della violenza perpetrata alle donne a carico di queste ultime, che vengono etichettate come carnefici, portatrici della violenza o chi se lo è cercata o meritata, è un vero e proprio incoraggiamento, accettazione di queste che rende una società complice e unica artefice delle violenze a danno delle donne.  Anche chi da l'impressione di chi non vuole far nulla per contrastarle dando alle donne la responsabilità di prevenirle con metodi di comportamento che impongono di rispettare la morale cattolica che da alle donne il ruolo di vittima o di essere inferiore all'uomo, dove la sua libertà è vigilata da quest'ultimo, è comunque una forma di istigazione alla violenza come qualcosa che dipende dalla donna e non dall'uomo, facendoci capire inconsciamente (lo abbiamo già capito) che la nostra libertà ed emancipazione è una minaccia per la società patriarcale, che vuole essere contrastata con questi mezzi, schifosi ed incivili in uno stato che si ritiene civile. Ci hanno precluso il libero sesso per poterlo usare come arma di prevaricazione su di noi, sulla nostra libertà, contro di essa. 
16 Giu 2008
Lettera al direttore di Panorama
Salve, sono una ragazza di vent'anni, studentessa in scienze della comunicazione. Il motivo in cui Vi scrivo è per il fatto che sono veramente turbata che un giornale di informazione abbia un atitudine così alta a mercificare il corpo femminile. Io credo che il Vostro giornale online che tra l'altro seguo molto, perchè è fatto bene non abbia bisogno di esporre dei nudi così audaci nè di avere una sezione fotografica in prima pagina  che a differenza  di altri giornali esteri, compaiono donne completamente discinte. Non chiamatemi bigotta perchè non lo sono affatto, non è infatti il nudo in sè che mi scandalizza, ma la mercificazione e l'uso del corpo delle donne che si fa nei mass media italiani e più in particolare in un mezzo che deve informare e non ha bisogno di donne nude per attirare lettori. Inoltre è un atteggiamento sessista perchè voi supponete che il target che vi legge è formato esclusivamente da maschi adulti?

Supponiamo che questo target fosse esclusivamente formato da uomini adulti e a noi donne non ce ne importa nulla di leggere un giornale, perchè un giornale online deve partire dal presupposto che l'uomo italiano debba essere attirato da una foto di nudo femminile prima di una notizia di cronaca o politica? o che lo ritenga più importante che informarsi?


Andando avanti, non voglio farVi la predica per carità, ma sapete mettendovi nei panni delle donne che dai mass media sono importanti solo per alzare gli ascolti attrverso l'eccitazione maschile non vi offenderebbe un pochino?(ora avete capito che non sono bigotta, ma ne volgare almeno mi adeguo alle foto audaci). Pare assurdo che sia più importante il piacere maschile che la dignità della donna e il suo rispetto come essere umano e non come attrezzo di desiderio.

Io so che non è l'unico giornale o mezzo di comunicazione che usi questa strategia chiamatela di marketing perchè sempre di "merce" stiamo parlando o almeno l'uso di cui fate del corpo femminile, rende l'idea, ma a lungo andare questi stereotipi sono molto dannosi per il mondo femminile che si vede stereotipato in un ruolo rigido e tremendamente impostato, da un uomo, appunto.

In Italia, possibile che le donne non facciano notizia in qualche altro modo?

Non ci credo, perchè essendo molto a contatto con associazioni femministe, vedo che ci sono donne che si pongono oltre questo stereotipo e che questo appunto non rappresenti neanche minimamente la vera immagine di donna come voi volete imporre (per voi intendo i mezzi di comunicazione in generale).

Immaginamoci che io, Donna, di bella presenza, mi laureo e trovo un importante impiego in un'azienda o ricopro la più alta carica politica, come potrebbero prendermi sul serio gli uomini italiani se i mezzi di comunicazione danno un immagine di donna negativo, che la sua importanza deriva solo dal suo modo di sedurre o solo sul suo aspetto estetico?. Sicuramente la società mi conoscerebbe solo per la mia avvenenza e non per le mie capacità in carriera. Se al contrario non fossi di bell'aspetto tutti andrebbero a criticarmi per la mia mancata avvenenza, come è già successo ad un'onorevole che sicuramente saprete.

Allora una domanda mi sorge in dubbio: Deriverà da qualcosa il meccanismo che scatta nella testa degli italiani? e voi mi sembra che state o proponendo o mandando avanti in qualche modo lo stereotipo che non credo sia molto positivo per una donna e che molte donne sono fuori da cariche importanti a causa della loro mancata credibilità da parte della società legato sia dal ruolo tradizionale di donna che era quello di occuparsi della casa e dei figli, sia quello emergente lo stesso negativo che vuole la donna un ornamento, tutti e due modelli imposti dall'uomo.

Sono molto giovane e proprio perchè mi sono affacciata in questo mondo mi piacerebbe che per una giovane ragazza e tante altre come me non ci siano difficoltà legate non a causa degli ostacoli che la vita ci impone che sono normali, ma legati proprio da una società sessista e razzista, che ti reclude le vie solo in base al tuo sesso o la tue etnia di appartenenza. E mi dispiace tantissimo che tante ragazzine e bambine vengono talmente condizionate da questo modello di donna sbagliato e imposto dagli uomini sinonimo di poca libertà femminile, che si adeguano a questi stereotipi puntanto tutto non nelle loro capacità ma sul proprio corpo, molte adirittura maturando disordini alimentari. La nostra società rafforza e sostiene la rivalità femminile affinchè le donne non possano tornare a lottare, alimentando l'odio e il disprezzo per se stesse in quanto donne, rendendole vulnerabili alle violenze, discriminazioni, passate inosservate dalle stesse donne o adirittura appoggiate e attuate a danni di altre donne, perchè hanno perso di vista il vero valore delle donne e sottovalutare o danneggiarlo in questa società è simbolo di mancanza di civiltà, ogni violenza sulle donne è un regresso e un danno irreparabile una piaga ai diritti fondamentali umani di cui una società che si ritiene civile dovrebbe averli già per scontati e rispettarli.

 
Cordiali saluti
Una Donna fiera di esserlo.

E' stata mandata anche a Quotidiano.net. Spero tanto che venga almeno letta con attenzione e non passi inosservata come qualsiasi esigenza delle donne nel nostro paese.
13 Giu 2008
il colpo di grazia alle donne italiane
Nel mio blog è andato tutto in successione su quello che sta attuando il nostro paese contro le donne. Prima abbiamo il ritorno delle donne che giustamente manifestano in piazza contro una forma ingiusta di violenza su di esse nata proprio dal fatto di appartenere al genere femminile. L'italia come si sa come poi in tutti i paesi occidentali ha paura dell'avanzata delle donne e delle sue lotte per la parità, non a caso nell'era del post femminismo ci hanno imbottito la testa di averla raggiunta tanto da indurre le nuove generazioni a disprezzare il femminismo come una forma di prevaricazione dell'uomo con lo stesso scopo del maschilismo solo che quest'ultimo è tollerato perchè la società è monopolizzata dagli uomini. La nostra società rafforza e sostiene la rivalità femminile affinchè le donne non possano tornare a lottare, alimentando l'odio e il disprezzo per se stesse in quanto donne, rendendole vulnerabili alle violenze, discriminazioni, passate inosservate dalle stesse donneo addirittura appoggiate e attuate a danni di altre donne.

Nella nostra italia post 24 novembre nascono gli attacchi ai diritti delle donne conquistati negli anni delle contestazioni femminili. Questi attachi sono stati fortemente attuati da tutte le autorità ecclesiastiche che come sappiamo sono macchiate da una forte misoginia e discriminazioni nei confrnti delle donne che non a caso sono sostenute dalle associazioni mascoliniste. La chiesa vieta alle donne il sacerdozio perchè reputa la donna un essere inferiore e portatrice del male.

Le destre appoggiano la chiesa e si pronunciano contro l'aborto mandando burattini come Ferrara a farci la predica. Montano e mercificano il nostro corpo a scopi elettorali, e ordinano gli ospedali a praticare l'obiezione di coscenza tanto che in poco tempo aumentano gli obiettori. Questo è un avvenimento molto grave perchè ciò significa che la salute delle donne viene contestata, viene esaltata la figura della donna solo come strumento di riproduzione dove la sua facoltà di scelta e la sua autodeterminazione nonchè libertà non solo morale ma anche fisica non vale e deve essere fortemente controllata dagli uomini, della stessa logica di chi compie uno stupro e di chi ci picchia o uccide. 

Intanto nel nuovo governo sparisce il ministero della Sanità e le prime a risentirlo siamo noi donne. La condizione delle donne in Italia è molto grave, le mamme sono messe peggio rispetto a gli altri paesi occidentali, e molte donne ricorrono all'aborto clandestino mettendo a repentaglio la loro salute e la loro vita.
In certe città adirittura smantellano i consultori.
Berlusconi, un maschilista che tratta le donne come oggetti, forma la sua squadra e decide di dare poca importanza al ministero delle pari opportunità, privandolo di portafoglio, visto che da noi godiamo di una tale parità che non ne abbiamo bisogno. Ordina come Ministra una donna che in passato ha avuto un ruolo che
offende la figura della donna, un ruolo osannato dalla mediaset. Con questo gesto non solo ha preso in giro le pari opportunità ma ha eletto una donna che non ci rappresenta prendendo in giro chi viene discriminata trattando la donna come un oggetto che vale solo se ha un bel corpo con lo stesso criterio di chi lo mercifica.

Con questo berlusconi ha dato non solo leggerenza alle pari opportunità ma le ha anche beffeggiate. Il peggio non è ancora venuto.
La carfagna è anche omofoba e
antifemminista. Reputa la comunità LGBTQ come costituzionalmente sterile, come esibizionista quando pretende dei diritti, esalta la famiglia patriarcale e reputa le donne realizzate grazie alla famiglia esaltando il vecchi ruolo tradizionale di donna dove non è lei a sceglierlo ma lo è la società, la stessa che poi tollera le violenze contro di ella, attuate proprio perchè le è stato affidato un ruolo subordinato di dipendenza verso il marito da cui non può scappare.

Intanto con la legge del taglio dell'ici tagliano i soli 20 milioni che ci erano destinati per sostenere i
centri antiviolenza. In Italia dimenticavo si è montata una campagna elettorale sul corpo delle donne strumentalizzando lo stupro che vuole essere compiuto solo da rumeni, facendoci cedere di essere vicini alle donne ma in realtà sappiamo bene che le violenze sono in casa perchè molte donne le vivono direttamente sulla propria pelle oltre che il nostro governo deve capire che noi donne sappiamo leggere e ci informiamo, quindi conosciamo le statistiche. E' vergognoso che ci trattano ancora come sceme o come oggetti o comne se siamo proprietà degli uomini italiani. Gli uomini non devono più parlare in nome dei nostri corpi è uno stupro morale!

Continuando il discorso pare che sia scoppiato il razzismo ieri ho letto che hanno
ucciso un rumeno. Pare anche che se le violenze sulle donne sono compiute da italiani siano diventate lecite. Tutte le notizie passano in secondo piano e questo lo denota anche il taglio dei fondi ai centri antiviolenza (leggete qui).
Ci troviamo uno stato che è complice della violenza sulle donne, che legifera ed è severa per tutti i reati ma se ne strafrega della violenza di genere e che incoraggia questa.Se ad esempio c'è un emergenza di furti e il governo vieta ai negozianti di mettere gli antifurti alle case, ai negozi  e le serrande ad essi cosa accadrebbe? un aumento è ovvio..dettato da una facilità al compierli con conseguente liberalizzazione del furto stesso.Questa è un Itlaia dove i diritti umani stanno scomparendo piano piano, un italia xenofoba è un italia che non rispetta i diritti umani e che non reputa uguali gli individui.

TUTTE IN PIAZZA IL 14 GIUGNO A BOLOGNA!!!

LEGGETE
12 Giu 2008
Il contesto famigliare è il luogo privilegiato di espressione della disparità di potere nella relazione tra coniugi
Dal Paese delle donne Online

Lettera aperta dell’Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Gruppo di studio Generi e Famiglie, alla Ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna, in merito alle dichiarazioni rilasciate sulla violenza degli uomini contro le donne.

La violenza e le discriminazioni compiute dagli uomini ai danni delle donne, siano esse di tipo fisico, psicologico o economico, aldilà del contesto in cui vengono compiute, non rappresentano mai una “trasformazione” della realtà, un evento eccezionale, una “anomalia” connessa a qualità personali del singolo uomo che le compie, ma, come espresso nel Preambolo della Convenzione per l’Eliminazione di ogni forma di discriminazione contro la donna (CEDAW), sono la “manifestazione di un potere relazionale storicamente diseguale tra uomini e donne...uno dei principali meccanismi sociali attraverso i quali le donne sono costrette ad occupare una posizione subordinata rispetto agli uomini."

Il contesto famigliare è il luogo privilegiato di espressione della disparità di potere nella relazione tra coniugi: perché inevitabilmente il duplice ruolo che la donna in questo contesto è chiamata a ricoprire di moglie e madre la rende soggetta ad una serie di “aspettative” da parte del coniuge e della società stessa, che la vedono ancorata ad un ruolo primariamente di cura e riproduttivo, di servizio, e non, come dalla Ministra affermato, di realizzazione.

Infatti, statistiche, indagini criminologiche e studi psicologici di levatura internazionale sono concordi nell’affermare che la violenza dell’uomo in seno alla famiglia si scatena proprio nel momento in cui la donna sceglie di abbandonare il proprio ruolo di moglie e madre o “interpretarlo liberamente”, cercando di esprimere le proprie qualità anche come cittadina e donna, dunque come soggetto, prima ancora che come oggetto di “funzioni” legate al suo ruolo.

E’ in questo momento che l’uomo si sente legittimato, imponendo la propria forza fisica, il proprio potere economico, il bene “superiore” della famiglia, a dissuadere la donna dalla possibilità di scegliere come costruire la propria vita, a sminuire la scelta di autonomia della donna come scelta debole, a cercare di tenerla al suo servizio con tutti i mezzi possibili, dalla minaccia allo stupro, alla violenza sui figli.

Perché deve sapere, Ministra, che alto è il tasso di violenze da parte degli ex coniugi ai danni di donne e figli in casi di affido condiviso, non perché questa sia occasione di scontro sui figli, ma perché l’affido condiviso viene sovente concesso anche quando già erano state avanzate da parte della donna precedenti denunce penali al marito per percosse, minacce, maltrattamenti.

L’incapacità di valutare la pervasività della violenza dell’uomo in famiglia, che non solo si rivolge contro la donna, ma anche è violenza assistita per i figli che indirettamente la subiscono, porta a concedere l’affidamento congiunto anche in questi casi, consentendo all’uomo violento di continuare a trovare spazi per distruggere fisicamente e psicologicamente le persone, donna e figli, che hanno deciso di sottrarsi dalla sua potestà.

A fronte della gravità e della pervasività della discriminazione e della violenza degli uomini ai danni delle donne italiane, pare una ulteriore ed inaudita violenza istituzionale non solo la scelta di non assegnare un Portafoglio al Ministero delle Pari Opportunità per consentirLe di poter effettivamente intervenire a supporto dei centri antiviolenza e rendere concrete le politiche di supporto alla fuoriuscita delle donne da situazioni di criticità, ma anche la scelta di tagliare quei già pochi fondi stanziati a tal fine, che ancora una volta, da un Governo preminentemente composto di uomini, viene distratto alle politiche delle pari opportunità a favore di altri e del tutto diversi ambiti (abolizione ICI prima casa, quella in cui i coniugi possidenti e maggiormente remunerati rispetto alle proprie consorti potranno continuare ad esercitare agevolmente su di loro violenze e pressioni economiche e psicologiche).

Molte altre sarebbero le osservazioni su cui soffermarsi, ma, per brevità, pare opportuno in questa sede portare a Sua conoscenza e fare rimando alle Raccomandazioni che il Comitato per l’applicazione della Convenzione per l’Eliminazione di ogni forma di discriminazione contro la donna (CEDAW) ha, in più riprese, rivolto al nostro Stato, e che sempre sono state ignorate ed occultate, al punto da doversi una associazione come la nostra addossare l’onere di tradurle e diffonderle.

Le alleghiamo alla presente, nella speranza voglia fare di tali Raccomandazioni fulcro centrale di indirizzo delle azioni che porrà in essere, che sempre dovranno essere rivolte alla promozione della donna in quanto soggetto, per rendere concreto il godimento dei loro diritti fondamentali.



Associazione Nazionale Giuristi Democratici
Gruppo di studio Generi e Famiglie

10 Giu 2008
Scusate ero assente e posto tutto ciò che è successo
Il nostro vaticano minaccia sempre di più l'Italia dove si scopre che discriminano perfino i paraplegici. Lui è affetto da questo male e il prete non lo sposa perchè non si può riprodurre. Bella cosa, viviamo in una società dove l'amore è andato a puttane e la chiesa continua a seguire la linea fascista trattandoci da contenitori. Infatti è successo un altra cosa. Il segretario al Welfare con delega alla salute vuole coinvolgere di più gli obiettori per impedirci di autodeterminarci.
Potete leggere in dettaglio da Femminismo a Sud.
Intanto vi incollo il racconto del pride tenuto Sabato.

 ASCOLTA L'INTERVENTO DI FACCIAMO BRECCIA DAL PALCO DEL PRIDE

COMUNICATO STAMPA

IL VATICANO OCCUPA L'ITALIA
FACCIAMO BRECCIA OCCUPA IL VATICANO

Dopo un pride festoso e autodeterminato, con un atto simbolico Facciamo Breccia denuncia il tentativo di repressione e la sottrazione degli spazi di agibilità politica legata alla negazione di Piazza San Giovanni come piazza finale del Pride di Roma.

I movimenti lesbici, femministi gay e trans non si arrestano, e dopo l'occupazione di tutti gli spazi politici da parte delle destre clerico-fasciste, Facciamo Breccia ha simbolicamente occupato il territorio vaticano e Piazza san Pietro. L'occupazione è avvenuta con le bandiere NO VAT e con i corpi dei soggetti che vengono ogni giorno simbolicamente e ideologicamente costruiti come "diversi" dai mass media e dalla politica istituzionale di ogni colore.

Rivendichiamo quest'azione come atto di liberazione nell'ambito del Pride Roma contro la deriva oscurantista e securitaria che si è attivata anche, ma non solo, contro i soggetti lesbici, gay e trans. L'azione è stata rivendicata dal palco del Pride. Coordinamento Facciamo Breccia


***

Facciamo Breccia è un coordinamento nazionale ed organizza ogni anno le manifestazioni "NO VAT, Autodeterminazione, laicità, antifascismo" in occasione dell'anniversario dei Patti Lateranensi e le Frocessioni durante le visite papali (in particolare a Verona e alla Sapienza a Roma).
Facciamo Breccia è presente nelle città di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Prato, Roma, Torino e Venezia, Verona.


Per ogni ulteriore informazione: www.facciamobreccia.org.

 

Domenica invece  c'è stata una manifestazione di Rom a Roma. Sfilavano urlando "Alemanno, noi siamo più romani di te". Il gruppo Everyone [gruppo internazionale che si batte contro le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani] ci racconta come una ragazina rom di 16 anni, incinta di 6 mesi, sia stata aggredita e presa a calci da un italiano mentre chiedeva l'elemosina a Pesaro. ci avevano anche spiegato che la storia del rapimento della bimba avvenuto a  Napoli era tutta una montatura, anzi una bufala. La stessa cosaper la banda di donne rom: bugie, montature montate a scopo di alimentare razzismo e a giustificare atti politici senza alcun senso. Il presidente del consiglio dei ministri ha dichiarato l'emergenza in iun queste regioni: Lazio, Lombardia e Campania. Una scelta che i Giuristi Democratici giudicano discriminatoria e violatoria dei diritti umani.

La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne scrive alla ministra Carfagna:

Contro la violenza sulle donne serve un finanziamento nazionale concreto ed adeguato

Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne 

La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne, che accoglie al proprio interno la maggior parte delle associazioni di donne e dei servizi italiani rivolti alle donne vittime di violenza, esprime sconcerto e preoccupazione per le scelte operate dal Governo in tema di violenza di genere verso le donne.

La rete dei Centri aveva sollecitato in più occasioni la definizione di un Piano di azione nazionale contro la violenza alle donne quale strumento principale per mettere a punto azioni di sistema per garantire un efficace intervento di prevenzione e contrasto in area culturale, sanitaria, sociale e di protezione, e sia per sostenere le attività svolte dai centri stessi.

Avevamo plaudito la decisione di creare, da parte del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità un fondo nazionale per l’anno 2008 così da avviare la sperimentazione di un Piano di azione contro la violenza, uniformando così l’Italia agli standard attuati negli altri stati europei.

Leggiamo con preoccupazione le affermazioni del nuovo Ministro in tema di analisi del fenomeno (lettera a La Repubblica), e rileviamo che in quella stessa lettera si esprime la volontà di rivedere, ripensare e rafforzare i centri antiviolenza.
I dati e la lettura del fenomeno che emerge in qualsiasi indagine e documento internazionale, contrasta con l’interpretazione del nuovo Ministro.
La violenza verso le donne avviene (come rilevato in tutte le indagini nazionali ed internazionali) nelle relazioni di intimità, nelle famiglie, e l’imposizione dell’affido condiviso nei casi di violenza domestica serve solo ad innalzare il rischio di pericolosità per le madri e per i figli.

Pur condividendo con il Ministro il diritto dei figli di mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori durante e dopo la loro separazione, l’attuale legge sull’affido condiviso ci appare caratterizzata da una pericolosa semplificazione in quanto impone un unico modello di affidamento per tutte le separazioni.

Vorremmo anche precisare che non sono le separazioni che causano la violenza, bensì avviene esattamente il contrario. L’affermazione di libertà femminile acuisce la violenza, ma non si può certo chiedere alle donne di rinunziare alla propria affermazione per evitare la violenza, sarebbe certo una richiesta impropria, che carica la “vittima” della responsabilità dell’aggressione e che non va verso relazioni tra sessi improntate alla reciprocità ed alle pari opportunità di genere.

Rileviamo che sono stati “tagliati” i fondi destinati al Piano di azione Nazionale. Chiediamo che venga rivista tale decisione affinché le parole di indignazione espresse dai politici in occasione delle morti delle donne a causa di violenza, non siano parole vuote.

La violenza verso le donne è un fenomeno che non si può cancellare con le dichiarazioni, ma con azioni concrete ed adeguate. Per farlo serve un finanziamento nazionale altrettanto concreto ed adeguato, che permetta lo sviluppo di azioni di sistema ed il rafforzamento dei luoghi di accoglienza delle vittime.

Vorremo un confronto aperto sul tema e chiediamo che venga ripristinato il fondo, così da avviare il piano di azione nazionale, sul quale chiediamo di essere coinvolte per un reale processo di concertazione sugli obiettivi da raggiungere per il 2008.

da Il Paese delle Donne online 

10 Giu 2008

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